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martedì 26 ottobre 2010

Procreazione: tra buonsenso, etica e religione.

Nelle ultime settimane la richiesta di una coppia a Firenze di potere avere accesso alla banca del seme per aver un figlio ha riacceso in politica e nella pubblica opinione l'eterno dibattito sulla fecondazione assistita.
A far tornare in discussione la legge 40 i legali Filomena Gallo e Gianni Baldini che si stanno occupando della assistenza giuridica della coppia, impossibilitata ad aver un bambino a causa delle terapie subite da lui in adolescenza le quali non gli permettono ora la produzione di spermatozoi.



Questa, come tante coppie, ha patito le inefficienze dell'assistenza estera: «Siamo stati le vittime dei centri di fecondazione assistita che operano all’estero, non vogliamo essere anche vittime della legge 40».
La donna, che ha anche reso noto il suo nome a mezzo di stampa, ha spiegato che per due cicli d'inseminazione fatti in Svizzera i due hanno speso 700 € senza alcun risultato ed hanno dovuto desistere.
La consultazione del centro per la fecondazione Hera ha svelato ai due coniugi la verità: il marito della signora trentottenne non può aver figli a causa d'un cromosoma femminile presente nel suo Dna e per questo è stata consigliata ai due la fecondazione eterologa che rincorrono senza speranza da cinque anni.

In Italia questa strada non è consentita dalla legge per gli evidenti risvolti etici e sociali, ma la visione che la Costituzione da a questo tema non è da confondere con quella ecclesiastica, perchè una volta tanto le leggi, secondo me, dimostrano la loro capacità di esprimersi mantenendo una impostazione laica.
La discussissima legge 40 sostiene infatti la legittimità della fecondazione qualora questa sia di tipo omologa, ovvero praticata tramite l'inseminazione via provetta della donna col seme del suo partner.
Quella eterologa viene invece negata perchè con un seme diverso da quello del partner che vuole un figlio nascerebbero evidenti problemi sociali (e anche burocratici) per il nascituro.
Inoltre l'approvazione di un simile tipo di fecondazione porterebbe alcune coppie alla ricerca di alcune particolari caratteristiche genetiche, stravolgendo così la naturalezza della procreazione.

Studio in laboratorio.
L'adozione è una via lunga e faticosa, spiegano l'uomo e la donna che han fatto tornare sulla bocca di tutti il tema, però è sicuramente meno problematica.
Sono gli stessi ad ammettere di aver speso ben 30mila € in quattro anni senza aver avuto risultati.
L'amore per i bambini dovrebbe portare a pensare al loro bene e non egoisticamente alla voglia di maternità o paternità in sé stessa e l'adozione è una strada che pare più adatta a creare minore problemi ai figli, visto che un' adozione eterologa porterebbe di fatto il nativo della provetta ad avere una doppia paternità.
Non bastasse questo, la scienza non deve rincorrere lo stravolgimento della natura ma semplicemente aiutare per quanto possibile chi ne ha bisogno.
Ma forse se la strada per le adozioni fosse più agevole per le coppie che meritano questo dibattito perderebbe persino il suo senso.

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