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mercoledì 25 maggio 2011

Il nucleare fa saltare in aria la democrazia.

Lo sviluppo nucleare, al centro delle cronache politiche e popolari, ci porta in queste ore all'ennesima amara riflessione sull'effettività della democrazia in Italia.
Il Senato infatti ha appena approvato il provvedimento "Di omnibus" che eviterà lo svolgimento del referendum sul nucleare e sulla privatizzazione dell'acqua, fissato per il 12 Giugno su spinta dei cittadini italiani che avevano firmato convinti di potere esprimere la loro opinione in seguito ai fatti di Fukushima ed ai cattivi segnali arrivati da questa fonte di energia negli anni recenti.


Quello giapponese è l'episodio scatenante, ma solo il più rumoroso. E Silvio Berlusconi con la sua proposta di legge ha di fatto scelto di tappare la bocca dei cittadini che non vogliono proseguire lo sviluppo nucleare nello stivale prendendo a modello quanto fatto dalla Germania con un provvedimento di qualche mese fa che limita molto la funzione delle centrali atomiche più vecchie.
Il Governo ha chiesto la moratoria, semplicemente una sospensione del provvedimento: ciò significa che nei due anni in cui vigerà tale misura si andrà avanti sulla stessa strada.
Il premier ha ammesso senza pudore le sue intenzioni "per far sì che magari dopo un anno, dopo due anni, si possa ritornare ad avere un'opinione pubblica consapevole della necessità di ritornare all'energia nucleare, che tra l'altro è sempre molto più sicura" ma il testo di legge, approvato in Senato con 313 voti a favore e 291 contrari, deve ancora affrontare la Cassazione.

Centrale di Krsko ad un passo dalle acque. 
Chiaro l'interesse da parte del Pdl di dare priorità ai contratti stipulati negli ultimi 4 anni con la Francia tra le società Enel ed Epr al fine di realizzare la centrale di Farmville oltralpe e ben 8 centrali in Italia per la spesa complessiva di 27 miliardi di € con una quota detenuta dall'Enel sull'impianto francese del 12,5%.
Eppure gli episodi scoraggianti non mancano, considerando la perdita di 30,000 litri di liquido radioattivo a Tricastin; mentre a Krsko, sempre preoccupantemente vicino a casa nostra, in Slovenia, pochi giorni fa s'è registrato un guasto all'impianto di raffreddamento della centrale.
In Italia non se n'è parlato a dovere di queste recenti situazioni.

Naoto Kan, presidente del Giappone.
Un passo indietro vuol farlo invece proprio il Giappone che imparata la lezione Fukushima sta facendo di tutto per evitare simili tragedie in futuro, partendo dalla costruzione di mura alte 15 metri attorno ad ogni sede nucleare ed arrivando alla chisura del sito nucleare colpito dallo tsunami di Marzo.
Le radiazioni emanate dalla centrale di Fukushima Daiichi sono descritte in calo dagli esperti della Tepco, società americana che ha simulato l'incidente che ha causato la fusione del primo reattore.
La temperatura della fusione di 250 milioni di gradi ha reso impossibile una perlustrazione più approfondita; ma anche il secondo ed il terzo dei quattro reattori sembrerebbero aver avuto un principio di fusione.
La centrale verrà disattivata nel giro di qualche anno; ma ce ne vorranno comunque quasi 100 per smaltire del tutto le radiazioni.
Naoto Kan, il presidente del paese del "Sol levante" riscopre per questo motivo l'energia pulita.

Il Giappone subisce d'altronde ancora oggi gli effetti di Hiroshima e Nagasaki con un tasso di tumoralità molto alto, come avviene nella città ucraina di Chernobyl colpita da un'esplosione nucleare il 26 Aprile di 25 anni fa.
Ora il futuro dell'Italia è affidato ad una sentenza della Cassazione che stabilirà se noi correremo lo stesso rischio, firmando una condanna a morte certa in caso di problemi.

2 commenti:

  1. dico solo una cosa favorevole al nucleare.

    Abo

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  2. Caro amico, se il nucleare fosse una fonte sicura e meno legata agli interessi ma più alla produttività d'energia, nessuno si opporrebbe.
    Però i recenti silenzi sugli incidenti oltre confine dicono chiaramente che la verità si vuole occultare a favore di milionari contratti tra i colossi del settore.

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