In Italia la pressione per un avvenimento sportivo come Milan-Juventus è sempre spasmodica, nel nostro paese è talmente portata all'estremo eccesso che ormai si rischia di giustificare qualsiasi episodio antisportivo possa condizionare il campionato. Impossibile non sottolineare certe dichiarazioni se a farle è il premio fair-play Gigi Buffon, portiere della Juventus, che ieri sera ha respinto un pallone insaccato da Muntari di testa quando era oltre la linea di porta di mezzo metro.
Se da una parte non si può capire come la terna abbia fatto a non accorgersene, dall'altra non si può evidenziare che questo episodio rimarrà più impresso di qualsiasi altra rete o risultato del torneo.
Si diceva fosse decisiva la sfida di ieri del "Meazza". In verità la gara decisiva sarà forse più Bologna-Juve che dirà se il non convalidato 2-0 di Muntari può valere ai bianconeri la nuova leadership, una vetta che ieri la formazione di Conte, scesa in campo con novità deludenti, ha dimostrato di dover faticare a tenere.
I primi 65 minuti sono stati a fortissime tinte rossonere ed al primo errore (di Bonucci che non assomiglia molto ad un difensore della Vecchia Signora) la formazione di Allegri s'è guadagnata il vantaggio con Nocerino su deviazione proprio dell'ex centrale del Bari al 14'.
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L' evidenza più imbarazzante di qualsiasi polemica. |
Da lì madama non ci ha più capito nulla e solo la cecità di e dei suoi assistenti le hanno impedito l'immediato crollo quando con una testata Sulley Muntari ha trovato il 2-0 dopo una grande parata di Buffon su Mexes. Fortunatamente Estigarribia ha trovato pronto Abbiati sul ribaltamento di fronte 60 secondi dopo con un grandissimo intervento; ma le polemiche sono solo rinviate perché Mexes non viene espulso per una gomitata in faccia a Borriello e nella ripresa al neo-entrato Matri viene negato il pari da posizione regolare. Il pari arriva, e per il calcio sarebbe stato meglio che lo stesso Matri non lo avesse trovato. Non commentiamo l'espulsione di Vidal per eccesso di stupidità del giocatore. La serata si conclude con un diverbio tv Conte-Boban, da non ricordare!, e il parapiglia a "San Siro" con Galliani irrefrenabile contro i dg bianconeri.
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| Tres d'union leccese. Salvezza possibile. |
Per tornare al calcio è meglio partire dal basso, da Lecce, nel senso della passione del Sud Italia. Questa squadra ha raccolto una serie di bei risultati nelle ultime giornate solo grazie allo spirito di fiducia in sé stessa e senza alcuna polemica o favore, perché se nel calcio c'è qualche errore contro avviene più spesso a danno di formazioni come quella del "Delmare". I salentini ottengono il quarto successo nelle ultime 8 partite (dopo quelli con Fiorentina ed Inter ed il pari con l'Atalanta) e stendono 2-1 il Cagliari fuori casa. Muriel sblocca in chiusura di tempo, poi nella seconda frazione segna uno dei più interessanti giovani della Serie A, il centrocampista di scuola Roma Bertolacci, che risponde al momentaneo pari di rigore di Larrivey.

L'Inter vive un momento ben diverso da quello del team di Cosmi. Questa sera ennesimo k.o. a Napoli grazie alla rete di Lavezzi in una sfida controllata dai partenopei, cui è stata annullata una rete regolare a Campagnaro. Qui le polemiche saranno minori perché c'è stato più gioco da apprezzare.
Ancora meglio in qualità di gioco proposto ha fatto l'Udinese che, appesa al tira e molla Di Natale, alla fine con la presenza del capitano in campo trova il vantaggio grazie ad un penalty regalato. Il fallo di Perez sul numero 10 è fuori area, ma la sanzione è comunque il penalty: 1-0 al 38'. Gara in discesa grazie al bel raddoppio di Basta dopo il thé caldo, con il Bologna che non riesce a pungere con Di Vaio, poi il bomber felsineo trova in qualità di assist-man la sua efficacia permettendo a Koné di far sperare i suoi. Ci pensa Floro Flores, momento d'oro per lui, a chiuder i conti sul 3-1.
Un sorriso anche per la Lazio in serata che con Klose dimentica il brutto momento e batte la Fiorentina senza che la porta di Marchetti venga violata. A proposito di viola, poca cosa questa squadra che ora deve preoccuparsi.
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| Denis si sblocca e batte 3 colpi. |
L'altra metà di Roma si lecca le ferite, dopo i quattro schiaffi presi dall'Atalanta. E' tornato in formissima Denis in un momento assai importante con una bella tripletta a danno di Luis Enrique il quale ha lasciato De Rossi in tribuna per un ritardo nell'allenamento.
Marilungo porta subito in vantaggio gli orobici e la Roma incassa il secondo colpo firmato dal tanque argentino di casa. L'unica nota intonata dell'orchestra giallorossa è Borini che si conferma in fase realizzativa riaprendo la sfida alla fine del primo tempo. L'Atalanta però è una squadra, molto compatta. Denis buca altre due volte Stekelenburg nella ripresa e la panchina di Luis Enrique ora è soltanto rossa, anzi bollente.
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| Gol nobile per Marchese. |
Un applauso in questa domenica se lo merita pure Vincenzo Montella in volo col suo Catania verso picchi europei: il 3-1 sul Novara sugella ampiamente lo stato di forma degli etnei, a dispetto della coraggiosa scelta di inizio stagione di preferire Bergessio a Maxi Lopez. La scelta continua a dar i suoi frutti con l'ex Saint-Etienne che pure oggi apre il match in mezzora. La squadra di Mondonico è troppo inferiore e Marchese impallina Ujkani al 48' caricando il fucile a pallettoni da fuori per il raddoppio. Il tris di Gomez e il centro di Rubino nel finale fanno solo da contorno ad una sfida mai iniziata.
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Festa per la prodezza balistica di Brienza. La rete della punta vale il 4-1 finale. |
Per Siena-Palermo si può quasi applicare lo stesso discorso, benché Budan faccia da specchietto per le allodole dopo 12'. Da quando Terzi pareggia dal dischetto dieci minuti più tardi la Robur tiene fede al suo nome straripando. Bogdani capovolge la situazione già al 33', prima che Rossettini ed una gemma di Brienza calino il poker. Da segnalare in zona retrocessione la caduta del Cesena all'ultimo respiro in casa col Chievo con Antonioli punto letalmente da Moscardelli.
Per la validità di questo sport i discorsi ve li facciamo sentire in questo video della Gazzetta; in fondo Conte ha ragione se pensiamo a come in Inghilterra si comportino diversamente con la moviola dopo le partite ed agli esempi dell'uso della stessa negli altri sport: "Dobbiamo tutti darci una calmata, io per primo!".
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