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venerdì 2 marzo 2012

Addio Lucio Dalla, re della musica. Funerale il 4 Marzo.

S'è spento ieri all'età di 69 anni il poeta bolognese Lucio Dalla, sorpreso da un arresto cardiaco mentre si trovava a Montreaux, in Svizzera per una serie di concerti.
Con il cantautore bolognese se ne va una colonna della musica italiana nel senso più vero del termine. Dalla attraversava il percorso della canzone nostrana dagli anni '70, da egli arricchito con numerosissime collaborazioni di prestigio come quelle con Curreri (leader degli Stadio) Morandi, De Gregori, Mina e tanti altri colleghi che ora lo piangono commossi.
Il poeta di "Piazza grande", nato il 04/03/1943, iniziò con questa canzone il suo mondiale successo, scoperto da Gino Paoli quando militava nel gruppo dei "Flippers" spinto dalla sua passione per il jazz. Paoli gli consigliò di tentare la carriera da solista che fu subito al centro delle cronache e delle critiche.
Quando nel 1971 Dalla si presentò a Sanremo con 04/03/1943 la censura si abbatté su di lui feroce per il titolo inizialmente dato al brano, "Gesù bambino", piazzandosi comunque terzo.
"Piazza grande" arrivò nell'anno successivo precedendo la collaborazione col poeta emiliano Roberto Roversi dal cui sodalizio nacque l'album "Il futuro dell'automobile e altre storie" contenente un omaggio a Nuvolari, che attesta la grande passione di Dalla, da buon emiliano, per i motori. Toccherà poi a Senna, dopo la sua morte nel 1994 a Imola, ricevere un altro regalo in versi come memoria.

Banana Republic, album storico
per la musica cantautoriale italiana.
La collaborazione finì col disaccordo di Roversi su alcuni brani inseriti dal cantante nell'album, ma subito dopo ebbe inizio l'era del binomio Dalla-De Gregori, la fase più ricca artisticamente di Dalla durante la quale nascono canzoni come "Com'è profondo il mare", "L'anno che verrà", "Stella di mare", "Ma come fanno i marinai", ed "Anna e Marco" nell'anno dorato 1979.
In contemporanea De Gregori pubblica "Banana Republic" che contiene "Pablo" cui Dalla contribuì per musica e testo ed altre canzoni nate dalla loro collaborazione. E' il meglio della musica cantautoriale di quegli anni.
Nel 1980 Dalla scrive contro la guerra "Balla balla ballerino" e "Futura", auspicante una civiltà contraddistinta dalla pace per una ipotetica figlia.

Nel 1986 arriva la gemma assoluta di Lucio Dalla, uno dei brani per cui vale la pena ricordare la musica italiana all'estero, scritto per il suo idolo e maestro di musica Giuseppe Caruso, diventato un brano ricantato da Pavarotti, Bocelli e tanti altri tenori cui l'estensione dell'intensissimo brano si avvicina.

Morandi, grande amico di Dalla:
"E' come una coltellata per me".
Nel 1988 Dalla collabora con Morandi, due grandi artisti e due grandissimi tifosi del Bologna Calcio, che resteranno per sempre insieme nella memoria degli amanti della musica grazie al brano "Vita" del 1990.
Anche gli Stadio in questa fase si esibiscono con Dalla in una fortunata tournè poi con Ron nacque "Attenti al lupo".
Dal 1995 torna con grandi brani come "Se io fossi un angelo", nel quale l'artista dirà d'essersi immaginato un angelo metropolitano cui seguono a ruota "Canzone" (con Samuele Bersani), "Tu non mi basti mai" ed il già citato brano dedicato a Senna, scritto con Luca Carboni.

Dalla e Carone nell'ultima performance
live del colosso bolognese in Italia.
Prima di lasciare la musica e la vita, sempre condotta dal buon umore, Dalla aveva scritto la bellissima "Prima dammi un bacio" nel 2003, e nel frattempo musicato la "Tosca" cui la rivisitazione dell'opera gli deve gli onori per "Amore disperato".
La sua ultima apparizione italiana a Sanremo appena 10 giorni fa con un brano bellissimo consegnato ad un promettente giovane come Pierdavide Carone che parla di un ragazzo innamoratosi d'una prostituta.
Se n'è andato a pochi giorni dal famigerato 04/03, data del suo compleanno, e del suo funerale; ma i dischi che continuano ad esser venduti in tutto il mondo con la sua voce da brividi in "Caruso" e tanti altri capolavori continuano a dirci che non è mai partito.

Il più intenso brivido col quale ricordarlo è questo, dall'Arena di Verona.


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