Seguiteci su Instagram e Facebook live con LuneDìB tutti i lunedì alle 19,30

venerdì 8 marzo 2013

Quello che le donne non dicono. Violenze mai denunciate e varie.

La giornata mondiale della donna è da sempre per i più sensibili ai temi dei diritti umani opportunità di riflessione sulla condizione delle donne stesse in Italia e nel resto del mondo.
La mentalità consumistica spesso tende a ridurre l'importanza di questa ricorrenza ad un evento praticamente folkloristico il cui unico fine è il divertimento in serate riservate al solo sesso femminile.
Su Voce e passione, come facemmo lo scorso anno con un articolo che denunciava su tutto l'orrore delle mutilazioni sessuali nel continente nero (Articolo sulle mutilazioni genitali dell' 08/03/2012 ), vogliamo invece analizzare cosa significa esser donna in certi contesti al di là della data odierna.

La violenza sommersa rappresenta al giorno d'oggi il più grande ostacolo verso un'effettiva tutela paritaria delle donne nei confronti del sesso maschile.
E' difficilmente stimabile il numero di violenze domestiche non denunciate da donne o ragazze vittime di questi atti le quali spesso nascondono a loro stesse la gravità dei fatti per senso d'impotenza o peggio per paura.
Sebbene gli inviti delle forze dell'ordine siano frequenti quando queste intervengono sui mezzi d'informazione recenti dati raccolti dall'Istat e dallo studio di esperti psicologi dimostrano che il fenomeno dei maltrattamenti a danno del sesso debole è in continua crescita parallelamente ad una diminuzione dei casi denunciati.

Risultato d'un aggressione su una donna.
Una sorprendente intervista anonima (ne consigliamo qui la lettura: intervista psicologa Istat sulla violenza domestica) condotta dalla psicologa laziale Simona Ruffini ha provato che su 25 milioni di telefonate il 14,3% delle intervistate ha confidato d'aver subito almeno un episodio di violenza fisica. Dato che tradotto con un numero preciso corrisponde a 6 743 000 donne dall'età che va dai 16 ai 70 anni. Eloquente che il 24% di queste siano finite al pronto soccorso per curare le ferite riportate dall'aggressione; eppure ad ammettere la gravità dell'accaduto è solo il 34% delle intervistate.
Quattro donne su cinque trattano questi episodi come fatti ingiusti ma non li considerano reati e pertanto non li ravvisano come atti meritevoli di denuncia.

Le denuncie non firmate dalle donne che raccontano l'accaduto alle Forze dell'Ordine sono decisamente troppe: equivalgono al 34,6% dei colloqui fatti con carabinieri e polizia.
E' importante ricordare che queste donne non sono sole. Qui in zona, a Monza, c'è un importante centro d'assistenza per donne oggetto di frequenti violenze (cadom.it) che opera per l'allontanamento delle vittime dal domicilio dove non possono condurre una vita tranquilla senza che il proprio uomo o i figli mettano loro le mani addosso.
Purtroppo le condanne per gli i violenti posti alla lente della legge sono attualmente soltanto pari all'8,3% dei denunciati.
Tuttavia sono ancora troppi gli stupri taciuti (più del 90%), quando il 67% di quelli avvenuti si consuma nelle mura domestiche.

Funerale per morte di parto.
Data e dati da non sottovalutare. Il 6 Febbraio ricordiamo essere la giornata contro le mutilazioni genitali, delle quali c'eravamo come detto occupati. Esse restano sempre d'attualità poiché riguardano ancora un numero superiore ai 100 milioni di donne ed anche in Italia i casi non mancano e toccano 35mila rappresentanti del sesso femminile.
Il parto è in troppe situazioni un pericolo di vita per una donna: ne muoiono 1300 al giorno; una su 4800 negli Stati Uniti.
L'Onu dal 1979 con la Convenzione sui diritti delle donne fa un gran lavoro su questi temi e nel 2011 ad Istanbul il Consiglio Europeo ha promosso una Convenzione firmata da 23 paesi e (nel 2012) dall'Italia per una maggiore tutela del sesso debole.

Due deputate nel Parlamento Europeo.
I seggi rosa vengono descritti in aumento dal PD il quale garantisce che all'interno del partito il 41% dei deputati è di sesso femminile. Inutile soffermarsi sulla reale immagine della donna che viene trasmessa da note  vicende riguardanti discussi leader del nostro paese.
Anche per quanto riguarda le possibilità carrieristiche ci sono dei dati che meglio raccontano come si possa ancora migliorare: tra i docenti ordinari solo il 12% è donna, mentre il 58% delle lauree conseguite nello stivale sono raggiunte da donne (dato raccolto dal cosidetto "Rapporto ombra").

La nostra speranza ovviamente è che la diffusione di tali dati contribuisca a mantenere un occhio critico che ci ricordi l'importanza di tali ricorrenze storiche al di là di qualsiasi mero fine consumistico.
Nessuna mimosa e nessuna serata in discoteca sarà mai più importante dell'attenzione verso chi ha bisogno d'aiuto e non ha il coraggio di chiederlo.

Nessun commento:

Posta un commento