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domenica 25 maggio 2014

Festa Ancelotti e CR7: è 10^ al Da Luz.
Il Real batte il Cholo 4-1 al 120'.

Se puede!.. Certo che si può con Carletto Ancelotti, il quale riesce a riportare a Madrid la Champions League, la tanto agognata decima che i tifosi merengue aspettavano dal supergol di Zinedine Zidane che decise la finale di Glasgow del 2002 contro il Bayer Leverkusen.
Per l'allenatore italiano è la quinta Champions complessiva tra la carriera di giocatore e di coach, in parità col record di Bob Paisley, ed è la terza con tre teams diversi da allenatore, impresa mai riuscita ad altri fino a questa notte.
Il regista  della festa del club di Florentino Perez azzecca tutte le mosse della finale fratricida contro l'Atletico all'Estadio Da Luz, mandando in campo CR7 anche se a mezzo servizio e tenendo sul terreno di gioco anche Gareth Bale che non azzecca una giocata per 95' fino al colpo di testa sullo spunto dello straordinario Di Maria che apre la crepa nel muro del Cholo e rende materassi i colchoneros.
Se l'asso portoghese del Real dunque festeggia la Coppa davanti al pubblico di Lisbona, che l'aveva lanciato con la maglia dello Sporting, quello brasiliano di Simeone, Diego Costa, piange per non esser riuscito a giocare oltre gli otto minuti.

Casillas sbaglia ma non paga dazio.
Casillas ha un incubo che spezza il dominio del Real, pericolosissimo col fidejo Di Maria, falciato da tergo da Luis Garcia graziato con un semplice giallo, e quasi letale attorno alla mezzora con un tiro di Bale su disimpegno errato di Tiago (l'ex Juve) sulla trequarti: Iker, arquero de Copa, esce in modo sconsiderato su un pallone buttato nel centro della sua area di rigore e Godin, uomo avvezzo ad usar la testa per esprimere sentenze pesanti come già avvenuto in campionato, lo scavalca colpendo con un ciuffo facendo esplodere il pubblico biancorosso al 33'.
Il portiere oggi capitano del Real, fece il suo esordio proprio nella notte di Glasgow che valse l'ultimo trionfo al club, rilevando dopo 68' il portiere Cesar prima che capitan Hierro alzasse la Coppa.

E' la notte dei centrali goleador al Da Luz.
El Cholo si arrocca a metà ripresa di fronte ai cugini quasi nulli fino a 20' dal termine con Adrian vicino al raddoppio e Bale, sempre lui che ciabatta l'occasione del pareggio sprecando una grande fuga sull'out di destra. Il gallese, in condizioni fisiche non sufficienti resta in campo in posizione peraltro non sua mentre Ronaldo diventa una punta statica alla ricerca del gol del pari. Benzema ha l'occasione ma arriva di poco in ritardo sul cross del compagno, Tiago sfrutta un rimpallo per cercare il raddoppio ma viene murato.
Ancelotti spinge anche con gli ingressi di Marcelo e Morata per restare attaccato all'area rivale fino allo scadere del tempo e Sergio Ramos lo ripaga col colpo di testa vincente al 93'.
El Cholo s'infuria per i 5 minuti di recupero, secondo lui eccessivi, andando a sostituirsi ai giocatori per le proteste a fine dei tempi regolamentari. Forse il tecnico argentino dimentica il tempo perso per crampi nella sostituzione di Felipe Luiz. Insomma andò meglio al Benfica contro la Juve con Clattenburg.

Bale sfoga la sua rabbia col gol.
Il giallo è il colore della finale dell'Atletico che raggiunge i tempi supplementari con ben cinque ammoniti cui si sommano un paio di zoppi. Juanfran è tra questi e finisce nel mirino di Di Maria al 95' che se lo divora sulla fascia mancina eludendo il raddoppio di marcatura e servendo Bale per il colpo di testa che da valore alla sua partita ed ai 100 milioni spesi per lui.
L'Atletico ci prova col suo pezzo forte, ovvero i palloni inattivi, ma la difesa del Real tiene duro nonostante la minorazione di Dani Carvajal.
I rivali sderenati si scoprono alla ricerca di un nuovo colpo di scena, ma trovano solo la condanna di Marcelo che trafigge Cortouis dal limite ed il sigillo dal dischetto di CR7 che vale una gioia Real per lui e Carletto.

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