I giallorossi di Montella riescono a sfatare il tabù delle ultime giornate grazie ad un team che ha perso addirittura più punti dei capitolini nei finali della gara, ovvero il Lecce di De Canio, salvo e forse in zona Uefa senza considerare l'ultimo quarto d'ora delle partite.
Per i salentini però resta il rammarico d'un k.o. arrivato da un rigore per fallo di mano allo scadere (benché un mani di Perrotta nell'area giallorossa non sia stata vista) e qualche recriminazione su episodi dubbi che hanno coinvolto l'arbitro Damato.
Vucinic non ha pietà del Lecce. |
Dalla serata di questa sera emergono due dati molto confortanti: la reazione giallorossa all'ennesimo vantaggio sprecato nel finale e la seconda vittoria esterna su due trasferte in Serie A, che alla luce della sfida di Donetsk dove serviranno due gol di scarto sugli ucraini per passar il turno è una grande notizia in un tempo di incertezze per i giallorossi.
Come al solito, anche questa sera la formazione romana s'è subito mostrata più attiva dei rivali nel primo tempo sfiorando il gol con Cassetti, clamorosamente impreciso su un diagonale al 18', e poi trovando il jolly con una puntata di Mirko Vucinic al 32'. Per l'ex di turno nessuna esultanza.
Il primo tempo viene mandato in archivio dal numero del montenegrino.
Pizarro spiazza Rosati e la Roma vince. |
Quando il peggio sembra passato ancora una volta la puntura letale, ad un quarto d'ora dalla fine, rappresentata da un'inzuccata di Giacomazzi su cross di Munari sulla quale Doni stavolta non può nulla.
Quella che sembra l'ennesima beffa diviene un'opportunità imperdibile al 91' perché Borriello è fermato da un colpo di mano e trova il rigore. Dopo una breve consultazione il numero 22 deve lasciare l'onere al rigorista designato, il cileno David Pizarro che la mette alle spalle di Rosati per lasciare un chiaro messaggio: "Sono tornato!". E con lui, come si vede dalla classifica che avvicina i lupi ai cugini, è tornata la Roma.
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