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sabato 6 aprile 2013

Di Michele da record: 1-0 in 40''. 6° gol. Bari superato in zona play-out.

L'amore per la maglia e la volontà di correre per una bandiera più che per il conto in banca sono al giorno d'oggi merce rara nel calcio nostrano. Uno dei pochi validi rappresentanti è sicuramente David Di Michele, eterno talento in fase di lancio con Salernitana e Udinese ma mai sbocciato, e poi passato per Reggio Calabria nella cui terra il suo amore per il rettangolo verde è definitivamente diventato legame ad una città, la stessa per la quale ha lasciato Chievo tornando in Serie B.
6 gol in 13 gare con la maglia amaranto ed una classifica che parla una lingua diversa da quella della zona retrocessione dove la formazione di Pillon versava fino a metà torneo.
Questa sera sono bastati 40 secondi al 37enne per stender il Bari con un tocco mancino su assist da sinistra dell'incontenibile Barillà.

Di Michele: 37 primavere e non sentirle!
Torrente sommerso dall'avvio dei casalinghi. La rete a freddo è una mazzata che potrebbe valere un doppio svantaggio dopo pochi istanti. Lamanna si conferma buon portiere uscendo di piede.
I galletti viaggiano a testa bassa con Iunco che spreca con una vana sponda un buon colpo di testa. Defendi non può arrivare sul lungo appoggio commettendo carica sul portiere.
Di Michele è tutt'altra cosa e ci vuole un riflesso di Lamanna ad evitare il raddoppio del bomber al 28' quando Re David mangia l'erba a Dos Santos fuggendo dalla mancina verso la porta rivale.
Padroni di casa avanti con merito a fine tempo.

Armellino intimorisce il Bari con un siluro qualche minuto dopo il fischio di ripresa ma il pallone sibila a lato, mentre Iunco poco dopo prova a propiziare un tap-in dell'ex Roma Tallo, in ritardo di un soffio.
Gli ospiti finalmente crescono e Torrente ci prova con Fedato per Defendi ma la giovane punta trova solo l'esterno della rete. E' così ancora Lamanna a dimostrarsi decisivo all'84' deviando in corner una sberla del positivo Gerardi. I pugliesi escono dal "Granillo" col rimpianto d'aver regalato per l'ennesima volta un tempo agli avversari, mentre i campioni come Di Michele non fanno sconti. La zona play-out ancor meno.

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