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martedì 4 giugno 2013

Tsonga accende Parigi: Adieu Roger! Semifinale del francese vs. Ferrer.

Jo-Wilfried Tsonga è l'eroe di Parigi dopo la semifinale centrata a danno di Messiere Roger Federer, mai in partita contro il tennista casalingo, e k.o. in 1:53' di gioco.
Solo nel primo set il numero 2 del mondo è stato in grado di combattere con il francese, ma Tsonga ha conquistato la partita col punteggio di 7-5 mettendo in discesa il confronto che da lì non ha avuto più storia di fronte ai ripetuti ed inattesi errori del rivale.

Roger spaesato sul centrale: giornata no.
Era il fratello di Roger Federer sul centrale probabilmente il tennista vistosi nel tardo pomeriggio.
Negli ultimi due set in particolare il campione elvetico ha dato l'impressione di aver la testa altrove, di esser demotivato con smash sbattuti in rete e colpi di diritto palesemente imprecisi.
Tsonga è scivolato via per due volte con un agevole 6-3 e si è aggiudicato la semifinale con l'ennesimo errore dell'elvetico. Ora lo attende Ferrer.


Ferrer e Tsonga mai arrivati alla finale
di Parigi.
Ferrer vola nella semifinale con una facilità estrema stendendo nel derby spagnolo il 31enne Tommy Robredo sul terreno del Suzanne Lenglen con un perentorio 3-0.
Il primo set finisce 6-2 per il tennista più giovane, mentre negli altri due Robredo conquista un solo game.
L'altra semifinale verrà determinata domani dalle sfide tra Djokovic ed il 35enne Haas e tra Wawrinka e Nadal, il quale ha festeggiato con la vittoria su Nishikori il suo 27esimo compleanno.

Yannick Noah vince a Parigi.
L'ossessione Noah dura per i francesi dal 1983 quando il tennista vinse il trofeo facendo esultare per l'ultima volta il pubblico di casa.
Lo Yannick Noah, ancora in esercizio nei tornei riservati alle leggende, era stato molto critico nei confronti del tennis moderno dicendo che è stato ucciso: -In un'altra vita, frequentavo un circuito in cui era ancora possibile dire parolacce, insultare tutti, in cui potevi essere come volevi. Poi hanno ucciso questo sport instaurando, da 15-20 anni, una specie di codice di condotta per cui non puoi urtare le orecchie del giovane pubblico americano che non può sentire “cazzo” o “merda- ha dichiarato l'ex della racchetta incalzando -McEnroe con le sue urla ele proteste ha costruito una carriera. La gente lo amava perché dicevano: “Ci sarà sicuramente casino”. Oggi un McEnroe non esisterebbe, non potrebbe giocare. Da due o tre anni, la finale del doppio maschile si gioca sul Centrale, quella del doppio delle leggende sul campo 1. Il Centrale è vuoto, l'1 è stracolmo. La gente vuole vedere McEnroe ancora.-

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