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giovedì 15 maggio 2014

A Torino vince ancora Bela Guttmann.
Terza Coppa Siviglia, aquile dannate.

Straccia tutto il Benfica che per il secondo anno consecutivo butta via la Coppa all'ultimo respiro dell'ultimo atto della Uefa Europa League, getta via anche la sagace prestazione contro la Juve che l'è valso l'arrivo a questo appuntamento, ma soprattutto butta al vento l'ottava finale consecutiva dall'ormai nota maledizione di Bela Guttmann che è l'unica parte integra nella storia dei lusitani con la famosa affermazione ("Da qui a cento anni nessuna squadra portoghese sarà due volte campione d'Europa ed il Benfica senza di me non vincerà mai una Coppa dei Campioni") che il tecnico ungherese lasciò dopo aver battuto il Real nella finale di Coppa dei Campioni del 1962 e dopo le dimissioni per essersi visto negare l'aumento di stipendio.
Il tecnico infatti vinse per ben due volte il trofeo, superando nella stagione precedente il Barca in finale, dopo cinque anni di successi madridisti, e ribaltando con un 5-3 ed una doppietta di Eusebio, da egli scoperto, una tripletta segnata dal connazionale Puskas con la camiseta merengue.
Le aquile tornarono in finale due volte nei tre anni successivi ma dovettero cedere alle milanesi: nel Maggio del '63 alla doppietta rossonera di Altafini che ribaltava una rete di Eusebio dopo 19' e due stagioni dopo al gol di Jair che assegnava la prima Coppa Campioni all'Inter.
Manchester United (4-1 dts, Coppa dei Campioni 1967-68), Anderlecht (Coppa Uefa 1982-83), Psv (6-5 ai rigori, Coppa dei Campioni 1987-88) ed ancora Milan (1-0, Coppa dei Campioni 1989-90) si sono aggiunte negli anni a seguire alle squadre che hanno ringraziato la iattura di Guttmann.

Sir Alex chiacchiera con Mr. Antonio Conte.
Manca la Juve ma non Conte allo Stadium, come molti altri allenatori presenti per il grande evento. Il tecnico della Juve trascorre gran parte del tempo in fitte conversazioni con Sir Alex invogliando i maligni a pensare che lo storico Manager dello Utd forse possa esser intenzionato a metter una buona parola per lo juventino sulla panchina del Manchester al posto del traghettatore Giggs.
I due di tempo per conversare ne hanno, soprattutto in una prima frazione di gara bloccata dalla paura dove il Benfica, mai davvero cuor di leone, si fa vedere solo nel finale con Pereira che si divora l'1-0 al volo davanti a Beto.
La formazione di Jesus prende coraggio nel secondo tempo ma le azioni costruite dalla sua squadra vengono mortificate dalla scarsa decisione: Lima al pronti via si vede salvare il gol sulla linea da Pareja, mentre all'ex Reyes resta in canna il colpo vincente allo scoccare dell'ora di gioco su un piattone lemme.
I portoghesi invocano anche un rigore, ignorato da Brych per intervento di Moreno su Lima, ancora vicino al gol allo scadere, come Garay su palla inattiva.

Beto l'unico portoghese felice a Torino.
La fiesta del Siviglia sembra pronta a 10' minuti dai supplementari, quando il bomber Bacca butta alle ortiche un contropiede calciando alto davanti ad Oblak.
Gli spagnoli che hanno vinto due Europa League consecutive nel 2005 e nel 2006 giocano meglio e quasi più sgombri da pressioni nell'extra time, ma si va al dischetto la lucidità di Beto, portiere di Emery dolorante da parecchi minuti, è decisiva: l'estremo difensore portoghese, 32 anni, fa piangere i connazionali salvando i rigori di Cardozo, che tira in modo orrendo e di Rodrigo, dopo i sigilli di Lima e Bacca. A nulla serve la fredda trasformazione di Luisao dopo il gol di Coke perché Gameiro non sbaglia il tiro decisivo.
La Coppa conquistata a Torino, terza per gli spagnoli nel decennio, è frutto del cielo, da dove la iattura di Guttmann continua ad imperare, e verso il quale il cimelio si alza ad onorare la memoria di Antonio Puerta, atleta morto in campo il 25/08/2007 durante una gara di campionato contro il Getafe.

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