La Juventus porta a casa il suo nono scudetto consecutivo, primo del contestato Sarri, mai comunque in grado di dar una vera impronta di gioco alla Signora.
Un titolo che per questo vale doppio, perché il vantaggio sulle rivali costruito in questi anni in termini di rosa è diventato sempre più palese, soprattutto dopo lo stop forzato quando Lazio ed Inter si sono autoeliminate con le difficoltà di turn-over.
La Juve invece questa sera passa per 2-0 sui doriani nonostante Douglas Costa abbia finito la stagione e Dybala si fermi subito a gara in corso.
I bianconeri, come sempre non brillanti, viengono punzecchiata da una girata di Quagliarella, e passano solo a fine tempo con CR7 su assist di Pjanic. Bernardeschi, entrato per infortunio di Danilo al 29', fa il bis al 67' tornando al gol dopo 2 anni.
CR7 potrebbe salire a 32 reti (-2 da Immobile cannoniere e virtuale scarpa d'oro) ma butta giù la traversa su rigore a tempo scaduto.
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Dopo il botta e risposta dal dischetto tra Amrabat e Immobile nella prima frazione sono due rimpalli a favorire nella ripresa le reti di Milinkovic e Correa. Sbatte invece sul palo Zaccagni.
Nel finale Immobile si prende la scena con un destro meraviglioso a girare all'84' e col penalty trasformato allo scadere.
Due tiri dal dischetto di Veretout decidono Roma-Fiorentina, ma Iachini fa giustamente notare che il penalty del 2-1 finale (gol di Milenkovic per gli ospiti) nasce da un involontario tocco dell'arbitro.
La già retrocessa SPAL evita la sconfitta con D'Alessandro in casa contro il Toro andato in vantaggio con Verdi. Udinese corsara a Cagliari grazie alla rete subitanea di Okakachuka.
Quasi finita la corsa del Lecce sconfitto a Bologna con i felsinei che segnano due reti in 3 minuti con Palacio e Soriano. Mancosu e Falco la riprendono, ma il gol allo scadere di Barrow per la formazione di Mihajlovic è una quasi condanna per i salentini.


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