Seguiteci su Instagram e Facebook live con LuneDìB tutti i lunedì alle 19,30

lunedì 19 aprile 2010

La nuova generazione subisce il fascino del mito Battisti.

Lucio Battisti, secondo la metà dei partecipanti al sondaggio settimanale, è il miglior cantautore italiano, ovviamente in coppia con Mogol, di tutti i tempi.
Il 47% di voi lo ha preferito a De Andrè (30% dei voti) e Modugno. La voce altro (penso a grandi come Tenco; ma anche a certi tuttora esistenti come l'altro grande della scuola genovese Paoli o De Gregori) ha raccolto il restante 23%.

Impressiona il dato relativo a Domenico Modugno, padre della canzone italiana, che tra i ventenni che hanno votato non riscuote alcun favore.
Non è abbastanza per i ragazzi di oggi che cantano "Meraviglioso" dei Negramaro non conoscendone spesso l'autore primario che "Nel blu dipinto di blu" è stata tradotta in tutte le lingue del mondo, con esibizioni in America del Nord che gli fruttarono due Grammy (uno come miglior brano del '58) e una accoglienza da star in un concerto a Caracas con 121,000 presenze.
Eppure i giovani così amanti della musica anglofone non sanno che persino il grande Elvis Presley restò incantato dalla musica di Modugno facendo una versione del brano "Io" in inglese, dandogli il titolo "Ask me".
La bellezza di brani come "Piove", "Dio come ti amo" e "Resta cu 'mme" resta comunque evidente tanto quanto è ignota la canzone "Il nostro anniversario", modello di romanticità non eccessivamente zuccherrata.

La poliedricità di argomenti portati nelle sue canzoni non è valsa a Fabrizio De Andrè la vittoria su Battisti.
A suo sfavore gioca sicuramente il fatto di non aver mai sfondato all'estero. Questo non è stato mai possibile anche per la nota timidezza dell'artista ligure, che solo i P.f.m. riuscirono a coinvolgere in una vera e propria tournè da antologia.
Sicuramente da parte di De Andrè vi fu una maggiore capacità di trattare qualsiasi tema con la stessa intensità di parola. Se infatti ci si spinge oltre alle più celebri canzoni del Faber, per ascoltare brani come "Un malato di cuore", "Un medico", scritta contro il negativo modello imposto dalla società (canzone molto attuale viste certe figure come W. Marchi e varie) o "Cose che dimentico", cantata col figlio Cristiano, per la morte per Aids di un poeta, amico di famiglia, si coglie nettamente questa differenza con la star di Poggio Bustone.
Se Battisti è stata la grande voce De Andrè a mio giudizio è stata la poesia. La capacità di dare sempre il giusto tono alla parola, come fa un pittore con le tonalità dei colori.
La grandezza di De Andrè inoltre si rivela anche in brani dai vocaboli meno raffinati, come "La città vecchia", dove si conferma il suo possesso completo di ogni registro: una sorta di "Dante della musica italiana".
Fernanda Pivano alla sua morte non a caso disse: "Perdiamo il più grande poeta del paese".
Comunque Battisti deve molto delle sue fortune al non trascurabile genio di Mogol, la cui produzione di testi fantastici riguarda particolarmente l'amore.
Bei testi del sodalizio furono dedicati alla famiglia (vedi "Nel sole e nel vento") e alle persone sfortunate: è il caso di "Anche per te" che parla di una donna che si prostituisce per mantenere il figlio.
 Vi saluto facendovi ascoltare due fantastici capolavori: quello poco noto di De Andrè, "Un medico", e "Anche per te" dell'indimenticato Lucio.
http://www.youtube.com/watch?v=rFLJBRNN6Xc     http://www.youtube.com/watch?v=rhTMxHrCzSw

Nessun commento:

Posta un commento