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mercoledì 11 dicembre 2013

Wes fredda la Juve. Crollo totale.
K.o. agghiacciante per Conte.

Scivola sul ghiaccio la Juventus che si fa sfuggire la qualificazione nella Turk Telekom Arena in meno di un'ora di gioco.
I bianconeri, dopo i 31' giocati ieri, hanno tenuto per il resto del primo tempo a testa alta rispetto alla rivale, costretta a vincere, mentre lo stadio andava riempendosi con i tifosi lasciati liberi di entrare gratuitamente.
Si va negli spogliatoi con la neve che riprende a cadere copiosa ed i dubbi di Antonio Conte il quale pensa solo alla sospensione del match mentre il Mancio, col suo dente da sempre avvelenato contro la Juve, forse pensa di più alla gara e fa lavorare i suoi sulla fisicità di Drogba arretrandolo in fascia per fornire palloni utili davanti a Buffon.

Buffon vinto ad un passo dal traguardo.
L'ivoriano avvisa la Juventus che la partita è assolutamente aperta quando al 55' sfrutta una sfera mal gestita da Pogba per deviare davanti a Buffon che si salva con un fortunoso intervento.
Tira un'aria sempre più fredda sulla qualificazione dei bianconeri, nonostante il grande lavoro di Tevez nel far salire i suoi, ed all'86' l'ex Chelsea trova la sponda area per l'inserimento di Sneijder che taglia da destra fra Chiellini e Bonucci ed infila Buffon in diagonale. Entrano Giovinco e Quagliarella ma è ormai tardi.
La Juve precipita nell'inferno, il titolo crolla di 7 punti. Le speranze di veder un'italiana in finale si riducono drasticamente vista l'impresa cui sarà chiamato il Napoli questa sera (segnare tre reti all'Arsenal) e la pochezza del Milan.
Ora a Torino resta il pensiero dell'Europa League con la finale davanti al proprio pubblico, ma non è scontato che sia uno stimolo utile.

Il Mancio ha le catene da neve.
La crociata di Conte contro la Uefa e la decisione di far giocare il match non risolve la situazione di una Juventus mostratasi troppo incline a cercar di resistere piuttosto che a tentar di chiuder la gara.
Il tecnico della Juve non ha trasmesso ai suoi la voglia di chiuderla, in una situazione complicata nelle gare precedenti ma dove un punto sarebbe stato sufficiente per qualificarsi.
Dopo la gara ha parlato di un risultato diverso su un campo normale come se le giocate del Gala si fossero svolte su un prato in buone condizioni.
Neve e ghiaccio hanno dato problemi a tutti i ventidue giocatori perché la Uefa ha seguito le sua politica vergognosa; ma il primo responsabile del fallimento odierno (e della spocchia di Melo) è proprio lui.

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