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Visualizzazione post con etichetta Antonio Conte. Mostra tutti i post
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sabato 14 gennaio 2017

Torna la Premier e gli Spurs volano: secondi.
Conte batte Ranieri. Easy Arsenal e West Ham

Harry Kane congratulato dai compagin.
21° giro per la Premier in attesa dei big match di domani.
I primi a scendere in campo alle 13,30 sono gli Spurs di Pochettino che dopo aver fermato la corsa del Chelsea di Conte annientano il West Bronwich. A White Hart Lane il risultato è una vera sentenza, il Tottenham guidati da un implacabile Kane strapazzano gli ospiti vincendo 4-0. A dare il via alle danze è proprio un gol del ventitreenne inglese dopo soli 12 minuti di gioco. Il raddoppio Tottenham arriva poi al 26' grazie all'autogol del difensore del Bromwich Gareth McAuley. Nel secondo tempo il Tottenham diventa davvero implacabile. Eriksen,Alli e Kane ammattiscano la difesa avversaria e la tripletta di Kane può solo accompagnare. Gli uomini di Pochettino maturano così un'importantissima vittoria che lì lancia al secondo posto della Premier in attesa delle partite di Liverpool e City.

lunedì 2 gennaio 2017

Conte has no festivities. Chelsea keeps the gap.
Liverpool defeats City. Gunners and Spurs ok

One more victory for the leading coach Conte at Stamford Bridge in the EPL match beetween Chelsea and Stoke. Grant could stop twice Diego Costa in first phase of the game but cound't avoid the blues'lead on Gary Cahill's header in the 34th minute on a corner kick by Fabregas. Martins-Indi equalized for the visitors as the second half had begun but from that moment on Willian became decisive with a double: he scored his first goal in the 57th minute and then again beated Grant after Crouch second equalizer. Diego Costa deserved to score the last point in the final 4-2 result.
Wijnaldum's header in the daybreak of the game forces City to defeat in Liverpool. Klopp is for sure the best enemy for Chelsea.
Even Kane e Alli scored twice, so Tottenham won 4-1 in Watford though the ex Kaboul's goal.

Conte chiude bene, gioie per Ranieri e gli Spurs

Conte fa 13 allo Stamford Bridge col Chelsea. L'ennesimo successo arriva contro lo Stoke all'insegna del solito Diego Costa, murato per due volte da uno strepitoso Grant che prima salva col petto in tuffo sul brasiliano rientrante al tiro in area, poi s'immola su un lancio per lo stesso puntero col riflesso giusto anche sulla ribattuta di Hazard. Ci pensa così Cahill a sbloccare con un colpo di testa al 34' sul corner di Fabregas. Martins-Indi pareggia in avvio di ripresa ma Moses fa capire che si tratta solo d'un episodio con la splendida azione al 57' che propizia il gol di Willian al 57'. Non si danno per vinti i rivali al pari con Crouch su cross di Diouf al 64', ma il diagonale di Willian 60'' dopo e la caparbietà di Costa all'85' definiscono il 4-2 finale.
L'incornata di Wijnaldum condanna il City sulle rive del Mersey e consolida il Liverpool come principale antagonista di Conte. Le doppiette di Kane e Alli lanciano invece il Tottenham a Watford con un netto 4-1 dove la rete dell'ex Kaboul arriva quando non c'è più tempo.

mercoledì 28 dicembre 2016

Klopp is still on the blue way. Red 4-1 Stoke

Precious Tuesday for Klopp who achieved a victory at Anfield Road against Stoke City.
Visitors found anyway the lead when just 12 minutes were gone with Walters' header on Pieters' flank.
Stoke poor defending made the difference on the Mersey side. Lallana could easily beat Lee Grant after 35 minutes and Firmino scored the second for the Reds hiting the two goalposts before the ball past the line.
In the second half the Potteries totally cracked down with Imbula's owngoal who beated his own keeper while he was attempting to win the ball on Mané and with Sturridge who punished an incredible wrong liberation by Shawcross in the minute 70'.
Now reds have to face Man City at Anfield while Stoke will still be the ref in the Epl top challenge playing Chelsea at the Stamford-Bridge in the next competition day.

Il Liverpool di Klopp resta il rivale di Conte

Falsa partenza per il Liverpool che al primo respiro va sotto ad Anfield Road contro lo Stoke City grazie alla girata di Walters sul traversone di Pieters dalla mancina dopo 12'.
I reds però impattano al 35' con Lallana che sfrutta un regalo sulla percussione di Mané per superare Lee Grant e prima del thé caldo mettono la testa avanti con un diagonale da biliardo di Firmino che fa doppia sponda sui pali e poi si deposita in rete.
La ripresa si tinge ancor più di rosso con l'imbarazzo di Imbula che nel tentativo d'anticipare Mané su cross di Origi regala il tris al team di Klopp. Anche Shawcross è in clima natalizio ed al 70' concede a Sturridge l'onor di firma per il poker finale.
Il 4-1 del Liverpool è un segnale di presenza per il Chelsea che nel prossimo turno incontrerà proprio i potters al Bridge mentre i reds saranno invece impegnati nel big-match contro il City.

lunedì 26 dicembre 2016

Rich teams have a rich Boxing-day in the EPL.
Conte, Mou and Pep celebrating a victory

Full-Offer in the EPL Boxing-Day where leading Chelsea and runners-up won their game, waiting for tonight match at Anfield where Liverpool is playing Stoke.
Pedro Rodriguez prepared a marvellous Christmas-cake for the blues scoring a double while Diego Costa was disqualified. The spanish man opened the score with a lovely lob in the minute 24 while Hazard achieved and realised a penalty in the daybreak of the second half. Pedro found the lucky strike thanks to a deflection when the clock was hiting 93 minutes in the Stamford Bridge.
The citizens follow the path winning in Kingston upon-Hull with three goals in the second half: Yaya Touré gave Guardiola the lead by the penalty spot, the youngster Iheanacho scored the second in the 78' and Curtis Davies found an unlucky owngoal. Giroud decided for Arsenal in the last gasp against Wba.

Boxing Day: Record Conte, ok Mou e Wenger

Tre punti anche per il Burnley. Il City schianta l'Hull per 3-0.
Everton e West Ham in sordina, crisi Leicester e Swansea.

Il Boxing Day di Conte non poteva esser più bello. Il tecnico italiano consolida il primo posto della classifica e sigla il record di vittorie consecutive nella storia del Chelsea. La dodicesima vittoria arriva contro un Bournemouth che in trasferta fa molta fatica -soltanto un successo e ben 19 gol subiti lontani dal Goldsands Stadium. Conte viene premiato dalla scelta di non schierare Batshuayi, preferendogli lo spagnolo Pedro al posto dello squalificato Diego Costa. Il numero 11 con Hazard fa ammattire la retroguardia del Bournemouth: i due segnano tutti i tre gol che consentono a Conte di vincere il suo primo Boxing Day in carriera.
Non altrettanto felice questo evento per gli altri due manager italiani: il Watford di Mazzarri viene fermato nel primo pomeriggio dal Crystal Palace del neo-allenatore Allardyce. A rispondere a Cabaye è Deeney dal dischetto; ma è da segnalare il rigore sbagliato da Benteke nel primo tempo. Ancor più amaro il pudding cake per Ranieri con il suo Leicester, battuto dall'Everton, spinto dai belga Mirallas e Lukaku che nel secondo tempo risolvono il match.

martedì 28 giugno 2016

L'Italia si vendica sulla Spagna con due pizze.
Col Chiello e Pellé la Tour Eiffel è tricolore

Parigi come Berlino. Il 2016 come il 2006. Lo stesso orgoglio, la stessa sete e la stessa grinta, persino la stessa canzone ad accompagnare in ogni 90' gli azzurri forti oggi come nelle notti mondiali di dieci anni fa di un muro difensivo che sta diventando l'emblema del torneo: il tridente, quello che decide le gare, l'Italia lo ha dietro con Chiellini, Barzagli e Bonucci, come Cannavaro-Materazzi in Germania. Attorno a quel muro l'Italia fa quadrato e batte la Spagna in una gara dominata praticamente per 70' non solo con la massima attenzione difensiva, propria del team di Antonio Conte, ma anche con cuore e voglia di vincere.
Che le cose siano cambiate rispetto all'eliminazione del 2008 ai rigori lo si capisce in pochi minuti: solo un miracoloso De Gea strozza l'urlo in gola agli azzurri sul colpo di testa di Pellé all'8' e poi più tardi su una rovesciata di Giaccherini allungata sul palo. Tra il Paradiso e la classe operaia al 13' c'è però anche la bandierina del guardalinee.
Gli spagnoli però impazziscono senza metà come tori in quel di Pamplona: Ramos prima rischia l'autorete poi regala un piazzato dal limite ad Eder che spara forte e teso trovando l'errore del portiere rivale il quale lascia la palla a portata di Giaccherini il cui dribbling sull'estremo dello United (che lo atterra e sarebbe rigore!) è sfruttato per il tap-in di Chiellini.
Si rifà a fine tempo De Gea volando a mano aperta su un destro sotto l'incrocio di Giaccheriño, bravissimo nel convergere verso il centro e scagliare un tiro quasi mortifero.

La Tour Eiffel tricolore: premio ai tifosi
più social dell'Europeo francese a Parigi.
Morata stecca nell'incontro del Saint-Denis mostrandosi assente e spesso simulando durante tutto l'incontro per via del suo scarso movimento. Nella ripresa avrebbe sulla testa il pallone del pareggio grazie ad uno spintone su Chiellini ma manda tra le braccia di Buffon da 2 metri. Gigi si meraviglia per il mancato fischio di Çakır che da qui in poi non assegnerà più nulla agli azzurri: emblematica un'evidente ammonizione meritata da Pique cui non viene nemmeno sanzionato il fallo su Eder.
L'oriundo si mangia il bis al 55' in contropiede calciando su De Gea e gli azzurri iniziano a soffrire. L'acciaccato De Rossi nel frattempo è sostituito da Thiago Motta.
Buffon fa buona guardia su Iniesta e Piqué da fuori, ma la vera prodezza del capitano azzurro arriva al 90' quando sullo spiffero di Barzagli che sbaglia di testa Gigi chiude la saracinesca contro Piqué.
Conte non sbaglia una mossa ed i neo-entrati Insigne e Darmian avviano l'azione che chiude il ciclo della Roja: il napoletano da sinistra apre per l'ex Toro il cui cross è sporcato verso Pellé il quale, benché esausto, come col Belgio è al posto giusto e firma il bis da vero bomber.
Il cielo di Parigi è azzurrissimo e la Tour Eiffel si accende del tricolore nostrano, per premiare i nostri tifosi social. Il 2 Luglio sarà ancora Italia-Germania e la memoria torna a Dortmund ed alla semifinale contro i casalinghi che quest'anno potrebbe ripetersi contro la Francia per tornare a giocarci a Saint-Denis la Coppa Delaunay contro una tra Portogallo, Belgio o Polonia.
Non male dopo aver battuto i titani.

venerdì 17 giugno 2016

‎Éder‬ spezza la cintura svedese. Italia agli ottavi.
Conte vince la scommessa con la Svezia all'87'

Attesa da 12 anni e chiacchierata per tutte le successive edizioni del torneo, la rivincita azzurra per il biscotto svedese di Euro 2004 è arrivata nel momento più succulento per la selezione rivale di Hamren ad un passo dall'addio alla fase finale francese.
L'Italia Calcio però è squadra ben diversa da quella intraprendente vistasi contro il Belgio nel vittorioso esordio di Lione con i rivali che già dopo 2' sono pericolosi grazie ad un bel pallone in area per i lunghi Guidetti e Ibra. Zlatan però durante tutto il match trova in Chiellini pane per i suoi denti ed una marcatura impeccabile che conferma la difesa come nostro punto di forza. Tiri però in porta pari a zero perché a metà frazione un tentativo di Florenzi, a secco di allenamento per via della nascita della figlia,‬ è strozzato da posizione favorevole tra le braccia di Isaksson al 10'.
La Svezia si rende pericolosa con un cross sbagliato da Olsson che sibila accanto alla traversa al 22' sul primo palo di Buffon. Candreva è l'unico a sembrare inspirato ma sul suo cross a fine tempo ‎Éder‬ arriva leggermente tardi.

martedì 14 giugno 2016

L'Italia è indiavolata: Belgio k.o. ad Euro 2016
Ibra e la Svezia pari contro l'Irlanda del Nord

Esordio da squadra con gli attributi. Tempismo, astuzia, compattezza, sacrificio e sofferenza.
L'Italia di Conte ha mostrato nell'esordio dello Stade des Lumiéres, anch'esso a battesimo al cospetto del vecchio De Gerland di Lyon, tutte le qualità che servono ad 11 uomini che si giocano in 20 giorni uno dei trofei più prestigiosi al mondo.
In questa edizione lo faranno senza nomi altisonanti. La discussa scelta del 10 a Thiago Motta in fondo altro non era che un segnale: i riferimenti non sono i fuoriclasse oggi in casa azzurra, bensì gli operai, quelli come Bonucci per intenderci che, gara dopo gara dalla dipartita di Pirlo dall'azzurro e dal bianconero, è persino diventato uno dei principali inspiratori di gioco.
Nella ottima Italia dell'avvio un suo lancio filtrante viene sprecato da Eder mentre i belga fanno il solletico a Buffon con due stoccate di Nainggolan (attento Super-Gigi sulla prima, impreciso il romanista sulla seconda). La giocata successiva di Bonucci trova però il destinatario giusto: il difensore lancia infatti verso Giaccherini che sfrutta i 40 metri di profondità con un controllo mancino col quale si orienta perfettamente la sfera per battere Cortouis di destro: al 31' l'Italia conduce 1-0 e la difesa belga, già traballante con una rischiosa scivolata dell'ex gunners Ciman su Candreva, rischia subito di concederci il bis: Cortouis stavolta resta a metà strada e sulla sponda di Parolo Pellé gira fuori di testa a porta vuota.

martedì 17 novembre 2015

Magro bottino per Conte con la Romania.
2-2 al Dall'ara dopo il k.o. nell'ex Heysel

Troppi gol quelli presi dalla nazionale azzurra nelle amichevoli secondo la stessa ammissione di Conte.
In campo purtroppo parlano i fatti che raccontano della rete di Stancu incassata già al pronti via, all'8’, su insolito errore di Barzagli. La risposta dei nostri è orchestrata da Florenzi ed El Shaarawy ma è Eder a rendersi maggiormente pericoloso lamentandosi per un fallo di Chiriches che sarebbe valso il rigore. Il tiro dal dischetto arriva comunque grazie alla punta doriana al 56' e Marchisio si dimostra giocatore da non farsi tremare i polsi con tiro sotto l'incrocio.
L'oriundo lascia il posto a Gabbiadini allo scoccare dell'ora di gioco e proprio il neo entrato firma il sorpasso al 66' grazie ad un pallone riciclato da Marchisio.
Conte lascia spazio a Sirigu per Buffon al fine di dar spazio ad un giocatore scosso dai fatti accaduti nella città della sua squadra (Psg) ma Andone lo castiga all'88' negando la vittoria in amichevole alla formazione italiana.

sabato 31 ottobre 2015

Il derby: non solo la buca di Riccardo Maspero.
Viaggio storico nella stracittadina della Mole.

Il derby di Torino tra la Juventus ed i granata è uno dei più giocati della storia del calcio professionistico italiano. Per ben 78 volte se lo sono portati a casa i bianconeri ed in 56 occasioni il match ha sorriso ai cugini. 54 i pareggi.
Nella memoria dei più giovani è proprio un pareggio a suscitare maggiore emozione, un 3-3 per nulla banale col quale il Toro rimontò alla Juventus di Marcello Lippi tre gol segnati in 24' con la doppietta Del Piero ed il sigillo di Tudor. La ripresa vide solo l'11 di Camolese protagonista dal 57' quando Lucarelli riaprì la gara infilando Buffon in diagonale. Di Ferrante il rigore della speranza e di Maspero il pari all'83'.
Proprio quest'ultimo passò alla storia della stracittadina scavando una buca che contribuì all'errore di Marcelo Salas dal dischetto negli istanti finali.
La Juve si rifarà alla grande l'anno dopo con un poker firmato da Del Piero, Di Vaio, Nedved e Davids.

mercoledì 7 ottobre 2015

La guida per resistere alla pausa nazionali.
Azzurri in Azerbaijan. Olanda sotto pressione.

Stramaledetta Nazionale La pausa nazionali per gli amanti del pallone è come un fulmine a ciel sereno. La Serie A, quest'anno più imprevedibile che mai, è entrata nel vivo; le coppe hanno già lasciato in dote primi morti e feriti (leggi Roma).
Fidanzate, mogli e figli richiedono la vostra presenza, ma voi non sapete davvero a quale partita rinunciare; e proprio sul più bello... ecco la Nazionale!
Per voi che:" La Nazionale deve giocare a Natale quando non ho un nulla da guardare!", ecco una piccola guida che vi permetterà di superare indenni questa noiosissima settimana.

lunedì 19 maggio 2014

Conte chiude col record: 102 punti.
Piange l'altra Torino: ciao Europa!

Scrive la storia del massimo campionato italiano con 102 punti, record ufficiale in Serie A, ma rischia di lasciare la Juventus resa per tre volte campione su altrettanti tornei disputati nelle ultime stagioni.
I tifosi accorsi allo Stadium allora si fanno sentire con uno striscione gigante srotolato nella Sud e con mille altri che inneggiano "CON...TE!" giocando sul nome del loro condottiero affinché resti al timone della Juve.
La Juve che da il Là alla festa con un 3-0 sul Cagliari inaugurato dall'ennesima gemma di Pirlo su punizione dopo 8' (e poco importa se ufficialmente è autogol per la carambola sulla schiena di Silvestri), dal 16° sigillo di Llorente e dalla firma di Marchisio. Non trova il gol Tevez che deve lasciare il titolo di cannoniere al rivale concittadino Immobile.
I bianconeri danno 17 punti di margine alla Roma demotivata nelle ultime giornate e k.o. nella sua versione baby a Genova: i grifoni festeggiano col talentino greco Fetfatzidis un prestigioso successo a 7' dal termine.

La disperazione di Cerci nel finale.
Il Toro tradito da Cerci abbandona le velleità di tornare in Europa dopo l'apparizione in Intertoto nel 1994. I granata in trasferta a Firenze dopo un primo tempo nullo subiscono una doccia fredda al 57' quando Rizzoli assegna un rigore inesistente in favore di Rossi. Pepito fa il suo e spiazza Padelli portandosi a 16 reti. I granata rispondono con Larrondo 10' più tardi ma Rebic condanna nuovamente gli ospiti con un piattone al 79'. Ventura si gioca tutte le carte con Meggiorini, ad un passo dal sigillo, poi Kurtic fa 2-2 e lascia sperare i tifosi granata che al 93' hanno un sussulto vedendo Cerci andare dagli 11 metri: l'ala granata è sfortunata perché le gambe tremano e Rosati fa valere la sua voglia di campo chiudendo il varco europeo alla squadra che più lo meritava.
La festa è dunque del Parma che sfrutta una doppietta di Amauri nella ripresa per aver ragione del retrocesso Livorno, mentre il Milan, partito forte a San Siro con gol di Muntari e De Jong, supera di misura il Sassuolo, in rete nel finale dal dischetto con Zaza.

I sorrisi sono per Callejon e Mertens
La resa del mastino passa da Napoli dove la squadra di Mandorlini scende in campo già battuta nello spirito, nonostante la flebile speranza a -2 dal sesto posto: bastano 5' per vedere Callejon festeggiare il quindicesimo gol stagionale davanti a Nicolas Andrade, all'esordio in a per la defezione last-minute di Rafael. Zapata trova poi una doppietta in dodici minuti cui fa eco Mertens nella ripresa. L'Hellas torna a casa con un 5-1 ed un superfluo piazzato di Iturbe.
L'ex Obinna fa invece un regalo al Chievo ribaltando con due sue reti il punteggio sull'Inter andata in vantaggio con l'altro ex Andreolli.

Aranciata amara per il Massimino la vittoria timbrata da Bergessio nell'ultima di stagione col bomber etneo che trova il decimo centro stagionale realizzando il 2-1 dal dischetto per la formazione di Pellegrino.
La squadra rosazzurra sblocca la gara con Lodi, ma viene poi raggiunta da Moussa Koné, dopo due grandissime parate nel giro di un minuto: Sportiello toglie dalla porta una zuccata di Bergessio, mentre Frison sul ribaltamento di fronte compie il miracolo inutile su Denis prima del tap-in dell'ex Pescara.
Nemmeno questa consolazione invece per il Bologna, ulteriormente ferito nell'orgoglio all'Olimpico dal rigore al 93' di Biglia che decreta la vittoria laziale per 1-0.
Il pareggio di Udine tra Udinese e Samp serve solo a Totò Di Natale che con una tripletta arriva a quota 17 nonostante la brutta annata per Guidolin & co. Okaka, Eder e Soriano, in rete per i blucerchiati, chiudono così il torneo in crescendo.

domenica 11 maggio 2014

Juve ad un passo dalle tre cifre in A.
Blitz dell'ex Osvaldo a Roma.

Inarrestabile la Juventus di Antonio Conte vola verso quota 100 nella Serie A dominata dalla prima all'ultima gara anche a dispetto d'una Roma più che gagliarda per rendimento e superata nuovamente pure in casa grazie al blitz odierno di Osvaldo.
Garcia aveva promesso undici lupi ma il pronto vantaggio firmato sull'asse Gervinho-Torosidis è macchiato da un tocco di mano del greco, poi Totti è sfortunato su una volé tentata poco dopo.
Nella sfida tra i due portieri di riserva Skorupski deve sporcarsi le mani per prima sul sinistro di Llorente in area al 26'. L'ex Athletic va ancora vicino al vantaggio poco dopo ma calcia alto, mentre Gervinho si divora l'1-0 in fuga davanti a Storari. La prima frazione è chiusa da una rasoiata mancina di Pogba che si stampa sul palo.

Conte abbraccia Osvaldo: vicini i 100.
Un Toro scatenato il terzino greco di Garcia, in campo al posto di Maicon, che impegna Storari in avvio di ripresa, bravo a respingere a terra sulla sua incursione. Altrettanto bravo il secondo giallorosso sul diagonale di Lichtsteiner.
La più grande chance dell'incontro è della Roma che trova un grandissimo break con Nainngolan il cui tiro è respinto da Storari sulla sua destra, Florenzi appena entrato va al tap-in ma trova la reazione strepitosa del guardiano delle zebre a chiudere in angolo.
Osvaldo entra e trova il colpo del k.o. al minuto 94 a suggellare la supremazia bianconera in Italia, nell'attesa di un rinnovato sì di Conte e Pogba per l'Europa dove Sanchez resta più che un'idea.

lunedì 5 maggio 2014

Padoin si iscrive alla festa del 30° titolo.
Conte per la terza volta Re d'Italia.

Padoin taglia la torta bianconera allo Stadium col gol che regala alla Juventus, fresca campione d'Italia per la terza volta in tre stagioni, la vittoria numero 31 e la fa volare a quota 96 a quattro lunghezze dal record a tre cifre mai raggiunto da alcuna squadra prima d'ora.
Adesso ai bianconeri basterà un pari a Roma e la vittoria nell'ultima sfida in casa contro il già tranquillissimo Cagliari.
Nella penultima gara dello Stadium Giovinco e Osvaldo combinano poco lì davanti: per l'argentino anche qualche fischio, forse legato più alla volontà di veder in campo il cannoniere Tevez, fermo a quota 19 con Luca Toni, alle spalle di Ciro Immobile che gode di un vantaggio di due lunghezze.

La conclusione vincente di Padoin.
Un'altra perla di Pogba delizia i tifosi nel momento decisivo: la rete vincente nasce da un suo colpo di tacco che libera Padoin agevolato dal velo di Quagliarella per il diagonale che supera Consigli.
La giocata del talento bianconero alimenta il mistero su una sua possibile partenza verso Parigi, magari in cambio di un Cavani bianconero.
Il gol costa poco all'Atalanta, ma vale un infortunio per Yepes che si preoccupa ed esce malconcio.
Entra invece in campo Tevez, ma per lui non c'è tempo di trovare il gol, che sicuramente cercherà di non farsi mancare nelle ultime due apparizioni.

venerdì 2 maggio 2014

L'euro sogno bianconero scivola via.
Il Benfica ostruzionista gela lo Stadium.

Avanti i portoghesi allo Stadium. Il Benfica di Jorge Jesus beffa la Juve in casa negandole con tutti i mezzi il gol. La formazione di Conte che deve rimpiangere la dabbenaggine mostrata nella sconfitta per 2-1 in terra lusitana, ha dal canto suo il demerito di partire forte e sparire alla distanza.
Pirlo, con un tiro da fuori alzato da Oblak (preferito ad Artur), e Vidal, con un destro al volo da zona defilata sono subito pericolosi. Il duo Tevez-Llorente sembra balbettare, ma l'argentino, che ha invitato in tribuna Maradona, arriva solo con una frazione di secondo di ritardo sulla palla spacca-partita.
A fine tempo un sussulto scuote il match: scavino di Pogba per Asamoah il quale s'inserisce sulla mancina con un cross per Vidal che schiaccia di testa superando l'estremo ospite, ma tra il cileno ed il gol c'è la capoccia di Luisao.

Il Benfica guadagna tempo in ogni modo. 
Tutti giù per terra i lusitani nel secondo tempo dove l'ostruzionismo è l'arma vincente dell'11 di Jesus.
L'inizio secondo tempo sembra promettere bene per gli ospiti che trovano una buona chance con Rodrigo in area, ma il giocatore spreca un tiro favorevolissimo.
Il giostraio Pirlo è contenuto da Oblak su calcio da fermo mentre Markovic stacca con mano larga su Llorente venendo graziato da Clattenburg.
L'arbitro è l'unico protagonista del finale: al 65' manda in doccia Perez col secondo giallo per scorrettezza su Vidal, poi ammonisce Oblak per perdita di tempo, ma manca in diverse occasioni di sveltire la ripresa del gioco quando le aquile restano con le ali basse a terra: nell'ultimo quarto d'ora si contano quasi sei episodi di giocatori stramazzati al suolo e tre ingressi di barella. Quasi non si gioca più.
Nel frattempo Giovinco entra per Bonucci mentre l'impalpabile Llorente e l'esausto Vidal vengono sostituiti da Osvaldo e Marchisio: l'italo-argentino la butta in porta all'82' su sponda di Pogba, ma i due sono in offside. Il Benfica continua nella sua tattica ed in panchina è rissa con rossi a Vucinic e Markovic.
La Juve abbandona mestamente l'opportunità della finale in casa. Lacrime di pioggia direbbe Venditti.

Mbia decisivo nell'euro derby iberico.
La regina delle rimonte è anch'essa beffata: al Valencia infatti questa volta l'impresa sfugge proprio a tempo scaduto sui connazionali del Siviglia, impostisi 2-0 in casa. A condannare i casalinghi a tempo scaduto Mbia, autore d'un gol in netto offside all'andata.
La formazione di Pizzi ripete praticamente la gara interna giocata col Basilea quando doveva rimontare tre gol agli svizzeri e sblocca già al 14' con un tiro di Feghouli deviato sotto la traversa di Beto. Al 26' la situazione è già in parità grazie alla carambola sul colpo di testa di Jonas che tocca la traversa e la schiena del portiere avversario.
Il gol che sposta gli equilibri lo trova Mathieu al 69' con un piattone mancino in area di rigore che rilassa gli uomini di Pizzi. Il gioco dell'amministrare dura quasi fino alla fine, ma al minuto 93' i sivigliani con una disperata rimessa da destra trovano la zuccata vincente di Mbia. Emery beffa il suo ex club e va contendere la coppa alle aquile portoghesi.

lunedì 28 aprile 2014

Ormai anche Conte festeggia il titolo.
Zaza e il Sassuolo vinti con orgoglio.

La voglia di Zaza è stata l'icona di una serata in cui la Juve, come in poche altre gare di campionato, ha dovuto sudarsi i tre punti; ma i bianconeri dopo esser stati colpiti dall'ex Ascoli, che non ebbe l'opportunità di salvare i marchigiani in B perché spesso tenuto in panca, non hanno mancato comunque l'obbiettivo contro un Sassuolo sempre sul pezzo ed assai pericoloso con l'attaccante numero 10 e Sansone.
Il bomber di Policoro sigla il vantaggio al 9' con un mancino che Ogbonna corregge alle spalle di Buffon, ma Tevez guida i suoi al pari prima concludendo di poco alto sopra la traversa su sponda di Chiellini poi inchiodando Pegolo con una precisa botta al 35' sulla giocata di Marchisio.
Nel mezzo uno splendido triangolo tra Sansone e Zaza su azione personale di quest'ultimo che scaglia la botta poco alta sopra la traversa. Il Sassuolo è in gara fino al 58' quando Pirlo scrive i titoli di coda con un perfetto lancio per l'inserimento vincente di Claudio Marchisio.

La firma prestigiosa di Fernando Llorente.
Llorente alla Bettega chiude la sfida con un colpo di tacco al 76' su assist del neo-entrato Lichtsteiner (lo svizzero in campo al posto di Isla).
Nel finale Conte non si priva nemmeno di Vidal per poi scoppiare a fine gara in una festa che è propria di chi è ormai certo dell'obbiettivo con 8 punti di vantaggio sulla Roma quando ne restano 9 disponibili per le due pretendenti. Nemmeno lo scontro diretto potrà cambiare molto le cose.
Per i record tutto possibile, a partire dai 100 punti con la Juve che ne ha bisogno ancora di 7 (basta un pari a Roma e due successi nelle altre sfide) fino ad arrivare al titolo di cannoniere per Tevez, ora a quota 19 con Toni, ancora deluso per la privazione del gol di ieri, ed a -2 da Ciro Immobile.

venerdì 25 aprile 2014

Si ritrova Tevez, si perde la Juve.
K.o. al Da Luz ma finale alla portata.

Brividi gelidi accolgono la Juventus, intenta nella ricerca della finale casalinga, all'ultimo doppio step nello stadio Da Luz, tutto esaurito per l'occasione e caricatosi con una grande coreografia.
I portoghesi spezzano subito le gambe alla Signora colpita a freddo su corner di Sulejmani dal colpo di testa dell'ex Real Garay, bravo ad anticipare Bonucci in una difesa ancora orfana di Barzagli, rimpiazzato da Caceres.
All'11 Tevez cerca un dribbling da sogno su Luisão per andare tutto solo alla battuta davanti ad Artur ma il centrale brasiliano lo mura in scivolata facendo ripartire il pericolosissimo contropiede dei suoi con apertura che spalanca il campo a Sulejmani sulla sinistra. La conclusione è fortunatamente sballata.
La Juve reagisce nel corso dei minuti e produce una ghiotta palla gol al 36' sulla scodellata di Marchisio per Lichtsteiner che spreca malamente di testa. Lo svizzero fortunatamente viene segnalato in offside.
La prima frazione si chiude col giallo a Pogba, fortunatamente non diffidato come Andre Gomes che dovrà saltare il ritorno per il giallo rimediato nei primi 45'.

sabato 19 aprile 2014

Pogba accompagna la Juve al titolo.
Nainngolan consola la Roma.

Neanche le barricate felsinee fermano la Juve frantuma-record di Antonio Conte che è costretto al successo risicato sul Bologna nella sfida delle ore 19,00.
Sin dalle prime battute i bianconeri capiscono l'importanza degli inserimenti dei propri centrocampisti e Pogba all'11' ha una multi-occasione per l'1-0 ma dopo il primo tentativo respinto da Curci trova due stoppate dai difensori di Ballardini. Llorente è chiuso centralmente e non la vede mai mentre Giovinco ha buoni spunti ma non può esser pericoloso vista la scarsità di centimetri contro la rocciosa difesa ospite.
La Juve spinge al massimo nella ripresa e capitalizza al 64' con un destro da fuori di Pogba. Poco dopo Isla va vicino al raddoppio ma trova una grande uscita di Curci.
I campioni arrivano a 90 punti centrando il 17° successo su altrettante sfide in casa e sono ancora in corsa per il record dei 100 punti. Per il titolo manca invece solo la firma.

Gervinho sbaglia, Radja no: 1-0 Roma!
Segue la sua strada la Roma che non si scompone di fronte all'ennesimo risultato della capolista, anzi espugna il Franchi con la rete di Nainngolan dopo 26' che spaventa la Fiorentina ora a rischio di esser raggiunta dall'Inter al quarto posto.
Poca roba la viola, punita dal belga dopo un erroraccio di Gervinho sotto porta. Nella ripresa il pubblico fischia Ljajic, uscito per Bastos, mentre Montella dall'ingresso di Vargas ricava solo qualche inutile corner. Nel finale Savic spaventa De Sanctis dalla distanza e Matri chiede un rigore venendo ammonito.
La Roma è ormai certa del secondo posto, la viola dovrà sudare invece molto per il quarto.