Eterno! Al 77' su cross di Mattiello Sergio Pellisier, a 38 anni suonati, con uno splendido colpo di tacco a volo segna il suo primo goal in questa stagione, la 14esima in cui lui timbra il cartellino.
Ripercorriamo la carriera del bomber clivense: Sergio Pellisier detiene il record di presenze e goal con la maglia gialloblu in Serie A ( 93 reti in 372 presenze). Lui ed il Chievo si son detti Sì nella stagione 2002-2003 e da quel momento ha avuto inizio la loro lunga storia d'amore.
Sigla il suo primo goal con la maglia clivense contro il Parma, chiude la sua prima stagione, nella quale ha anche la possibilità di debuttare in Europa contro la Stella Rossa di Belgrado, con 5 goal in 25 presenze. Anche grazie a lui i gialloblù riescono a conquistare il settimo posto in classifica. Le stagioni che lo hanno consacrato bomber del Chievo sono 2005-2006 e 2008-2009.
Nella prima grazie ai suoi 13 goal, record personale nella massima serie, il Chievo di Beppe Pillon riuscirà a piazzarsi al 7 posto in classifica, piazzamento, che in seguito alla sentenza di Calciopoli, gli permetterà di disputare degli storici preliminari per l'accesso in Champions League.
Nella seconda grazie ancora una volta a 13 goal, di cui tre depositati alle spalle di un certo Gianluigi Buffon, il Chievo riuscirà a salvarsi e lui a conquistare una chiamata dalla Nazionale.
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domenica 18 ottobre 2015
domenica 27 settembre 2015
Buon compleanno Capitano! 300 volte auguri.
Scrivere di Totti è complicato. Per me che sono giovane e inesperto, forse, lo è ancora di più. Grandissime penne del giornalismo sportivo hanno scritto di lui, qualunque cosa potrebbe risultare banale, qualcosa di già letto, scritto e riscritto.
Così ho deciso di non far un normale articolo, ma di ricostruire in poche date la splendida carriera del Capitano:
27 Settembre 1976 da mamma Fiorella e papà Enzo, nei pressi di Porta Metronia, nasce Francesco Totti. Fin da piccolissimo dimostra di saperci fare con la palla tra i piedi, così inizia a giocare tra le fila della Fortitudo, società di San Giovanni, quartiere in cui Totti è cresciuto. Poi il passaggio dapprima nella Smith Trastevere e successivamente, 1986, nella Lodigiani, esperienze fondamentale nella crescita sportiva di Francesco. E dopo due stagioni il bivio da cui tutto ha inizio: il giovane fa gola sia alla Roma che alla Lazio, ma per i genitori il dubbio neanche si pone, la Roma deve essere il futuro di loro figlio!
Così ho deciso di non far un normale articolo, ma di ricostruire in poche date la splendida carriera del Capitano:
27 Settembre 1976 da mamma Fiorella e papà Enzo, nei pressi di Porta Metronia, nasce Francesco Totti. Fin da piccolissimo dimostra di saperci fare con la palla tra i piedi, così inizia a giocare tra le fila della Fortitudo, società di San Giovanni, quartiere in cui Totti è cresciuto. Poi il passaggio dapprima nella Smith Trastevere e successivamente, 1986, nella Lodigiani, esperienze fondamentale nella crescita sportiva di Francesco. E dopo due stagioni il bivio da cui tutto ha inizio: il giovane fa gola sia alla Roma che alla Lazio, ma per i genitori il dubbio neanche si pone, la Roma deve essere il futuro di loro figlio!
mercoledì 23 settembre 2015
Il Bayern fa LEWA sul record. 5 reti in 9 minuti.
Record mondiale del gol. Stasera il Borussia.
Lewandowski famelico contro i lupi nella sfida da record in Bundesliga.
Nella sesta giornata di campionato tedesco l'ex Borussia realizza cinque reti in nove minuti sul Wolfsburg che si presentava all'Allianz Arena con ambizioni importanti e la possibilità di accorciare sui rivali bavaresi. Impresa che per lunghi tratti era sembrata possibile grazie al gol di Caligiuri al 26'.
La gara è letteralmente cambiata nella ripresa quando l'attaccante polacco di casa ha preso il posto di Thiago Alcantara: al 51' il pari su un azione insistita in area di Vidal e Müller con un facile tap-in, un minuto dopo il sorpasso con un tiro radente al suolo che s'insacca nell'angolino alla destra di Benaglio.
La caparbietà permette l'hattrick al 55' quando Lewa calcia tre volte facendo centro dopo un palo da due passi e la respinta d'un difensore. Un minuto dopo il poker grazie all'ICE1 Douglas Costa che si fuma tutti sulla sinistra per andar a trovare il compagno sotto porta il quale insacca con una bella volé.
Chiusura in bellezza allo scoccare dell'ora di gioco con una meravigliosa mezza rovesciata su traversone dalla trequarti di destra di Xabi Alonso.
Nella serata di ieri sera da sottolineare anche il colpaccio dell'Amburgo che sbanca l'Audi-Sportpark di Ingolstadt e raggiunge Hertha (2-0 al Köln) e Schalke, impegnato stasera contro l'Eintracht.
Il Dortmund di Tuchel, secondo, andrà invece in trasferta a Hoffenheim in un vero e proprio testacoda.
Nella sesta giornata di campionato tedesco l'ex Borussia realizza cinque reti in nove minuti sul Wolfsburg che si presentava all'Allianz Arena con ambizioni importanti e la possibilità di accorciare sui rivali bavaresi. Impresa che per lunghi tratti era sembrata possibile grazie al gol di Caligiuri al 26'.
La gara è letteralmente cambiata nella ripresa quando l'attaccante polacco di casa ha preso il posto di Thiago Alcantara: al 51' il pari su un azione insistita in area di Vidal e Müller con un facile tap-in, un minuto dopo il sorpasso con un tiro radente al suolo che s'insacca nell'angolino alla destra di Benaglio.
La caparbietà permette l'hattrick al 55' quando Lewa calcia tre volte facendo centro dopo un palo da due passi e la respinta d'un difensore. Un minuto dopo il poker grazie all'ICE1 Douglas Costa che si fuma tutti sulla sinistra per andar a trovare il compagno sotto porta il quale insacca con una bella volé.
Chiusura in bellezza allo scoccare dell'ora di gioco con una meravigliosa mezza rovesciata su traversone dalla trequarti di destra di Xabi Alonso.
Nella serata di ieri sera da sottolineare anche il colpaccio dell'Amburgo che sbanca l'Audi-Sportpark di Ingolstadt e raggiunge Hertha (2-0 al Köln) e Schalke, impegnato stasera contro l'Eintracht.
Il Dortmund di Tuchel, secondo, andrà invece in trasferta a Hoffenheim in un vero e proprio testacoda.
lunedì 19 maggio 2014
Conte chiude col record: 102 punti.
Piange l'altra Torino: ciao Europa!
Scrive la storia del massimo campionato italiano con 102 punti, record ufficiale in Serie A, ma rischia di lasciare la Juventus resa per tre volte campione su altrettanti tornei disputati nelle ultime stagioni.
I tifosi accorsi allo Stadium allora si fanno sentire con uno striscione gigante srotolato nella Sud e con mille altri che inneggiano "CON...TE!" giocando sul nome del loro condottiero affinché resti al timone della Juve.
La Juve che da il Là alla festa con un 3-0 sul Cagliari inaugurato dall'ennesima gemma di Pirlo su punizione dopo 8' (e poco importa se ufficialmente è autogol per la carambola sulla schiena di Silvestri), dal 16° sigillo di Llorente e dalla firma di Marchisio. Non trova il gol Tevez che deve lasciare il titolo di cannoniere al rivale concittadino Immobile.
I bianconeri danno 17 punti di margine alla Roma demotivata nelle ultime giornate e k.o. nella sua versione baby a Genova: i grifoni festeggiano col talentino greco Fetfatzidis un prestigioso successo a 7' dal termine.
Il Toro tradito da Cerci abbandona le velleità di tornare in Europa dopo l'apparizione in Intertoto nel 1994. I granata in trasferta a Firenze dopo un primo tempo nullo subiscono una doccia fredda al 57' quando Rizzoli assegna un rigore inesistente in favore di Rossi. Pepito fa il suo e spiazza Padelli portandosi a 16 reti. I granata rispondono con Larrondo 10' più tardi ma Rebic condanna nuovamente gli ospiti con un piattone al 79'. Ventura si gioca tutte le carte con Meggiorini, ad un passo dal sigillo, poi Kurtic fa 2-2 e lascia sperare i tifosi granata che al 93' hanno un sussulto vedendo Cerci andare dagli 11 metri: l'ala granata è sfortunata perché le gambe tremano e Rosati fa valere la sua voglia di campo chiudendo il varco europeo alla squadra che più lo meritava.
La festa è dunque del Parma che sfrutta una doppietta di Amauri nella ripresa per aver ragione del retrocesso Livorno, mentre il Milan, partito forte a San Siro con gol di Muntari e De Jong, supera di misura il Sassuolo, in rete nel finale dal dischetto con Zaza.
La resa del mastino passa da Napoli dove la squadra di Mandorlini scende in campo già battuta nello spirito, nonostante la flebile speranza a -2 dal sesto posto: bastano 5' per vedere Callejon festeggiare il quindicesimo gol stagionale davanti a Nicolas Andrade, all'esordio in a per la defezione last-minute di Rafael. Zapata trova poi una doppietta in dodici minuti cui fa eco Mertens nella ripresa. L'Hellas torna a casa con un 5-1 ed un superfluo piazzato di Iturbe.
L'ex Obinna fa invece un regalo al Chievo ribaltando con due sue reti il punteggio sull'Inter andata in vantaggio con l'altro ex Andreolli.
Aranciata amara per il Massimino la vittoria timbrata da Bergessio nell'ultima di stagione col bomber etneo che trova il decimo centro stagionale realizzando il 2-1 dal dischetto per la formazione di Pellegrino.
La squadra rosazzurra sblocca la gara con Lodi, ma viene poi raggiunta da Moussa Koné, dopo due grandissime parate nel giro di un minuto: Sportiello toglie dalla porta una zuccata di Bergessio, mentre Frison sul ribaltamento di fronte compie il miracolo inutile su Denis prima del tap-in dell'ex Pescara.
Nemmeno questa consolazione invece per il Bologna, ulteriormente ferito nell'orgoglio all'Olimpico dal rigore al 93' di Biglia che decreta la vittoria laziale per 1-0.
Il pareggio di Udine tra Udinese e Samp serve solo a Totò Di Natale che con una tripletta arriva a quota 17 nonostante la brutta annata per Guidolin & co. Okaka, Eder e Soriano, in rete per i blucerchiati, chiudono così il torneo in crescendo.
I tifosi accorsi allo Stadium allora si fanno sentire con uno striscione gigante srotolato nella Sud e con mille altri che inneggiano "CON...TE!" giocando sul nome del loro condottiero affinché resti al timone della Juve.
La Juve che da il Là alla festa con un 3-0 sul Cagliari inaugurato dall'ennesima gemma di Pirlo su punizione dopo 8' (e poco importa se ufficialmente è autogol per la carambola sulla schiena di Silvestri), dal 16° sigillo di Llorente e dalla firma di Marchisio. Non trova il gol Tevez che deve lasciare il titolo di cannoniere al rivale concittadino Immobile.
I bianconeri danno 17 punti di margine alla Roma demotivata nelle ultime giornate e k.o. nella sua versione baby a Genova: i grifoni festeggiano col talentino greco Fetfatzidis un prestigioso successo a 7' dal termine.
| La disperazione di Cerci nel finale. |
La festa è dunque del Parma che sfrutta una doppietta di Amauri nella ripresa per aver ragione del retrocesso Livorno, mentre il Milan, partito forte a San Siro con gol di Muntari e De Jong, supera di misura il Sassuolo, in rete nel finale dal dischetto con Zaza.
| I sorrisi sono per Callejon e Mertens |
L'ex Obinna fa invece un regalo al Chievo ribaltando con due sue reti il punteggio sull'Inter andata in vantaggio con l'altro ex Andreolli.
La squadra rosazzurra sblocca la gara con Lodi, ma viene poi raggiunta da Moussa Koné, dopo due grandissime parate nel giro di un minuto: Sportiello toglie dalla porta una zuccata di Bergessio, mentre Frison sul ribaltamento di fronte compie il miracolo inutile su Denis prima del tap-in dell'ex Pescara.
Nemmeno questa consolazione invece per il Bologna, ulteriormente ferito nell'orgoglio all'Olimpico dal rigore al 93' di Biglia che decreta la vittoria laziale per 1-0.
Il pareggio di Udine tra Udinese e Samp serve solo a Totò Di Natale che con una tripletta arriva a quota 17 nonostante la brutta annata per Guidolin & co. Okaka, Eder e Soriano, in rete per i blucerchiati, chiudono così il torneo in crescendo.
sabato 15 giugno 2013
Guatemala incorona Messi top-scorer. 35 gol in albiceleste: meglio di Diego.
Dimenticati i fantasmi delle delusioni recenti, Leo Messi si riprende in mano la storia dell'albiceleste sfruttando l'amichevole a Città del Guatemala per promuoversi secondo migliore marcatore con la maglia argentina di tutti i tempi, precedendo l'idolo di sempre Diego Armando Maradona, con le 35 reti raggiunte grazie alla tripletta sull'inerme Guatemala.
Particolarmente bella la prima rete della pulce al 14' con un mancino da fuori area, mentre il secondo sigillo è arrivato dal dischetto al 40' per il 3-0 dopo la rete di Fernandez. Il gol nel secondo tempo lo proietta davanti al pibe e lo porta a pari conti con Hernan Crespo.
Particolarmente bella la prima rete della pulce al 14' con un mancino da fuori area, mentre il secondo sigillo è arrivato dal dischetto al 40' per il 3-0 dopo la rete di Fernandez. Il gol nel secondo tempo lo proietta davanti al pibe e lo porta a pari conti con Hernan Crespo.
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