Una terra di totem quella USA dal punto di vista calcistico: con la raggiunta età pensionabile di Donovan, l'icona del soccer negli States è senza dubbio Clint Dempsey trascinatore nella notte del CenturyLink Field in Copa América contro la Tricolor.
La rete del vantaggio stelle e strisce è frutto della caparbietà del 35enne Wood, chiamato last-minute da Klinsmann per sostituire l'infortunato Altidore: al 21' infatti l'attaccante del Karlsruhe difende palla in una percussione in area e scarica su Jones il cui cross viene deflesso in porta dal colpo di testa del numero 8 casalingo.
La voglia di lottare porta Antonio Valencia e Jermaine Jones ad esagerare al 52' quando entrambi si spingono all'altezza delle panchine e vengono cacciati dall'arbitro colombiano Roldan.
Tuttavia la gara si chiude poco dopo quando ancora Dempsey calcia in estirada sulla sponda di Zardes trovando proprio il compagno pronto al tap-in.
Il gol dei sudamericani al 74' con un tocco di Ayovì su piazzato defilato a destra per la battuta dal limite di prima intenzione di Arroyo da pepe al finale ma non porta al pari.
I padroni di casa ora incroceranno il loro cammino contro la vincente di Argentina-Venezuela (19 Giugno, ore 1,00).
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venerdì 17 giugno 2016
USA avanti con Dempsey sulla Tri in Copa100.
Klinsmann teme l'Argentina in semifinale
martedì 14 giugno 2016
Messico e Venezuela a braccetto col pari.
Tris Uruguay, ma è adios in Copa América
Il Messico è líder nel gruppo C di Copa América Centenario dove raggiunge il Venezuela nella notte dell'NGR Stadium.
Nel match tra le due squadre già qualificate la vinotinto passa in avanti dopo appena 10' con sponda di Christian Santos per la bellissima girata al volo di José Velazquez, ma il Messico cresce nella ripresa ed al 73' un mostruoso doppio salvataggio di Dani Hernandez impedisce prima al cabezazo di Diego Reyes, poi al remate di Moreno un pareggio scritto.
La sorpresa del torneo viene però raggiunta a 10' dal termine, dopo un rigore non assegnato a Hernandez, grazie ad un devastante slalom del Tecadito Corona.
Tabarez invece saluta la Copa con un mesto tris sulla Jamaica: l'ex Palermo Hernandez apre al 20' sull'imbeccata di Nicolas Lodeiro, il raddoppio su autorete di Watson al 67' che devia nella propria porta un cross di Gaston Silva ed a 2' dal termine arriva anche la prima rete con la camiseta uruguaya di Mathias Corujo.
Ora Messico e Venezuela attendono le sfide del gruppo di questa notte per conoscere le proprie rivali (la prima contro il Venezuela, la seconda contro la verde) verso la conquista del trofeo.
domenica 6 luglio 2014
Cillessen conserva, Krul ferma i ticos.
Olanda in semifinale dagli 11 metri.
Un vero stratega Louis Van Gaal che si guadagna la semifinale del Mondiale di Brasile 2014 dimostrando di meritare questo soprannome non a caso affibiatogli.
Nella sfida contro la Costarica l'Olanda trova infatti un rivale vero ed ancora non pago dell'impresa nel gruppo contro Olanda, Uruguay ed Inghilterra e dell'ottavo vinto ai rigori contro la Grecia ma il sogno dei ticos si spegne dopo 120' molto equilibrati nella sessione di rigori giocata dal tecnico promesso allo United con il cambio tra i pali: fuori Cillessen, salvifico nel secondo supplementare su Bolaños, dentro il para-rigori Krul che fa la fortuna della scelta del suo coach respingendo due tentativi e facendo festeggiare i tulipani, avvizziti e stanchi nell'extra-time.
Fondamentali i legni nel corso della sfida per tenere in piedi le speranze di Costarica che nel primo tempo limita bene i danni rischiando solo a metà frazione su Van Persie (bravo Navas in uscita) e su una conclusione di Sneijder respinta in corner dal portiere del Levante.
La difesa centroamericana resiste fino all'82' quando è salvata dal palo su punizione dello stesso trequartista del Gala. Il finale è un assedio oranje che trova Navas su Van Persie, poi autore di un clamoroso liscio sotto porta ad un minuto dallo scadere, ed una conclusione di Van Persie respinta sulla linea sulla traversa da Tejeda al 94'.
Si va ai supplementari e nella seconda frazione l'11 di Pinto prova due volte con Bolaños (partita da 9!) a spaventare con belle serpentine Cillessen che salva la palla della condanna su Ureña al 117'. L'intervento del portiere dell'Ajax è però l'ultimo della gara perché la traversa nega ancora il gol a Sneijder e quando si rendono necessari i tiri dal dischetto Van Gaal si affida allo specialista. E chi vince ha sempre ragione perché dopo i gol di Borges e Van Persie il portiere del Newcastle ferma dal dischetto Bryan Ruiz, la figura più rappresentativa del Mondiale dei ticos, poi fanno gol Robben, Gonzalez, Sneijder, Bolaños e Kuyt ma Krul ferma Umaña, l'eroe firmatario del quarto di finale, nel rigore decisivo.
Nella sfida contro la Costarica l'Olanda trova infatti un rivale vero ed ancora non pago dell'impresa nel gruppo contro Olanda, Uruguay ed Inghilterra e dell'ottavo vinto ai rigori contro la Grecia ma il sogno dei ticos si spegne dopo 120' molto equilibrati nella sessione di rigori giocata dal tecnico promesso allo United con il cambio tra i pali: fuori Cillessen, salvifico nel secondo supplementare su Bolaños, dentro il para-rigori Krul che fa la fortuna della scelta del suo coach respingendo due tentativi e facendo festeggiare i tulipani, avvizziti e stanchi nell'extra-time.
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| La Costarica esce tra applausi assordanti. |
La difesa centroamericana resiste fino all'82' quando è salvata dal palo su punizione dello stesso trequartista del Gala. Il finale è un assedio oranje che trova Navas su Van Persie, poi autore di un clamoroso liscio sotto porta ad un minuto dallo scadere, ed una conclusione di Van Persie respinta sulla linea sulla traversa da Tejeda al 94'.
Si va ai supplementari e nella seconda frazione l'11 di Pinto prova due volte con Bolaños (partita da 9!) a spaventare con belle serpentine Cillessen che salva la palla della condanna su Ureña al 117'. L'intervento del portiere dell'Ajax è però l'ultimo della gara perché la traversa nega ancora il gol a Sneijder e quando si rendono necessari i tiri dal dischetto Van Gaal si affida allo specialista. E chi vince ha sempre ragione perché dopo i gol di Borges e Van Persie il portiere del Newcastle ferma dal dischetto Bryan Ruiz, la figura più rappresentativa del Mondiale dei ticos, poi fanno gol Robben, Gonzalez, Sneijder, Bolaños e Kuyt ma Krul ferma Umaña, l'eroe firmatario del quarto di finale, nel rigore decisivo.
Località:
Salvador - Bahia, Brasile
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mercoledì 2 luglio 2014
Pure il Belgio va in 120' ma con Lukaku.
Wilmots trova l'Argentina ai quarti.
Parola di Wilmots che aveva garantito al suo asso Romeu Lukaku l'arrivo del gol in questo Mondiale, probabilmente già dall'ottavo di stasera, dopo le prime deludenti prove.
Il Belgio per il resto mantiene quanto dimostrato fin qui, ovvero grande capacità di costruire gioco ed allo stesso tempo di distruggere grandi occasioni benché nella prima frazione dei diavoli rossi si nota soltanto un doppio tentativo di De Bruyne che per due volte chiude in modo sbilenco con il suo tiro.
Nella ripresa la formazione europea alza vertiginosamente il ritmo e diventa fondamentale Tim Howard che salva subito su testata di Mertens e si salva poco dopo con la traversa sul tiro imprendibile di Origi al 56'.
Con un tacco l'ala del Napoli ci riprova prima di uscire per Mirallas che fa le spese della prontezza di Howard per due volte nel giro di 4': la punta prima calcia centrale da buona posizione, poi trova il piede del portiere rivale a chiudere in angolo su un bel diagonale al 76'.
Il rischio beffa è la logica conseguenza di una partita dominata dove però Howard para anche le mosche trascinando i suoi oltre il 90' senza danni. Wondolowski a tempo scaduto potrebbe far piangere Cortouis ma calcia in curva al 95' davanti al guardiano dell'Atletico Madrid.
Questo è un brivido dovuto per chi come il Belgio ha sprecato troppe chances, così al 3' del primo supplementare De Bruyne sblocca con un bel diagonale su assist di Lukaku. La punta dell'Everton si rende più che utile in questa gara e dimostra una inedita vivacità in questo torneo coronando la sua gara col raddoppio al minuto 105 grazie al ricambio di favore da parte del centrocampista del Chelsea.
Gli ultimi 15' sono un assedio statunitense con un grande schema di Bradley su punizione e la rete di Julian Green al 107', utile però solo ad annotare un nome promettente per il futuro.
Lo sconosciuto centrocampista è già del Bayern, il Belgio già con un sogno nel presente che si chiama Argentina.
Il Belgio per il resto mantiene quanto dimostrato fin qui, ovvero grande capacità di costruire gioco ed allo stesso tempo di distruggere grandi occasioni benché nella prima frazione dei diavoli rossi si nota soltanto un doppio tentativo di De Bruyne che per due volte chiude in modo sbilenco con il suo tiro.
Nella ripresa la formazione europea alza vertiginosamente il ritmo e diventa fondamentale Tim Howard che salva subito su testata di Mertens e si salva poco dopo con la traversa sul tiro imprendibile di Origi al 56'.
Con un tacco l'ala del Napoli ci riprova prima di uscire per Mirallas che fa le spese della prontezza di Howard per due volte nel giro di 4': la punta prima calcia centrale da buona posizione, poi trova il piede del portiere rivale a chiudere in angolo su un bel diagonale al 76'.
Il rischio beffa è la logica conseguenza di una partita dominata dove però Howard para anche le mosche trascinando i suoi oltre il 90' senza danni. Wondolowski a tempo scaduto potrebbe far piangere Cortouis ma calcia in curva al 95' davanti al guardiano dell'Atletico Madrid.
Questo è un brivido dovuto per chi come il Belgio ha sprecato troppe chances, così al 3' del primo supplementare De Bruyne sblocca con un bel diagonale su assist di Lukaku. La punta dell'Everton si rende più che utile in questa gara e dimostra una inedita vivacità in questo torneo coronando la sua gara col raddoppio al minuto 105 grazie al ricambio di favore da parte del centrocampista del Chelsea.
Gli ultimi 15' sono un assedio statunitense con un grande schema di Bradley su punizione e la rete di Julian Green al 107', utile però solo ad annotare un nome promettente per il futuro.
Lo sconosciuto centrocampista è già del Bayern, il Belgio già con un sogno nel presente che si chiama Argentina.
Località:
Salvador - Bahia, Brasile
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lunedì 30 giugno 2014
Navas vince il derby del difensivismo.
Il #1 tico decide sulla Grecia ai rigori.
Sognano ancora i ticos che continuano la loro cavalcata magica grazie ai calci di rigore nell'ottavo di finale contro la Grecia.
La formazione ellenica coltiva il sogno di ripetere l'impresa di Euro 2004 con un primo tempo molto difensivo e noioso ben accettato dalla Costarica la quale corre l'unico rischio su una conclusione di Holebas su cui interviene bene il talentuoso guardiano del Levante, Keylor Navas.
Bryan Ruiz spacca la gara al 52' con un sinistro su assist di Bolaños dalla mancina: la sua battuta di prima intenzione ricorda l'1-0 di Neymar sul Camerun.
La necessità è virtù per gli uomini di Jorge Luis Pinto che restano in dieci al 66' per fallo del già ammonito Oscar Duarte su Holebas. I centroamericani difendono bene il risultato però quasi fino alla fine quando Navas, bravissimo pocanzi in anticipo su Mitroglou, impedisce al neo-entrato Gekas il pari con un bel tuffo ma nulla può sulla ribattuta di Sokratis Papastathopoulos che prolunga il match ai supplementari quando sembrava già scritto il game-over.
Qui Navas però chiude tutti gli spifferi inarcandosi sulla deviazione aerea di Mitroglou a fil di traversa e fermando in uscita Gekas ad un passo dal gol scaccia paure. Si va invece ai rigori.
Segnano tutti: Borges, Mitroglou, Bryan Ruiz, Christodoulopoulos, Giancarlo Gonzalez, Holebas e Joel Campbell tirano come se giocassero finali da una vita, prima che Gekas sia costretto a rinnovare il suo duello col portiere avversario che alza il suo rigore sopra la traversa.
Umaña non sbaglia il tiro della storia, ma ora c'è l'Olanda e per questa favola il rischio del "C'era una volta" è assai concreto.
La formazione ellenica coltiva il sogno di ripetere l'impresa di Euro 2004 con un primo tempo molto difensivo e noioso ben accettato dalla Costarica la quale corre l'unico rischio su una conclusione di Holebas su cui interviene bene il talentuoso guardiano del Levante, Keylor Navas.
Bryan Ruiz spacca la gara al 52' con un sinistro su assist di Bolaños dalla mancina: la sua battuta di prima intenzione ricorda l'1-0 di Neymar sul Camerun.
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| Keylor Navas vince il derby contro Karnezis. |
Qui Navas però chiude tutti gli spifferi inarcandosi sulla deviazione aerea di Mitroglou a fil di traversa e fermando in uscita Gekas ad un passo dal gol scaccia paure. Si va invece ai rigori.
Segnano tutti: Borges, Mitroglou, Bryan Ruiz, Christodoulopoulos, Giancarlo Gonzalez, Holebas e Joel Campbell tirano come se giocassero finali da una vita, prima che Gekas sia costretto a rinnovare il suo duello col portiere avversario che alza il suo rigore sopra la traversa.
Umaña non sbaglia il tiro della storia, ma ora c'è l'Olanda e per questa favola il rischio del "C'era una volta" è assai concreto.
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domenica 29 giugno 2014
Le arance sono indigeste al Messico.
Wes e Huntelaar rimontano la Tricolor.
Arance spremute per un tempo dal Messico e dal caldo di Fortaleza, ma l'undici di Louis Van Gaal centra comunque il quarto di finale grazie ad una rimonta maturata negli ultimissimi istanti di gara.
La sfida contro il Messico mette da subito a dura prova gli europei, meno abituati al forte caldo ed alla grande umidità, oltre l'80% con i 32° di temperatura. Annebbiato più di tutti è il portiere Cillesen che smanaccia goffamente un destro di Salcido direttamente da Città del Messico al 32' e rischia grosso con un'uscita fuori area in cui manca di decisione. Dieci minuti più tardi tuttavia il portiere dell'Ajax mostra le sue doti respingendo di piedi un tiro di Peralta da zona defilata, ma gli oranje vengono beffati a ridosso della pausa quando Proenca non assegna un rigore netto per fallo di Marquez su Robben e Dos Santos punisce dalla distanza Cillesen all'ennesimo passaggio a vuoto dopo 2' della ripresa.
Perseverare è diabolico ed il portiere è nuovamente fuori-posizione ma anche i centroamericani pagano il ripetersi dello stesso errore.
Gli oranje infatti reagiscono alla mazzata subita avvicinando il goal con la capocciata di De Vrij su corner di Robben al 59' ma Ochoa compie l'ennesimo miracolo del suo mondiale, poi la stessa ala del Bayern serve Wes Sneijder in area, ma l'ex Inter viene murato. Ochoa non può nulla sul #10 quando all'87' Sneijder raccoglie una corta respinta della difesa rivale per salvare il Mundial olandese con una botta d'esterno collo dal limite.
Nei recupero, di 6', Marquez stende ancora Robben come nel finale del primo tempo, ma questa volta non la passa liscia e Huntelaar dal dischetto manda avanti i tulipani.
La sfida contro il Messico mette da subito a dura prova gli europei, meno abituati al forte caldo ed alla grande umidità, oltre l'80% con i 32° di temperatura. Annebbiato più di tutti è il portiere Cillesen che smanaccia goffamente un destro di Salcido direttamente da Città del Messico al 32' e rischia grosso con un'uscita fuori area in cui manca di decisione. Dieci minuti più tardi tuttavia il portiere dell'Ajax mostra le sue doti respingendo di piedi un tiro di Peralta da zona defilata, ma gli oranje vengono beffati a ridosso della pausa quando Proenca non assegna un rigore netto per fallo di Marquez su Robben e Dos Santos punisce dalla distanza Cillesen all'ennesimo passaggio a vuoto dopo 2' della ripresa.
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| Lo splendido pareggio di Wesley Sneijder. |
Gli oranje infatti reagiscono alla mazzata subita avvicinando il goal con la capocciata di De Vrij su corner di Robben al 59' ma Ochoa compie l'ennesimo miracolo del suo mondiale, poi la stessa ala del Bayern serve Wes Sneijder in area, ma l'ex Inter viene murato. Ochoa non può nulla sul #10 quando all'87' Sneijder raccoglie una corta respinta della difesa rivale per salvare il Mundial olandese con una botta d'esterno collo dal limite.
Nei recupero, di 6', Marquez stende ancora Robben come nel finale del primo tempo, ma questa volta non la passa liscia e Huntelaar dal dischetto manda avanti i tulipani.
venerdì 27 giugno 2014
Nessun biscotto tedesco ma CR7 è out.
Müller cuoce Klinsmann. USA salvi.
Divisi ma uniti la nazionale tedesca ed il tecnico teutonico degli USA, Jürgen Klinsmann, nella sfida dell'Arena Pernambuco che decide del primato della Nationalmannschaft e della qualificazione americana.
Dopo un bel primo tempo chiuso sullo 0-0, gli statunitensi devono arrendersi al goleador Thomas Müller che sblocca la sfida in favore dell'11 di Löw con un grandissimo destro di prima intenzione dopo un bellissimo intervento di Tim Howard su colpo di testa di Per Mertesacker.
La meno quotata formazione stelle e strisce non rimpiange comunque l'occasione sprecata da Zusi nella prima frazione poiché quando va sotto, al minuto 55', è ancora lontano il Portogallo. Gli americani sfiorano anzi il pari con Bedoya e Dempsey in una delle ultime azioni uscendo dal confronto con la squadra più forte del gruppo battuti soltanto di misura. E questo fa la differenza a parità di punti con CR7.
CR7 saluta la Coppa con una vittoria inutile pagando dazio rispetto agli americani per la differenza reti. Cristiano è lo sfortunato trascinatore dei suoi contro il Ghana con due occasioni per sfiorare il vantaggio in avvio con un tiro cross pericolosissimo da destra ed un colpo di testa a tu per tu col portiere sulle quali è bravissimo Dauda.
Le black-stars quasi trovano il vantaggio nella prima circostanza in cui si affacciano in avanti con Beto prodigioso in uscita su Gyan Asamoah, il cui taglio di capelli ricorda il suo storico #3 con la maglia del Brasile d'Africa.
Alla mezzora l'undici di Appiah si fa del male da solo con Boye che nel tentativo di anticipare Moutinho su cross di Coentrao infila la propria porta.
Gli africani rispondono nella ripresa con uno stupendo cross d'esterno dello juventino Asamoah per l'omonimo cannoniere il quale di testa griffa l'1-1 al 57'. Waris potrebbe fotocopiare il gol 5' più tardi ma schiaccia fuori da due passi il suo colpo di testa. CR7 approfitta di una pessima respinta di Dauda per infilare il definitivo vantaggio all'82', ma il poker subito dai tedeschi costa caro ai lusitani.
Dopo un bel primo tempo chiuso sullo 0-0, gli statunitensi devono arrendersi al goleador Thomas Müller che sblocca la sfida in favore dell'11 di Löw con un grandissimo destro di prima intenzione dopo un bellissimo intervento di Tim Howard su colpo di testa di Per Mertesacker.
La meno quotata formazione stelle e strisce non rimpiange comunque l'occasione sprecata da Zusi nella prima frazione poiché quando va sotto, al minuto 55', è ancora lontano il Portogallo. Gli americani sfiorano anzi il pari con Bedoya e Dempsey in una delle ultime azioni uscendo dal confronto con la squadra più forte del gruppo battuti soltanto di misura. E questo fa la differenza a parità di punti con CR7.
CR7 saluta la Coppa con una vittoria inutile pagando dazio rispetto agli americani per la differenza reti. Cristiano è lo sfortunato trascinatore dei suoi contro il Ghana con due occasioni per sfiorare il vantaggio in avvio con un tiro cross pericolosissimo da destra ed un colpo di testa a tu per tu col portiere sulle quali è bravissimo Dauda.
Le black-stars quasi trovano il vantaggio nella prima circostanza in cui si affacciano in avanti con Beto prodigioso in uscita su Gyan Asamoah, il cui taglio di capelli ricorda il suo storico #3 con la maglia del Brasile d'Africa.
Alla mezzora l'undici di Appiah si fa del male da solo con Boye che nel tentativo di anticipare Moutinho su cross di Coentrao infila la propria porta.
Gli africani rispondono nella ripresa con uno stupendo cross d'esterno dello juventino Asamoah per l'omonimo cannoniere il quale di testa griffa l'1-1 al 57'. Waris potrebbe fotocopiare il gol 5' più tardi ma schiaccia fuori da due passi il suo colpo di testa. CR7 approfitta di una pessima respinta di Dauda per infilare il definitivo vantaggio all'82', ma il poker subito dai tedeschi costa caro ai lusitani.
giovedì 26 giugno 2014
L'Ecuador guarda, la Svizzera va avanti.
Hattrick elvetico di Shaqiri sulla Tri.
Un bomber inatteso permette alla Svizzera di rimediare ad un modesto girone e qualificarsi per l'ottavo di finale dove troverà la proibitiva Argentina. Nel frattempo la squadra di Ottmar Hitzfeld può distrarsi festeggiando il 3-0 sull'Honduras firmato da una storica tripletta di Sherdan Shaqiri, uno dei tanti atleti di etnia albanese che ha scelto la maglia elvetica.
Il centrocampista del Bayern apre la sfida dell'Arena Amazonas con un potente siluro da fuori col quale non lascia scampo a Valladares. La tri spinge con Beckeles sulla destra, ma i suoi cross non trovano pronti Costly e Bengtson. Assai più pronto il mancino del numero 23 del team europeo che chiude col raddoppio una combinazione con Drmic al 31'. A fine primo tempo il sipario è ormai già calato sui centroamericani che restano anche orfani di Costly per infortunio -al suo posto entra l'esperto Jerry Palacios.
Nella ripresa la squadra biancoceleste crea qualche occasione chiedendo a Pitana un penalty per spinta di Djorou su Palacios ma al 71' la gara si chiude con la tripletta di Shaqiri.
Paga la paura l'Ecuador incapace di giocare a viso aperto contro la già qualificata Francia: ai sudamericani serve la vittoria, ma tutto il primo tempo del Maracana è da sbadigli. Pogba sfiora persino il vantaggio con una zuccata su cross da fermo di Griezmann al 38' ma trova il riflesso di Dominguez che respinge oltre la traversa. Poco dopo però la Tricolor va ad un passo dal gol della speranza col colpo di testa del solito Enner Valencia da distanza ravvicinata respinto da Lloris di piede.
L'avvio di ripresa condanna la formazione di Rueda: Dominguez salva tutto sulla girata di Griezmann con un riflesso da campione in avvio ma Noumandiez espelle Antonio Valencia al 49' condizionando tutto il resto del match. Pogba potrebbe nuovamente condannare di testa i rivali ma sbaglia ancora al 73', poi la formazione ecuadoreña perde l'ultimo treno con una conclusione centrale del fasciato Ibrarra all'82'.
La gara si chiude a reti bianche e con la felicità francese nell'incontrare la Nigeria piuttosto che l'Argentina..
Il centrocampista del Bayern apre la sfida dell'Arena Amazonas con un potente siluro da fuori col quale non lascia scampo a Valladares. La tri spinge con Beckeles sulla destra, ma i suoi cross non trovano pronti Costly e Bengtson. Assai più pronto il mancino del numero 23 del team europeo che chiude col raddoppio una combinazione con Drmic al 31'. A fine primo tempo il sipario è ormai già calato sui centroamericani che restano anche orfani di Costly per infortunio -al suo posto entra l'esperto Jerry Palacios.
Nella ripresa la squadra biancoceleste crea qualche occasione chiedendo a Pitana un penalty per spinta di Djorou su Palacios ma al 71' la gara si chiude con la tripletta di Shaqiri.
| Per Valencia stavolta il gol è solo sfiorato. |
L'avvio di ripresa condanna la formazione di Rueda: Dominguez salva tutto sulla girata di Griezmann con un riflesso da campione in avvio ma Noumandiez espelle Antonio Valencia al 49' condizionando tutto il resto del match. Pogba potrebbe nuovamente condannare di testa i rivali ma sbaglia ancora al 73', poi la formazione ecuadoreña perde l'ultimo treno con una conclusione centrale del fasciato Ibrarra all'82'.
La gara si chiude a reti bianche e con la felicità francese nell'incontrare la Nigeria piuttosto che l'Argentina..
Località:
Amazonas, Brasile
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martedì 24 giugno 2014
Ticos in vetta, Hodgson: solo 1 punto.
Lampard-Gerrard congedi amari.
Il saluto dei senatori inglesi alla nazionale è amarissimo. I leoni non riescono a strappare tre punti nemmeno alla Costarica di Pinto la quale chiude così imbattuta il girone contro tre nazionali campioni del mondo (8 la somma dei titoli vinti) ed al comando con sette punti. I ticos sono attesi nel primo storico ottavo di finale il 29 Giugno a Recife dove incontreranno la seconda forza del gruppo C, che potrebbe venir fuori dalla sfida della Costa d'Avorio delle ore 22,00 contro il Giappone di Zac.
La sfida scivola via con poche cose da raccontare, se non il minutaggio concesso a Lampard per Gerrard in una staffetta tra i due grandi congedanti che si chiude a reti bianche.
La Costarica rischia di battere anche i leoni, ma la traversa salva Foster su una punizione di Borges. Solo nel secondo tempo gli uomini di Hodgson cercano di salvar la faccia ma Sturridge è murato nell'occasione più ghiotta. I maestri del calcio dove sono finiti?
La sfida scivola via con poche cose da raccontare, se non il minutaggio concesso a Lampard per Gerrard in una staffetta tra i due grandi congedanti che si chiude a reti bianche.
La Costarica rischia di battere anche i leoni, ma la traversa salva Foster su una punizione di Borges. Solo nel secondo tempo gli uomini di Hodgson cercano di salvar la faccia ma Sturridge è murato nell'occasione più ghiotta. I maestri del calcio dove sono finiti?
Neymar fa x2. Poker verdeoro.
Marquéz apre la strada al Messico.
Il derby del Sudamerica attende il Brasile sabato alle ore 18,00 quando la squadra di Luis Felipe Scolari sarà chiamata a misurarsi col Cile di Jorge Sampaoli per continuare il cammino nel Mondiale di casa.
Questa sera la grandissima condizione di Neymar Jr. ha permesso alla selecao di vincere largamente sul Camerun che ha chiuso a secco di punti la rassegna.
Gli africani però si fanno onore nella sfida contro i campioni del 2002 rendendosi pericolosi con un tiro di Aboubakar fermato dal petto di Marcelo e con la velocità di Moukandjo e Choupo-Moting.
L'ASSOluto protagonista del match si prende la scena al 17' con un piattone stupendo su cross di Luiz Gustavo, bravo a recuperare palla sulla trequarti. L'attaccante del Barca sfiora la doppietta con una potente botta centrale respinta da Itandje e la gara sembra indirizzarsi. Per i favoriti però non è tutto sistemato perché i rivali sfiorano il pari con un autogol di Thiago Silva, poi colgono la traversa su angolo con Matip che insacca sullo sviluppo dell'azione raccogliendo sulla linea il cross di Nyom al 26'.
Ci vuole un'altra giocata del numero 10 per il nuovo vantaggio dei casalinghi con partenza da sinistra e sterzata verso il centro che spiazza il portiere rivale al 35'.
Il colpo finale lo da Fred al 49' con una deviazione da posizione avanzata di offside, poi nel finale il neo-entrato Fernandinho ascrive a referto il poker concludendo una bella azione dei suoi.
Fa sul serio il Messico che vince lo spareggio per il secondo posto nel gruppo contro la Croazia con un netto 3-1. Quella degli uomini del giovane c.t. Niko Kovac somiglia molto ad una disfatta dopo un primo tempo equilibrato a Recife.
Nella ripresa gli uomini di Herrera prendono il sopravvento, spinti anche dall'ingresso del chicharito Hernandez.
Irmatov non assegna un netto rigore ai nord americani al 64' per fallo di mano di Srna su tiro di Guardado, ma Rafa Marquéz, capitano di mille battaglie, 35 anni, si vendica con uno dei suoi letali inserimenti aerei che inchioda Pletikosa al 71'.
La partita si chiude in pochi minuti con una triangolazione Herrera-Peralta-Guardado chiusa in gol da quest'ultimo ed il sigillo di Hernandez all'82'.
La Croazia accorcia con Perisic ma non chiude onorevolmente a causa di un rosso rimediato da Rebic per l'entrataccia su Peña a tre minuti dalla fine. Ora Messico-Olanda.
Questa sera la grandissima condizione di Neymar Jr. ha permesso alla selecao di vincere largamente sul Camerun che ha chiuso a secco di punti la rassegna.
Gli africani però si fanno onore nella sfida contro i campioni del 2002 rendendosi pericolosi con un tiro di Aboubakar fermato dal petto di Marcelo e con la velocità di Moukandjo e Choupo-Moting.
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| La prodezza di Neymar cambia il match al 17'. |
Ci vuole un'altra giocata del numero 10 per il nuovo vantaggio dei casalinghi con partenza da sinistra e sterzata verso il centro che spiazza il portiere rivale al 35'.
Il colpo finale lo da Fred al 49' con una deviazione da posizione avanzata di offside, poi nel finale il neo-entrato Fernandinho ascrive a referto il poker concludendo una bella azione dei suoi.
| L'immortale Rafa Marquéz. |
Nella ripresa gli uomini di Herrera prendono il sopravvento, spinti anche dall'ingresso del chicharito Hernandez.
Irmatov non assegna un netto rigore ai nord americani al 64' per fallo di mano di Srna su tiro di Guardado, ma Rafa Marquéz, capitano di mille battaglie, 35 anni, si vendica con uno dei suoi letali inserimenti aerei che inchioda Pletikosa al 71'.
La partita si chiude in pochi minuti con una triangolazione Herrera-Peralta-Guardado chiusa in gol da quest'ultimo ed il sigillo di Hernandez all'82'.
La Croazia accorcia con Perisic ma non chiude onorevolmente a causa di un rosso rimediato da Rebic per l'entrataccia su Peña a tre minuti dalla fine. Ora Messico-Olanda.
lunedì 23 giugno 2014
Varela salva i lusitani a tempo scaduto.
2-2 con gli Usa e finale contro il Ghana.
Ossigeno per CR7 ed il suo Portogallo cui basterebbe vincere per andare agli ottavi di finale tra pochi giorni contro il Ghana dopo il pari agguantato in extremis.
Il match verte su un equilibrio perfetto, confortato anche dai quattro precedenti con due successi per parte, ma Cameron rompe tutto con un liscio su un innocuo cross dalla trequarti che spalanca la porta a Nani il quale deposita sotto la traversa di rabbia.
Gli americani si scuotono con due tentativi di Clint Dempsey attorno al quarto d'ora: il primo su piazzato va di poco alto sopra la traversa, il secondo su imbucata di Bradley respinto da Beto in corner. L'ex Roma ci prova di persona al 28' ma trova ancora attento il guardiano rivale. Quello degli Stati Uniti, Howard, fa ancora meglio in chiusura di tempo fermando per due volte Nani in contropiede e riuscendo sul secondo tentativo dell'ala dello United anche ad evitare il tap-in aereo di Eder con un colpo di reni strepitoso.
Il sogno americano sembra possibile nella ripresa quando gli uomini di Klinsmann partono con piglio diverso e minacciano subito con un tiro-cross di Johnson la porta dell'attento Beto. Dove non arrivano le mani del portiere arriva Costa che salva il pari di Bradley sulla linea: è show-time con il pareggio improvviso di Jermaine Jones che trova la parabola perfetta da fuori al 63' e Howard che 100 secondi dopo smanaccia un traversone di Nani e salva il nuovo vantaggio su Mereiles.
Il gol lo trovano così gli States grazie ad un rimpallo su conclusione di Zusy che permette l'assistenza vincente per Dempsey a 9' dal termine. Tutto sembra fatto per il passaggio del turno degli uomini di Klinsmann ma l'ultima azione di Cristiano Ronaldo nega l'America ai rivali: il cronometro segna 94'40'', CR7 tenta l'ultima accelerazione sulla destra e fiuta l'inserimento di Varela premiandolo con una palla che potrebbe risultare decisiva per la qualificazione dei suoi.
Basterebbe battere il Ghana per passare poiché Klinsmann a quel punto dovrebbe far fuori con tre punti i suoi connazionali.
Il match verte su un equilibrio perfetto, confortato anche dai quattro precedenti con due successi per parte, ma Cameron rompe tutto con un liscio su un innocuo cross dalla trequarti che spalanca la porta a Nani il quale deposita sotto la traversa di rabbia.
Gli americani si scuotono con due tentativi di Clint Dempsey attorno al quarto d'ora: il primo su piazzato va di poco alto sopra la traversa, il secondo su imbucata di Bradley respinto da Beto in corner. L'ex Roma ci prova di persona al 28' ma trova ancora attento il guardiano rivale. Quello degli Stati Uniti, Howard, fa ancora meglio in chiusura di tempo fermando per due volte Nani in contropiede e riuscendo sul secondo tentativo dell'ala dello United anche ad evitare il tap-in aereo di Eder con un colpo di reni strepitoso.
| CR7 stringe Howard, stupendo stasera. Erano compagni allo Utd. |
Il gol lo trovano così gli States grazie ad un rimpallo su conclusione di Zusy che permette l'assistenza vincente per Dempsey a 9' dal termine. Tutto sembra fatto per il passaggio del turno degli uomini di Klinsmann ma l'ultima azione di Cristiano Ronaldo nega l'America ai rivali: il cronometro segna 94'40'', CR7 tenta l'ultima accelerazione sulla destra e fiuta l'inserimento di Varela premiandolo con una palla che potrebbe risultare decisiva per la qualificazione dei suoi.
Basterebbe battere il Ghana per passare poiché Klinsmann a quel punto dovrebbe far fuori con tre punti i suoi connazionali.
Località:
Amazonas, Brasile
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domenica 22 giugno 2014
L'eterno Klose riacciuffa il Ghana: 2-2.
Africani ancora in corsa nel Gruppo F.
15 gol per Klose nella fase finale di un Mondiale. Eguagliato il record di Ronaldo che aveva scherzato con i tifosi brasiliani chiedendo di far il tifo contrario al bomber perché geloso del suo primato.
L'attaccante della Lazio invece non sa scherzare anche perché la formazione che affronta l'11 di Löw, cognome la cui traduzione italiana significa Leoni, si batte alla grande contro i meglio quotati tedeschi mantendo la parità in un primo tempo non ricchissimo di occasioni, ma piuttosto interessante, animato da qualche bella parata di Neuer che si distingue su una botta di Muntari al 13'.
Alla prima distrazione la favorita passa con il traversone di Müller per l'inserimento di testa del dimenticato Götze la cui rete al 51' condannerebbe le black-stars.
Ma la reazione dei neri è immediata col colpo di testa di André Ayew 3' più tardi in anticipo su Mustafi da corner.
Gyan baby jet lancia il suo Ghana in contropiede bucando Neuer per la seconda volta al 63' con una rete che lo fa impazzire di gioia dopo il rigore decisivo sbaglato nell'ultima edizione ma la Germania mette in campo il suo ariete Miro Klose per Schweinsteiger ed il bomber in pochi minuti agguanta il 2-2 grazie ad una zampata da palla inattiva al 71'.
Boye evita all'86' la possibile doppietta della punta biancoceleste con un tocco rischioso che salva il Ghana da una sconfitta e da un'eliminazione immeritata.
Oggi Usa-Portogallo definirà gli equilibri di questo gruppo prima della giornata conclusiva.
L'attaccante della Lazio invece non sa scherzare anche perché la formazione che affronta l'11 di Löw, cognome la cui traduzione italiana significa Leoni, si batte alla grande contro i meglio quotati tedeschi mantendo la parità in un primo tempo non ricchissimo di occasioni, ma piuttosto interessante, animato da qualche bella parata di Neuer che si distingue su una botta di Muntari al 13'.
Alla prima distrazione la favorita passa con il traversone di Müller per l'inserimento di testa del dimenticato Götze la cui rete al 51' condannerebbe le black-stars.
Ma la reazione dei neri è immediata col colpo di testa di André Ayew 3' più tardi in anticipo su Mustafi da corner.
| L'incontenibile gioia di Gyan Asamoah. |
Boye evita all'86' la possibile doppietta della punta biancoceleste con un tocco rischioso che salva il Ghana da una sconfitta e da un'eliminazione immeritata.
Oggi Usa-Portogallo definirà gli equilibri di questo gruppo prima della giornata conclusiva.
sabato 21 giugno 2014
Anche l'Ecuador ha un goleador e spera.
Enner Valencia rimonta l'Honduras: 2-1.
Un primato ecuadoriano sorprende in questa edizione del Mondiale: quello di Enner Valencia che raggiunge Benzema e Müller in classifica marcatori e tiene così in corsa la tricolor per la qualificazione al prossimo turno a spese dell'Honduras.
La punta del Pachuca potrebbe gioire già dopo 19' quando Izaguirre se lo perde lasciandolo in gioco su un lancio da metà campo ma si divora tutto solo l'1-0 davanti a Valladares con un tiro di poco largo. La legge del gol sbagliato si fa sentire per i sudamericani che incassano amara la pillola di Costly al 31', ma sul vantaggio degli uomini di Luis Fernando Suarez pesa come un macigno l'erroraccio di Guagua che non controlla la sfera.
Tuttavia dura un minuto la festa per i biancoazzurri perché un tiro di Paredes taglia tutta l'area rivale favorendo il tap-in di Enner Valencia per l'immediato pareggio.
Spettacolo sulle tribune probabilmente più interessante di quello sul campo dove le due selezioni, consce dei propri limiti tecnici buttano il cuore oltre all'ostacolo. A fine tempo Dominguez, incerto in avvio, deve opporsi ad una punizione bomba di Maynor Figueroa, terzino hondureño del Wigan.
E' il segnale della volontà nordamericana di vincer la gara. Dominguez resta solido nel secondo tempo bloccando un bel tiro di Beckeles e respingendo in corner una girata improvvisa di Bengston.
Il vantaggio lo trovano però gli uomini di Rueda al 64' con una pennellata del veterano Walter Ayovì che diventa pane per Valencia.
In assenza di valide risposte dei rivali, che provano ancora con un tiro di Figueroa direttamente da casa propria, l'Ecuador resta in corsa per gli ottavi per i quali basterebbe persino un pari se la Svizzera bissasse la figuraccia di questa sera contro l'Honduras.
La punta del Pachuca potrebbe gioire già dopo 19' quando Izaguirre se lo perde lasciandolo in gioco su un lancio da metà campo ma si divora tutto solo l'1-0 davanti a Valladares con un tiro di poco largo. La legge del gol sbagliato si fa sentire per i sudamericani che incassano amara la pillola di Costly al 31', ma sul vantaggio degli uomini di Luis Fernando Suarez pesa come un macigno l'erroraccio di Guagua che non controlla la sfera.
Tuttavia dura un minuto la festa per i biancoazzurri perché un tiro di Paredes taglia tutta l'area rivale favorendo il tap-in di Enner Valencia per l'immediato pareggio.
| Pochi contenuti in campo, ma abbondanti in tribuna. |
E' il segnale della volontà nordamericana di vincer la gara. Dominguez resta solido nel secondo tempo bloccando un bel tiro di Beckeles e respingendo in corner una girata improvvisa di Bengston.
Il vantaggio lo trovano però gli uomini di Rueda al 64' con una pennellata del veterano Walter Ayovì che diventa pane per Valencia.
In assenza di valide risposte dei rivali, che provano ancora con un tiro di Figueroa direttamente da casa propria, l'Ecuador resta in corsa per gli ottavi per i quali basterebbe persino un pari se la Svizzera bissasse la figuraccia di questa sera contro l'Honduras.
venerdì 20 giugno 2014
COSTA cara la II^: 1-0 e I° posto ticos.
Tutto contro la celeste. Inglesi out.
Rovina tutto l'Italia di Prandelli all'Arena Ipaitava Pernambuco perdendo la seconda contro la Costarica che si assicura con una rete di Bryan Ruiz a fine primo tempo il primo posto a sorpresa nel gruppo D.
La formazione azzurra ripresenta Buffon tra i pali, inserisce Abate per Paletta e propone Thiago Motta in luogo di Verratti. La squadra che vince, insomma, si cambia e la prima mezzora è un mortorio.
Poi la gara viene cambiata da Pirlo con due fantastiche illuminazioni per Mario Balotelli che spreca il vantaggio al 30' con un lob fuori-misura e trova Navas un minuto più tardi sulla sua bomba dal limite.
I costaricensi non stanno a guardare mettendo qualche cross insidioso da palla inattiva su cui si evidenzia la condizione non buona del nostro #1 e reclamando un rigore netto al 44' quando Chiellini stende Campbell dopo aver mancato il controllo su retropassaggio di Darmian.
Il cileno Osses, arbitraggio orrendo, ci grazia ma 1' più tardi non fa altrettanto Bryan Ruiz che incorna senza pietà sul cross di Junior Diaz mandandoci al tappeto prima che goal-line technology confermi il rimbalzo della palla oltre la linea dopo la deviazione della traversa.
Né gambe né testa accompagnano la nazionale nel tentativo di rimonta della ripresa dove Prandelli lancia Cassano: da Fantantonio sarà buio totale con lanci nel vuoto e forse qualche imprecazione di troppo in barese stretto. L'ingresso di Insigne per Candreva è altrettanto superfluo perché il gioco sulle fasce cercato dal mister non c'è ed anche quando entra Cerci la squadra azzurra non sa sfruttare le caratteristiche del proprio modulo.
Incapaci di costruire una manovra valida, gli italiani si affidano ai tentativi dei singoli con Darmian insidiosissimo da fuori nell'unica azione in cui sfugge all'ottimo Gamboa e con un piazzato di Pirlo sporcato dalla barriera: in entrambe le occasioni il guardiano Keylor Navas, del Levante, fa un ottima figura.
Nel finale la Costarica va addirittura vicinissima al raddoppio contro un rivale ormai sulle gambe con un arcobaleno di Randall Brenes che si spegne a 2 centimetri dall'incrocio.
E' il pallone che consente all'Italia di mantenere un gol di vantaggio nella differenza reti sull'Uruguay e permette agli azzurri il passaggio del turno anche in caso di pari contro la celeste. Agli ottavi però si può ormai andare solo col secondo posto che ci metterebbe davanti prima la Colombia ed eventualmente i padroni di casa del Brasile.
La formazione azzurra ripresenta Buffon tra i pali, inserisce Abate per Paletta e propone Thiago Motta in luogo di Verratti. La squadra che vince, insomma, si cambia e la prima mezzora è un mortorio.
Poi la gara viene cambiata da Pirlo con due fantastiche illuminazioni per Mario Balotelli che spreca il vantaggio al 30' con un lob fuori-misura e trova Navas un minuto più tardi sulla sua bomba dal limite.
I costaricensi non stanno a guardare mettendo qualche cross insidioso da palla inattiva su cui si evidenzia la condizione non buona del nostro #1 e reclamando un rigore netto al 44' quando Chiellini stende Campbell dopo aver mancato il controllo su retropassaggio di Darmian.
Il cileno Osses, arbitraggio orrendo, ci grazia ma 1' più tardi non fa altrettanto Bryan Ruiz che incorna senza pietà sul cross di Junior Diaz mandandoci al tappeto prima che goal-line technology confermi il rimbalzo della palla oltre la linea dopo la deviazione della traversa.
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| La frittata è pronta dopo un tempo di cottura. |
| Walter Darmian lotta contro Gamboa. |
Nel finale la Costarica va addirittura vicinissima al raddoppio contro un rivale ormai sulle gambe con un arcobaleno di Randall Brenes che si spegne a 2 centimetri dall'incrocio.
E' il pallone che consente all'Italia di mantenere un gol di vantaggio nella differenza reti sull'Uruguay e permette agli azzurri il passaggio del turno anche in caso di pari contro la celeste. Agli ottavi però si può ormai andare solo col secondo posto che ci metterebbe davanti prima la Colombia ed eventualmente i padroni di casa del Brasile.
mercoledì 18 giugno 2014
Ochoa ferma il Brasile. Silva graziato.
Primo posto dei casalinghi incerto.
Guillermo Ochoa è il protagonista di maggiore spicco del pareggio imposto dal Messico al Brasile, ma non l'unico in una gara giocata per lunghi tratti meglio dai messicani rispetto alla seleçao.
Che le maglie verdi non vogliano star a guardare lo si capisce subito grazie ad una pericolosa bordata di Herrera, la cui somiglianza fisica con Di Maria è notevole, e ad un tiro sibillino di Vazquez che finisce di poco a lato. Poi al 26' Ochoa entra in temperatura volando su una zuccata di Neymar che vede cancellarsi il terzo gol mundial cancellato da una prodezza. A tempo scaduto il Messico si distrae e chiama nuovamente al sacrificio il suo portiere salvatosi con un'uscita tempestiva su punizione dalla trequarti con la quale mura David Luiz e Paulinho.
Lo spauracchio centroamericano si fa più pungente nella ripresa dopo un primo tentativo del neo-entrato Bernard per la nazionale verdeoro.
Marquez ci prova di testa, Herrera impensierisce ancora Julio Cesar che è però sempre presente, anche su Andrés Guardado poco dopo. Ci provano con convinzione gli uomini di Miguel Herrera ma l'attaccante Oribe Peralta è il più assente dalle occasioni sul referto: i brasiliani probabilmente ricordano la doppietta con cui il bomber tolse loro il titolo olimpico di Londra due estati fa.
Difetta in memoria invece l'arbitro Çakir che manca di estrarre il rosso nei confronti di Thiago Silva al 79' per un fallo da ultimo uomo sul neo-entrato Chicharito, pronto a puntare la porta rivale: il quarto regalo fatto al Brasile potrebbe diventare decisivo al minuto 85 col centrale del Psg che incorna a botta sicura il vantaggio negato provvidenzialmente dal nuovo miracolo di Ochoa, una sorta di giustiziere divino nell'occasione.
Non è il Brasile in cui sperava Scolari quello che chiude sullo 0-0 benché la qualificazione contro il Camerun sia difficilmente in discussione. Il primato se la Croazia vincesse la gara contro gli africani potrebbe invece seriamente vacillare.
Che le maglie verdi non vogliano star a guardare lo si capisce subito grazie ad una pericolosa bordata di Herrera, la cui somiglianza fisica con Di Maria è notevole, e ad un tiro sibillino di Vazquez che finisce di poco a lato. Poi al 26' Ochoa entra in temperatura volando su una zuccata di Neymar che vede cancellarsi il terzo gol mundial cancellato da una prodezza. A tempo scaduto il Messico si distrae e chiama nuovamente al sacrificio il suo portiere salvatosi con un'uscita tempestiva su punizione dalla trequarti con la quale mura David Luiz e Paulinho.
| Ochoa eroe messicano. Soffre il Brasile. |
Marquez ci prova di testa, Herrera impensierisce ancora Julio Cesar che è però sempre presente, anche su Andrés Guardado poco dopo. Ci provano con convinzione gli uomini di Miguel Herrera ma l'attaccante Oribe Peralta è il più assente dalle occasioni sul referto: i brasiliani probabilmente ricordano la doppietta con cui il bomber tolse loro il titolo olimpico di Londra due estati fa.
Difetta in memoria invece l'arbitro Çakir che manca di estrarre il rosso nei confronti di Thiago Silva al 79' per un fallo da ultimo uomo sul neo-entrato Chicharito, pronto a puntare la porta rivale: il quarto regalo fatto al Brasile potrebbe diventare decisivo al minuto 85 col centrale del Psg che incorna a botta sicura il vantaggio negato provvidenzialmente dal nuovo miracolo di Ochoa, una sorta di giustiziere divino nell'occasione.
Non è il Brasile in cui sperava Scolari quello che chiude sullo 0-0 benché la qualificazione contro il Camerun sia difficilmente in discussione. Il primato se la Croazia vincesse la gara contro gli africani potrebbe invece seriamente vacillare.
domenica 15 giugno 2014
Senza inni la musica la fa Benzema.
Doppietta sull'Honduras: 3-0 blues.
Vale per tre Karim Benzema nella notte dell'esordio transalpino nel Mundial brasiliano dove i galletti hanno tartassato l'Honduras costretto a resistere per tutto il primo tempo fino al primo schiaffo patito per un rigore concesso in modo stupido da Wilson Palacios, la cui famiglia ha avuto l'onore assoluto di portare tre fratelli ad un Mondiale, quello di quattro anni fa.
Due legni impediscono ai galletti di tirar subito fuori la testa dal sacco: sul primo è bravissimo Valladares ad alzar la mano sulla conclusione di Matuidi che bacia la traversa al 16', sul secondo assai sfortunato Griezmann il cui colpo di testa muore nuovamente sul legno.
Pogba rischia poi il rosso per uno scontro con il centrocampista centroamericano del Wigan: i due vengono entrambi ammoniti ma per Palacios arriva il secondo giallo a causa della spinta sullo juventino che causa il rigore spacca-partita. Benzema con grande lucidità chiude il primo tempo sull'1-0 francese.
La Paperissima del portiere hondureño apre la ripresa in cui la formazione di Didier Deschamps si troverebbe ben presto a far i conti col terzo legno, colpito da Benzema con un gran sinistro al volo, ma l'estremo difensore rivale trasforma con una maldestra deviazione il tiro in gol dopo il rimbalzo sul palo.
Luis Fernando Suarez, miracoloso nell'arrivar agli ottavi in Sud Africa con l'Ecuador, capisce che per i suoi è finita.
Benzema gliene da conferma al 72' con una botta sulla traversa che vale finalmente la meritata doppietta.
Due legni impediscono ai galletti di tirar subito fuori la testa dal sacco: sul primo è bravissimo Valladares ad alzar la mano sulla conclusione di Matuidi che bacia la traversa al 16', sul secondo assai sfortunato Griezmann il cui colpo di testa muore nuovamente sul legno.
Pogba rischia poi il rosso per uno scontro con il centrocampista centroamericano del Wigan: i due vengono entrambi ammoniti ma per Palacios arriva il secondo giallo a causa della spinta sullo juventino che causa il rigore spacca-partita. Benzema con grande lucidità chiude il primo tempo sull'1-0 francese.
La Paperissima del portiere hondureño apre la ripresa in cui la formazione di Didier Deschamps si troverebbe ben presto a far i conti col terzo legno, colpito da Benzema con un gran sinistro al volo, ma l'estremo difensore rivale trasforma con una maldestra deviazione il tiro in gol dopo il rimbalzo sul palo.
Luis Fernando Suarez, miracoloso nell'arrivar agli ottavi in Sud Africa con l'Ecuador, capisce che per i suoi è finita.
Benzema gliene da conferma al 72' con una botta sulla traversa che vale finalmente la meritata doppietta.
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venerdì 13 giugno 2014
Il Messico sbrana i leoni e l'arbitro.
Peralta decide dopo 2 gol annullati.
L'uomo giusto della seleccion messica è Oribe Peralta che il tecnico Miguel Herrera manda in campo nell'esordio contro il Camerun trovando in cambio la rete decisiva del numero 19 dopo due reti inspiegabilmente annullate ai suoi: il primo arriva già all'11' quando Herrera trova con un cross basso Giovanni Dos Santos che apre le marcature di testa ma trova la bandierina alzata ed il beffardo fischio di Wilmar Roldán.
La verde meriterebbe il vantaggio perché gioca meglio, ma corre un gran pericolo nel primo tempo quando Assou-Ekotto riesce nello sprint sotto il diluvio di Natal e mette in mezzo per Eto'o ma l'ex Inter gira il pallone verso la porta di Corona sfiorando il palo.
Crescono i dubbi sulla qualità degli arbitraggi già al 120' del mondiale, dopo mezzora della seconda partita nell'occasione del secondo gol annullato ancora a Dos Santos, il quale s'infuria sorretto persino dal pacato tecnico della verde Herrera.
La gara dell'Arena Das Dunas si risolve però per il meglio al 61' quando Peralta restituisce il maltolto ai suoi mettendo in porta sulla respinta di Itandje dopo una conclusione del solito Dos Santos.
L'attaccante dello United Hernandez è l'unico scontento dell'1-1 perché questo gol lo terrà forse ancora in panchina per un pò di gare: el chicharito si vede solo per concedere la standing-ovation all'hombre del partido. Nel finale l'ultimo brivido per i centroamericani col vivacissimo Moukandjo che cerca la correzione in porta di un compagno ma viene murato da Rodriguez. Il Messico rimedia alla vergogna.
La verde meriterebbe il vantaggio perché gioca meglio, ma corre un gran pericolo nel primo tempo quando Assou-Ekotto riesce nello sprint sotto il diluvio di Natal e mette in mezzo per Eto'o ma l'ex Inter gira il pallone verso la porta di Corona sfiorando il palo.
| La stizza di Giovanni Dos Santos. |
La gara dell'Arena Das Dunas si risolve però per il meglio al 61' quando Peralta restituisce il maltolto ai suoi mettendo in porta sulla respinta di Itandje dopo una conclusione del solito Dos Santos.
L'attaccante dello United Hernandez è l'unico scontento dell'1-1 perché questo gol lo terrà forse ancora in panchina per un pò di gare: el chicharito si vede solo per concedere la standing-ovation all'hombre del partido. Nel finale l'ultimo brivido per i centroamericani col vivacissimo Moukandjo che cerca la correzione in porta di un compagno ma viene murato da Rodriguez. Il Messico rimedia alla vergogna.
giovedì 12 giugno 2014
Klinsmann nega l'addio a Donovan.
Un nome ignoto per il bomber di sempre.
Una storia a sorpresa riguarda la nazionale degli Stati Uniti totalmente priva di gloria nella storia del Mondiale: gli Usa infatti sono la nazionale che da il via alla prima edizione della Coppa con un netto 3-0 sul Belgio al Centenario di Montevideo il 13 Luglio del 1930.
In quell'edizione disputata con dodici squadre gli americani ottennero il bronzo senza giocare la finalina contro la Jugoslavia per una decisione last-minute della Fifa, dopo il rovinoso 6-1 incassato dalla fortissima Argentina.
Gli States vantano nove partecipazioni alla massima competizione per nazionali, ma non hanno mai bissato il risultato ottenuto agli albori di questa competizione. Nel 1994, nell'edizione interna, tornano agli ottavi grazie al terzo posto nel gruppo A dietro a Svizzera e Romania, ma qui s'inchinano a Bebeto.
Nell'annata più strana dei mondiali, il 2002 nippo-coreano, arriva uno storico quarto di finale: gli americani ringraziano il 3-2 sul Portogallo per il secondo posto dietro ai casalinghi nel girone e negli ottavi vincono il sentito derby della Concacaf contro il Messico con McBride e Donovan.
Nei quarti giocano una sfida equilibrata contro la Germania, ma i tedeschi si avviano con Ballack verso la finale persa contro il Brasile di un doppio Ronaldo.
| Klinsmann chiama Green per Donovan. |
Klinsmann volta pagina per il mondiale brasiliano lasciando a casa sua maestà Landon Donovan che con le sue 57 reti è il capocannoniere per eccellenza della nazionale stelle e strisce.
Se il tecnico tedesco ha fatto questa scelta per l'età del bomber, una incredibile contraddizione sul tema è la somma dell'età dei portieri presenti in rosa che in tre fanno 98 anni con i 35 di Howard ed i 34 di Rimando: i guardiani più vecchi del mondiale.
Al posto della chiacchierata punta dei Los Angeles Galaxy convocato il giovanissimo centrocampista del Bayern Monaco Julian Green, tuttavia sconosciuto al grande calcio.
Uomo di rilievo sicuramente il bomber del Sunderland Jozy Altidore, che troverà probabilmente in Wondolowski una buona spalla offensiva.
USA:
Portieri:
-Brad Guzan (Aston Villa),
-Tim Howard (Everton),
-Nick Rimando (Real Salt Lake);
Difensori:
Difensori:
-DaMarcus Beasley (Puebla),
-Matt Besler (Sporting Kansas City),
-John Brooks (Hertha Berlin),
-Geoff Cameron (Stoke City),
-Timmy Chandler (Norimberga),
-Omar Gonzalez (LA Galaxy),
-Fabian Johnson (Borussia Monchengladbach),
-DeAndre Yedlin (Seattle Sounders FC);
Centrocampisti:
Centrocampisti:
-Kyle Beckerman (Real Salt Lake),
-Alejandro Bedoya (Nantes),
-Michael Bradley (Toronto FC),
-Brad Davis (Houston Dynamo),
-Mix Diskerud (Rosenborg),
-Julian Green (Bayern Munich),
-Jermaine Jones (Besiktas),
-Graham Zusi (Sporting Kansas City)
Attaccanti:
Attaccanti:
-Jozy Altidore (Sunderland),
-Clint Dempsey (Seattle Sounders FC),
-Aron Johannsson (AZ Alkmaar),
-Chris Wondolowski (San Jose Earthquakes).
Località:
Arena das Dunas - Lagoa Nova, Natal - Rio Grande do Norte, 59020-510, Brasile
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lunedì 9 giugno 2014
L'Honduras si affida ai britannici alla 3^.
Poche speranze contro galli e svizzeri.
Un pretesto di guerra legato parzialmente al calcio contraddistingue purtroppo uno dei punti salienti della storia della nazionale hondureña allorché la Bicolor perdeva lo spareggio per i mondiali di Messico '70 a Teguchigalpa contro El Salvador rinfocolando i principi di guerra che intercorrevano tra i due paesi.
Al di là di questo episodio di mera politicizzazione del futbol la nazionale dell'Honduras ha saputo presentarsi nella competizione mondiale in due sole occasioni, nel 1982 in Spagna e nell'ultima edizione della rassegna giocata in Sudafrica dove, nonostante i tre k.o. e le zero reti segnate, ha ottenuto il primo obbiettivo storico: un pari a reti bianche con la Svizzera che le vale il primo punto al Mondiale.
Un trionfo inorgoglisce le pagine della storia dei biancazzurri che nel 1981, anni molto positivi i primi '80, conquistano la Gold Cup, la competizione dedicata alle nazionali nord e centramericane, chiudendo in vetta il girone di 6 squadre proposto dalla formula di allora, con gare tutte a Teguchigalpa, davanti a El Salvador, Messico, Canada, Cuba e Haiti.
![]() |
| Izaguirre insidioso per velocità e tecnica. Grande gara contro i leoni la notte scorsa. |
Forse il nome di questa selezione più che ai tre è legato nella memoria degli azzurri a David Suazo, una vita al Cagliari e 17 reti con la sua nazionale. Il record di gol è però ben lontano ed appartiene a Carlos Pavon che dal 1993 al 2010 segnò 57 marcature.
Il presente non è tuttavia malvagio per la formazione del colombiano Luis Fernando Suarez che ha centrato due terzi posti (2005 e 2009) nelle ultime tre edizioni della Gold Cup al di là del mondiale di 4 anni fa.
Il top dell'esperienza risiede tra i pali per l'Honduras con il 37enne Noel Vallarades, portiere piuttosto affidabile che bene ha figurato nella sua prima esperienza mondiale.
Johnny e Jorge, elemento importante per la sua militanza nello Stoke, sono ancora presenti nella seleccion, e con loro due validi terzini che hanno fatto esperienza nel calcio britannico: Izaguirre del Celtic e Figueroa dell'Hull City.
HONDURAS:
Portieri:
-Noel Valladares (Olimpia),
-Donis Escober (Olimpia),
-Luis Lopez Fernandez (RCD Espana);
Difensori:
Difensori:
-Brayan Beckeles (Olimpia),
-Arnold Peralta (Rangers),
-Emilio Izaguirre (Celtic),
-Oscar Garcia (Houston Dinamo),
-Maynor Figueroa (Hull City),
-Victor Bernardez (San Jose Earthquakes),
-Sergio Mendoza (Usac);
Centrocampisti:
Centrocampisti:
-Osman Chavez (Qingdao Jonoon),
-Juan Montes (Motagua),
-Luis Garrido (Olimpia),
-Roger Espinoza (Wigan),
-Jorge Claros (Motagua),
-Wilson Palacios (Stoke City),
-Oscard Boniek (Houston Dinamo),
-Andy Najar (Anderlecht),
-Marvin Chavez (Colorado Rapids)
Attaccanti:
Attaccanti:
-Jerry Bengtson (New England Revolution),
-Jonny Palacios (Olimpia),
-Carlo Costly (Veria),
-Mario Martinez (RCA Espana).
domenica 8 giugno 2014
Costarica al terzo Mundial: bene nel 90.
Una storia povera di sorrisi quella calcistica della Tricolor che ha giocato i mondiali di calcio soltanto in tre occasioni: la prima partecipazione in Italia nel 1990 fu fantastica con l'accesso agli ottavi di finale: i Ticos superarono per 1-0 la Scozia e per 2-1 con una clamorosa rimonta nell'ultima gara del girone la Svezia centrando la qualificazione nonostante il k.o. col Brasile nella seconda gara: i verdeoro seppero imporsi solo con una rete all'82' firmata da Müller.
Il bomber del Genoa Skhuravy spazzò però via i centroamericani con una tripletta che valse un 3-1 cecoslovacco negli ottavi.
Nel 2002 la Costarica si giocò le chances qualificazione in Corea rispondendo con una rete di Parks nel finale al vantaggio turco nella seconda gara del girone pareggiata per 1-1 dopo un comodo 2-0 sulla Cina.
Il k.o. per 5-2 contro il Brasile fece però calare il sipario sul mundial costaricense.
Deludente l'ultima partecipazione in Germania: 4-0 dai tedeschi, 3-0 dall'Ecuador e 2-1 dalla Polonia con sigillo del momentaneo vantaggio e rete della bandiera di Gomez.
| Alvaro Saborio out per infortunio. |
Lì davanti le speranze goal poggiano sulla coppia Bryan Ruiz (Psv) - Joel Campbell (Olympiakos). Tra i pali un portiere in formissima le cui parate sono state determinanti nella stagione del Levante: Keylor Navas.
L'unico traguardo finora raggiunto dai Ticos il secondo posto nel 2002 nella Concacaf Gold Cup alle spalle degli Usa, vittoriosi per 2-0.
COSTARICA:
Portieri:
-Keylor Navas (Levante),
-Patrick Pemberton (Alajuelense),
-Daniel Cambronero (Herediano);
Difensori:
Difensori:
-Giancarlo Gonzalez (Columbus Crew),
-Johnny Acosta (Alajuelense),
-Michael Umana (Saprissa),
-Roy Miller (Red Bulls),
-Junior Diaz (Mainz 05),
-Christian Gamboa (Rosenborg),
-Oscar Duarte (Bruges-Belgio),
-Waylon Francis (Columbus Crew),
-Heiner Mora (Saprissa),
Centrocampisti:
Centrocampisti:
-Michael Barrantes (Aalesunds),
-Jose' Miguel Cubero (Herediano),
-Yeltsin Tejeda (Saprissa),
-Celso Borges (AIK),
-Esteban Granados (Herediano),
-Christian Bolaños (Copenhagen);
Attaccanti:
Attaccanti:
-Joel Campbell (Olympiakos),
-Bryan Ruiz (PSV),
-Randall Brenes (Cartagine's),
-Diego Calvo (Valerenga),
-Marco Urena (Kuban Krasnodar).
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