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sabato 15 gennaio 2022

Non solo Sikazwe! Tra gli arbitri di Coppa d'Africa per la prima volta una donna!



Dopo la farsa di Sikawze un grande passo positivo: arriva il primo arbitro donna in Coppa d'Africa


Salima Mukansanga è la prima donna nella storia a far parte della terna arbitrale d'una sfida della Coppa d'Africa. La 33enne Mukansanga di origine ruandese ha infatti operato nel ruolo di quarto uomo nella sfida tra Guinea e Malawi.
E' per lei il coronamento di un cammino che l'ha già vista alle Olimpiadi 2020 di Tokyo, ai mondiali femminili 2019 in Francia, a quelli Under 17 nel 2018 ed alle qualificazioni olimpiche Under 23.
Un segnale davvero positivo da parte della Federazione Africana che ha fatto una figuraccia pochi giorni fa con lo zambiano Sikazwe, il quale aveva fischiato con qualche minuto di anticipo la fine di Tunisia-Mali salvo poi farsi credere vittima di un colpo di sole.
E pensare che l'arbitro aveva come sogno principale quello di sfondare nella pallacanestro, stessa passione condivisa da Pierluigi Collina cui lei è paragonata.
L'ex fischietto bolognese ha spesso parlato del termine arbitro dicendo affermando: 'Mi piacerebbe parlare di arbitri senza dover declinare la parola al maschile o al femminile'.
Un segnale di questo tipo è ancor più forte se viene da un continente che ancora in alcuni paesi tollera pratiche come l'infibulazione. Se vogliamo l'uguaglianza, è lo Sport il giusto canale per portare questo messaggio.

lunedì 16 gennaio 2017

L'Africa sa di Premier con Mahrez e Mane.
L'algerino fa doppietta ma sorride solo il red

Attenti al Senegal che si candida come outsider della Coppa d'Africa gabonese con la buona prestazione dell'esordio sulla Tunisia. I giocatori a disposizione di Aliou Cissé sono di indubbia qualità e di buona esperienza europea, a cominciare da quella partenopea di Koulibaly in mezzo alla difesa. Mané fa il resto trasformando un rigore dopo appena 10' e procurando l'assist per il 2-0 definitivo di Mbodji di testa sul corner battuto dal giocatore del Liverpool.
Parla inglese anche Algeria-Zimbabwe dove Mbolhi fa miracoli per tenere a freno i guerrieri nordafricani, pericolosissimi già in avvio con Billiat. Mahrez la sblocca però al 10' con un gran diagonale sul palo lontano, poi a sorpresa i rivali ribaltano con Mahachi e Mushekwi. All'82' è ancora Mahrez a ridar vita ai suoi col gol del pareggio. L'Algeria esce delusa dal campo ma col sacco mezzo pieno per il pessimo gioco espresso.

venerdì 27 giugno 2014

Akinfeev allunga il muso di Capello.
L'Algeria si prende l'ottavo con l'1-1.

Doppietta di Akinfeev che con il secondo gol del Mondiale di Brasile 2014, parliamo ovviamente di reti regalate ai rivali per il portiere, elimina la già non brillante Russia dal torneo.
I caucasici, che devono per forza battere le volpi del deserto a Curitiba, vanno subito avanti col colpo di testa di Aleks. Kokorin che al 6' su cross di Shatov si fa perdonare il vantaggio divorato a fine primo tempo della gara col Belgio grazie ad un colpo di testa ben più preciso. L'Algeria resta scioccata e rischia su una botta di Shatov da fuori che sfiora i pali ma su alcuni corner gli africani annunciano la propria pericolosità con una serie di colpi di testa di Slimani. Al 59' lo stesso giocatore dello Sporting Lisbona insacca di testa su palla inattiva ma ringrazia il portiere russo, già protagonista d'una papera contro la Corea.
La seconda costa a Capello l'eliminazione perché i disperati assalti dei suoi, col tecnico di Pieris che butta nella mischia anche la stellina Dzagoev, non portano ad azioni ben costruite. Il c.t. se la prende con Cakir piuttosto che col suo guardiano mentre la formazione di Halihodzic festeggia il primo storico ottavo.

La gioia del match-winner Vertonghen.
Fa bottino pieno il Belgio che batte la Corea del Sud nell'ultima gara nonostante la certezza del proseguimento e l'alta probabilità del primato.
Gli asiatici costretti a vincere ed a sperare nel k.o. dell'Algeria rischiano di aprire subito con una coltellata di Mertens che al 25' manda in curva un piattone dall'interno dell'area piccola davanti all'esordiente portiere Kim Seung-Gyu. Tre minuti dopo arriva la risposta di Sung-Yeung Ki che costringe in angolo Cortouis dalla distanza. Sullo stesso corner ancora il portiere del Chelsea salva sulla linea la zuccata di Son.
A fine primo tempo arriva il colpo di scena del rosso a Defour che entra sulla tibia di Kim Shin-Wook.
Chi si aspetta una Corea più intraprendente nella ripresa per questo episodio viene deluso definitivamente al 77' quando la difesa asiatica manda al tiro con un pasticcio Origi e Seung-Gyu completa la frittata respingendo sui piedi dell'improvvisato cannoniere Vertonghen.
Il Belgio di Wilmots e la Colombia di Pekerman si confermano le outsiders di questa Copa.

Nessun biscotto tedesco ma CR7 è out.
Müller cuoce Klinsmann. USA salvi.

Divisi ma uniti la nazionale tedesca ed il tecnico teutonico degli USA, Jürgen Klinsmann, nella sfida dell'Arena Pernambuco che decide del primato della Nationalmannschaft e della qualificazione americana.
Dopo un bel primo tempo chiuso sullo 0-0, gli statunitensi devono arrendersi al goleador Thomas Müller che sblocca la sfida in favore dell'11 di Löw con un grandissimo destro di prima intenzione dopo un bellissimo intervento di Tim Howard su colpo di testa di Per Mertesacker.
La meno quotata formazione stelle e strisce non rimpiange comunque l'occasione sprecata da Zusi nella prima frazione poiché quando va sotto, al minuto 55', è ancora lontano il Portogallo. Gli americani sfiorano anzi il pari con Bedoya e Dempsey in una delle ultime azioni uscendo dal confronto con la squadra più forte del gruppo battuti soltanto di misura. E questo fa la differenza a parità di punti con CR7.

CR7 saluta la Coppa con una vittoria inutile pagando dazio rispetto agli americani per la differenza reti. Cristiano è lo sfortunato trascinatore dei suoi contro il Ghana con due occasioni per sfiorare il vantaggio in avvio con un tiro cross pericolosissimo da destra ed un colpo di testa a tu per tu col portiere sulle quali è bravissimo Dauda.
Le black-stars quasi trovano il vantaggio nella prima circostanza in cui si affacciano in avanti con Beto prodigioso in uscita su Gyan Asamoah, il cui taglio di capelli ricorda il suo storico #3 con la maglia del Brasile d'Africa.
Alla mezzora l'undici di Appiah si fa del male da solo con Boye che nel tentativo di anticipare Moutinho su cross di Coentrao infila la propria porta.
Gli africani rispondono nella ripresa con uno stupendo cross d'esterno dello juventino Asamoah per l'omonimo cannoniere il quale di testa griffa l'1-1 al 57'. Waris potrebbe fotocopiare il gol 5' più tardi ma schiaccia fuori da due passi il suo colpo di testa. CR7 approfitta di una pessima respinta di Dauda per infilare il definitivo vantaggio all'82', ma il poker subito dai tedeschi costa caro ai lusitani.

giovedì 26 giugno 2014

Sogni proMESSI: la pulce è Mundial:
2 gol alla Nigeria che è agli ottavi.

La pulce si fa grande anche in maglia albiceleste ribadendo con una doppietta sulla Nigeria le ottime impressioni destate nelle prime due gare del Mundial.
Leo sale a quota 4 reti con il rivale continentale Neymar in vetta alla classifica marcatori raccogliendo immediatamente il frutto della spinta della sua squadra contro le super-aquile che si complicano subito la strada per volare negli ottavi lasciando un'autostrada per la fuga di Di Maria dopo appena 3': el fidejo calcia a botta sicura trovando la goffa deviazione di Eneyama che spedisce la palla sul palo con una pedata, ma la pulce è pronta al tap-in. E' il preludio ad una gara spettacolare con Musa che acciuffa il pari con un tiro alla Del Piero solo 60 secondi più tardi.
Di Maria ci riprova alla mezzora con una botta alla distanza ben salvata in corner dal portiere rivale, ma Eneyama può far poco quando Messi scalda il mancino su calcio piazzato: il portiere del Lille passa indenne sul primo tentativo al 44', ma capitola a fine tempo dovendo raccoglier la palla in porta.

Grande doppietta di Musa, alla Del Piero sul I° gol.
Musa ispira la Nigeria per il nuovo pareggio concludendo una bella triangolazione con Emenike pochi istanti dopo il thé caldo. Ancora una volta però la fragilità difensiva degli africani permette alla selección di tornare avanti: passano appena tre minuti infatti quando Lavezzi calcia un corner per la testa dell'esperto Garay, che punì la Juve in semifinale di Europa League, il quale manca il colpo favorendo l'inserimento vincente di Marcos Rojo che consegna a Sabella la certezza dei 9 punti e di un primato da dominio. Ora all'ottavo la Svizzera.

Dzeko e Vrsajevic condannano Queiroz.
Guardare dalla tv l'ottavo toccherà invece l'Iran, condannato dalla già eliminata Bosnia che chiude il primo mondiale con orgoglio ed un 3-1 sugli asiatici: apre la gara Dzeko al 24' con un sinistro dai 30 metri che sorprende Ali Haghighi. La reazione asiatica è efficacissima ma Shojaei viene fermato un minuto dopo dalla traversa. La Bosnia però mostra una superiorità eccessiva: prima Vrsajevic spreca su assist di Dzeko poi Pjanic, su svarione della difesa rivale, e lo stesso Vrsajevic chiudono la contesa sul 3-1 per l'11 di Safet il quale riesce a festeggiare almeno l'ultima apparizione col gol di Ghoochannejad all'82'.

mercoledì 25 giugno 2014

La Colombia taglia Zac. Grecia ok al 94'.
Impresa come nel 2004. Addio Drogba!

La gioia di Faryd Mondragon, all'addio a 43 anni.
Il più vecchio di sempre della Coppa del Mondo.
Italia senza pedine ormai al Mondiale di Brasile 2014 o quasi perché dopo l'eliminazione degli azzurri di Prandelli, anche Alberto Zaccheroni sta per tornare a casa dopo la netta sconfitta rimediata in serata contro una Colombia troppo forte per il suo Giappone.
Grande protagonista del match è Jackson Martinez che scherza per tutta la partita con la difesa nipponica da subito comunque in grande affanno: al 16' Konno falcia Ramos consentendo a Cuadrado di aprire il match dal dischetto. Ospina viene impegnato da Kagawa e spaventato da Honda, poi nel momento più inatteso Okazaki sfrutta un cross del milanista per raggiungere i rivali di testa allo scadere del primo tempo.
La squadra di Pekerman però dilaga nel secondo tempo: al 55' torna in vantaggio con un azione di stampo rugbistico finalizzata dal tocco di James Rodriguez per la rete di Martinez. Il numero 21 segna il gol della doppietta all'82', ma la prodezza è tutta farina del suo sacco con una finta in area e palla sul palo lontano.
Rodriguez cala invece il poker all'ultimo minuto quando in campo c'è il 43enne Faryd Mondragon tra i pali della selección cui Pekerman permette di battere il record di anzianità di Milla in una Coppa del Mondo per le lacrime dell'ex guardiano del Colonia.

Delusione nell'ultima Coppa del Mondo
per Didier Drogba: elefanti out al 94'.
Una calenda greca la qualificazione della Costa d'Avorio favorita alla vigilia nettamente sulla Grecia nella sfida spareggio di Fortaleza e sicura dell'ottavo fino all'ultimo secondo di gara quando l'ultimo entrato in campo, l'esterno del Basilea Giovanni Sio stende Samaras in area il quale realizza dal dischetto il gol qualificazione mentre il cronometro si ferma al 94'.
E' un clamoroso spreco quello degli africani, ma non un immeritata qualificazione per gli ellenici che con la prova di questa sera si riabilitano dopo le prime due gare veramente brutte: il primo tempo regala una squadra dinamica e quasi letale, con la traversa di Holebas. Samaris rende le speranze reali dando il vantaggio ai suoi al 43'.
A Lamouchi basta il pari ma Drogba non impensierisce mai Karnezis, anzi è ancora la Grecia vicinissima al bersaglio: Karagounis e Torosidis sono sfortunati con due legni mentre entra Bony entra e fa 1-1 al 74' su assist di Gervinho. La Grecia continua a crederci mandando Aurier ad una quasi autorete su cross per Salpingidis e trovando la palla decisiva al 94'.

lunedì 23 giugno 2014

Varela salva i lusitani a tempo scaduto.
2-2 con gli Usa e finale contro il Ghana.

Ossigeno per CR7 ed il suo Portogallo cui basterebbe vincere per andare agli ottavi di finale tra pochi giorni contro il Ghana dopo il pari agguantato in extremis.
Il match verte su un equilibrio perfetto, confortato anche dai quattro precedenti con due successi per parte, ma Cameron rompe tutto con un liscio su un innocuo cross dalla trequarti che spalanca la porta a Nani il quale deposita sotto la traversa di rabbia.
Gli americani si scuotono con due tentativi di Clint Dempsey attorno al quarto d'ora: il primo su piazzato va di poco alto sopra la traversa, il secondo su imbucata di Bradley respinto da Beto in corner. L'ex Roma ci prova di persona al 28' ma trova ancora attento il guardiano rivale. Quello degli Stati Uniti, Howard, fa ancora meglio in chiusura di tempo fermando per due volte Nani in contropiede e riuscendo sul secondo tentativo dell'ala dello United anche ad evitare il tap-in aereo di Eder con un colpo di reni strepitoso.

CR7 stringe Howard, stupendo
stasera. Erano compagni allo Utd.
Il sogno americano sembra possibile nella ripresa quando gli uomini di Klinsmann partono con piglio diverso e minacciano subito con un tiro-cross di Johnson la porta dell'attento Beto. Dove non arrivano le mani del portiere arriva Costa che salva il pari di Bradley sulla linea: è show-time con il pareggio improvviso di Jermaine Jones che trova la parabola perfetta da fuori al 63' e Howard che 100 secondi dopo smanaccia un traversone di Nani e salva il nuovo vantaggio su Mereiles.
Il gol lo trovano così gli States grazie ad un rimpallo su conclusione di Zusy che permette l'assistenza vincente per Dempsey a 9' dal termine. Tutto sembra fatto per il passaggio del turno degli uomini di Klinsmann ma l'ultima azione di Cristiano Ronaldo nega l'America ai rivali: il cronometro segna 94'40'', CR7 tenta l'ultima accelerazione sulla destra e fiuta l'inserimento di Varela premiandolo con una palla che potrebbe risultare decisiva per la qualificazione dei suoi.
Basterebbe battere il Ghana per passare poiché Klinsmann a quel punto dovrebbe far fuori con tre punti i suoi connazionali.

domenica 22 giugno 2014

Il Belgio primo a spese della Russia.
Capello ringrazia l'Algeria: è spareggio.

Lo spreco di Kokorin condanna Fabio Capello alla sconfitta contro il Belgio di Marc Wilmots che si qualifica con la certezza del primo posto con una giornata d'anticipo agli ottavi.
Luci ed ombre la gara dei diavoli come già avvenuto all'esordio contro l'Algeria: Mertens è una costante spina nel fianco per gli est-europei ma Alderweireld rischia di causare un altro rigore per una spinta su Kannukinov non punita ed i suoi di andar sotto a fine tempo quando un perfetto centro viene sprecato da Kokorin, l'attaccante della Dinamo Mosca, che incorna sul fondo da due passi.

La rete spacca-partita di Divok Origi del Lille.
La panca d'oro di Wilmots diventa fondamentale per la ripresa in cui il tecnico belga toglie subito Lukaku, nuovamente assente dalla gara, per inserire Origi che si rivela l'uomo partita.
Ad accendere la gara però è soprattutto Eden Hazard che nel secondo tempo da la scossa ai suoi assai opachi fino agli ultimi 10' di gara. L'ultima fiammata russa porta la firma di Eshchenko il cui sinistro da posizione favorevole è di poco largo.
Poi Mirallas, entrato poco prima per Mertens, centra il palo all'84'. Un minuto più tardi Hazard avvisa tutti con una veronica in area ed un destro fuori d'un amen ed infine all'87' scrive la sentenza seminando tutta la difesa rivale per l'ennesima volta e dando ad Origi un push-in che vale la vetta belga.

Mesbah nell'abbraccio del 3-1 di Djabou.
Occhio alle volpi Don Fabio perché saranno loro a giocarsi la qualificazione alle spalle dei diables rouges con la Russia.
L'Algeria infatti sputando su ogni pronostico travolge i più esperti rivali della Corea del Sud con un netto 4-1 nello stadio Beira-Rio dell'Internacional di Puerto Alegre.
L'11 dello jugoslavo Vahid Halilhodzic sblocca la partita con Slimani al 26' e straripa come un fiume nell'ultimo quarto d'ora precedente al thé caldo col raddoppio firmato Halliche 2' più tardi ed il sigillo di Djabou al 38'.
Il piglio non basta agli asiatici nella ripresa: Son riapre il discorso solo in teoria al 50', ma Brahimi firma il poker algerino al 62'. E' dunque vana anche la gioia personale di Koo Ja-Cheol al 72'.

L'eterno Klose riacciuffa il Ghana: 2-2.
Africani ancora in corsa nel Gruppo F.

15 gol per Klose nella fase finale di un Mondiale. Eguagliato il record di Ronaldo che aveva scherzato con i tifosi brasiliani chiedendo di far il tifo contrario al bomber perché geloso del suo primato.
L'attaccante della Lazio invece non sa scherzare anche perché la formazione che affronta l'11 di Löw, cognome la cui traduzione italiana significa Leoni, si batte alla grande contro i meglio quotati tedeschi mantendo la parità in un primo tempo non ricchissimo di occasioni, ma piuttosto interessante, animato da qualche bella parata di Neuer che si distingue su una botta di Muntari al 13'.
Alla prima distrazione la favorita passa con il traversone di Müller per l'inserimento di testa del dimenticato Götze la cui rete al 51' condannerebbe le black-stars.
Ma la reazione dei neri è immediata col colpo di testa di André Ayew 3' più tardi in anticipo su Mustafi da corner.

L'incontenibile gioia di Gyan Asamoah.
Gyan baby jet lancia il suo Ghana in contropiede bucando Neuer per la seconda volta al 63' con una rete che lo fa impazzire di gioia dopo il rigore decisivo sbaglato nell'ultima edizione ma la Germania mette in campo il suo ariete Miro Klose per Schweinsteiger ed il bomber in pochi minuti agguanta il 2-2 grazie ad una zampata da palla inattiva al 71'.
Boye evita all'86' la possibile doppietta della punta biancoceleste con un tocco rischioso che salva il Ghana da una sconfitta e da un'eliminazione immeritata.
Oggi Usa-Portogallo definirà gli equilibri di questo gruppo prima della giornata conclusiva.

venerdì 20 giugno 2014

Zac garantisce per la Colombia: 0-0.
Cafeteros avanti, Giappone se li batte.

Salsa colombiana nel Gruppo C dove i cafeteros dominano il girone grazie a due belle vittorie su Grecia e Costa d'Avorio. I cafeteros vengono illuminati dalle giocate di Juan Guillermo Cuadrado (Che colpo averlo riscattato per la Fiorentina!) e da James Rodriguez.
Il primo tempo è avaro di emozioni ma quando la palla arriva all'esterno con maglia #11 i sudamericani vanno vicinissimi al vantaggio negato dalle mani di Barry e dalla traversa dopo 59'.
La Colombia che rimpiange soprattutto un gol mangiato da Teofilo Gutierrez dopo mezzora, raccoglie i frutti al 64' con un colpo di testa vincente di James Rodriguez su azione di corner, pochi minuti dopo l'ingresso di Drogba per un impalpabile Bony.
L'ariete del Gala non fa in tempo a toccar un pallone che la formazione di Peckermann raddoppia con una fuga di Quintero su imbeccata di Gutierrez.

L'assolo di Gervinho è rock, ma la Colombia
dirige la musica a Brasilia: sudamericani primi.
Il guizzo di Gervinho da vane speranze agli ivoriani che si ritrovano catapultati nuovamente nella gara da una giocata con dribbling fantascientifico del romanista al minuto 72'.
La selezione africana ci prova fino alla fine ma trova pochi palloni per pungere dalle parti di Ospina e quando Kalou entra in area per andar al tiro all'85' compie un passaggio per il portiere rivale.

Alberto Zaccheroni si preoccupa: deve
batter la Colombia per passar il turno.
Il favore di Zac permette la certezza matematica della qualificazione dei colombiani: il Giappone del tecnico italiano infatti non è in grado di superare nella notte dell'Arena das Dunas una Grecia in 10 per 52' di gioco a causa di un doppio giallo rimediato dal capitano Katsouranis.
Torosidis sfiora persino il colpaccio per gli ellenici ma trova Kawashima a negare i primi tre punti mondiali della selezione europea, poi il Giappone colleziona una serie di tentativi con conclusioni dalla distanza (di cui l'unica decente è del terzino dello Schalke Uchida) e lanci accozzati facili prede di Karnezis giustificando il finale a reti inviolate. Zac per superare il turno dovrà battere Peckermann.

giovedì 19 giugno 2014

I leoni intrappolati dalla Croazia: 4-0!
Eto'o torna a casa impotente.

Finisce malissimo l'avventura dei leoni indomabili nel Mondiale di Brasile 2014 che si chiude per la nazionale africana dopo appena due partite senza aver segnato nemmeno una rete, nonostante pochi giorni prima del torneo la squadra in divisa rosso-verde strappasse un pareggio a Mönchengladbach per 2-2 contro la Germania.
La selezione di Volker Finke dura appena 11' poi la Croazia trova un azione capolavoro: Mandzukic si sdraia al suolo per favorire il tiro di Perisic il cui tocco spalanca la porta ad Ivica Olic per il vantaggio.
Gli europei dominano e gli africani s'innervosiscono: al 40' Song si fa cacciare rifilando una gomitata sulla schiena del bomber del Bayern: l'errore costa il tracollo ai suoi orfani di Eto'o che aveva annunciato su Twitter il forfait alla vigilia per problemi fisici.

La clamorosa lite tra camerunensi con testata.
Perisic passeggia nella difesa rivale affondando come una lama nel burro al 48' da sinistra con un tiro che inchioda Itandje per il 2-0 dando il là alla sfilata degli uomini di Kovac. Allo scoccare dell'ora di gioco è 3-0 con la zuccata di Mandzukic che in due minuti si prende anche la gioia della doppietta personale copiando ed incollando il gol del giocatore del Borussia.
La disfatta sportiva del Camerun è completata da quella umana con la lite tra Assou-Ekotto e Moukandjo il quale si becca una testata dal compagno del Tottenham: è la conferma che questi giocatori non sono da Campionato del Mondo.

martedì 17 giugno 2014

Belgio sorpresa negativa per un tempo.
Rimonta finale sull'Algeria con Mertens.

Dries Mertens salva Marc Wilmots da un terribile esordio nella Coppa del Mondo di Brasile 2014 grazie ad una rete a 10' dal termine della sfida del Mineirao di Belo Horizonte contro l'Algeria.
La formazione belga, candidata come outsider del mondiale, stecca il primo tempo contro gli africani più vogliosi e più determinati dopo i 28 anni senza gol in un mondiale, l'ultimo di Djamel Zidane.
Dopo 24' di assenza le volpi del deserto trovano un penalty per una trattenuta di Mahrez trattenuto in area da Verthongen, il quale se la cava comunque con la fedina intatta.

La sorpresa è Fegouli che raggela tutti timbrando dunque l'1-0 e spiazzando da faina Cortouis.
L'unico cenno dei diablés rouges un tocco di Hazard per lo sciupone Chadli. Lukaku lì davanti è impalpabile come nessuno si aspetterebbe dopo la stagione fatta con l'Everton.
Wilmots lo toglie per Origi poi mette i chiodi per l'arrampicata verso la rimonta: Fellaini che fa 1-1 di testa al 70' e Dries Mertens, il napoletano il quale sigla su tocco di Hazard la rete vincente confermando quanto di buono fatto nel club e le pretese della sua nazionale, brava ad uscire da una gara cominciata veramente male.

domenica 15 giugno 2014

Drogba e Gervinho stendono Zac.
Costa d'Avorio in vetta coi cafeteros.

Honda e sprofonda il Giappone che nella notte di Recife s'illude con un goal subitaneo di Keisuke Honda sulla Costa d'Avorio, orfana in partenza di Didier Drogba per una botta subita in allenamento.
Il giocatore del Milan sfrutta un'azione da derby per superare il portiere africano grazie al servizio di Nagatomo e ad un tiro sotto la traversa appena entrato in area dopo 16'.
La reazione degli elefanti si fa sentire con una grande azione di Yaya Touré, ma il pari non arriva.

L'azione vincente conclusa da Gervinho.
Lamouchi cambia la gara al 62' inserendo l'ariete del Gala per Die. Il #11 si fa pericoloso facendo ammonire Morishige, mentre Aurier sforna i due cross che rigirano come un calzino la gara: Bony dello Swansea ne approfitta con una zuccata al 64' poi è il romanista Gervinho a trovare il blitz vincente in tuffo col ciuffo all'altezza del primo palo di Kawashima.

venerdì 13 giugno 2014

Il Messico sbrana i leoni e l'arbitro.
Peralta decide dopo 2 gol annullati.

L'uomo giusto della seleccion messica è Oribe Peralta che il tecnico Miguel Herrera manda in campo nell'esordio contro il Camerun trovando in cambio la rete decisiva del numero 19 dopo due reti inspiegabilmente annullate ai suoi: il primo arriva già all'11' quando Herrera trova con un cross basso Giovanni Dos Santos che apre le marcature di testa ma trova la bandierina alzata ed il beffardo fischio di Wilmar Roldán.
La verde meriterebbe il vantaggio perché gioca meglio, ma corre un gran pericolo nel primo tempo quando Assou-Ekotto riesce nello sprint sotto il diluvio di Natal e mette in mezzo per Eto'o ma l'ex Inter gira il pallone verso la porta di Corona sfiorando il palo.

La stizza di Giovanni Dos Santos.
Crescono i dubbi sulla qualità degli arbitraggi già al 120' del mondiale, dopo mezzora della seconda partita nell'occasione del secondo gol annullato ancora a Dos Santos, il quale s'infuria sorretto persino dal pacato tecnico della verde Herrera.
La gara dell'Arena Das Dunas si risolve però per il meglio al 61' quando Peralta restituisce il maltolto ai suoi mettendo in porta sulla respinta di Itandje dopo una conclusione del solito Dos Santos.
L'attaccante dello United Hernandez è l'unico scontento dell'1-1 perché questo gol lo terrà forse ancora in panchina per un pò di gare: el chicharito si vede solo per concedere la standing-ovation all'hombre del partido. Nel finale l'ultimo brivido per i centroamericani col vivacissimo Moukandjo che cerca la correzione in porta di un compagno ma viene murato da Rodriguez. Il Messico rimedia alla vergogna.

giovedì 12 giugno 2014

IV Mundial per l'Algeria: no a Belfodil.
Yebda arricchisce la truppa di Serie A.

Il doppio filo con la Francia caratterizza la breve storia della nazionale algerina che, pur se fondata nel 1962, esordisce nella Coppa del Mondo soltanto venti anni dopo in Spagna: qui stende clamorosamente la Germania Ovest nel girone ma i tedeschi hanno la meglio per la qualificazione grazie a tre discussi punti sui cugini dell'Austria. La successiva partecipazione nel 1986 è chiusa in fondo al gruppo senza punti.
Gli algerini sfiorano ancora l'ottavo mondiale nell'ultima partecipazione in Sudafrica nel 2010 imponendo lo 0-0 all'Inghilterra di Capello, che affronterà nuovamente le volpi del deserto con la Russia, dopo un k.o. di misura contro la Slovenia ma la rete di Donovan al 91' nello spareggio contro gli Usa condanna gli africani all'eliminazione.
L'Algeria vanta come unico trofeo la Coppa d'Africa del 1990 vinta grazie al trascinatore Djamel Menad, autore di 4 reti e bomber principe dell'edizione casalinga. L'attaccante firma le prima due gare del girone, vinte per 5-1 sulla Nigeria e per 3-0 sulla Costa d'Avorio, poi dopo il 2-0 sull'Egitto, si ripete in semifinale nel 2-1 sul Senegal. Nella finalissima dello stadio 5 Luglio 1962 ad Algeri è una rete di Oudjani a far esplodere il paese per il suo primo e finora unico successo internazionale.

Ishak Belfodil grande escluso delle volpi.
Non serve Belfodil al commissario tecnico bosniaco dei biancoverdi, Vahid Halilhodžić.
L'attaccante del Livorno, anche lui di origine francese, rimane a casa nonostante le parole del tecnico che lascia le porte aperte all'escluso. La stessa delusione tocca a Guedioura che rimane a casa nonostante l'infortunato Yebda riesca ad andare in Brasile. Con il centrocampista dell'Udinese gli altri italiani sono Ghoulam, Mesbah e Taider.
Il faro di questa nazionale è il centrocampista del Valencia Sofiane Feghouli che ha contribuito al raggiungimento della finale di Uefa Europa League persa nello Juventus Stadium di Torino contro il Siviglia dopo una strepitosa stagione contraddistinta da ben sette reti e dieci assist.

ALGERIA:
Portieri:

-Mohamed Zemmamouche (Usm Alger),
-RaisMbolhi (Cska Sofia),
-Cedric Si Mohamed (CS Constantine);
Difensori:
-Carl Medjani (Valenciennes),
-Aissa Mandi (Reims),
-Madjid Bougherra (Lekhwiya),
-Faouzi Ghoulam (Napoli),
-Rafik Halliche (Coimbra),
-Essaid Belkalem (Watford),
-Lyassine Cadamuro (Maiorca),
-Djamel Mesbah (Livorno),
-Medhi Mostefa (Ajaccio);
Centrocampisti:
-Sofiane Feghouli (Valencia),
-Saphir Taider (Inter),
-Medhi Lacen (Getafe),
-Abdelmoumen Djabou (Club Africain),
-Yacine Brahimi (Granada),
-Nabil Bentaleb (Tottenham),
-Hassen Yebda (Udinese),
-Ryad Mahrez (Leicester);
Attaccanti:
-Hislam Slimani (Sporting Portugal),
-Hilal Soudani (Dinamo Zagabria),
-Nabil Ghilas (Porto).

Le stelle d'Africa: due buone presenze.
Semifinale sfumata nel 2010 con Gyan.

Il Brasile d'Africa ha dovuto aspettare a lungo per mostrare la propria credibilità nel Campionato del Mondo per nazioni poiché qualificatasi per la prima volta al torneo soltanto nel 2006 per l'edizione tedesca.
Il Ghana, fondato nel 1957 dall'inglese George Ainsley, paga dazio proprio contro i verdeoro, cui deve il proprio soprannome: gli africani sono bravissimi dopo il k.o. firmato da Pirlo e Iaquinta contro gli azzurri iridati a reagire con un 2-0 sulla Cechia ed un 2-1 sugli Usa nel girone, ma la sfortuna pone loro di fronte la seleçao che mette in mostra tutto il proprio repertorio nell'ottavo con le reti di tre assi sulla via del ritiro come Ronaldo, Adriano e Zé Roberto.
Quattro anni dopo in Sudafrica con soli 4 punti alle spalle della Germania le stelle nere riescono comunque a progredire oltre la fase a gruppi grazie ad un pari con l'Australia firmato da un rigore di Gyan.
Lo stesso attaccante prolunga il sogno ai quarti con un gol che stende gli Usa al 93' e nella gara che porterebbe gli africani tra le prime quattro del mondo l'Uruguay se la cava solo ai rigori dopo un 1-1 firmato Muntari-Forlan. Asamoah questa volta è protagonista negativo perché sbaglia un penalty che chiuderebbe la sfida al 120' portando in semifinale gli uomini di Kwesi Appiah.

La disperazione di G. Asamoah nel 2010:
l'errore dagli 11 metri condanna il Ghana.
Terzo Mundial per Gyan con i quattro volte campioni d'Africa.
L'ultima affermazione continentale è lontana ben 22 anni anche perché l'edizione interna del 2008 non porta al trionfo i ghanesi domati dal camerunese Nkong a 20' dal termine della semifinale dopo un girone chiuso in testa molto facilmente ed una rimonta nei quarti sulla Nigeria. E' solo bronzo, con un bel 4-2 sulla Costa d'Avorio.
Molte sono le risorse del Ghana per questo mondiale a partire dai fratelli Ayew e dai centrocampisti di Serie A Muntari, Essien, Kwadwo Asamoah e Badu. Ad aiutare la fase di spinta l'ex Villareal, ora del Rubin, Wakaso Mubarak.
Alle spalle del solito Gyan l'ex rossonero Kevin Prince Boateng.

GHANA:
Portieri:
-Adam Kwarasey (Stroemsgodset),
-Steven Adams (Aduana Stars),
-Richard Kingson (Balikesirspor);
Difensori:
-Samuel Inkoom (Platania),
-Harrison Afful (Espérance),
-John Boye (Rennes),
-Jonathan Mensah (Evian),
-Daniel Opare (Standard Liegi),
-Jerry Akaminko (Eskisehirspor),
-David Addy (Vitória Guimaraes);
Centrocampisti:
-Sulley Muntari (Milan),
-Kwadwo Asamoah (Juventus),
-Michael Essien (Milan),
-Emmanuel Agyemang-Badu (Udinese),
-André Ayew (Marsiglia),
-Christian Atsu (Vitesse),
-Wakaso Mubarak (Rubin Kazan),
-Albert Adomah (Middlesbrough),
-Kevin-Prince Boateng (Schalke 04);
Attaccanti:
-Asamoah Gyan (Al-Ain),
-Majeed Waris (Valenciennes),
-Prince Tagoe (Kelantan),
-Jordan Ayew (Sochaux).

martedì 10 giugno 2014

Le Super Aquile potenza d'Africa.
Il quarto mondiale parla british.

Vide le stelle proprio in terra stelle e strisce, ha vinto ben tre edizioni della Coppa d'Africa: è la Nigeria, una delle squadre da sempre più dotate calcisticamente nel continente nero.
La Nigeria esordisce nel Campionato del Mondo con un cammino strabiliante e due netti successi sulla Bulgaria (3-0) e sulla Grecia (2-0) nel girone dove l'Argentina la spunta soltanto di misura sulle super eagles, leaders del gruppo, nel secondo match. Agli ottavi va in vantaggio contro l'Italia con gol di Amunike dopo 26', ma paga dazio alla classe di Roberto Baggio che vale il 2-1 azzurro.
Anche in Francia la Nigeria chiude il girone in vetta estromettendo Spagna e Bulgaria ma gli ottavi, in cui la Danimarca s'impone con un largo 4-1, sono ancora fatali.
In Corea gli africani non si confermano, ma sono sfortunati perché capitano nel gruppo con l'Argentina che li supera con una rete di Batistuta in avvio, con la Svezia che vince di rimonta con doppietta del grande Henrik Larsson e con l'Inghilterra, fermata sullo 0-0 nell'ultima sfida.
Un altro ultimo posto nel 2010, dopo la fallita qualificazione in Germania, passato ancora per un k.o. di misura contro l'Argentina (Heinze) ed una rimonta subita, dalla Grecia che vince per 2-1.
L'ultimo match con la Corea termina solo con un 2-2 quando è necessaria la vittoria contemporanea al successo dell'albiceleste sugli ellenici.

Martins in verde, con la maglia del Rubin.
Martins e Obinna sono gli ex-italiani esclusi dalla nazionale dalla maglia verde. In Nigeria fanno altrettanto rumore le ecslusioni di Anichibe, Kalu Uche, Taiwo, Aluko e Ideye Brown, autore di una rete nella recente Coppa d'Africa vinta per 1-0 sul Burkina Faso il 10 Febbraio del 2013.
Il tecnico Stephen Keshi è lo stesso di quella notte di gloria ed è in carica dal 2011. Nella sua carriera diverse stagioni come centrale in Belgio, tra cui 4 anni (87-91) con l'Anderlecht.
Le Super Eagles dovranno far affidamento su una vasta colonia britannica composta da Ambrose, Yobo, Omeruo, Mikel, Ameobi, Odemwingie e Moses.

NIGERIA:
Portieri:
-Vincent Enyeama (Lille),
-Austin Ejide (Hapoel Beer Sheva),
-Chigozie Agbim (Gombe United);
Difensori:
-Elderson Echiejile (Monaco),
-Efe Ambrose (Celtic),
-Godfrey Oboabona (Rizespor),
-Azubuike Egwuekwe (Warri Wolves),
-Juwon Oshaniwa (FC Ashdod).
-Joseph Yobo (Norwich City),
-Kenneth Omeruo (Middlesbrough),
-Kunle Odunlami (Sunshine Stars);
Centrocampisti:
-Mikel Obi (Chelsea),
-Ogenyi Onazi (Lazio),
-Gabriel Reuben (Beveren),
-Michael Uchebo (Cercle Brugge),
-Ramon Azeez (Almeria)
Attaccanti:
-Shola Ameobi (Newcastle),
-Victor Moses (Liverpool),
-Emmanuel Emenike (Fenerbahçe),
-Osaze Odemwingie (Stoke City),
-Ahmed Musa (Cska Mosca),
-Michael Babatunde (Kryvbas),
-Nwofor Uche (Heerenveen).

sabato 7 giugno 2014

Gli elefanti cercano i primi ottavi.
Impresa sfiorata in Sud Africa nel 2010.

La potenza esplosiva è sicuramente l'arma principale con la quale la Costa d'Avorio cercherà il primo storico ottavo di finale di un Mondiale.
Due sono le precedenti partecipazioni degli elefanti nel torneo e si tratta delle ultime due edizioni: nell'edizione tedesca che vede l'Italia campione, la formazione allenata da Henri Michel vince la prima gara della sua storia superando in rimonta Serbia & Montenegro dopo le reti di Zigic ed Ilic con una doppietta di Dindane e rete di Salomon Kalou. Le prime due sfide sono però proibitive per gli arancioverdi che soccombono ad Argentina ed Olanda per 2-1, ma con onori del merito per aver lottato fino alla fine.
Nello stesso anno arriva un secondo posto nella Coppa d'Africa egiziana dopo un k.o. ai rigori contro i casalinghi.
Sfortunata la partecipazione del 2010 in Sudafrica dove la qualificazione sfuma all'ultima giornata dopo lo 0-0 contro il Portogallo e la sconfitta per 3-0 subita dal Brasile. La squadra di Eriksson supera per 3-0 la Corea del Nord ma viene beffata dalla vittoria lusitana contro i verdeoro già qualificati.
L'unico trionfo ivoriano nella Coppa d'Africa del Senegal del 1992: gli elefanti superarono i padroni di casa per 1-0 ai quarti ed il Camerun ai rigori in semifinale. Nella tesissima finale di Dakar ebbero la meglio ai rigori per 11-10 sul Ghana.

Il ct Sabri Lamouchi in una conferenza.
Sabri Lamouchi è l'attuale coach degli arancioverdi arrivati in Brasile dominando il Gruppo C di qualificazione della CAF chiuso davanti al Marocco, unica ad imporle il pari in una delle due sfide, e battendo per 4-2 il Senegal nel play-off.
Una delle possibili pecche della formazione dell'ex mediano di Parma ed Inter risiede tra i pali dove Barry e Mandè non hanno grande esperienza di partite importanti pur giocando in Europa.
La Costa d'Avorio ha però pedine piazzate in ogni campionato: dagli inglesi Kolo e Yaya Touré e Bony all'ala della Roma Gervinho, il quale ha dimostrato una grande intesa con la punta del Galatasaray Didier Drogba, che sembra promesso sposo bianconero in questa fase di mercato. I due non sono tuttavia gli unici uomini affidabili di un reparto offensivo che può contare, oltre che sul 10 dello Swansea Bony, sulla promessa del Basilea, Giovanni Sio, e sull'esperto Salomon Kalou,


COSTA D'AVORIO:
Portieri:
-Copa Barry (Lokeren),
-Gbohouo Sylvain (Sewe San Pedro),
-Sayouba Mandè (Stabaek);
Difensori:
-Kolo Tourè (Liverpool),
-Bamba Souleyman (Trabzonspor),
-Didier Zokora (Trabzonspor),
-Jean Daniel Akpa Akpro (Tolosa),
-Serge Aurier (Tolosa),
-Arthur Boka (Stoccarda),
-Ousman Vieira (Rizespor),
-Constant Djakpa (Eintracht Francoforte);
Centrocampisti:
-Cheick Tiotè (Newcastle),
-Yaya Tourè (Manchester City)
-Max-Alain Gradel (St. Etienne),
-Ismael Diomandè (St. Etienne),
-Didier Ya Konan (Hannover),
-Serge Diè (Basilea);
Attaccanti:
-Wilfried Bony (Swansea),
-Didier Drogba (Galatarasay),
-Gervinho (Roma),
-Giovanni Sio (Basilea),
-Salomon Kalou (Lilla),
-Mathis Bolly (Fortuna Düsseldorf).

sabato 31 maggio 2014

I leoni indomabili del Camerun.
Il meglio viene dal passato.

I leoni divorati dal presente i camerunesi che fanno i conti con un passato che li ha visti protagonisti di imprese epiche e si ritrovano divisi tra le proteste dei propri protagonisti i quali vogliono che la Federazione Nazionale onori le promesse per i premi promessi in occasione di Brasile 2014. La formazione del tecnico tedesco Finke minaccia pertanto lo sciopero, come proposto già dalla Nigeria nella scorsa Confederation Cup per un caso analogo.
Non è la prima volta che gli indomabili si spaccano: infatti nel 2012 Samuel Eto'o litiga con la propria selezione che non si qualifica per la Coppa d'Africa giocata nel Gabon ed in Guinea con un secondo posto dietro al Senegal nel girone di qualificazione.
I gialloverdi, quattro volte campioni nella manifestazione, mancano l'appuntamento anche l'anno successivo perdendo lo spareggio a pannaggio di Capo Verde, mai qualificatosi fino ad allora per il torneo continentale.
Ad inasprire il presente le critiche dell'ex portiere N'kono, eroe di Italia '90 cui dice di essersi ispirato persino Gialuigi Buffon, nei confronti di Eto'o accusato alla vigilia del Mondiale di Sudafrica di aver speso il meglio sé solo per i club dove ha giocato.

Omam Biyik scrive la storia al Meazza.
Scritta nel dramma la storia più importante dei leoni in una competizione ufficiale: il Camerun infatti, dopo gli storici quarti di finale di Italia '90, nel 2003 gioca la Confederation Cup in Francia superando nei finali di gara Brasile e Turchia con rispettivi gol di Eto'o e Geremi. Nel girone basta un punto agli africani per guadagnare la semifinale ed il pari con gli USA porta i leoni in semifinale contro la Colombia: N'diefy segna il gol della storia dopo appena 9' ma la conquista della finale costa la vita a Marc Vivien Foé, caduto sul campo per un infarto.
Nella finale del Saint-Denis vince la Francia con una rete ai supplementari di Henry il quale solleva la Coppa con i giocatori rivali.

Gioisce Nkono, miracoloso in Italia'90.
Palloni d'oro africani come per nessun'altra selezione continentale per il Camerun, di cui si ricordano su tutte due memorabili imprese: la prima in Spagna '82 con tre pareggi con Polonia e Peru (0-0) e contro l'Italia che con l'1-1 ebbe la meglio rispetto ai rivali, nonostante questi non avessero subito alcun k.o. Da quella esperienza deriva il nome di leoni indomabili.
Notevole invece la performance camerunese in Italia nel 1990 con l'1-0 firmato Omam-Biyik a San Siro sull'Argentina nella fase a gruppi e l'ottavo deciso dalla doppietta di Milla sulla Colombia. A fermare i leoni d'Africa furono però quelli europei dell'Inghilterra nei supplementari, complice una doppietta di Lineker dal dischetto.
L'ultimo mondiale ha visto però 3 k.o. contro Giappone (1-0), Danimarca ed Olanda (2-1). Allora chissà se la formazione di Volker Finke sa ancora ruggire.

CAMERUN:
Portieri:
-Charles Itandje (Konyaspor),
-Sammy Ndjock (Fetihespor),
-Loic Feudjou (Coton Sport);
Difensori:
-Allan Nyom (Granada),
-Dany Nounkeu (Besiktas),
-Cedric Djeugoue (Coton Sport),
-Aurelien Chedjou (Galatasaray),
-Nicolas Nkoulou (Marsiglia),
-Henri Bedimo (Lione),
-Benoit Assou-Ekotto (QPR);
Centrocampisti:
-Eyong Enoh (Antalyaspor),
-Jean Makoun (Rennes),
-Joel Matip (Schalke),
-Stephane M'bia (Siviglia),
-Landry Nguemo (Bordeaux),
-Alex Song (Barcellona),
-Edgar Sally (Lens);
Attaccanti:
-Samuel Eto’o (Chelsea),
-Eric Choupo Moting (Mainz),
-Benjamin Moukandjo (Nancy),
-Vincent Aboubakar (Lorient),
-Achille Webo (Fenerbahce),
-Fabrice Olinga (Zulte-Waregem).

sabato 14 dicembre 2013

Il Raja supera anche il Monterrey.
Che delusione i messicani!

Il Messico amaro assiste all'ennesimo fallimento nella Coppa del Mondo per Club del suo rappresentante con il k.o. rimediato dal Monterrey per mano del Raja Casablanca.
La formazione africana la spunta nei tempi supplementari dopo aver visto sfumare il vantaggio marcato da Chitibi al 24' grazie al sigillo di Guehi al 5' del primo extra-time. Per i nord americani aveva pareggiato Basanta al 53'.
Il Raja giocherà la semifinale contro l'Atletico Mineiro mercoledì a Marrakech, mentre i messicani tornano a casa dopo il terzo posto guadagnato nella scorsa edizione sull'Al Ahly, in compagnia proprio degli egiziani superati nel pomeriggio dal team di Marcello Lippi.