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giovedì 22 ottobre 2015

Il calcio senza il tifo non vale un centesimo!

La tavola del calcio, venduta
dal club creatore, lo Sheffield.
21 Ottobre 1858. In questa data si tenne la prima seduta per regolamentare il gioco del calcio: 157 anni fa nacque il calcio, lo sport più bello di tutti, almeno secondo alcuni. Già, perché definire il calcio come uno sport, anche se il più bello, non rende l'idea di ciò che il calcio sia in grado di trasmettere. Umberto Saba nelle 'Cinque poesie sul gioco del calcio' scrisse: il calcio non è un semplice sport, il calcio è “consentimento”, un semplice pallone è uno strumento che offre agli uomini di uno stesso paese, di uno stesso luogo l’occasione di essere uniti e di realizzare uno dei pochi attimi sinceri del vivere umano. E se questo non era sufficiente nella poesia 'Goal', raccontando della gioia dei tifosi per un goal dei propri beniamini, aggiunse: Pochi momenti come questo belli.


C. Lotito spesso criticato dai tifosi laziali.
Ora Berlusconi lo vuol sindaco di Roma.
21 Ottobre 2015. Molto probabilmente, sentendo le notizie degli ultimi giorni, Saba si sta rivoltando nella tomba: tifosi di Roma e Lazio che per problemi con società, questura, prefetto diserteranno il derby; tifosi del Bayer Monaco, non del Poggibonsi (per intenderci), che non possono accompagnare i propri campioni nel delicato match di Champions contro l'Arsenal perché il prezzo dei biglietti è insostenibile... Tutto ciò mi porta a chiedermi: Ma nel calcio di oggi che ruolo hanno i tifosi? In un calcio dove ogni estate scoppia uno scandalo scommesse, in un calcio comandato da corrotti, in un calcio dove l' importante è litigare per accaparrarsi i diritti televisivi, quanto contano i tifosi? La nostra squadra del cuore può comprare campioni, vincere scudetti, Champions e chi più ne ha più ne metta, ma se noi non possiamo assistere a una loro partita che senso ha? Il calcio può anche essere lo sport più bello del mondo, ma senza noi tifosi il calcio non vale nulla!

mercoledì 21 ottobre 2015

A Febbraio si conoscerà il nuovo Pres. UEFA.
La FIFA usa il pugno di ferro: molte condanne.

La svolta dell'UEFA si avvicina e da oggi ha una data certa: 26 Febbraio 2016. In quella data infatti, come confermato dalla FIFA, si conoscerà il successore di Sepp Blatter alla presidenza dell'organo federale del calcio europeo.
Tra i candidati il principe giordano Ali Bin Al Hussein e Michel Platini, momentaneamente sospeso per 90 giorni dalla FIFA per un pagamento irregolare di due milioni di dollari da parte di Blatter nei suoi confronti. Platini è stato anche indagato di recente per uno scandalo che ha coinvolto il calcio greco nel quale figurerebbe come responsabile di frodi e blackmail per falsificare gli esiti della lega.
Con l'ex Juve sono stati sospesi lo stesso dg svizzero e Jerome Valcke, il quale è accusato d'aver versato 10 milioni alla Concacaf nel 2008 per far sì che i mondiali del 2010 venissero svolti in Sudafrica.

sabato 31 maggio 2014

I leoni indomabili del Camerun.
Il meglio viene dal passato.

I leoni divorati dal presente i camerunesi che fanno i conti con un passato che li ha visti protagonisti di imprese epiche e si ritrovano divisi tra le proteste dei propri protagonisti i quali vogliono che la Federazione Nazionale onori le promesse per i premi promessi in occasione di Brasile 2014. La formazione del tecnico tedesco Finke minaccia pertanto lo sciopero, come proposto già dalla Nigeria nella scorsa Confederation Cup per un caso analogo.
Non è la prima volta che gli indomabili si spaccano: infatti nel 2012 Samuel Eto'o litiga con la propria selezione che non si qualifica per la Coppa d'Africa giocata nel Gabon ed in Guinea con un secondo posto dietro al Senegal nel girone di qualificazione.
I gialloverdi, quattro volte campioni nella manifestazione, mancano l'appuntamento anche l'anno successivo perdendo lo spareggio a pannaggio di Capo Verde, mai qualificatosi fino ad allora per il torneo continentale.
Ad inasprire il presente le critiche dell'ex portiere N'kono, eroe di Italia '90 cui dice di essersi ispirato persino Gialuigi Buffon, nei confronti di Eto'o accusato alla vigilia del Mondiale di Sudafrica di aver speso il meglio sé solo per i club dove ha giocato.

Omam Biyik scrive la storia al Meazza.
Scritta nel dramma la storia più importante dei leoni in una competizione ufficiale: il Camerun infatti, dopo gli storici quarti di finale di Italia '90, nel 2003 gioca la Confederation Cup in Francia superando nei finali di gara Brasile e Turchia con rispettivi gol di Eto'o e Geremi. Nel girone basta un punto agli africani per guadagnare la semifinale ed il pari con gli USA porta i leoni in semifinale contro la Colombia: N'diefy segna il gol della storia dopo appena 9' ma la conquista della finale costa la vita a Marc Vivien Foé, caduto sul campo per un infarto.
Nella finale del Saint-Denis vince la Francia con una rete ai supplementari di Henry il quale solleva la Coppa con i giocatori rivali.

Gioisce Nkono, miracoloso in Italia'90.
Palloni d'oro africani come per nessun'altra selezione continentale per il Camerun, di cui si ricordano su tutte due memorabili imprese: la prima in Spagna '82 con tre pareggi con Polonia e Peru (0-0) e contro l'Italia che con l'1-1 ebbe la meglio rispetto ai rivali, nonostante questi non avessero subito alcun k.o. Da quella esperienza deriva il nome di leoni indomabili.
Notevole invece la performance camerunese in Italia nel 1990 con l'1-0 firmato Omam-Biyik a San Siro sull'Argentina nella fase a gruppi e l'ottavo deciso dalla doppietta di Milla sulla Colombia. A fermare i leoni d'Africa furono però quelli europei dell'Inghilterra nei supplementari, complice una doppietta di Lineker dal dischetto.
L'ultimo mondiale ha visto però 3 k.o. contro Giappone (1-0), Danimarca ed Olanda (2-1). Allora chissà se la formazione di Volker Finke sa ancora ruggire.

CAMERUN:
Portieri:
-Charles Itandje (Konyaspor),
-Sammy Ndjock (Fetihespor),
-Loic Feudjou (Coton Sport);
Difensori:
-Allan Nyom (Granada),
-Dany Nounkeu (Besiktas),
-Cedric Djeugoue (Coton Sport),
-Aurelien Chedjou (Galatasaray),
-Nicolas Nkoulou (Marsiglia),
-Henri Bedimo (Lione),
-Benoit Assou-Ekotto (QPR);
Centrocampisti:
-Eyong Enoh (Antalyaspor),
-Jean Makoun (Rennes),
-Joel Matip (Schalke),
-Stephane M'bia (Siviglia),
-Landry Nguemo (Bordeaux),
-Alex Song (Barcellona),
-Edgar Sally (Lens);
Attaccanti:
-Samuel Eto’o (Chelsea),
-Eric Choupo Moting (Mainz),
-Benjamin Moukandjo (Nancy),
-Vincent Aboubakar (Lorient),
-Achille Webo (Fenerbahce),
-Fabrice Olinga (Zulte-Waregem).

Una esperta concorrente: la Croazia.
Nel ricordo dell'impresa di Francia '98.

Giovane e scaltra la Croazia è alla quinta partecipazione mondiale dal 1998, data della sua prima qualificazione per il torneo intercontinentale dalla quale non ha mai mancato l'appuntamento eccetto per Sudafrica 2010: l'allora formazione di Miroslav Blažević disputa un torneo straordinario chiudendo col terzo posto dopo aver eliminato con un 3-0 la Germania nei quarti con reti di Jarni, Vlaovic e Šuker, il quale sarà cannoniere con 6 reti.
Quell'expoit per la nazionale nata nel 1992 dall'indipendenza dalla Jugoslavia non venne resta l'unico della breve storia biancorossa ai mondiali, viste le immediate eliminazioni in Corea nel 2002 ed in Germania nel 2006.

Il Belgio festeggia la qualificazione
al Mondiale al Maksimir di Zagabria.
Le garanzie di Bilic per il Brasile arrivano dalla Spagna con Rakitic e Modric che hanno disputato due stupende stagioni con la maglia del Fc Sevilla e del Real Madrid, ma la nazionale ha avuto un cammino tortuoso prima di sbarcare oltre America riuscendo a guadagnarsi il pass per Rio soltanto lo scorso 13 Novembre con un 2-0 firmato da Mandzukic e Srna contro l'Islanda nel play-off.
Il bomber del Bayern è con Jelavic ed Eduardo un valore aggiunto per il gioco offensivo della squadra, nella quale figura ancora, pur se ormai non più da titolare, Ivica Olic.
Nell'11 titolare Bilic può schierare un cocktail di esperienza e gioventù, per la quale spicca su tutti la promessa nerazzurra Kovacic.
Pesante il rallentamento croato nelle ultime gare del gruppo di qualificazione: k.o. interno con la Scozia, pareggio in Serbia e sconfitta ancora in casa contro il Belgio dominatore del Gruppo A.
La lettera del girone brasiliano è la stessa, ma Camerun e Messico (accanto ovviamente ai padroni di casa verdeoro) sembrano avversari assai più modesti dei belga e dei serbi.

CROAZIA:
Portieri:
-Stipe Pletikosa (Rostov),
-Danijel Subašić (Monaco),
-Oliver Zelenika (Lokomotiva Zagabria);
-Difesa:
-Darijo Srna (Šhaktar),
-Domagoj Vida (Dynamo Kijev),
-Vedran Ćorluka (Lokomotiv),
-Dejan Lovren (Southampton),
-Daniel Pranjić (Panathinaikos),
-Gordon Schildenfeld (Panathinaikos),
-Šime Vrsaljko (Genoa);
-Centrocampisti:
-Ivan Rakitić (Sevilla),
-Luka Modrić (Real Madrid),
-Sammir (Getafe),
-Mateo Kovačić (Inter),
-Ognjen Vukojević (Dynamo Kijev),
-Ivan Močinić (Dinamo Zagabria),
-Marcelo Brozović (Dinamo Zagabria);
-Attaccanti:
-Mario Mandžukić (Bayern),
-Ivica Olić (Wolfsburg),
-Eduardo Alves Da Silva (Šahtar),
-Nikica Jelavić (Everton),
-Ivan Perišić (Wolfsburg),
-Ante Rebić (Fiorentina).

sabato 7 dicembre 2013

Italia contro celeste e inglesi in Brasile. Nel gruppo D anche la Costarica.

Un girone difficile secondo Prandelli quello che a Costa do Sauipe ha assegnato Inghilterra, Costarica e Uruguay come rivali agli azzurri nel gruppo D del Mondiale in Brasile.
La nazionale esordirà alle 3 della notte del 15 Giugno a Manaus contro i leoni, il 20 giocherà la seconda sfida contro la Costarica alle ore 18 ed il 24 alla stessa ora affronterà la celeste.
Se gli azzurri supereranno il turno incroceranno una delle due qualificate del gruppo C secondo il tradizionale schema che abbina le prime contro le seconde: questo raggrupamento pare assai equilibrato con la temibile Colombia di Falcao, la Costa d'Avorio di Drogba, la Grecia del bomber Mitroglou ed i funambolici giapponesi ma è ipotizzabile un probabile ottavo contro una delle prime due nazionali citate.

sabato 16 novembre 2013

Il Cile di Sanchez conquista Wembley.
La Colombia convince, l'Argentina no.

Sanchez come Zamorano a Wembley nel 2-0 del Cile sull'Inghilterra che bissa l'impresa compiuta dall'Ivan nerazzurro nel 1998.
La roja va in vantaggio già al 7' grazie al colpo di testa del niño maravilla, ma Bravo deve evitare subito un tentativo di autogol per mantenere i suoi in vantaggio e poi volare su una punizione calciata da Lampard dalla distanza. Nella ripresa la stella del Barca raddoppia con un delizioso lob ai danni di Foster facendo alzare la voce ai suoi in ottica mondiale.


venerdì 20 settembre 2013

L'Europa riscopre Pepito Rossi.
Viola e Lazio partono bene in Europa.

Tre numero perfetto per la Fiorentina all'esordio in Europa League contro il modesto Pacos Ferreira.
La viola stende i lusitani con un netto 3-0 e pochi rischi corsi. Il muro ospite regge per mezzora poi crolla sul corner sfruttato di testa da Gonzalo Rodriguez. La Fiorentina, con Iakovenko al posto dell'infortunato Gomez, raddoppia al 67' col giovane Matos ed a poco meno di un quarto d'ora dalla fine trova il gol di Giuseppe Rossi, atteso da tre anni e valevole il 3-0. Miglior partenza non era possibile per Montella.

Balde cercato dai compagni per il grazie.
Lazio in vetrina nella prima serata europea. L'undici di Petkovic riprende il cammino interrotto nello sfortunato doppio scontro col Fenerbache con lo stesso piglio vistosi nella scorsa stagione.
L'aquila è in campo con un leggero turn-over ma con la testa concentrata sul Legia Varsavia e non proiettata alla Roma; eppure il primo tempo non porta al gol i casalinghi.
L'interessante Keità Balde, arrivato dal Barca, apre l'incontro con l'assist vincente per la zuccata di Hernanes al 53'. Il brasiliano segna ed è tra i migliori in campo, cogliendo un palo a metà ripresa. Floccari opaco spreca un buon pallone in verticale nel finale, poi Petko inserisce l'ex Toluca Novaretti che mostra un paio di spunti interessanti e giustifica maggiormente il successo laziale. Confortante!

giovedì 19 settembre 2013

Barca e gunners in cima con le italiane. Ok pure l'Atletico, Chelsea k.o.

Col dente avvelenato dopo la semifinale di Europa League dello scorso anno, il Basilea va allo Stamford Bridge a far piangere José Mourinho: gli svizzeri confermano gli enormi progressi degli ultimi anni con un ottimo atteggiamento che li porta vicini al gol con Salah alla mezzora e poi alla rimonta dopo lo svantaggio demeritato in chiusura di tempo.
Bello il tiro a girare del giocatore degli svizzeri, ma imparabile il diagonale di destro di Oscar per lo 0-1.
Nella ripresa Hazard sfiora il raddoppio, poi Salah impatta al 71' chiudendo con un sinistro di prima intenzione una splendida combinazione elvetica. Dieci minuti più tardi il colpo di Streller che firma l'impresa.
Lo Schalke travolge nella seconda frazione nello stesso gruppo E la Steaua, orfana di Piovaccari, con Uchida, Boateng e Draxler.

Magistrale piazzato di Messi: 1-0 al 21'.
Neymar deve aspettare per la sua prima rete in Champions nel gruppo del Milan con la maglia blaugrana. Messi è infatti protagonista assoluto della vittoria sull'Ajax con una tripletta coronata da una gemma su punizione al 21'.
I due talenti dialogano pregevolmente nella ripresa con un assist dell'ex Santos sul quale l'argentino tenta un improbabile finalizzazione di ginocchio. Il raddoppio arriva con Piqué poi Messi porta il suo bottino a 63 gol su 80 sfide di Champions (media di 3 reti su 4 sfide). Valdes all'83' si prende anche la soddisfazione di fermare un rigore di Sightorsson.
L'Arsenal passa al Velodrome nel gruppo F del Napoli: avviene tutto nella ripresa con Walcott e Ramsey a bersaglio al 64' ed all'84', poi Ayew mette a segno la rete della consolazione a tempo scaduto.

Simeone si coccola Miranda: centrale
dalle doti strepitose, anche goleador.
Spalletti parte male nel Calderon andando sotto col suo Zenit al 40' sulla zuccata di Miranda. Illusorio il pari di Hulk al 58' con una gran botta da fuori perché i colchoneros chiudono sul 3-1 grazie ad Arda Turan e Baptistao. I russi, pericolosi invano con Ansaldi (ex Rubin) che non riesce ad accorciare le distanze, denotano ancora difficoltà enormi nelle trasferte europee.
Assai più solido il Porto, trascinato alla vittoria dal comandante Lucho Gonzalez in rete al 55' nella tana dell'Austria Vienna.

Il Milan fatica sul Celtic: 2-0 nei 7' finali.

L'inatteso protagonista di Milan-Celtic decide la partita in favore dei rossoneri, costretti a soffrire per lunghi tratti la grinta degli scozzesi.
Supermario compie il primo tentativo con una botta al volo in avvio ben deviata da Forster, poi Abbiati controlla a due riprese di mani in area e Stark assegna un pericoloso piazzato a due con scampato pericolo per l'undici di Allegri. Nocerino fa gridar al gol su una mazzata al 32' da fuori area.
L'esordio di Birsa in maglia milanista è fatto più di ombre che di luci, ma Stokes non ne approfitta sull'assist del rivale a 5' dalla pausa, poi Balotelli impegna ancora Forster attento nel salvarsi in corner.

Il Milan è fortunato, Samaras non lo è.
Serve l'episodio al Milan per passare. Samaras è una spina nel fianco ed al 51' va a far la barba al palo della porta difesa da Abbiati. Muntari divora la sua chance di testa al 63'.
La gara sembra scivolare verso uno 0-0 piuttosto deludente quando Zapata tenta senza troppa convinzione la via dei pali all'83' trovando la deviazione sfortunata di Izaguirre che pietrifica Forster: 1-0 a pochi metri dall'arrivo. Due minuti più tardi Forster compie invece un miracolo sulla punizione di Balotelli ma Muntari è libero d'insaccare con un tap-in per il raddoppio.
Il Celtic è così punito oltre i propri demeriti, il Milan incoraggiato, nel gruppo del roboante Barcellona, nella corsa qualificazione nonostante i numerosi infortuni con i quali inizia la competizione.

mercoledì 18 settembre 2013

Il Napoli è 'na bellezza, Insigne o babbà. Dortmund kapputt alla prima europea.

Piove azzurro sul Borussia Dortmund, vice-campione d'Europa, travolto al San Paolo dal Napoli, tornato in Champions con Benitez due anni dopo la campagna della squadra di Mazzarri con Lavezzi e Cavani.
Rispetto a due stagioni fa questa squadra è ancor più completa con Callejon che sin dall'avvio si dimostra pericoloso nei tocchi ficcanti ed un Insigne giovanissima promessa già stella continentale. Al pipita Higuain non resta che aspettare la palla giusta, da uno dei due o da Hamsik.
La prima occasione se la procura il genietto col numero 24 che rientra da un corner per un destro a girare di poco a lato, ma la palla gol capita agli ospiti con Lewandowski murato in uscito da Reina al 26'.
Fondamentale nell'occasione anche Zuniga il quale mura il tentativo di ribattuta di Reus.

Higuain presente al primo gran ballo.
El pipa fa fumare Klopp tre minuti più tardi sbloccando la gara con una zuccata su cross di Zuniga. Al tecnico non va giù che l'arbitro non lasci rientrare Hummels nella propria posizione prima della ripresa del gioco, anche se sul bomber azzurro non è sua la marcatura saltata. Il tecnico viene espulso ed a lui segue Roman Weidenfeller costretto ad un minuto dal fischio finale a chiuder di mani su Higuain oltre la linea dell'area di rigore.
Nella ripresa il Napoli prende coraggio e sfiora con un assolo di Insigne il raddoppio, poi Hamsik non riesce a chiuderla vedendosi rimbalzar addosso un favorevolissimo pallone ma ci pensa Lorenzo il magnifico a sigillare la gara direttamente su calcio piazzato dai 25'.

Capitan Hamsik ancora protagonista,
impegnato contro l'opaco Mkhitaryan.
Troppo rilassato il finale degli azzurri che passano dallo spettacolo del 2-0 fa rilassare al finale da brivido:
la prima avvisaglia è di Aubameyang che coglie una traversa a 10' dalla fine praticamente da fermo, poi Reina inchioda a terra un tentativo dell'altro nuovo entrato Hoffman (al posto d'un impalpabile Mkhitaryan) infine il Napoli incassa l'autogol di Zuniga e ringrazia ancora il portiere ex Liverpool per un salvataggio sul piazzato di Reus.
Il risultato importantissimo arriva dopo 93' intensissimi e sarà utile per lottare contro Marsiglia ed Arsenal, sin dal prossimo impegno, proprio all'Emirates Stadium.

Il Real disfa i turchi. Tutte le big ok. Madridisti primi sulla Juve.

Carletto è Real a prescindere da Gareth Bale. Il suo Madrid, reduce dal 2-2 del Madrigal col Villareal dove il gallese ha trovato la sua prima rete con la camiceta blanca, spacca il Galatasaray ad Istanbul senza il suo nuovo acquisto.
Le premesse della gara dell'Ali Sami-Yen non erano delle migliori per gli spagnoli, subito costretti a vedere Melo ad un passo dal gol, prima murato da Casillas, poi da Diego Lopez che subentra ad Iker il quale si fa male ad una costola. Al 33' la svolta col gol di Isco per il vantaggio ospite. Muslera compie un miracolo per negare il raddoppio a Ronaldo, ma la gara è comunque finita quando Drogba abbandona il campo per infortunio a fine tempo. Nella ripresa infatti arriva una doppietta di Benzema e l'hattrick di CR7 che prendono a pallonate i turchi di Terim, clamorosamente disfatti dopo una buona prima metà gara.

Wayne Rooney è rimasto e si fa sentire.
Double smile a Manchester con United e City in testa al gruppo A ed al gruppo D.
I red devils regolano il Leverkusen per 4-2 con un gol di Rooney che apre la partita al 22' sfruttando l'offside di Nani davanti a Leno. Rolfes riprende i casalinghi al 54', ma una prodezza di Van Persie incanala il match nuovamente per lo Utd al 54'. Valencia e lo stesso Rooney arrotondano prima del gol di Toprak che serve solo per una consolazione magra ai tedeschi.

La Juve esita ancora in Danimarca. Euro-esordio col freno, gode il Real.

Juve rimandata in danese a causa del pareggio al "Parken Stadion" contro il Copenhagen. Per i bianconeri seconda stecca consecutiva in Danimarca dopo l'1-1 contro il Nordsjaelland nello stesso stadio dello scorso anno.
Antonio Conte ignora il precedente e manda in campo la squadra con un robusto turn-over e Vucinic e Barzagli in tribuna, ma la prova di Chiellini, Ogbonna e Quagliarella è pessima. I due centrali regalano il vantaggio ai casalinghi con una clamorosa lentezza sul piazzato di Claudemir corretto in gol al 14' da N. Jorgensen. Il Chiello può pareggiare al 20' ma la palla viene deviata con un miracolo sopra la traversa da Wijland che si esalterà nella ripresa ma viene graziato da Pogba un minuto più tardi.

La disperazione di Chiellini: distrazioni
e gol sfiorato. Wijland fa un miracolo.
Il muro si sQUAGLIA al 54' grazie all'attaccante napoletano della Juve che dopo 45' di sonno inchioda il portiere rivale. Poco prima clamorosa chance mancata da Tevez a tu per tu con la porta.
Nel finale piovono occasioni bianconere ma il numero 1 nemico chiude in uscita su Vidal, ferma un bel tiro di Giovinco e viene nuovamente perdonato da Tevez: il tutto mentre Llorente assiste dalla panchina la prima euro-occasione sfumare. Il Real nel frattempo fa cinque squilli.

giovedì 29 agosto 2013

La Real naviga in coppa con Vela. Rimonta Celtic sui kazaki.

Cuor di Scozia ed ingenuità kazaka sono gli ingredienti dell'impresa di giornata in Champions che vede il Celtic rimontare il doppio svantaggio contro il Karagandy.
Al "Celtic Park" gli scozzesi dominano il primo tempo sbloccando al 46' con una gran botta di Commons che stende Mokin, poi Ledley raddoppia in avvio di ripresa. Dzidic potrebbe riaprire la qualificazione agli ospiti ma il suo tiro è respinto sulla linea e sull'angolo arriva la traversa di Vicius.
Il gol dell'impresa lo firma Forrest al 92' che cancella la storica possibilità kazaka vanificata dal dribbling poco contrastato di Stokes.

Carlos Vela torna importante in Spagna.
Impresa fallita dal Lione che a San Sebastian incassa un altro 2-0 dalla Sociedad: Griezmann sbaglia in contropiede al 58', ma Vela sfrutta il suo angolo per l'1-0 al 67' e chiude alle speranze flebili dei francesi.
Il messicano firma una doppietta nel finale.
Anche il Plzen ribadisce la vittoria dell'andata con la rete di Tecl a Maribor dopo 3 di gioco. All'andata era finita 3-1.

Lo Zenit c'é e festeggia la Champions.
Spalletti in scioltezza supera il Pachos. Altre 4 reti sui portoghesi nel match delle 18 con un avvio da brividi grazie ad Anyukov che regala un pallone clamoroso ai rivali. Una doppietta di Danny ed il gol di Bukharov semplificano il cammino, poi Manuel José buca Lodigin. Arshavin entra e fa 4-1 dal dischetto prima del gol finale di Carlao.

lunedì 19 agosto 2013

Cavani salva Parigi.
Mou vola nel come-back.

Rien ne va plus per il Psg che perde altri due punti sulla retta d'avvio della Ligue 1: a salvare i transalpini il gol di Edinson Cavani.
Ieri sera al "Parc des Princes" Fabrizio Ravanelli ha così sfiorato l'impresa col suo Ajaccio passato a condurre i giochi dopo soli 10 minuti grazie a Benoit Pedretti, il cui tiro resta l'unico nello specchio di Sirigu in tutta la serata. L'undici di Blanc attacca senza esito con Ibra ed il matador murati da Ochoa e dallo stesso Pedretti che salva sulla linea. Thiago Silva viene fermato da due traverse, ma al 70' con il k.o. di Matuidi entra Verratti e la gara cambia. Il portiere messicano salva ancora sul suo colpo di testa, ma nulla può sul tiro nel sette del bomber ex Napoli che pareggia all'86'. Proprio el pocho e Verratti avvicinano il sorpasso, ma la serata magica di penna bianca resta immacolata.
Nel campionato si sottolineano il 3-1 del Olympiques di Lyon a Montbeliard ed il successo del Marsiglia firmato da Gignac nel 2-0 sull'Evian. Il Monaco vince 4-1.

1-0 Chelsea con il colpo di testa di Oscar.
Mou festeggia alla grande il ritorno sulla panchina dei blues: Mc Gregor gli regala un rigore dopo 6 minuti schiaffeggiando la faccia di Torres piuttosto che il pallone, ma Lampard si fa ipnotizzare dall'ex Chelsea.
Ci pensa Oscar con un colpo di testa che varca di poco la linea a far esploder lo Stamford Bridge che canta ininterrottamente per il tecnico in avvio: 1-0 al 13'. Poi capitan Frankie raddoppia al 25' su piazzato ma sfrutta un errore del portiere ospite, la cui unica pecca costa la rete che chiude la sfida.
Gli hotspurs sbancano Selshurst Park grazie ad un rigore di Soldado contro un buon Crystal Palace.

lunedì 24 giugno 2013

Italia: Spagna all'ALBA. Tahiti ringrazia.

E' subito Alba a La Fortaleza: gol immediato del giocatore spagnolo sulla Nigeria e immediata, come un'alba appunto dal nome dell'ex Valencia, l'idea che si conferma della semifinale contro la roja per gli azzurri. La partenza degli iberici è incoraggiante con Torres in panchina in un match dove la concentrazione fatica a trovarsi e la Nigeria prova a cercare il pari con convinzione: al 20' Valdes si oppone alla grande su 'Mba il quale cerca gloria da fuori.

venerdì 21 giugno 2013

Forlan high-lander celeste: Nigeria k.o. Spagna segna 10 reti a Tahiti.

SALVADOR, BRAZIL - JUNE 20: Diego Forlan of Uruguay celebrates scoring his team's second goal during the FIFA Confederations Cup Brazil 2013 Group B match between Nigeria and Uruguay at Estadio Octavio Mangabeira (Arena Fonte Nova Salvador) on June 20, 2013 in Salvador, Brazil. (Photo by Buda Mendes - FIFA/FIFA via Getty Images)
Decidono i senatori per l'Uruguay che questa notte l'ha spuntata all'Arena Fonte Nova di Salvador de Bahia sulla Nigeria con un 2-1 il quale consente il passaggio del turno alla celeste.
La squadra di Washington Tabarez dopo il deludente esordio contro il Brasile dove aveva perso senza mai lottare si è praticamente garantita la semifinale poiché nell'ultimo impegno del gruppo ci saranno i dilettantistici atleti di Tahiti sulla strada dei sudamericani.
Il successo sulla Nigeria mette fine ad'un imbattibilità africana che durava da 18 gare e solleva il morale d'una squadra in piena bagarre nella metà classifica del gruppone Conmebol.
La fortuna comincia forse a sorridere per l'Uruguay vista la dinamica del vantaggio di Lugano che insacca dopo 18' dopo un colpo di testa impreciso di Forlan da corner.

martedì 18 giugno 2013

La Nigeria dimentica le polemiche. Tahiti ko 6-1 ma celebra la storia.

Si da al tennis la Nigeria che aveva minacciato di non giocare a calcio in questa Confederation Cup.
Gli africani avevano sollevato dubbi sulla loro partecipazione per via delle promesse non mantenute dalla Federazione sui premi, ma una volta arrivati in Brasile hanno fatto il proprio dovere alla grande battendo Tahiti per 6-1.
Tuttavia gli oceanici possono considerarsi nella storia poiché alla loro prima competizione ufficiale hanno trovato una rete contro le aquile verdi.

lunedì 17 giugno 2013

Le furie rosse squarciano la celeste. Vittoria per 2-1 ma show totale.

Troppo superiore la Spagna di Del Bosque rispetto all'Uruguay nella gara di Confederation Cup giocatasi questa notte all'Arena Pernambuco di Recife. Le furie rosse hanno infatti dominato in lungo ed in largo su una formazione che vive ormai da tempo dei ricordi di una grandezza che fu.
Allo stadio ancora qualche striscione da parte dei sostenitori della celeste che ricordi il mondiale vinto in Brasile contro i padroni di casa nel 1950, ma in campo solo tracce degli iberici.

domenica 16 giugno 2013

Neymar taglia le gambe a Zac: 3-0. Brasile in festa in Confederation Cup.

Neymar fa partire il tiro al volo dell'1-0 .
L'uomo più atteso ha risposto con immediatezza alle aspettative riposte in lui per la Confederation Cup: Neymar ha impiegato 180 secondi per prendersi i titoli d'apertura della competizione siglando l'1-0 con un bel destro di prima intenzione della verdeoro sul Giappone di Alberto Zaccheroni.
La nazionale del Sol-levante è schiacciata dalla classe dei sudamericani che sfogano la loro rabbia e la loro potenza contro il palo colpito da Hulk dopo 22'.
Kawashima comunque salva i suoi poco prima della pausa dalla capitolazione con un intervento su una botta di Fred.

Paulinho raddoppia al 48' per il Brasile.
Moratti ammira Paulinho dopo 3' della ripresa. L'obbiettivo dell'Inter realizza infatti il 2-0 con destro violento. Jò, entrato al posto dell'esperto Fred, realizza il 3-1 allo scadere su una fantastica apertura di Óscar chiudendo una gara che la selecao di Scolari ha dominato in lungo ed in largo, in attesa della sfida tra Italia e Messico di domani.
Neymar esce al 70' per una botta alla schiena nell'intento di preservare l'ex Santos.
Uruguay e Nigeria nella stessa serata apriranno il gruppo B.

sabato 15 giugno 2013

dISCO Spagna: 3-0 e finale senza gol. Super Nyland ma Norvegia suonata 3-0.

La Spagna impiega un tempo per
sbloccare; ma chiude imbattuta.
Dura un tempo la Norvegia nella semifinale insormontabile contro la Spagna, illuminata al Municipal Stadium di Netanya dalle giocate di Isco, per il quale il Real Madrid è pronto a fare follie al fine d'impreziosire la propria rosa per la prossima stagione.
Il calciatore del Malaga spaventa subito i nordici con un destro a fil di palo nel primo quarto d'ora poi costringe Nyland ad importanti salvataggi. Su Tello arriva però il primo vero miracolo del portierino scandinavo, che presto vedremo in nazionale maggiore, il quale si salva con la complicità del palo per poi salvare ancora i suoi su Illaramendi a corpo morto su un tiro deviato e nuovamente sull'esterno del Barca.
Nulla può però il guardiano del Molde di fronte al tap-in sotto porta di Rodrigo al 46' che rende amaro il thé a Skullerud.

Nyland molto attivo anche nella ripresa.
Sfondato il muro Nyland sembra che gli iberici possano dilagare ma Markus Henriksen mette i brividi a Lopetegui ed a De Gea con una conclusione avvolgente su assist del neo-entrato Håvard Nielsen che sembra avvicinarsi all'incrocio. Strandberg ha il treno per il pari a 5' dal termine ma perde il binario calciando alto.
Isco e Morata negli ultimi tre minuti della gara dipingono una tela perfetta con altre due reti per permettere al dipinto spagnolo di arrivare agli occhi degli amanti con i colori più accesi per farsi ammirare in finale, sperando in una finale tutta latina.