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mercoledì 18 novembre 2015

Euro 2016 si tinge di giallo con Svezia ed Ucraina

Ibra gode con la doppietta.
Pari senza chiacchiere il 2-2 del Parken Stadion tra Danimarca e Svezia con sapore molto più amaro per i danesi, gaudenti dello stesso risultato nel derby scandinavo che suscitò lo scalpore del calcio italiano in Euro 2004 ma condannati oggi dopo il k.o. in Svezia. Condannati ancora una volta da Zlatan Ibrahimovic che alla prima occasione utile brucia Kjaer con grande movimento alle sue spalle e la butta dentro dopo 19' con una bella girata di destro. Un gol quanto mai fondamentale quello dell'ex Ajax dopo il brivido corso dai suoi al 7' su una girata di Poulsen deviata da Källstrom sulla traversa della propria porta con tap-in poi fallito da 0 metri. Al 27' Zlatan potrebbe chiudere i conti ma Schmeichel è bravissimo in uscita bassa sul diagonale mancino mentre al 38' i danesi rischiano l'autorete con Agger su un suo traversone dopo una punizione di Eriksen corretta in corner da Isaksson.
Ibra deve aspettare fino al 75' con un grandissimo piazzato dal limite, ma prima i cugini reclamano per un mani in area di Johansson (il rigore è netto!) e poi si congedano con orgoglio con colpo di testa di Poulsen all'81' sul lungo traversone di Durmisi dalla mancina ed il pari nel finale di Vestergaard, ancora per vie aeree su corner.

L'Under resta al top: bel 2-0 alla Lituania

Maikol Benassi s'inventa il raddoppio.
Il giusto piglio serve agli azzurrini di Gigi di Biagio per metter subito le cose in chiaro nell'amichevole contro la Lituania con una volé vincente di Berardi dopo appena un giro di lancette.
Al 16' Italia già vicina al raddoppio con sfondamento da sinistra di Bernardeschi e cross per Monachello che ci prova di tacco, ma il bis arriva con un capolavoro di Benassi che sgancia una saetta di destro sotto l'incrocio nella porta di Gertmonas su un pallone perso dalla difesa.
Dopo un vano tentativo di Spalvis è ancora Bernardeschi ad impensierire gli ospiti con un bel tiro deviato dal guardiano rivale sulla sua sinistra.
Si va alla ripresa con maggiore rilassatezza ed un'altra ghiotta chance per Monachello fermato da Gertmonas, ma è Bernardeschi ad avvicinare il tris con una botta mancina finita sul palo. Nel frattempo al 66' Masina fa il suo esordio nell'Under entrando per Barreca. Chiude la gara Benassi che si mangia la doppietta davanti al portiere tirandogli addosso. Ottima prova comunque per gli azzurri che restano primi.

Terrore: Anche Belgio-Spagna annullata.
Spuntano nuovi video e minacce dell'ISIS

Abdeslam Salah è il ricercato numero 1 tra gli attentatori della notte del 13 Novembre e pare sia il Belgio la dimora dove attualmente si nasconde. La sfida tra la nazionale locale e la Spagna è stata intanto annullata in mattinata per precauzione trovando d'accordo Del Bosque.
Arrestati nel frattempo altri 2 terroristi a Bruxelles: si tratta di Mohamed Amri, 27 anni, e Hamza Attou, 21, incensurato, i quali si sommano ai 7 precedenti catturati.
La lotta psicologica continua tra gli eserciti e l'ISIS con i bombardamenti su Raqqa (Siria) e le minacce dell'organizzazione che promette stragi su Washington e la presa di potere a Roma.
In queste ore è spuntato un video che mostrerebbe A. Salah in un sopralluogo prima delle stragi in Francia.

Hannover sotto scacco: paura ma niente bombe

La vigilanza della Polizei nell'HDI-Arena.
Tutto si è fermato a Hannover nel timore d'un attacco terroristico.
L'HDI Arena che doveva ospitare Germania-Olanda è stata evacuata dopo 15' dall'apertura dei tornelli con l'annuncio "Cari amici del cacio, la partita è stata cancellata. Tornate a casa normalmente!"
Si sospettava fortemente di una bomba e si era scritto (fonte Bild.de) di un arresto ma il Ministro degli Interni tedesco, Hornst Pistorius, ha fatto chiarezza sui fatti: "L'evacuazione dello stadio è andata bene, gli spettatori si sono comportati benissimo. Per ora nessun arresto. L'esplosivo? Per ora non è confermato. La decisione di annullare il match è amara, ma in caso di dubbio la protezione deve avere la precedenza".
In città evacuata anche la TUI-Arena, palazzetto del ghiaccio locale, dopo alcuni accertamenti, e bloccato un Intercity per timore su un oggetto sospetto.

martedì 17 novembre 2015

Magro bottino per Conte con la Romania.
2-2 al Dall'ara dopo il k.o. nell'ex Heysel

Troppi gol quelli presi dalla nazionale azzurra nelle amichevoli secondo la stessa ammissione di Conte.
In campo purtroppo parlano i fatti che raccontano della rete di Stancu incassata già al pronti via, all'8’, su insolito errore di Barzagli. La risposta dei nostri è orchestrata da Florenzi ed El Shaarawy ma è Eder a rendersi maggiormente pericoloso lamentandosi per un fallo di Chiriches che sarebbe valso il rigore. Il tiro dal dischetto arriva comunque grazie alla punta doriana al 56' e Marchisio si dimostra giocatore da non farsi tremare i polsi con tiro sotto l'incrocio.
L'oriundo lascia il posto a Gabbiadini allo scoccare dell'ora di gioco e proprio il neo entrato firma il sorpasso al 66' grazie ad un pallone riciclato da Marchisio.
Conte lascia spazio a Sirigu per Buffon al fine di dar spazio ad un giocatore scosso dai fatti accaduti nella città della sua squadra (Psg) ma Andone lo castiga all'88' negando la vittoria in amichevole alla formazione italiana.

Paura bomba a Hannover. Sospetta ambulanza.
Posticipata l'amichevole Germania-Olanda

Paura a Hannover dove la sfida amichevole tra Germania ed Olanda viene rinviata per un ambulanza sospetta trovata all'esterno dell'HDI Arena, secondo la polizia locale imbottita di esplosivo.
La psicosi che tormenta l'Europa dopo i fatti dello scorso 13 Novembre verrà sicuramente aumentata da questo episodio per il quale è stato prontamente fatto evacuare l'impianto dove era presente anche la cancelliera Angela Merkel. Nel frattempo le forze dell'ordine con annuncio in olandese ed in lingua tedesca hanno comunicato su Facebook il rinvio ed invitato gli spettatori a lasciare senza allarmismi eccessivi lo stadio. Fermato intanto un sospetto.
In questi minuti parla Thomas de Maiziere, ministro degli interni teutonico.

L'Europeo di Dzeko e Pjanic è già finito.
La Bosnia dorme, Walters bissa. Eire in Francia.

Poco conta pronostico il pronostico nel calcio e nello sport quando di fronte ad un obbiettivo importante si scende in campo senza il piglio adeguato. La Bosnia che doveva cercarsi la qualificazione nei 180' contro l'Irlanda non l'ha mai avuto nonostante le presenze di Pjanic e Dzeko, capace comunque di salvare almeno il risultato a Zenica nel primo round.
Con lo stesso copione però questa sera non può aver altrettanta fortuna l'11 bosniaco e lo si capisce subito col tiro cross di Brady che dopo 9' potrebbe già trasformarsi in un affilata lama per Begovic il quale si salva col piedone in corner dopo la leggera deviazione di Walters.
La squadra di O'Neill fa nettamente impallidire le stelle Pjanic, Dzeko & co. ma sblocca grazie ad un rigore discuitibile concesso da Kuipers per il tocco di Zukanovic su cross di Murphy da distanza ravvicinata: Walters non si lascia scappare l'occasione per raccogliere i frutti del seminato ed al 24' la gara cambia nonostante gli ospiti abbozzino una reazione a metà tempo con un destro di Dzeko, controllato da Randolph sul primo palo e con un mancino di Mendujanin che spreca una bella sponda del bomber giallorosso su lancio di Pjanic al 33' mandando sopra la traversa dal limite.

lunedì 16 novembre 2015

Ungheria all'Europeo: una festa attesa 44 anni.
Odegaard spettatore per un 45', poi sostituito

Senza tregua il calendario dei playoff europei regala una gradita sorpresa all'Ungheria, tornata nella fase finale d'un campionato continentale dopo ben 44 anni.
L'ultima partecipazione magiara in questa coppa è assai obsoleta e documentata per lo più da foto in bianco e nero. All'epoca il Campionato Europeo si svolse in Belgio. Era il 1972 ed a giocarsi la fase finale c'erano solo quattro squadre ma il 14 Giugno la formazione di Rudolf Illovszky trovò subito all'esordio l'insormontabile URSS che passò con l'1-0 di Konkov al 53', stesso minuto dell'unica rete ungherese dell'edizione segnata da Ku nella finale per il terzo posto contro i padroni di casa tre giorni dopo.

domenica 15 novembre 2015

Il derby scandinavo è deciso dal rigore.
Rizzoli s'inganna, Ibra non tradisce: 2-1

Persino la Friends Arena sa scaldarsi in notti come quelle che possono valere un campionato d'Europa.
Davanti a più di 49000 paganti Svezia e Danimarca si contendono nel derby scandinavo un posto al sole verso l'estate calcistica francese ed a venire scaldate sono subito le mani di Schmeichel il quale si oppone sul destro in corsa di Berg che raccoglie il cross da destra di Lewicki dopo appena 18'.
Alla mezzora Ibra scucchiaia per Berg ma la punta spreca sciaguratamente il gol fatto con un tiro verso la bandierina del corner. Accade così che i rivali al primo tentativo quasi fanno centro con Erikssen che sfugge sotto porta e cerca una zampata al 43'.

sabato 14 novembre 2015

Handanovic non può salvare l'Europeo.
L'Ucraina stende per 2-0 la Slovenia

C'è il pugno di Handa nel k.o. della Slovenia sulla rotta per Francia 2016 contro l'Ucraina a Leopoli.
E' infatti proprio il portiere dell'Inter a consentire la rete dell'1-0 al 21' a Yarmolenko con una respinta di pungo approssimativa sul cross da sinistra di Konoplyanka ma poco dopo Novakovic sbaglia lo stop di fronte alla porte per un probabilissimo pareggio. E' il 28' ed è l'unica ed ultima occasione ospite. L'Ucraina fa quello che vuole e bissa al 53' con la discesa di Fedetksiy sulla destra accompagnata da un filtrante di Yarmolenko ed il cross per il tap-in di Seleznyov.
I gialloblu sfiorano il tris in due occasioni ma prima Handanovic si riscatta con un miracolo sul colpo di testa da distanza ravvicinata di Garmash imbeccato da Sydorchuk al 58', poi Seleznyov in fuga sulla sinistra arriva a tu per tu col portiere ma apre troppo il piattone e maledice il palo.
Sembrano comunque condannati il portiere dell'Inter ed il talentuoso atleta della Fiorentina Ilicic, autore anch'egli d'una scialba prova. L'ultima chance per il riscatto potrà valer loro la gloria in casa.

Dzeko salva la Bosnia. Ora tocca ad Ibra

Nebbia e Dzeko sono i segnali agli antipodi arrivati da Zenica nel playoff tra Bosnia ed Irlanda per l'accesso ad Euro 2016 poco prima delle stragi parigine. In un primo tempo in cui la visuale sul terreno di gioco è buona i casalinghi hanno due buone occasioni: la prima al 21' con un destro di Ibisevic terminato sull'esterno della rete, la seconda con Zukanovic di testa che impegna Randolph disturbato da vicino nella presa.
Nella foschia assoluta della ripresa Lulic manca un gol a tu per tu col portiere rivale al 60' mentre il Brady realizza all'81 un preziosissimo gol che potrebbe valer la qualificazione della Repubblica d'Irlanda battendo sul suo palo Begovic con un sinistro chirurgico, ma Dezko rida vita alle chances dei suoi con un appoggio in rete su cross di Vranjes da destra dopo soli 3'.
Questa sera si gioca Svezia-Danimarca e Zlatan Ibrahimovic dovrà far del suo meglio per non ripeter la delusione del playoff mondiale perso per 3-2 contro CR7 ed il Portogallo: in quell'occasione si paragonò a Dio, questa sera gli basterebbe fare il suo lavoro.

lunedì 14 luglio 2014

Anni da leone: Löw vince la Coppa.
Tra Messi e Maradona spunta Götze.

Re della programmazione Joachim Löw che ha vinto la Coppa di Brasile 2014 con la sua Germania in una finale molto tesa contro l'Argentina.
Il c.t. tedesco concretizza il lavoro di dieci anni (il biennio 2004-2006 come vice di Klinsmann) con la National Mannschaft nella notte di Rio contro l'Argentina del campione Messi che quando l'asticella si alza oltremisura viene frenato dai suoi limiti nervosi e dalle sue crisi di stomaco che lo portano nuovamente al rigetto sul terreno del Maracana.
Se poi Lavezzi lo sostituisce al meglio nelle sue funzioni e Sabella lo toglie dopo un tempo il dado è tratto.
Higuain manca il colpo del k.o. al 21' su un alleggerimento errato di Götze, poi segna quando non serve perché l'assist di Messi arriva nel momento in cui el Pipita è davanti a tutti.

Il premio sorpresa: Messi Fifa Top Player.
Neuer invece stramerita il guantone d'oro.
Leo manca la chance della carriera in una notte dove rimpiange una ghiotta occasione a metà ripresa per esorcizzare la paura dei tedeschi sempre minacciosi con Kroos al limite dell'area, impreciso con due piattoni troppo timidi, e con Höwedes che sbatte sul palo al 46'.
L'opportunità che la pulce divora con un diagonale largo a tu per tu con Neuer è di fatto l'ultimo treno per l'albiceleste cui Sabella prova a ridare vanamente tono con Palacio.
Il cambio giusto è del tecnico tedesco che inserisce Götze per Klose ed il 22enne regala la Coppa alla Germania stoppando di petto un bell'assist dell'altro uomo fresco Schürlle depositando alle spalle di Romero la palla della storia dopo i trionfi del 1954, del 1974 e del 1990 in Italia a 24 anni esatti dall'ultimo trionfo teutonico, come accaduto agli azzurri dopo Spagna '82 nel 2006 a Berlino.

giovedì 10 luglio 2014

Argentina in finale: due trionfi su due.
Chance Messi sulla Germania a Rio.

Posta troppo alta quella in palio all'Arena Corinthians tra Olanda ed Argentina che possono permettersi il lusso di tornare in una finale mondiale dopo il netto k.o. dei casalinghi del Brasile a pannaggio della Germania di ieri sera: l'albiceleste la spunta sugli oranje solo ai rigori dove questa volta Van Gaal non impiega Krul trovando una resistenza inesistente in Cillesen che non riesce a trattenere la conclusione vincente di Maxi Rodriguez consegnando alla selección la terza finale della sua storia dopo quella giocata dagli oranje in Sud Africa quattro anni fa conclusa col k.o. (come nei precedenti del '74 e del '78) contro la Spagna.
L'Argentina sogna perché quando si è presentata alla finale Mondiale non ha mai sbagliato: nell'edizione casalinga del 1978 superò proprio i tulipani e nell'86 bissò il successo in Messico contro l'Inghilterra con la famosa mano de Diós.

El Pipa sfiora, ma è tutto fermo: offside!
Pochi spunti caratterizzano i 90' dell'Arena Corinthians. Nella prima frazione Messi fa far bella figura a Cillesen che blocca in tuffo un suo piazzato al 13' e poi ringrazia Garay per l'errore di mira al 25' nel colpo di testa su invito di Lavezzi.
Demichelis costringe Cakir a farsi ammonire su Robben dopo aver già rischiato contro Sneijder. L'ex interista prova a farsi vedere su calcio piazzato al 50' ma fa peggio di Messi spedendo la palla in tribuna mentre al 58' el pocho costruisce finalmente un occasione per l'albiceleste con un cross per Higuain che è anticipato da Janmaat: il Napoli che fu ed il Napoli di oggi non accendono l'azzurro d'oltreoceano. El Pipa va vicino al gol al 75' ma il suo destro al volo da solo l'illusione ottica del vantaggio e viene annullato dalla bandierina del guardalinee.
L'Argentina che fa di più e non passa rischia la beffa nel finale secondo una delle leggi più antiche del calcio, ma Robben, entrato in area di prepotenza su tacco di Sneijder, deve rimpiangere la sua esitazione al tiro venendo chiuso da Mascherano.

Palacio fallisce l'appuntamento alla finale.
Romero rimedia con due parate nei rigori.
Il codino teso di Palacio, entrato nel finale di gara con Aguero per Perez e Higuain, avvicina notevolmente la selección al vantaggio deviando di testa a 5' dai calci di rigore un lancio dalle retrovie che l'interista potrebbe controllare per cercar il tiro vincente di piede, ma il treno passa e Sabella sbianca. Due più tardi tocca a Maxi Rodriguez ma stavolta è Cillesen a rispondere e Van Gaal non se la sente di chiamarlo fuori per Krul in vista dei rigori: l'ultimo cambio è Huntelaar per RVP.
Dal dischetto il protagonista è Romero che ferma subito Vlaar e dopo le reti di Messi, Robben e Garay, fa piangere Sneijder. Aguero e Kuyt non sbagliano, mentre Maxi Rodriguez rischia lo stop ma le mani di Cillesen lasciano passare sotto la traversa il pallone che vale la finale per Messi: caro Leo, è la tua occasione!

mercoledì 9 luglio 2014

Germania über alles. Mineirazo Brasile.
Crac selecao senza aiuti e Neymar.

Fracaso Brasil a Belo Horizonte dove i verdeoro vengono travolti da una Germania superiore in qualsiasi aspetto della gara: gli uomini di Löw rispecchiano la forza di spirito tipica della cultura teutonica, propongono un gioco effervescente ricco di triangolazioni da play-station con le quali quasi entrano in porta per cinque volte in 28'. La formazione di Luis Felipe Scolari, che si sorprende con Maicon terzino al posto di Daniel Alves ed è costretto ad impiegare Dante per il mancato annullamento della squalifica di Thiago Silva, è priva di qualsiasi spunto senza l'infortunato Neymar.
Müller approfitta subito per siglare l'1-0 dopo 11' di gioco su corner di Kroos evidenziando all'alba della gara le grandi lacune dei brasiliani. E' l'inizio di un calvario per i sudamericani che perdono tempo a chiedere un rigore impensabile con Marcelo al messicano Moreno (ottimo arbitro a dispetto delle chiacchiere sul nome fatte da noi italiani in occasione del k.o. con l'Uruguay) ed incassano il tris in 2': Klose segna al 23' il suo 16° gol mondiale, leader assoluto davanti a Ronaldo in lacrime nella tv carioca, e Kroos infila di sinistro ancora Julio Cesar prima di realizzare la doppietta in due minuti.

Ronaldo distrutto alla tv brasiliana.
Lo schiaffo più duro si fa così concreto per la formazione attualmente guidata da Scolari proprio nel discusso Mondiale casalingo, dove gli arbitraggi contro la Croazia e contro la Colombia avevano fatto parecchio discutere: al minuto 29 Khedira fa 5-0 facendo crollare ogni record. Mai i tedeschi avevano trovato cinque gol in una prima frazione della Coppa del Mondo, pur avendone comunque siglati 4 in passato, e mai il Brasile dal 1938 ne aveva subiti altrettanti in una gara, allorché andò k.o. contro la Polonia.
Nella ripresa Julio Cesar evita comunque un altro gol salvando su una bella conclusione di Müller, ma la National Mannschaft non si ferma andando anzi a batter cassa anche con Schürlle, entrato per la standing-ovation al best goleador della storia World Cup, che trasforma il k.o. del Mineirao nel più pesante tonfo della seleçao a pari merito con il k.o. del 1920 subito dall'Uruguay per 6-0.

Neuer è Superman, J. Cesar impotente.
Una reazione ironica è quella mostrata dal pubblico alla pesante lezione subita dagli europei: gli spettatori di Belo Horizonte, a differenza di quelli che si uccisero al Maracana nel 1950 dopo la rimonta uruguayana, di pancia fischiano i propri beniamini di fronte ad una squadra in pieno potere sui loro giocatori, poi iniziano ad accompagnare con applausi e "Woow!" gli scambi prolungati dei rivali coprendo così con l'apprezzamento per il calcio proposto dai tedeschi il sentimento di vergogna per la propria disfatta. Quando la palla o le immagini però coinvolgono Fred la torcida dimentica il proprio solito calore ed inveisce, mentre Neuer nega loro qualsiasi minimo motivo per assopire una minima percentuale di rabbia superandosi su Ramires e Paulinho in avvio di frazione: insomma il portiere del Bayern riesce a dimostrare il suo esser attualmente il numero 1 assoluto al mondo pure con due parate. A fine gara arriva un gol quasi da calvario per Oscar.
Cosa vuole di più la Germania? La Coppa! Questa è l'ottava finale, che sia Argentina oppure Olanda la rivale, con la quale i tedeschi sperano di pareggiare il conto tra quelle perse e quelle vinte.

domenica 6 luglio 2014

Il Brasile prende la Final 6 ad Assago.
Azzurri primi ma k.o. per 3-1.

Belli a metà gli azzurri di Mauro Berruto nell'ultimo impegno di World League prima della Final Eight di Firenze nel Mediolanum Forum d'Assago tutto esaurito in occasione della seconda gara interna col Brasile -la prima persa a Casalecchio di Reno per 3-1 giovedì.
La gara inizia subito con i brividi per l'Italvolley che teme di perdere Ivan Zaytsev il quale risulterà però tra i migliori dei nostri che giocano il primo set punto a punto arrivando ai vantaggi cedendo per 27-25 dopo aver sprecato un match-point ed aver protestato con il tecnico torinese che chiede invano la prova televisiva per il punto vincente dei verdeoro non concessa dai giudici per supposto ritardo nella richiesta.
La reazione nel secondo set è super-positiva: i casalinghi dominano restando sempre col muso davanti ai sudamericani e dal 15-15, unico momento in cui la formazione di Bruno ci impatta, volano su un agevole 25-18.

Lucarelli abbraccia i compagni in festa.
Una rivale in più nella Final Six di questa competizione, il Brasile nei successivi set passeggia sulle ali delle maggiori motivazioni e di un crollo mentale degli azzurri: i 25-17 e 25-16 degli ultimi due parziali sono punteggi che parlano chiaro in favore dei verdeoro che regalano spiragli da Coppa del Mondo con un clamoroso recupero di piede nel terzo set su una palla ormai persa al terzo tocco e dominano con la loro esuberanza fisica nei primi tempi e con rapide pipes contro un troppo passivo muro degli uomini di Berruto, i cui servizi nel frattempo sempre meno forzati diventano inefficaci.
Col 3-1 di Assago i verdeoro superano l'Iran al secondo posto ed accedono alle finali in programma a Firenze dal 16 al 20 Luglio.

Cillessen conserva, Krul ferma i ticos.
Olanda in semifinale dagli 11 metri.

Un vero stratega Louis Van Gaal che si guadagna la semifinale del Mondiale di Brasile 2014 dimostrando di meritare questo soprannome non a caso affibiatogli.
Nella sfida contro la Costarica l'Olanda trova infatti un rivale vero ed ancora non pago dell'impresa nel gruppo contro Olanda, Uruguay ed Inghilterra e dell'ottavo vinto ai rigori contro la Grecia ma il sogno dei ticos si spegne dopo 120' molto equilibrati nella sessione di rigori giocata dal tecnico promesso allo United con il cambio tra i pali: fuori Cillessen, salvifico nel secondo supplementare su Bolaños, dentro il para-rigori Krul che fa la fortuna della scelta del suo coach respingendo due tentativi e facendo festeggiare i tulipani, avvizziti e stanchi nell'extra-time.

La Costarica esce tra applausi assordanti.
Fondamentali i legni nel corso della sfida per tenere in piedi le speranze di Costarica che nel primo tempo limita bene i danni rischiando solo a metà frazione su Van Persie (bravo Navas in uscita) e su una conclusione di Sneijder respinta in corner dal portiere del Levante.
La difesa centroamericana resiste fino all'82' quando è salvata dal palo su punizione dello stesso trequartista del Gala. Il finale è un assedio oranje che trova Navas su Van Persie, poi autore di un clamoroso liscio sotto porta ad un minuto dallo scadere, ed una conclusione di Van Persie respinta sulla linea sulla traversa da Tejeda al 94'.
Si va ai supplementari e nella seconda frazione l'11 di Pinto prova due volte con Bolaños (partita da 9!) a spaventare con belle serpentine Cillessen che salva la palla della condanna su Ureña al 117'. L'intervento del portiere dell'Ajax è però l'ultimo della gara perché la traversa nega ancora il gol a Sneijder e quando si rendono necessari i tiri dal dischetto Van Gaal si affida allo specialista. E chi vince ha sempre ragione perché dopo i gol di Borges e Van Persie il portiere del Newcastle ferma dal dischetto Bryan Ruiz, la figura più rappresentativa del Mondiale dei ticos, poi fanno gol Robben, Gonzalez, Sneijder, Bolaños e Kuyt ma Krul ferma Umaña, l'eroe firmatario del quarto di finale, nel rigore decisivo.

sabato 5 luglio 2014

Fumata albiceleste per le semifinali.
Higuain si sveglia e il Belgio va k.o.

Una fumata di sigaretta ed il guizzo di un campione sono due espressioni che indicano il momento, un istante preciso che dall'insignificante può diventare determinante, quella stessa frazione di secondo in cui Gonzalo Higuain cambia il Mondiale d'un Argentina Messi-dipendente nel torneo del ritorno in semifinale dopo 24 anni di digiuno dall'ultima apparizione fra le prime quattro del mondo.
Al bomber del Napoli bastano 8' per mettere a tacere tutte le critiche piovute su di lui e sui compagni più volte salvati dalla pulce con un destro di prima intenzione imparabile per Thibaut Cortouis.
L'Argentina giocherà però la semifinale senza Di Maria, andato k.o. al 32' per un problema alla coscia che potrebbe significare la fine del torneo del fideo. Con l'Higuain di oggi Sabella avrà però peso offensivo sufficiente visto il raddoppio sfiorato con un azione da metà campo in cui il nueve salta tutti e spara una fucilata che abbatte la traversa.

Leo Messi murato da Cortouis, ma la
sua Argentina è in semifinale col Pipa.
Sabella vacilla sfiorando nel senso letterale del termine il tonfo per poi trovar appoggio sulla panchina nel disperarsi per un gol fallito dai suoi ma non cade perché il Belgio nel secondo tempo fa poco per impensierire Romero il quale trova qualche problema soprattutto per alcune uscite avventurose sui blitz aerei di Fellaini e Vertongen.
Il portiere però è bravo a chiudere su un tiro di De Bruyne e sul neo-entrato Lukaku.
A tener sorprendentemente aperto il confronto fino alla fine è proprio Messi che negli ultimi istanti di gara in contropiede solitario spara su Cortouis bravissimo in uscita a corpo morto al limite dell'area.
All'Argentina basta comunque il guizzo di Higuain, eroe ritrovato, per far esplodere la febbre semifinale nelle strade di Buenos Aires.

La Germania canta anche col mal di gola.
Ora Brasile in semifinale senza Neymar.

Hummels sta benissimo e la Germania intona un inno alla gioia per aver battuto la Francia ai quarti facendo così cadere le preoccupazioni create alla vigilia sugli uomini di Löw per il mal di gola che aveva colpito i tedeschi alla vigilia della sfida contro i rivali.
Bastano 12' al National Mannschaft per bucare Lloris grazie ad un calcio piazzato di Kroos corretto in rete di testa dal centrale del Dortmund in anticipo su Varane. Il numero 5 tedesco si conferma il fattore più importante della prima frazione del Maracanà murando per due volte Benzema che cerca il pari al 34' ed al 42'.
Nella ripresa il resto lo fa Manuel Neuer che dice di no a Matuidi a 13' dalla fine ed evita la beffa in extremis quando Benzema va via da sinistra al 95' e spara sotto la traversa trovando la manona del guardiano del Bayern a conservare una semifinale che Schürrle, entrato per Klose al 69', aveva mancato di blindare una dozzina di minuti prima in un contropiede condotto su un tre contro zero a tu per tu con Lloris.

D. Luiz chiede gli applausi per James,
Di non solo Neymar deve vivere il Brasile nella sfida tutta sudamericana contro la Colombia perché i verdeoro perdono l'asso del Barca (rottura delle costole per un intervento non cattivo di Zuñiga) nel primo vero match in cui convincono gli spettatori.
I cafeteros troppo timidi di fronte alla rabbiosa seleçao di Scolari che passa già dopo 7' con Thiago Silva in gol con un facile tap-in sulla linea di porta in occasione di un corner sul quale la formazione di Pekerman dorme. David Luiz quasi trova il raddoppio al 17' su tiro di Hulk, mentre Cuadrado spreca un grandissimo contropiede 5' più tardi. Il nuovo acquisto del Psg chiude i giochi al 69' con una punizione magistrale, dopo una rete non valida di Yepes per offside.
Al 79' J. Rodriguez segna un gol buono solo per qualche applauso, esortato al pubblico da Luiz a fine gara mentre il rivale è in lacrime. Il finale è tuttavia amaro anche per la squadra di Scolari che a 2' dalla fine del derby d'America è costretta a dire addio a Neymar per questo Mundial.

mercoledì 2 luglio 2014

Pure il Belgio va in 120' ma con Lukaku.
Wilmots trova l'Argentina ai quarti.

Parola di Wilmots che aveva garantito al suo asso Romeu Lukaku l'arrivo del gol in questo Mondiale, probabilmente già dall'ottavo di stasera, dopo le prime deludenti prove.
Il Belgio per il resto mantiene quanto dimostrato fin qui, ovvero grande capacità di costruire gioco ed allo stesso tempo di distruggere grandi occasioni benché nella prima frazione dei diavoli rossi si nota soltanto un doppio tentativo di De Bruyne che per due volte chiude in modo sbilenco con il suo tiro.
Nella ripresa la formazione europea alza vertiginosamente il ritmo e diventa fondamentale Tim Howard che salva subito su testata di Mertens e si salva poco dopo con la traversa sul tiro imprendibile di Origi al 56'.
Con un tacco l'ala del Napoli ci riprova prima di uscire per Mirallas che fa le spese della prontezza di Howard per due volte nel giro di 4': la punta prima calcia centrale da buona posizione, poi trova il piede del portiere rivale a chiudere in angolo su un bel diagonale al 76'.

Il rischio beffa è la logica conseguenza di una partita dominata dove però Howard para anche le mosche trascinando i suoi oltre il 90' senza danni. Wondolowski a tempo scaduto potrebbe far piangere Cortouis ma calcia in curva al 95' davanti al guardiano dell'Atletico Madrid.
Questo è un brivido dovuto per chi come il Belgio ha sprecato troppe chances, così al 3' del primo supplementare De Bruyne sblocca con un bel diagonale su assist di Lukaku. La punta dell'Everton si rende più che utile in questa gara e dimostra una inedita vivacità in questo torneo coronando la sua gara col raddoppio al minuto 105 grazie al ricambio di favore da parte del centrocampista del Chelsea.
Gli ultimi 15' sono un assedio statunitense con un grande schema di Bradley su punizione e la rete di Julian Green al 107', utile però solo ad annotare un nome promettente per il futuro.
Lo sconosciuto centrocampista è già del Bayern, il Belgio già con un sogno nel presente che si chiama Argentina.

Romero salva tutto contro la Svizzera.
Di Maria qualifica l'Argentina al 118'.

Le più belle vittorie sono le più sofferte nello sport. Ecco il costante marchio di fabbrica dell'Argentina di Alejandro Sabella che si sta portando a casa tutte le proprie soddisfazioni nel Mondiale di Brasile 2014 con reti decisive negli istanti finali di gara. Così è stato con l'Iran, altrettanto ha fatto l'albiceleste nella prima sfida ad eliminazione diretta contro una Svizzera mostratasi per lunghi tratti superiore per occasioni col suo gioco in ripartenza.
Shaqiri inizia il suo show andando via da destra e servendo Mehmedi sul quale Romero respinge di piede poi sono i sudamericani a sfiorare il gol con un corner teso di Di Maria sul quale Garay arriva in ritardo di pochissimo di testa alla mezzora. Drmic spreca un gol fatto invece al 39' con un pallonetto moscio davanti al portiere dopo una grandissima apertura dell'asso svizzero del Bayern.

L'Argentina va ai quarti di finale ma la
Svizzera di O. Hitzfeld ha tanti rimpianti.
Lottano alla pari le due compagini in campo all'Arena Corinthians con Benaglio che nel secondo tempo si dimostra all'altezza di Romero fermando in ben tre occasioni i rivali: il portiere del Wolfsburg salva infatti sulla capocciata di Higuain al 62' dopo aver respinto pochi minuti prima un pericoloso tiro-cross di Rojo ed è bravissimo su una botta di Messi a 12' dal termine con la respinta pronta che coglie il neo-entrato Palacio in offside.
E' proprio il guardiano elvetico a mantenere il muro che porta Hitzfeld ai supplementari nel giorno della morte del fratello del tecnico, ma dopo altri due grandi interventi del loro #1 su zuccata di Garay e sulla botta da fuori di Di Maria i rossocrociati cedono al 118' quando Messi, ancora con crisi di nausea, spalanca la porta alla battuta del Fideo che porta l'Argentina ai quarti. Soffrendo e con un clamoroso palo da due passi di Dzemaili nel finale.