Troppi gol quelli presi dalla nazionale azzurra nelle amichevoli secondo la stessa ammissione di Conte.
In campo purtroppo parlano i fatti che raccontano della rete di Stancu incassata già al pronti via, all'8’, su insolito errore di Barzagli. La risposta dei nostri è orchestrata da Florenzi ed El Shaarawy ma è Eder a rendersi maggiormente pericoloso lamentandosi per un fallo di Chiriches che sarebbe valso il rigore. Il tiro dal dischetto arriva comunque grazie alla punta doriana al 56' e Marchisio si dimostra giocatore da non farsi tremare i polsi con tiro sotto l'incrocio.
L'oriundo lascia il posto a Gabbiadini allo scoccare dell'ora di gioco e proprio il neo entrato firma il sorpasso al 66' grazie ad un pallone riciclato da Marchisio.
Conte lascia spazio a Sirigu per Buffon al fine di dar spazio ad un giocatore scosso dai fatti accaduti nella città della sua squadra (Psg) ma Andone lo castiga all'88' negando la vittoria in amichevole alla formazione italiana.
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martedì 17 novembre 2015
Magro bottino per Conte con la Romania.
2-2 al Dall'ara dopo il k.o. nell'ex Heysel
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domenica 7 giugno 2015
Morata gol a Berlino ma triplete del Barca.
Negato rigore a Pogba. Chiude Neymar.
Sei finali perse certamente sono un record difficile da eguagliare in UEFA Champions League dove la Juventus questa sera ha smarrito l'ennesimo treno verso la conquista del trofeo cedendo al Barca di Luis Enrique, superiore per qualità della rosa ma altrettanto in difficoltà nei 90' berlinesi dell'Olympiastadion.
Dal colpo di testa letale di Johnny Rep dell'Ajax nel 1973 alla fischio iniziale di questa sera ci sono 42 anni, ma la musica sembra sempre la stessa dopo appena 3 minuti: Neymar punta sulla sinistra la difesa rivale e mette in mezzo per Iniesta che beffa uno statico Vidal e scarica per Rakitic il cui tap-in mette su una strada in salita il sogno bianconero.
La Juve, parsa inizialmente vivace con Morata, passa 20' di terrore e Buffon salva con la manona il raddoppio catalano in controtempo su Alves. Spompi invece da fuori Marchisio e Pogba.
Suarez a fine tempo viene invece fermato da Buffon sul primo palo.
Dal colpo di testa letale di Johnny Rep dell'Ajax nel 1973 alla fischio iniziale di questa sera ci sono 42 anni, ma la musica sembra sempre la stessa dopo appena 3 minuti: Neymar punta sulla sinistra la difesa rivale e mette in mezzo per Iniesta che beffa uno statico Vidal e scarica per Rakitic il cui tap-in mette su una strada in salita il sogno bianconero.
La Juve, parsa inizialmente vivace con Morata, passa 20' di terrore e Buffon salva con la manona il raddoppio catalano in controtempo su Alves. Spompi invece da fuori Marchisio e Pogba.
Suarez a fine tempo viene invece fermato da Buffon sul primo palo.
giovedì 14 maggio 2015
Madrid tiMORATA! Il sogno Juve è REALtà!
La Signora in finale a Berlino dopo 12 anni.
Traguardo Massimo per la Juve di Allegri da stanotte non più soltanto possibile, ma ad un solo step con il quale la squadra bianconera si cimenterà il 6 Giugno a Berlino.
L'undici torinese raggiunge il Barca dopo 180' belli e sofferti conclusisi con l'ultimo atto thrilling del gremito Bernabeu nel quale la personalità inizialmente ribadita dalla Juventus ha rischiato di esser messa in pericolo da un episodio crucivia della sfida a metà di un primo tempo di marca blanca.
Benzema non al meglio spaventa subito Buffon sottoporta, mentre Casillas compie la prima parata della sfida al quarto d'ora su un tiro del guerriero Vidal, finalmente all'altezza della sua fama in questo finale di stagione.
Buffon al 20' salva su un destro violento di Bale, ma 2' più tardi arriva la situazione spaccapartita con Chiellini che nel tentativo di chiudere su James Rodriguez causa un rigore. Ronaldo ringrazia l'arbitro Eriksson con una trasformazione centrale.
Potrebbe verificarsi il tracollo poco dopo ma Buffon salva su un diagonale di Benzema.
L'undici torinese raggiunge il Barca dopo 180' belli e sofferti conclusisi con l'ultimo atto thrilling del gremito Bernabeu nel quale la personalità inizialmente ribadita dalla Juventus ha rischiato di esser messa in pericolo da un episodio crucivia della sfida a metà di un primo tempo di marca blanca.
Benzema non al meglio spaventa subito Buffon sottoporta, mentre Casillas compie la prima parata della sfida al quarto d'ora su un tiro del guerriero Vidal, finalmente all'altezza della sua fama in questo finale di stagione.
Buffon al 20' salva su un destro violento di Bale, ma 2' più tardi arriva la situazione spaccapartita con Chiellini che nel tentativo di chiudere su James Rodriguez causa un rigore. Ronaldo ringrazia l'arbitro Eriksson con una trasformazione centrale.
Potrebbe verificarsi il tracollo poco dopo ma Buffon salva su un diagonale di Benzema.
mercoledì 6 maggio 2015
La Juve è galactica sul Real: 2-1 allo Stadium.
L'ex Morata e Tevez trascinano la Signora.
L'ultimo step verso la finale di Berlino per la Juve sarà il Santiago Bernabeu. Se la giocherà davvero fino alla fine la squadra di Allegri dopo il 2-1 sul Real allo Juventus Stadium.
La risposta a chi attribuisce le fortune della Juve nella competizione delle stelle la da subito Vidal che si costruisce un'occasione a tu per tu con Casillas dopo 57'' salvo scivolare sprecando tutto.
L'aggressione totale da parte bianconera azzera CR7 ed il team di Carletto. All'8' Marchisio tocca in profondità per Tevez che sfrutta il binario in solitaria per impegnare Casillas, il quale con un respinta corta consente il tap-in al madrista di maglia juventina Morata, in prestito dalla casablanca dove non vuol tornare.
Lo spagnolo è il migliore e quando pressa tutti manda in tilt Casillas e Varane. Anche sulle fasce gli ospiti faticano ma Lichtsteiner non sfrutta dopo 20' un'altra occasionissima.
Il Real invece gioca sul cinismo ed insacca alla prima palla utile su zuccata di Ronaldo al 27' grazie ad una larga marcatura bianconera sull'out destro.
Il Fattore S come Sturaro salva la Juve in questo momento topico: è infatti grazie al centrocampista ex Genoa, già pericoloso con un tiro da fuori, a salvare il sorpasso Real al 36' con una zampata sul colpo di testa in tuffo di James Rodriguez su cross di Isco.
L'arbitro Atkinson nel finale di tempo fischia un fallo incomprensibile a Morata in area madridista dopo l'ennesima palla recuperata. Il lento fischietto inglese fa un ampio uso di cartellini, tardivi per i madridisti che non si salvano però al 58': la Juve parte in contropiede con Tevez e Morata che cade a terra lasciando all'argentino il coast-to-coast in area contro Carvajal il quale abbocca come un pollo e lo stende.
Dal dischetto Carlitos non fallisce: 2-1.
Nell'ultima parte diventano fondamentali Hernandez e Llorente: il chicharo guida l'assalto degli spagnoli, la punta di casa raccoglie nuovi rimpianti mancando un gol a tu per tu con Casillas per via di un appoggio per l'attardato Pereyra ed un facile tap-in di testa allo scadere.
Questa Juve non ha paura comunque di prendersi al Bernabeu le chiavi dell'Olympia Stadion.
La risposta a chi attribuisce le fortune della Juve nella competizione delle stelle la da subito Vidal che si costruisce un'occasione a tu per tu con Casillas dopo 57'' salvo scivolare sprecando tutto.
L'aggressione totale da parte bianconera azzera CR7 ed il team di Carletto. All'8' Marchisio tocca in profondità per Tevez che sfrutta il binario in solitaria per impegnare Casillas, il quale con un respinta corta consente il tap-in al madrista di maglia juventina Morata, in prestito dalla casablanca dove non vuol tornare.
Lo spagnolo è il migliore e quando pressa tutti manda in tilt Casillas e Varane. Anche sulle fasce gli ospiti faticano ma Lichtsteiner non sfrutta dopo 20' un'altra occasionissima.
Il Real invece gioca sul cinismo ed insacca alla prima palla utile su zuccata di Ronaldo al 27' grazie ad una larga marcatura bianconera sull'out destro.
| Anche Vidal si dimostra brillante. Luci ed ombre per Pirlo lì in mezzo. |
L'arbitro Atkinson nel finale di tempo fischia un fallo incomprensibile a Morata in area madridista dopo l'ennesima palla recuperata. Il lento fischietto inglese fa un ampio uso di cartellini, tardivi per i madridisti che non si salvano però al 58': la Juve parte in contropiede con Tevez e Morata che cade a terra lasciando all'argentino il coast-to-coast in area contro Carvajal il quale abbocca come un pollo e lo stende.
Dal dischetto Carlitos non fallisce: 2-1.
Nell'ultima parte diventano fondamentali Hernandez e Llorente: il chicharo guida l'assalto degli spagnoli, la punta di casa raccoglie nuovi rimpianti mancando un gol a tu per tu con Casillas per via di un appoggio per l'attardato Pereyra ed un facile tap-in di testa allo scadere.
Questa Juve non ha paura comunque di prendersi al Bernabeu le chiavi dell'Olympia Stadion.
martedì 24 giugno 2014
L'Italia muore a Natal: decide Godin.
Come in Corea rabbia contro un Moreno.
La garra charrua non è nemmeno servita all'Uruguay per passare il turno a danno dell'Italia che nella gara decisiva contro la celeste non cerca mai la rete che le garantirebbe l'ottavo di finale, riproponendo di fatti la stessa partita vistasi contro la Costarica. Va bene fino a metà ripresa quando un inspiegabile rosso a Claudio Marchisio dell'arbitro Moreno, messicano omonimo di quello che ci costò il Mundial coreano, lascia gli azzurri in 10.
Godin punisce il difensivismo prandelliano all'81' mentre Chiellini schiuma rabbia per un morso ricevuto da Suarez nel finale.
Calma olimpica per l'Uruguay nel primo tempo dove non si vedono idee di gioco né occasioni. Gli azzurri dal canto loro, nonostante le dichiarazioni della vigilia di Prandelli, sembrano proprio giocare per il pareggio accettando il ritmo lento dei sudamericani che attendono sornioni un errore mai arrivato nei primi 45'.
L'unica speranza per i tifosi nostrani arriva su punizione di Pirlo dopo una decina di minuti con un Muslera insicuro che si rifugia in corner. Suarez invece produce uno spunto sulla sinistra sul quale è bravissimo Buffon in uscita a poco più di 5' dal thé caldo. Il portiere della Juve respinge anche il successivo tentativo di Rodriguez.
Italia al tappeto nella ripresa nella quale deve subito rinunciare a Balotelli per Parolo e subire la grande chance uruguaya: Maxi Rodriguez si libera sull'out mancino e triangola con Suarez che lo manda a tu per tu con Buffon, ma l'esterno fallisce il match-point mandando sul fondo. Un minuto dopo, al 59', Marchisio entra in ritardo con i tacchetti su Rios e l'arbitro lo caccia nonostante la condotta non violenta.
Verratti si crea una grande chance per segnare ma imbuca per Immobile in offside poi lascia il posto a Motta per crampi.
L'Italia, che in 180' tra Costarica ed Uruguay, calcia in porta solo due volte, sparisce e si limita all'arrocco ma Tabarez fa scacco matto con la sua torre, Gonzalo Godin che consegna il meritato ottavo alla celeste.
Chiellini si rammarica per un rosso non dato a Suarez in seguito al morso ricevuto, mentre lo stivale pallonaro è deluso da questa pochezza degli azzurri. Reinventare, prego!
Godin punisce il difensivismo prandelliano all'81' mentre Chiellini schiuma rabbia per un morso ricevuto da Suarez nel finale.
Calma olimpica per l'Uruguay nel primo tempo dove non si vedono idee di gioco né occasioni. Gli azzurri dal canto loro, nonostante le dichiarazioni della vigilia di Prandelli, sembrano proprio giocare per il pareggio accettando il ritmo lento dei sudamericani che attendono sornioni un errore mai arrivato nei primi 45'.
L'unica speranza per i tifosi nostrani arriva su punizione di Pirlo dopo una decina di minuti con un Muslera insicuro che si rifugia in corner. Suarez invece produce uno spunto sulla sinistra sul quale è bravissimo Buffon in uscita a poco più di 5' dal thé caldo. Il portiere della Juve respinge anche il successivo tentativo di Rodriguez.
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| La batosta di Godin, cannoniere di testa. |
Verratti si crea una grande chance per segnare ma imbuca per Immobile in offside poi lascia il posto a Motta per crampi.
L'Italia, che in 180' tra Costarica ed Uruguay, calcia in porta solo due volte, sparisce e si limita all'arrocco ma Tabarez fa scacco matto con la sua torre, Gonzalo Godin che consegna il meritato ottavo alla celeste.
Chiellini si rammarica per un rosso non dato a Suarez in seguito al morso ricevuto, mentre lo stivale pallonaro è deluso da questa pochezza degli azzurri. Reinventare, prego!
domenica 15 giugno 2014
Mario ha la testa a posto: 2-1 azzurro!
A Manaus l'Italia batte i leoni all'esordio.
Non servono le scuse all'Italia nell'umida Manaus dove vince la gara sull'Inghilterra di Roy Hodgson grazie ai colpi di Claudio Marchisio e di Mario Balotelli.
L'avvio nel deserto amazzone contro i leoni è eccessivamente timido contraddistinto dalla grande sofferenza patita sull'out mancino dove Chiellini torna terzino per necessità, causa il forfait di De Sciglio, e deve fronteggiare costantemente i minacciosi spunti di Sterling, ben aiutato da Sterling. Inoltre Paletta si annebbia in ogni occasione in cui i due rapidi giocatori del Liverpool lo puntano.
Fortunatamente Barzagli fa muro, rischiando anche l'autogol, dopo un tiro dalla distanza di Henderson che da l'illusione del vantaggio inglese. Il blocco Liverpool fa paura, ma gli azzurri dissipano a loro volta una ghiotta opportunità con un colpo di testa solo accennato di Balotelli dal centro dell'area piccola.
Il poeta Pirlo irrompe però nella sfida al minuto 35' azzardando un velo da calcio d'angolo sul tentativo di anticipo di Sterling e liberando Marchisio per il colpo da biliardo che vale l'1-0.
Sembra in discesa ma la coppia Darmian-Barzagli lascia aperta una prateria 2' più tardi per Rooney che serve il pari sui piedi di Sturridge.
Il finale del primo tempo dell'11 di Prandelli è di classe e di rabbia: Balotelli prova a scavalcare Hart da posizione defilata dopo l'uscita del portiere ma Jagielka cancella di testa la sua prodezza sulla linea, poi Candreva sul proseguimento della stessa manovra centra in pieno il palo.
La zucca è buona per Super Mario che da riprova in avvio di ripresa di voler iniziare alla grande questo mondiale. Il merito è chiaramente anche di Candreva, il quale dopo un paio di ottimi spunti rientra sulla destra a Baines e pennella per il bomber rossonero che rida il vantaggio alla nazionale con un colpo di testa alquanto semplice.
Nuovamente l'Italia sembra sul punto di concedere il pasto ai leoni, ma Sirigu chiude la strada alla botta di Sturridge e Rooney sbaglia il nuovo pari quando è tutto solo davanti alla porta grazie ad un buco centrale.
La difesa non irresistibile viene sollecitata ancora ben poco anche perché Prandelli si copre saggiamente con Motta per Verratti. Immobile entra e sfiora la ripartenza del 3-1, ma trova la chiusura in extremis, poi Hart è salvato dalla traversa sul piazzato di Pirlo.
L'avvio nel deserto amazzone contro i leoni è eccessivamente timido contraddistinto dalla grande sofferenza patita sull'out mancino dove Chiellini torna terzino per necessità, causa il forfait di De Sciglio, e deve fronteggiare costantemente i minacciosi spunti di Sterling, ben aiutato da Sterling. Inoltre Paletta si annebbia in ogni occasione in cui i due rapidi giocatori del Liverpool lo puntano.
Fortunatamente Barzagli fa muro, rischiando anche l'autogol, dopo un tiro dalla distanza di Henderson che da l'illusione del vantaggio inglese. Il blocco Liverpool fa paura, ma gli azzurri dissipano a loro volta una ghiotta opportunità con un colpo di testa solo accennato di Balotelli dal centro dell'area piccola.
| C. Marchisio apre il mondiale azzurro. |
Sembra in discesa ma la coppia Darmian-Barzagli lascia aperta una prateria 2' più tardi per Rooney che serve il pari sui piedi di Sturridge.
Il finale del primo tempo dell'11 di Prandelli è di classe e di rabbia: Balotelli prova a scavalcare Hart da posizione defilata dopo l'uscita del portiere ma Jagielka cancella di testa la sua prodezza sulla linea, poi Candreva sul proseguimento della stessa manovra centra in pieno il palo.
| La rete del definitivo vantaggio di Balo. |
Nuovamente l'Italia sembra sul punto di concedere il pasto ai leoni, ma Sirigu chiude la strada alla botta di Sturridge e Rooney sbaglia il nuovo pari quando è tutto solo davanti alla porta grazie ad un buco centrale.
La difesa non irresistibile viene sollecitata ancora ben poco anche perché Prandelli si copre saggiamente con Motta per Verratti. Immobile entra e sfiora la ripartenza del 3-1, ma trova la chiusura in extremis, poi Hart è salvato dalla traversa sul piazzato di Pirlo.
Località:
Manaus - Amazonas, Brasile
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mercoledì 4 giugno 2014
Pari azzurro anche col Lussemburgo.
Ritmi lenti al Curi, testa ai leoni inglesi.
Pari storico per il Lussemburgo che al Curi di Perugia artiglia a 5' dalla fine l'1-1 contro gli azzurri presto chiamati al debutto mondiale contro l'Inghilterra.
La squadra di Cesare Prandelli, che tiene a riposo Ciro Immobile dopo il volo a Dortmund per firmare con i gialloneri di Prussia, va in vantaggio dopo 9' grazie ad un'azione di Mario Balotelli finalizzata di testa da Claudio Marchisio. Al 35' il guardiano ospite Moris si guadagna la gloria dei propri tifosi respingendo un calcio piazzato dal limite di Andrea Pirlo.
Nella ripresa entrano in campo Cerci, Aquilani, Parolo, Cassano, Insigne e Ranocchia (relegato al ruolo di riserva nel Mondiale brasiliano) per Bonucci, Verratti, Pirlo, Candreva, Marchisio e Balotelli.
Il trequartista della Lazio ed il bomber del Milan colpiscono due legni prima di abbandonare il terreno di gioco. Proprio Supermario è tra i più applauditi. All'85' arriva l'1-1 del team ospite con il colpo di testa di Chanot.
La nazionale arriva al Mondiale con due pareggi (lo 0-0 con l'Irlanda) ed il k.o. contro la Spagna del 05/03.
L'augurio è che l'attacco, protagonista d'una sola rete in 270 minuti, possa cambiare marcia affinché non si rimpiangano i gol di Rossi e Destro che hanno l'opinione pubblica affianco dopo le illustri esclusioni.
La squadra di Cesare Prandelli, che tiene a riposo Ciro Immobile dopo il volo a Dortmund per firmare con i gialloneri di Prussia, va in vantaggio dopo 9' grazie ad un'azione di Mario Balotelli finalizzata di testa da Claudio Marchisio. Al 35' il guardiano ospite Moris si guadagna la gloria dei propri tifosi respingendo un calcio piazzato dal limite di Andrea Pirlo.
Nella ripresa entrano in campo Cerci, Aquilani, Parolo, Cassano, Insigne e Ranocchia (relegato al ruolo di riserva nel Mondiale brasiliano) per Bonucci, Verratti, Pirlo, Candreva, Marchisio e Balotelli.
Il trequartista della Lazio ed il bomber del Milan colpiscono due legni prima di abbandonare il terreno di gioco. Proprio Supermario è tra i più applauditi. All'85' arriva l'1-1 del team ospite con il colpo di testa di Chanot.
La nazionale arriva al Mondiale con due pareggi (lo 0-0 con l'Irlanda) ed il k.o. contro la Spagna del 05/03.
L'augurio è che l'attacco, protagonista d'una sola rete in 270 minuti, possa cambiare marcia affinché non si rimpiangano i gol di Rossi e Destro che hanno l'opinione pubblica affianco dopo le illustri esclusioni.
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