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martedì 14 giugno 2016

Messico e Venezuela a braccetto col pari.
Tris Uruguay, ma è adios in Copa América

Il Messico è líder nel gruppo C di Copa América Centenario dove raggiunge il Venezuela nella notte dell'NGR Stadium.
Nel match tra le due squadre già qualificate la vinotinto passa in avanti dopo appena 10' con sponda di Christian Santos per la bellissima girata al volo di José Velazquez, ma il Messico cresce nella ripresa ed al 73' un mostruoso doppio salvataggio di Dani Hernandez impedisce prima al cabezazo di Diego Reyes, poi al remate di Moreno un pareggio scritto.
La sorpresa del torneo viene però raggiunta a 10' dal termine, dopo un rigore non assegnato a Hernandez, grazie ad un devastante slalom del Tecadito Corona.
Tabarez invece saluta la Copa con un mesto tris sulla Jamaica: l'ex Palermo Hernandez apre al 20' sull'imbeccata di Nicolas Lodeiro, il raddoppio su autorete di Watson al 67' che devia nella propria porta un cross di Gaston Silva ed a 2' dal termine arriva anche la prima rete con la camiseta uruguaya di Mathias Corujo.
Ora Messico e Venezuela attendono le sfide del gruppo di questa notte per conoscere le proprie rivali (la prima contro il Venezuela, la seconda contro la verde) verso la conquista del trofeo.

venerdì 10 giugno 2016

Jamaica k.o., Messico ai quarti di Copa América.
I caraibici portano a casa la Celeste di Tabarez

Il Messico avanza a discapito dell'Uruguay nella Copa América con un 2-0 un pò troppo rotondo sulla Jamaica. La verde passa subito a condurre, dopo il successo sulla seleccion di Tabarez, al 17' su azione avviata da Peralta con un colpo di testa di Hernandez su cross di Jesus Corona ma è fortunata sul destro di McAuley che sbatte contro le gambe di un centrale al 35'.
E' da brividi il finale di primo tempo per l'11 di Osorio che viene salvato da Ochoa il quale respinge la botta di Michael Hector da distanza ravvicinatissima.
La formazione messicana però ha il merito di chiuder la gara con un'azione da cineteca a 10' dal termine: fuga in contropiede di Lozano sulla sinistra e pregevole apertura d'esterno per Herrera che imbuca in favore di Peralta il quale mette in buca d'angolo facendo sponda sul palo alla sinistra di Blake. I caraibici hanno un ultimo sussulto con Mariappa ma Ochoa è ancora attento e la Jamaica saluta la Copa del secolo dando una delusione centenaria anche ad un irriconoscibile Uruguay.

La Vinotinto fa fuori la Celeste. Niente Suarez.
Uruguay quasi fuori dalla Copa América

E' poco Celeste il cielo di Philadelphia dove l'Uruguay cade ancora, dopo il k.o. subito dal Messico, contro il Venezuela. La Vinotinto è la sorpresa del torneo con la sua leadership del gruppo C dove aveva però parecchio sofferto nell'1-0 risicato sulla Jamaica all'esordio.
Poche emozioni nella prima mezzora di gioco del Lincoln Financial Field dove Cavani al 30' esatto perde una buona occasione ciccando la palla ad un passo dalla porta. E' invece di precisione chirurgica Alejandro Guerra che al 36' calcia da 40 metri vedendo Muslera avanzato, l'ex Lazio alza sulla traversa ma capitola al tap-in di Rondon.

lunedì 6 giugno 2016

Il Messico insegna nello stadio dell'Università.
Uruguay k.o. per 3-1. Martinez stende la Jamaica

Una prova da maestro nello stadio dell'Università di Phoenix vale al Messico un brillante successo sull'Uruguay di Oscar Tabarez.
La verde trova il vantaggio immediato grazie ad un cross da destra deviato nella propria porta al 4' da Alvaro Pereira nello sfortunato tentativo di anticipare Herrera.
La gara s'innervosisce attorno alla mezzora con due gialli per parte per Vecino e Guardado. Poco dopo Cavani sfiora il pari lanciato in verticale da Lodeiro ma Talavera compie un miracolo in uscita sul matador. Match più che mai nel vivo con Herrera il quale dalla parte opposta manca d'un soffio la deviazione aerea per il raddoppio. Il centrocampista dei centroamericani è tra più positivi e serve al 43' Hernandez il quale dopo un bel taglio alle spalle dei centrali perde l'attimo e si fa chiudere da Gimenez sulla battuta. Prima del thé caldo Vecino rimedia uno stupido secondo giallo e si fa cacciare.

mercoledì 18 novembre 2015

La Celeste oscura il Cile. Lavezzi lancia Martino.
Continua la marcia dell'Ecuador in CONMEBOL

Rivincita totale dell'Uruguay nella notte del Centenario sul Cile, campione del Sudamerica a Luglio ai danni della Celeste.
In un confronto a senso unico al 22' il solito Diego Godin sblocca permettendosi di segnare di piede piuttosto che di testa come è solito fare grazie ad una punizione rimpallata sotto porta. La Roja manca di ogni totale reazione e naufraga nella ripresa quando il neo-entrato Alvaro Pereira sfrutta una sponda dal limite dell'abulico Cavani per una correzione di testa nell'angolo lontano per Bravo. Nulla può il portiere e capitano della banda di Sampaoli nemmeno 4' più tardi quando Caceres trova un altro cabezazo vincente direttamente da corner. Nel finale il guardiano cileno evita il tris su Arevalo Rios e Gaston Silva.
Cavani e Jara chiudono con una pacifica stretta di mano la contesa iniziata con la denuncia del cileno in occasione della finale di Copa America nei confronti del giocatore del Napoli per presunte minacce, ma a render più amara la serata ci pensa Vidal che si prende un giallo e viene squalificato per la prossima gara contro l'Argentina in programma il prossimo 24 Marzo.

venerdì 13 novembre 2015

Buio pesto per la Celeste a Quito: 2-1 Tricolor.
La pioggia fa scivolare a domani el Clasico

Ma quale preshow? Ecuador ed Uruguay all'Atahualpa mettono in scena una partita da fare invidia alle più nobili compagini argentine e brasiliane dando vita ad una gara aperta ed affascinante nell'altura di Quito.
Nell'impianto dedicato all'ultimo imperatore Inca, la Tri domina sugli uomini di Tabarez vistisi sempre in difficoltà contro il maggiore dinamismo rivale. Al 23' l'1-0 casalingo ne è l'esemplificazione: Noboa apre per Paredes perso da Cavani, che rappresenta per antonomasia il giocatore a tuttocampo, cross per Caicedo e piattone sotto il ventre di Muslera. La celeste boccheggia e Martinez può siglare il raddoppio al 27' ma cicca el cabezazo a porta vuota. Poco dopo tocca a Bolaños che spara dal limite ma la barriera umana celeste gli alza la palla sopra alla traversa.
L'unica traccia dell'Uruguay è una lemme girata di Sanchez al 35' su un tiro di Lodeiro sporcato dalla difesa. A Fernandez basta allungare in corner.

mercoledì 14 ottobre 2015

Cile ed Uruguay le nuove forze del Sudamerica.
Annaspa l'albiceleste fischiata ad Asuncion.

Celeste y rojo sono le tinte del girone di qualificazione Conmebol che ha preso il via in questa settimana verso il Mondiale di Russia 2018.
L'Uruguay spicca nella notte insonne degli amanti del calcio d'oltreoceano con un sonoro 3-0 sulla Colombia di Cuadrado che già dopo 12' dimostra di non capir nulla del match del Centenario con un carriño che mette fuorigioco il compagno juventino Caceres, con probabile rinuncia alla sfida contro l'Inter del pelado.
La formazione di Tabarez conferma di non esser solo Suarez e Cavani, ambedue squalificati, ma di avere soprattutto tanta garra e doti acrobatiche di cui Godin resta il miglior rappresentante: suo l'1-0 con un consueto cabezazo su corner di Pereira al 34'.
Poetico il raddoppio casalingo al 50' con lob di Rolan su cross dalla trequarti di Lodeiro con velo di Stuani. La sfida si decide in questi istanti perché solo 4' più tardi Murillo prova ad emulare Godin ma coglie la traversa. Il sigillo finale è del subentrato Hernandez, ex Palermo, che mette l'ago nella cruna da posizione impossibile all'88' mentre Cuadrado si fa cacciare.

domenica 29 giugno 2014

La Colombia ci mostra come si fa.
Uruguay smontato da James Rodriguez.

Battuti ed umiliati gli uruguayani tornano a casa morsi, sportivamente questa volta, da James Rodriguez mentre la pungente ironia dei tifosi della celeste che espongono sulla tribuna del Maracana le maschere dentate di Luis Suarez, squalificato per lungo termine dopo aver azzannato la spalla di Chiellini, sembra quasi un atto di masochismo.
Non c'è partita nel secondo derby della Conmebol di giornata poiché i cafeteros mostrano da subito la propria superiorità mentre dalle parti di Forlan, bomber 35enne dell'Internacional de Puerto Alegre, non si vede un pallone.
Alla prima opportunità James Rodriguez trasforma invece il suo pallone in un magico capitolo di storia, quello che proietta dopo 28 di gara la Colombia verso i primi quarti di finale con un missile mancino da fuori che inchioda Muslera. Cavani è arginato alla grande semplicemente perché la squadra di Pekerman si difende attaccando con la costante spinta di Zuniga ed Armero, ma su punizione el matador sa esser pericoloso e manca di pochissimo la porta al 33'. Poi è bravo Ospina su Alvaro Gonzalez.

La stupenda rete dell'1-0 di James Rodriguez.
Brilla dalle basi la formazione gialloblù che non ha solo un potente attacco. La formazione dei cafeteros mostra una completezza clamorosa, esemplificata nell'azione del raddoppio di James Rodriguez al 50': Armero prepara il traversone dalla mancina sul secondo palo dove trova la sponda aerea di Cuadrado che scarica con vista periferica per l'inserimento della punta del Monaco per la quale il tocco del 2-0 è semplicissimo.
C'è anche Ospina però nella vittoria colombiana: il portiere è strepitoso sulla botta da fuori del cebolla Rodriguez al 63' ed è sempre attento su Stuani (entrato per el Cacha) ad un quarto d'ora dalla fine e poi nella chiusura ancora su Maxi Pereira.
La Colombia va meritatissimamente avanti ed il Brasile non può esser contento di trovar nel continente un altro simile osso duro verso la finale di Rio.

martedì 24 giugno 2014

L'Italia muore a Natal: decide Godin.
Come in Corea rabbia contro un Moreno.

La garra charrua non è nemmeno servita all'Uruguay per passare il turno a danno dell'Italia che nella gara decisiva contro la celeste non cerca mai la rete che le garantirebbe l'ottavo di finale, riproponendo di fatti la stessa partita vistasi contro la Costarica. Va bene fino a metà ripresa quando un inspiegabile rosso a Claudio Marchisio dell'arbitro Moreno, messicano omonimo di quello che ci costò il Mundial coreano, lascia gli azzurri in 10.
Godin punisce il difensivismo prandelliano all'81' mentre Chiellini schiuma rabbia per un morso ricevuto da Suarez nel finale.

Calma olimpica per l'Uruguay nel primo tempo dove non si vedono idee di gioco né occasioni. Gli azzurri dal canto loro, nonostante le dichiarazioni della vigilia di Prandelli, sembrano proprio giocare per il pareggio accettando il ritmo lento dei sudamericani che attendono sornioni un errore mai arrivato nei primi 45'.
L'unica speranza per i tifosi nostrani arriva su punizione di Pirlo dopo una decina di minuti con un Muslera insicuro che si rifugia in corner. Suarez invece produce uno spunto sulla sinistra sul quale è bravissimo Buffon in uscita a poco più di 5' dal thé caldo. Il portiere della Juve respinge anche il successivo tentativo di Rodriguez.

La batosta di Godin, cannoniere di testa.
Italia al tappeto nella ripresa nella quale deve subito rinunciare a Balotelli per Parolo e subire la grande chance uruguaya: Maxi Rodriguez si libera sull'out mancino e triangola con Suarez che lo manda a tu per tu con Buffon, ma l'esterno fallisce il match-point mandando sul fondo. Un minuto dopo, al 59', Marchisio entra in ritardo con i tacchetti su Rios e l'arbitro lo caccia nonostante la condotta non violenta.
Verratti si crea una grande chance per segnare ma imbuca per Immobile in offside poi lascia il posto a Motta per crampi.
L'Italia, che in 180' tra Costarica ed Uruguay, calcia in porta solo due volte, sparisce e si limita all'arrocco ma Tabarez fa scacco matto con la sua torre, Gonzalo Godin che consegna il meritato ottavo alla celeste.
Chiellini si rammarica per un rosso non dato a Suarez in seguito al morso ricevuto, mentre lo stivale pallonaro è deluso da questa pochezza degli azzurri. Reinventare, prego!

giovedì 19 giugno 2014

El Pistolero spara in bocca ai leoni.
Bis di Suarez, inglesi quasi out.

E' il migliore marcatore della storia della celeste ed è allo stesso tempo la miglior cura per le paure della selezione di Tabarez, andata k.o. clamorosamente nell'esordio contro la Costarica: Luis Suarez torna e riapre le porte degli ottavi all'Uruguay con una doppietta che risolve una sfida equilibrata e sofferta contro gli inglesi che sapeva molto di spareggio.
Rooney spaventa per due volte i sudamericani nel primo tempo iniziando con un calcio piazzato ed andando a pochi millimetri dal vantaggio col colpo di testa del 31' che si stampa sulla traversa su punizione di Gerrard dalla trequarti che coglie Muslera non ben piazzato nell'occasione.
Nel mezzo Maxi Rodriguez fa sbiancare Hart con un tracciante di collo destro dal limite che sale alto di pochi millimetri. Cavani invece al 39' trova la giocata giusta esitando dal vertice dell'area per la conclusione e scavalcando Jagielka con tocco perfetto per Suarez la cui incornata cambia la storia della partita.

Rooney si sblocca con la celeste ma non basta.
La garra uruguaya mette in ampia difficoltà i leoni in avvio di ripresa con Hart costretto a salvarsi smanacciando sulla linea un corner e poi devoto a Cavani per un diagonale largo da due passi su filtrante di Lodeiro. Sembra fatta e Tabarez da coraggio ai suoi con Stuani per il centrocampista del Botafogo, ma gli inglesi crescono di tono e sfondano ad un quarto d'ora dalla fine con Glen Johnson che azzecca l'unica azione offensiva della sua gara grazie ad un rimpallo e trova Rooney sulla porta, finalmente giunto al primo gol mondiale.
L'ultimo quarto d'ora si gioca così su continui ribaltamenti di fronte: gli inglesi lanciano sempre esaltando Muslera, la celeste trova proprio su un lancio il 2-1: è l'epilogo di una stagione sfortunatissima per Steven Gerrard che prolunga il pallone lasciando in gioco Suarez, il quale entra in area e fredda Hart.
Una vittoria azzurra domani manderebbe i leoni matematicamente a casa e per gli uomini di Hodgson c'è già qualche lacrima: la paura è di far la fine della Spagna.

domenica 15 giugno 2014

Mario ha la testa a posto: 2-1 azzurro!
A Manaus l'Italia batte i leoni all'esordio.

Non servono le scuse all'Italia nell'umida Manaus dove vince la gara sull'Inghilterra di Roy Hodgson grazie ai colpi di Claudio Marchisio e di Mario Balotelli.
L'avvio nel deserto amazzone contro i leoni è eccessivamente timido contraddistinto dalla grande sofferenza patita sull'out mancino dove Chiellini torna terzino per necessità, causa il forfait di De Sciglio, e deve fronteggiare costantemente i minacciosi spunti di Sterling, ben aiutato da Sterling. Inoltre Paletta si annebbia in ogni occasione in cui i due rapidi giocatori del Liverpool lo puntano.
Fortunatamente Barzagli fa muro, rischiando anche l'autogol, dopo un tiro dalla distanza di Henderson che da l'illusione del vantaggio inglese. Il blocco Liverpool fa paura, ma gli azzurri dissipano a loro volta una ghiotta opportunità con un colpo di testa solo accennato di Balotelli dal centro dell'area piccola.

C. Marchisio apre il mondiale azzurro.
Il poeta Pirlo irrompe però nella sfida al minuto 35' azzardando un velo da calcio d'angolo sul tentativo di anticipo di Sterling e liberando Marchisio per il colpo da biliardo che vale l'1-0.
Sembra in discesa ma la coppia Darmian-Barzagli lascia aperta una prateria 2' più tardi per Rooney che serve il pari sui piedi di Sturridge.
Il finale del primo tempo dell'11 di Prandelli è di classe e di rabbia: Balotelli prova a scavalcare Hart da posizione defilata dopo l'uscita del portiere ma Jagielka cancella di testa la sua prodezza sulla linea, poi Candreva sul proseguimento della stessa manovra centra in pieno il palo.

La rete del definitivo vantaggio di Balo.
La zucca è buona per Super Mario che da riprova in avvio di ripresa di voler iniziare alla grande questo mondiale. Il merito è chiaramente anche di Candreva, il quale dopo un paio di ottimi spunti rientra sulla destra a Baines e pennella per il bomber rossonero che rida il vantaggio alla nazionale con un colpo di testa alquanto semplice.
Nuovamente l'Italia sembra sul punto di concedere il pasto ai leoni, ma Sirigu chiude la strada alla botta di Sturridge e Rooney sbaglia il nuovo pari quando è tutto solo davanti alla porta grazie ad un buco centrale.
La difesa non irresistibile viene sollecitata ancora ben poco anche perché Prandelli si copre saggiamente con Motta per Verratti. Immobile entra e sfiora la ripartenza del 3-1, ma trova la chiusura in extremis, poi Hart è salvato dalla traversa sul piazzato di Pirlo.