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mercoledì 2 febbraio 2022

Poker Brasile e 1-0 Argentina di Lautaro. L'Uruguay torna in corsa per il Mondiale

Poker Brasile

Poker del Brasile e dell'Uruguay nella notte. Lautaro mette alle porte la Colombia.
Flores segna ancora per il Peru ma è solo 1-1 con l'Ecuador ed il Cile si avvicina.


Brasile in scioltezza sul Paraguay disastroso di questa edizione di qualificazioni al mondiale.
L'albirroja ressite quasi mezzora poi Raphinha sblocca al 27' rientrando sul sinistro in area e fulminando Anthony Silva. Verdeoro vicinissimi al raddoppio al 42' con un destro al giro dal vertice sinistro dell'area di Cunha.
La seleçao fa un monologo e centra il palo in avvio di ripresa con Raphinha. Finalmente Coutinho dai 30 metri la chiude con una legnata sotto la traversa al 62'. Nel finale la formazione di Tite dilaga con un bellissimo mancino di Antony all'86' ed il poker di Rodrygo 2' più tardi.

Lautaro castiga la Colombia, quasi out dal Qatar
Lautaro condanna la Colombia
 a -4 dal quinto posto dopo la sconfitta con l'Argentina.
L'Argentina gioca bene ed è inspirata sempre dal solito Di Maria il quale dopo un quarto d'ora prova a bissare il golazo della scorsa settimana contro il Cile. La palla va larga di poco sul suo mancino a girare. Il mancino di Lautaro è invece infallibile su cross di Acuña in area di rigore al 29'. Di Maria ci riprova con un potente piazzato dal limite al 33' ma è la Colombia ad avvicinare il gol con Luis Diaz murato sulla linea da Tesillo allo scadere dell'unico minuto di recupero del primo tempo.
Nella ripresa l'albiceleste prova a chiuderla dal limite con di Di Maria e Lo Celso Vargas è bravissimo, così l'Argentina rischia la beffa con una deviazione di Guido Rodriguez sul palo nel finale, ma il fortino casalingo regge al Mario Kempes.

venerdì 28 gennaio 2022

L'Argentina batte il Cile coi due Martinez: Lautaro segna, Emiliano salva

Lautaro segna il gol decisivo sulla Roja per le qualificazioni a Qatar2022.
Brasile ripreso in Ecuador da Felix Torres. Colpo Suarez in Paraguay.


Argentina corsara all'Estadio Zorros del Desierto di Calama sul Cile nella notte di qualificazioni mondiali. L'albiceleste supera la Roja in una bellissima sfida grazie alle reti di Di Maria e Lautaro Martinez.
Sono i cileni i primi a rendersi pericolosi con un piazzato dalla trequarti di Sanchez deviato di testa dall'ex Napoli Vargas a pochi centimetri dal palo lungo di Martinez.
Sulla prima azione dell'albiceleste Di Maria rientra sul vertice dell'area e lascia partire un sinistro imparabile per Claudio Bravo sbloccando il match al 10'. La risposta cilena arriva al 21' con il traversone dai 30 metri di Maxi Núñez che trova l'implacabile diagonale di testa del bomber del Blackburn, Ben Bereton. La parità dura però 13' minuti perché Bravo respinge centralmente la botta di De Paul al 34' e Lautaro non può esimersi dal tap-in vincente. L'errore del portiere è evidente e forse legato ad una botta subita precedentemente.

martedì 15 giugno 2021

L'eterno confronto Argentina-Cile finisce in parità. Paraguay stende Bolivia

Un altro pareggio tra Argentina e Cile dopo le ultime due tragiche finali di Copa América chiusesi oltre i 90 minuti a favore della Roja. Nell'ultima, quella del Centenario del 2016, Leo Messi aveva persino annunciato l'addio alla Nazionale.
Fortunatamente cambiò idea continuando a regalare giocate preziose come quella che vale all'albiceleste il vantaggio con una magistrale punizione al 33' minuto della notte di Rio de Janeiro.
Gli argentini però regalano il rigore del pari al 56' con Emiliano Martinez bravissimo a salvare su Vidal ma impotente sulla replica di testa di Vargas. Messi prova a riabilitare i suoi con qualche giocata interessante, ma sulla sua imbeccata migliore, Gonzalez spreca il gol del successo di testa nel finale.

Il Paraguay ringrazia i Romero per aver rispettato il pronostico contro la Bolivia che la sblocca dopo 10' grazie al tiro dal dischetto di Saavedra per un mani su conclusione di Bejarano.
La svolta arriva col secondo giallo di Jaume Cuellar nel recupero del primo tempo. Nella ripresa sarà un dominio dell'albirroja limitato solo dalle parate di Ruben Cordano.
Il portiere deve però arrendersi al 62' al bolide di Alejandro Romero da fuori. Tre minuti più tardi Angel Romero apre la sua doppietta con un tap-in a porta vuota prima di calare il tris con un diagonale sul primo palo.

lunedì 27 giugno 2016

Il Cile e Sanchez si confermano in Copa.
L'America vede rosso e Messi da l'Adios

Gli stessi 11 metri che a Santiago del Chile avevano impedito all'Argentina l'affermazione continentale contro la Roja riconsegnano per la seconda volta a distanza di circa un anno la Copa América alla Seleccion del subentrante tecnico Juan Antonio Pizzi.
Il Cile raccoglie i frutti di un lavoro costante di crescita dei talenti che Sampaoli ha saputo scientificamente abbinare con l'esperienza dei senatori sudamericani, come l'esperta punta Humberto Suazo, protagonista dell'edizione casalinga ed ora ritirato.
Il resto lo ha fatto sì la classe cristallina di Alexis Sanchez ma altrettanto la garra che permette ad esempio di trasformare un giocatore come Edu Vargas in un cannoniere di razza quando indossa la camiseta della nazionale al cospetto di un Higuain che si scopre impreciso proprio sul più bello quando dopo 20' del match di Houston potrebbe già dire che la rivincita dell'albiceleste sembra segnata su regalo di Medel ed invece manda fuori il diagonale a tu per tu con Bravo, che è peraltro giustamente rappresentato dal cognome per via di una super parata stratosferica sulla zuccata di Aguero dopo 100'.
In una sfida brutta e nervosa con rossi a Diaz (per una spallata forse veniale su Messi) e per un carriño di Rojo, i 120' come nello scorso Luglio non bastano.

mercoledì 22 giugno 2016

L'Argentina surclassa i padroni di casa: 4-0.
Messi re nella Copa Centenario: è finale

178 secondi è quanto dura la semifinale tra l'Argentina ed i padroni di casa degli USA, fin qui favoriti da un tabellone assai amico, ma ovviamente arresi davanti alla superiorità dell'albiceleste che non perde tempo a Houston: corner corto con tocco per Lavezzi che scarica al limite dell'area e taglia sul primo palo aspettando il tocco di ritorno della pulce per marcare di testa l'1-0.
Lo stesso Messi raddoppia al 32' con un piazzato dai 25 metri che sorprende Howard e soprattutto lo porta a quota 55 reti, una in più di Batigol, rendendolo miglior marcatore all-time della seleccion.
Nel secondo tempo il 29enne del Barça torna a far da rifinitore trovando già al 49' la palla giusta per Higuain che prima perdona Howard calciandogli addosso poi fa quello che meglio gli riesce col sinistro. Il poker all'85' col Pipita che realizza la doppietta sull'assist del suo 10.

domenica 19 giugno 2016

La Copa del Centenario entra nel vivo.
Il Cile è tennistico, sarà finale con Messi?

Una disfatta clamorosa quella del Messico nella sorprendente Copa del Centenario, letteralmente stuprata dal Cile che non si lascia sfuggire l'eredità di Sampaoli e grida la sua forte candidatura alla conferma del titolo con un tennistico 7-0 sugli uomini di Osorio.
Dopo la rete di Puch al quarto d'ora (per lui sarà doppietta) inizia lo show di Sanchez e Vargas che al 43' creano i presupposti per il bis con la discesa dell'ex friulano sulla mancina il cui cross è addomesticato e spinto in porta dal mancino del numero 11. Sanchez firma su assist di Vidal il tris in avvio di ripresa, Vargas fa poker in contropiede poco dopo ed al 56' scaraventa in porta una goffa respinta di Ochoa. L'ex Napoli è scatenato ed al 73' Puch raccoglie una palla destinata al fondo campo trovando proprio l'arrivo del compagno che con una bomba sigla il poker. Il match tennistico si chiude all'87' con il lob per la doppietta di Puch.
Ora la roja di Pizzi è attesa dalla Colombia in una semifinale equilibratissima nella notte del 23 Giugno.

sabato 11 giugno 2016

Il Cile compie il furto del secolo: 2-1 alla Bolivia.
Messi fa volare l'albiceleste col tris su Panama

Il numero 100 è il fattore decisivo della sfida tra Cile e Bolivia, andate entrambe k.o. all'esordio, nella folle notte di Foxborough. La Roja di Juan Antonio Pizzi la spunta con una doppietta di Vidal che stende i rivali grazie ad un rigore assai dubbio.
Combattuto ed avaro di emozioni, il primo tempo riserva un solo brivido per via dell'imprecisione di Lampe in uscita su un cross di Isla al 39' ma la conclusione di Sanchez sull'assist dal fondo di Vidal è respinta da Zenteno a porta vuota.
Il guerriero del Bayern porta però subito in vantaggio i suoi in apertura di ripresa su assist di Edu Vargas. La reazione della verde boliviana non si fa attendere e Campos pareggia con un bellissimo mancino a girare su punizione allo scoccare dell'ora di gioco.
Sanchez potrebbe emularlo al 71' ma sul suo piazzato Lampe tira fuori risorse ignote per fermar la palla prima della linea e respingerla sul tentato tap-in di Puch. Vidal ci prova in girata da terra poco dopo sul tiro dello stesso attaccante del Barça, ma la sfera non vuol entrare nell'infinita notte made in USA con ben 8' di recupero. A gara ampiamente finita l'arbitro statunitense Marrufo fischia un rigore per mani (clamorosamente attaccate al corpo!) di Gutierrez su cross di Sanchez: Vidal non perdona, la Bolivia è condannata.

martedì 7 giugno 2016

Rivancita totale dell'Argentina in Copa América.
Cile strapazzato: 2-1. Panama sorprende Bolivia

Né il Cile, né Messi (reduce dall'infortunio contro l'Honduras) scendono in campo al Levi's Stadium di Santa Clara nella notte di Copa América del big match tra la roja e l'Argentina, riedizione della scorsa edizione vinta dalla squadra allora padrona di casa.
Si vede infatti solo l'Albiceleste per gran parte della prima frazione col sostituto della pulce, Gaitan, che avvicina il vantaggio di testa con una traversa su cross di Di Maria dalla mancina.
Bravo salva i suoi in uscita su Higuain a metà tempo di una gara aspra e dagli alti ritmi dove al 19' arriva un giallo impietoso per Vidal (esagerazione del fischietto uruguayano Fedroczuk). Poco dopo Rojo in torsione di testa manca di poco il bersaglio grosso. Il Cile ci prova con un piazzato di Sanchez che termina però ingloriosamente alto.

venerdì 27 novembre 2015

Dani Osvaldo: Una vita con la valigia in mano

Ci risiamo Una canzone del gruppo inglese The Smiths  diceva: 'Good times for a change', ma realmente qual è il momento migliore per cambiare? Forse è il caso di chiederlo a Pablo Daniel Osvaldo che del cambiamento ne ha fatto un vero e proprio stile di vita. Notizia di oggi, riportata dal giornale spagnolo 'Sport', è che Osvaldo a Gennaio lascerà il Porto per tornare in patria, dove (ri)indosserà la maglia del Boca Juniors.

mercoledì 18 novembre 2015

La Celeste oscura il Cile. Lavezzi lancia Martino.
Continua la marcia dell'Ecuador in CONMEBOL

Rivincita totale dell'Uruguay nella notte del Centenario sul Cile, campione del Sudamerica a Luglio ai danni della Celeste.
In un confronto a senso unico al 22' il solito Diego Godin sblocca permettendosi di segnare di piede piuttosto che di testa come è solito fare grazie ad una punizione rimpallata sotto porta. La Roja manca di ogni totale reazione e naufraga nella ripresa quando il neo-entrato Alvaro Pereira sfrutta una sponda dal limite dell'abulico Cavani per una correzione di testa nell'angolo lontano per Bravo. Nulla può il portiere e capitano della banda di Sampaoli nemmeno 4' più tardi quando Caceres trova un altro cabezazo vincente direttamente da corner. Nel finale il guardiano cileno evita il tris su Arevalo Rios e Gaston Silva.
Cavani e Jara chiudono con una pacifica stretta di mano la contesa iniziata con la denuncia del cileno in occasione della finale di Copa America nei confronti del giocatore del Napoli per presunte minacce, ma a render più amara la serata ci pensa Vidal che si prende un giallo e viene squalificato per la prossima gara contro l'Argentina in programma il prossimo 24 Marzo.

martedì 17 novembre 2015

Maradona operato allo stomaco in Venezuela.
Il Pres. Maduro lo indica come Boss della FIFA

El Pibe nella Bombonera a Luglio.
Nuovo bypass gastrico per Diego Armando Maradona, operato per una seconda volta nella clinica Falcon di Maracaibo dopo l'intervento del 2005.
Un operazione che nelle parole del medico Carlos Felipe Chaux ha avuto esito positivo: -Maradona in questo momento sta recuperando nella clinica Falcon, speriamo che possa tornare a casa già domani o dopodomani-.
El Pibe de Dios resterà ancora per una dozzina di giorni in Venezuela, paese che lo ha appoggia da sempre ed il cui Presidente Nicolas Maduro lo sponsorizza come nuovo capo della FIFA dopo la serie di arresti che ha riguardato i vertici dell'organo del calcio internazionale.

sabato 14 novembre 2015

Argentina-Brasile: un tempo ed un punto a testa

Il ritorno di Lavezzi non basta all'Argentina del Tata Martino per battere il Brasile e migliorare la sua posizione di classifica nel gruppo CONMEBOL che la vede in clamoroso ritardo dopo 3 gare con solo 2 punti conquistati.
L'albiceleste orfana di Messi ha in Di Maria la sua stella più brillante. El fidejo è carico e lo ha dimostrato già nel pregara con le frecciate sul Real che avrebbe fatto poco dalla sua partenza. L'ala invece propizia la rete casalinga con un grande suggerimento per Higuain al 33' sulla destra e dal cross basso del bomber del Napoli, Lavezzi, ex idolo del San Paolo, può affondare la lama nella difesa di burro dei rivali tagliando tra David Luiz e Miranda per il piattone dell'1-0.
Un colpo di tacco del Pipita chiude una splendida triangolazione Otamendi in avvio di ripresa e sul cross del terzino sembra arrivare il raddoppio ma Banega viene prima fermato in scivolata da Elias e poi dal palo.
Dopo il gol fallito dall'albiceleste, i verdeoro pervengono al pari: meravigliosa apertura d'esterno dal vertice destro dell'area di rigore di Daniel Alves per il colpo di testa di Douglas Costa che da due passi coglie la traversa, ma Lucas Lima insacca con la complicità di Romero sulla respinta.
Il Brasile chiude con qualche segnale negativo rischiando l'autorete con Filipe Luis e soprattuto col rosso a David Luiz, punzecchiato in settimana dai quotidiani sportivi, per una brutta entrata su Biglia; ma a poter sorridere del pari al Momumental è soltanto Carlos Dunga.

venerdì 13 novembre 2015

Buio pesto per la Celeste a Quito: 2-1 Tricolor.
La pioggia fa scivolare a domani el Clasico

Ma quale preshow? Ecuador ed Uruguay all'Atahualpa mettono in scena una partita da fare invidia alle più nobili compagini argentine e brasiliane dando vita ad una gara aperta ed affascinante nell'altura di Quito.
Nell'impianto dedicato all'ultimo imperatore Inca, la Tri domina sugli uomini di Tabarez vistisi sempre in difficoltà contro il maggiore dinamismo rivale. Al 23' l'1-0 casalingo ne è l'esemplificazione: Noboa apre per Paredes perso da Cavani, che rappresenta per antonomasia il giocatore a tuttocampo, cross per Caicedo e piattone sotto il ventre di Muslera. La celeste boccheggia e Martinez può siglare il raddoppio al 27' ma cicca el cabezazo a porta vuota. Poco dopo tocca a Bolaños che spara dal limite ma la barriera umana celeste gli alza la palla sopra alla traversa.
L'unica traccia dell'Uruguay è una lemme girata di Sanchez al 35' su un tiro di Lodeiro sporcato dalla difesa. A Fernandez basta allungare in corner.

mercoledì 14 ottobre 2015

Cile ed Uruguay le nuove forze del Sudamerica.
Annaspa l'albiceleste fischiata ad Asuncion.

Celeste y rojo sono le tinte del girone di qualificazione Conmebol che ha preso il via in questa settimana verso il Mondiale di Russia 2018.
L'Uruguay spicca nella notte insonne degli amanti del calcio d'oltreoceano con un sonoro 3-0 sulla Colombia di Cuadrado che già dopo 12' dimostra di non capir nulla del match del Centenario con un carriño che mette fuorigioco il compagno juventino Caceres, con probabile rinuncia alla sfida contro l'Inter del pelado.
La formazione di Tabarez conferma di non esser solo Suarez e Cavani, ambedue squalificati, ma di avere soprattutto tanta garra e doti acrobatiche di cui Godin resta il miglior rappresentante: suo l'1-0 con un consueto cabezazo su corner di Pereira al 34'.
Poetico il raddoppio casalingo al 50' con lob di Rolan su cross dalla trequarti di Lodeiro con velo di Stuani. La sfida si decide in questi istanti perché solo 4' più tardi Murillo prova ad emulare Godin ma coglie la traversa. Il sigillo finale è del subentrato Hernandez, ex Palermo, che mette l'ago nella cruna da posizione impossibile all'88' mentre Cuadrado si fa cacciare.

martedì 20 gennaio 2015

Niente polvere da sparo sulle mani di Nisman. Tutti pro Nisman. Kirchner: "Dossier ad arte".

Yo soy Nisman è il motto che abbraccia un intero paese in Argentina così come da una settimana Charlie abbraccia tutti gli amanti della democrazia e della libertà delle idee nel mondo.
La vicenda del procuratore che indagava sulla Kirchner trovato morto domenica mattina dalla madre in un grattacielo di Puerto Madero, a Buenos Aires, sta turbando l'opinione pubblica in Sud America al punto che molti cittadini di Buenos Aires sono scesi in piazza a favore dell'ex pm al grido "Io sono Nisman" appendendo persino un cartello davanti al cancello della Casa Rosada, il palazzo dei poteri forti d'Argentina.
Per il momento inoltre le analisi condotte da Viviana Fein non rilevano tracce di polvere da sparo anche se la stessa specifica che potrebbe trattarsi di un problema tecnico: "Molte volte lo scanning elettronico non da un risultato positivo".

lunedì 19 gennaio 2015

Accusava la Kirchner di corruzione: pm morto.
Trovato morto Alberto Nisman a Buenos Aires.

Giallo sulla Casa Rosada sotto indagine per filoterrorismo ed ora gettata ancor più nell'ombra dalla morte del procuratore che stava indagando sul ruolo giocato da Maria Kirchner nella liberazione di alcuni agenti segreti iraniani ed alcuni militanti degli Hezbollah libanese coinvolti nell'attentato alla mutua ebraica (Aimia) di Buenos Aires nel quale persero la vita 85 persone.
Il pm Alberto Nisman, 51enne, nominato proprio dal marito della Kirchner, Néstor, nel 2004, è stato trovato morto al 13° piano di un grattacielo di Puerto Madeiro, uno dei barrios di Buenos Aires, con una calibro 22 al suo fianco alle ore 4,00 italiane. A fare la scoperta la madre, allarmata dalla sua irreperibilità.
Secondo le indagini Nisman sarebbe morto ieri mattina alle ore 11,00.

Il corpo del Pm trasportato in ambulanza.
"Posso uscirne morto" aveva affermato egli stesso in merito alle indagini condotte contro la Presidentessa e contro il ministro degli Esteri Hector Timerman e sosteneva di avere delle registrazioni da far ascoltare in Tribunale per un audizione che si sarebbe tenuta oggi stesso a Buenos Aires.
Egli voleva che l'appuntamento si tenesse a porte chiuse mentre la Kirchner aveva chiesto persino la partecipazione televisiva.
Nisman aveva già congelato 23 milioni di dollari alla parte di governo ritenuta corrotta e si era scagliato anche contro Carlos Menem, presidente nel decennio dal 1989 al '99 per aver ricevuto fondi su un conto svizzero prima e dopo della strage ai fini dell'occultamento dei fatti.
Nel 2006 i giudici argentini avevano chiesto l'estradizione di 5 iraniani, incluso l'ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, gli ex ministri della Difesa, Ahmad Vahidi e Mohsen Rabbani, l'ex addetto culturale all'ambasciata iraniana a Buenos Aires, e dei libanesi nella convinzione che a compiere i fatti fossero stati uomini delle milizie sciite libanesi Hezbollah su ordine di Teheran.
Nel giallo sudamericano resta peraltro un paragrafo che riguarda di lontano l'Italia, dalla quale un brasiliano, tale Wilson Roberto Dos Santos, di 43 anni, avrebbe avvertito le sedi milanesi del consolato argentino ben cinque giorni prima del compimento della strage.

lunedì 14 luglio 2014

Anni da leone: Löw vince la Coppa.
Tra Messi e Maradona spunta Götze.

Re della programmazione Joachim Löw che ha vinto la Coppa di Brasile 2014 con la sua Germania in una finale molto tesa contro l'Argentina.
Il c.t. tedesco concretizza il lavoro di dieci anni (il biennio 2004-2006 come vice di Klinsmann) con la National Mannschaft nella notte di Rio contro l'Argentina del campione Messi che quando l'asticella si alza oltremisura viene frenato dai suoi limiti nervosi e dalle sue crisi di stomaco che lo portano nuovamente al rigetto sul terreno del Maracana.
Se poi Lavezzi lo sostituisce al meglio nelle sue funzioni e Sabella lo toglie dopo un tempo il dado è tratto.
Higuain manca il colpo del k.o. al 21' su un alleggerimento errato di Götze, poi segna quando non serve perché l'assist di Messi arriva nel momento in cui el Pipita è davanti a tutti.

Il premio sorpresa: Messi Fifa Top Player.
Neuer invece stramerita il guantone d'oro.
Leo manca la chance della carriera in una notte dove rimpiange una ghiotta occasione a metà ripresa per esorcizzare la paura dei tedeschi sempre minacciosi con Kroos al limite dell'area, impreciso con due piattoni troppo timidi, e con Höwedes che sbatte sul palo al 46'.
L'opportunità che la pulce divora con un diagonale largo a tu per tu con Neuer è di fatto l'ultimo treno per l'albiceleste cui Sabella prova a ridare vanamente tono con Palacio.
Il cambio giusto è del tecnico tedesco che inserisce Götze per Klose ed il 22enne regala la Coppa alla Germania stoppando di petto un bell'assist dell'altro uomo fresco Schürlle depositando alle spalle di Romero la palla della storia dopo i trionfi del 1954, del 1974 e del 1990 in Italia a 24 anni esatti dall'ultimo trionfo teutonico, come accaduto agli azzurri dopo Spagna '82 nel 2006 a Berlino.

giovedì 10 luglio 2014

Argentina in finale: due trionfi su due.
Chance Messi sulla Germania a Rio.

Posta troppo alta quella in palio all'Arena Corinthians tra Olanda ed Argentina che possono permettersi il lusso di tornare in una finale mondiale dopo il netto k.o. dei casalinghi del Brasile a pannaggio della Germania di ieri sera: l'albiceleste la spunta sugli oranje solo ai rigori dove questa volta Van Gaal non impiega Krul trovando una resistenza inesistente in Cillesen che non riesce a trattenere la conclusione vincente di Maxi Rodriguez consegnando alla selección la terza finale della sua storia dopo quella giocata dagli oranje in Sud Africa quattro anni fa conclusa col k.o. (come nei precedenti del '74 e del '78) contro la Spagna.
L'Argentina sogna perché quando si è presentata alla finale Mondiale non ha mai sbagliato: nell'edizione casalinga del 1978 superò proprio i tulipani e nell'86 bissò il successo in Messico contro l'Inghilterra con la famosa mano de Diós.

El Pipa sfiora, ma è tutto fermo: offside!
Pochi spunti caratterizzano i 90' dell'Arena Corinthians. Nella prima frazione Messi fa far bella figura a Cillesen che blocca in tuffo un suo piazzato al 13' e poi ringrazia Garay per l'errore di mira al 25' nel colpo di testa su invito di Lavezzi.
Demichelis costringe Cakir a farsi ammonire su Robben dopo aver già rischiato contro Sneijder. L'ex interista prova a farsi vedere su calcio piazzato al 50' ma fa peggio di Messi spedendo la palla in tribuna mentre al 58' el pocho costruisce finalmente un occasione per l'albiceleste con un cross per Higuain che è anticipato da Janmaat: il Napoli che fu ed il Napoli di oggi non accendono l'azzurro d'oltreoceano. El Pipa va vicino al gol al 75' ma il suo destro al volo da solo l'illusione ottica del vantaggio e viene annullato dalla bandierina del guardalinee.
L'Argentina che fa di più e non passa rischia la beffa nel finale secondo una delle leggi più antiche del calcio, ma Robben, entrato in area di prepotenza su tacco di Sneijder, deve rimpiangere la sua esitazione al tiro venendo chiuso da Mascherano.

Palacio fallisce l'appuntamento alla finale.
Romero rimedia con due parate nei rigori.
Il codino teso di Palacio, entrato nel finale di gara con Aguero per Perez e Higuain, avvicina notevolmente la selección al vantaggio deviando di testa a 5' dai calci di rigore un lancio dalle retrovie che l'interista potrebbe controllare per cercar il tiro vincente di piede, ma il treno passa e Sabella sbianca. Due più tardi tocca a Maxi Rodriguez ma stavolta è Cillesen a rispondere e Van Gaal non se la sente di chiamarlo fuori per Krul in vista dei rigori: l'ultimo cambio è Huntelaar per RVP.
Dal dischetto il protagonista è Romero che ferma subito Vlaar e dopo le reti di Messi, Robben e Garay, fa piangere Sneijder. Aguero e Kuyt non sbagliano, mentre Maxi Rodriguez rischia lo stop ma le mani di Cillesen lasciano passare sotto la traversa il pallone che vale la finale per Messi: caro Leo, è la tua occasione!

sabato 5 luglio 2014

Fumata albiceleste per le semifinali.
Higuain si sveglia e il Belgio va k.o.

Una fumata di sigaretta ed il guizzo di un campione sono due espressioni che indicano il momento, un istante preciso che dall'insignificante può diventare determinante, quella stessa frazione di secondo in cui Gonzalo Higuain cambia il Mondiale d'un Argentina Messi-dipendente nel torneo del ritorno in semifinale dopo 24 anni di digiuno dall'ultima apparizione fra le prime quattro del mondo.
Al bomber del Napoli bastano 8' per mettere a tacere tutte le critiche piovute su di lui e sui compagni più volte salvati dalla pulce con un destro di prima intenzione imparabile per Thibaut Cortouis.
L'Argentina giocherà però la semifinale senza Di Maria, andato k.o. al 32' per un problema alla coscia che potrebbe significare la fine del torneo del fideo. Con l'Higuain di oggi Sabella avrà però peso offensivo sufficiente visto il raddoppio sfiorato con un azione da metà campo in cui il nueve salta tutti e spara una fucilata che abbatte la traversa.

Leo Messi murato da Cortouis, ma la
sua Argentina è in semifinale col Pipa.
Sabella vacilla sfiorando nel senso letterale del termine il tonfo per poi trovar appoggio sulla panchina nel disperarsi per un gol fallito dai suoi ma non cade perché il Belgio nel secondo tempo fa poco per impensierire Romero il quale trova qualche problema soprattutto per alcune uscite avventurose sui blitz aerei di Fellaini e Vertongen.
Il portiere però è bravo a chiudere su un tiro di De Bruyne e sul neo-entrato Lukaku.
A tener sorprendentemente aperto il confronto fino alla fine è proprio Messi che negli ultimi istanti di gara in contropiede solitario spara su Cortouis bravissimo in uscita a corpo morto al limite dell'area.
All'Argentina basta comunque il guizzo di Higuain, eroe ritrovato, per far esplodere la febbre semifinale nelle strade di Buenos Aires.

mercoledì 2 luglio 2014

Romero salva tutto contro la Svizzera.
Di Maria qualifica l'Argentina al 118'.

Le più belle vittorie sono le più sofferte nello sport. Ecco il costante marchio di fabbrica dell'Argentina di Alejandro Sabella che si sta portando a casa tutte le proprie soddisfazioni nel Mondiale di Brasile 2014 con reti decisive negli istanti finali di gara. Così è stato con l'Iran, altrettanto ha fatto l'albiceleste nella prima sfida ad eliminazione diretta contro una Svizzera mostratasi per lunghi tratti superiore per occasioni col suo gioco in ripartenza.
Shaqiri inizia il suo show andando via da destra e servendo Mehmedi sul quale Romero respinge di piede poi sono i sudamericani a sfiorare il gol con un corner teso di Di Maria sul quale Garay arriva in ritardo di pochissimo di testa alla mezzora. Drmic spreca un gol fatto invece al 39' con un pallonetto moscio davanti al portiere dopo una grandissima apertura dell'asso svizzero del Bayern.

L'Argentina va ai quarti di finale ma la
Svizzera di O. Hitzfeld ha tanti rimpianti.
Lottano alla pari le due compagini in campo all'Arena Corinthians con Benaglio che nel secondo tempo si dimostra all'altezza di Romero fermando in ben tre occasioni i rivali: il portiere del Wolfsburg salva infatti sulla capocciata di Higuain al 62' dopo aver respinto pochi minuti prima un pericoloso tiro-cross di Rojo ed è bravissimo su una botta di Messi a 12' dal termine con la respinta pronta che coglie il neo-entrato Palacio in offside.
E' proprio il guardiano elvetico a mantenere il muro che porta Hitzfeld ai supplementari nel giorno della morte del fratello del tecnico, ma dopo altri due grandi interventi del loro #1 su zuccata di Garay e sulla botta da fuori di Di Maria i rossocrociati cedono al 118' quando Messi, ancora con crisi di nausea, spalanca la porta alla battuta del Fideo che porta l'Argentina ai quarti. Soffrendo e con un clamoroso palo da due passi di Dzemaili nel finale.