La doppia coppia inglese domina il calcio europeo. Come Liverpool e Tottenham, anche Chelsea e Arsenal volano a braccetto alla finale europea.
Sofferenza immane per i blues di Sarri contro l'Eintracht poiché i londinesi sbloccano subito il match con Loftus-Cheek, in rete al 28' su assist di Hazard dopo l'1-1 dell'andata; ma pagano la dabbenaggine di David Luiz il quale regala a Jovic il pari uscendo a vuoto sull'imbeccata vincente di Gacinovic.
Si va all'extra time dove Adolf Huetter inserisce Heller e qui David Luiz si riscatta con un salvataggio miracoloso sull'attaccante rivale quando Kepa è ormai battuto da un tocco sporco. Ad un passo dai rigori diventa fondamentale anche Zappacosta che risolve sulla linea di testa un'azione letale.
Dagli 11 metri sono freddi Barkle e Haller, ma Azpilcueta fallisce la trasformazione. Dopo le realizzazioni di Jorginho, De Guzman, Luiz, Kepa ferma con le gambe lo sparo in bocca di Hinterregger. L'errore di Paciencia porta infine Hazard al gol decisivo.
Non c'è speme invece per il Valencia nonostante una rete di subitanea di Gameiro (prima a segno all'11' e poi al 58' per una personale doppietta) dopo il 3-1 dell'Arsenala all'Emirates. Una tripletta di Aubameyang ed il gol di Lacazette valgono un 4-2 del team di Unai Emery.
L'appuntamento per la finale è il 29 Maggio a Baku.
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venerdì 10 maggio 2019
mercoledì 21 ottobre 2015
A Febbraio si conoscerà il nuovo Pres. UEFA.
La FIFA usa il pugno di ferro: molte condanne.
Tra i candidati il principe giordano Ali Bin Al Hussein e Michel Platini, momentaneamente sospeso per 90 giorni dalla FIFA per un pagamento irregolare di due milioni di dollari da parte di Blatter nei suoi confronti. Platini è stato anche indagato di recente per uno scandalo che ha coinvolto il calcio greco nel quale figurerebbe come responsabile di frodi e blackmail per falsificare gli esiti della lega.
Con l'ex Juve sono stati sospesi lo stesso dg svizzero e Jerome Valcke, il quale è accusato d'aver versato 10 milioni alla Concacaf nel 2008 per far sì che i mondiali del 2010 venissero svolti in Sudafrica.
Località:
Zurigo, Svizzera
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domenica 7 giugno 2015
Morata gol a Berlino ma triplete del Barca.
Negato rigore a Pogba. Chiude Neymar.
Sei finali perse certamente sono un record difficile da eguagliare in UEFA Champions League dove la Juventus questa sera ha smarrito l'ennesimo treno verso la conquista del trofeo cedendo al Barca di Luis Enrique, superiore per qualità della rosa ma altrettanto in difficoltà nei 90' berlinesi dell'Olympiastadion.
Dal colpo di testa letale di Johnny Rep dell'Ajax nel 1973 alla fischio iniziale di questa sera ci sono 42 anni, ma la musica sembra sempre la stessa dopo appena 3 minuti: Neymar punta sulla sinistra la difesa rivale e mette in mezzo per Iniesta che beffa uno statico Vidal e scarica per Rakitic il cui tap-in mette su una strada in salita il sogno bianconero.
La Juve, parsa inizialmente vivace con Morata, passa 20' di terrore e Buffon salva con la manona il raddoppio catalano in controtempo su Alves. Spompi invece da fuori Marchisio e Pogba.
Suarez a fine tempo viene invece fermato da Buffon sul primo palo.
Dal colpo di testa letale di Johnny Rep dell'Ajax nel 1973 alla fischio iniziale di questa sera ci sono 42 anni, ma la musica sembra sempre la stessa dopo appena 3 minuti: Neymar punta sulla sinistra la difesa rivale e mette in mezzo per Iniesta che beffa uno statico Vidal e scarica per Rakitic il cui tap-in mette su una strada in salita il sogno bianconero.
La Juve, parsa inizialmente vivace con Morata, passa 20' di terrore e Buffon salva con la manona il raddoppio catalano in controtempo su Alves. Spompi invece da fuori Marchisio e Pogba.
Suarez a fine tempo viene invece fermato da Buffon sul primo palo.
lunedì 12 gennaio 2015
Ronaldo III pallone d'oro. Messi e Neuer pari.
Löw miglior tecnico, James l'esteta del gol.
Ha stravinto CR7 nella corsa al Pallone d'oro su Messi e Neuer. Il madridista ha preceduto il blaugrana col 37,66% dei voti rispetto ai 15,76 dell'agognato rivale, davanti al portiere del Bayern praticamente per un pugno di mosche, ovvero per 0,04%.
L'attaccante del Real ha siglato 61 gol durante l'anno graffiando per ben 17 volte le reti della Uefa Champions League e con l'affermazione di questa notte giunge al terzo titolo individuale dopo quelli del 2009 e del 2013 come finora riuscito solo a Cruijff, Platini e Van Basten.
Al momento della proclamazione l'asso portoghese, del quale negli ultimi anni si è ammirato molto anche il lato umano con la storia della casa comprata al compagno di calcio che gli consentì di passare allo Sporting Lisbona favorendolo in un provino, si è lasciato scappare un grido di gioia.
L'attaccante del Real ha siglato 61 gol durante l'anno graffiando per ben 17 volte le reti della Uefa Champions League e con l'affermazione di questa notte giunge al terzo titolo individuale dopo quelli del 2009 e del 2013 come finora riuscito solo a Cruijff, Platini e Van Basten.
Al momento della proclamazione l'asso portoghese, del quale negli ultimi anni si è ammirato molto anche il lato umano con la storia della casa comprata al compagno di calcio che gli consentì di passare allo Sporting Lisbona favorendolo in un provino, si è lasciato scappare un grido di gioia.
Località:
Parigi, Francia
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lunedì 14 luglio 2014
Anni da leone: Löw vince la Coppa.
Tra Messi e Maradona spunta Götze.
Re della programmazione Joachim Löw che ha vinto la Coppa di Brasile 2014 con la sua Germania in una finale molto tesa contro l'Argentina.
Il c.t. tedesco concretizza il lavoro di dieci anni (il biennio 2004-2006 come vice di Klinsmann) con la National Mannschaft nella notte di Rio contro l'Argentina del campione Messi che quando l'asticella si alza oltremisura viene frenato dai suoi limiti nervosi e dalle sue crisi di stomaco che lo portano nuovamente al rigetto sul terreno del Maracana.
Se poi Lavezzi lo sostituisce al meglio nelle sue funzioni e Sabella lo toglie dopo un tempo il dado è tratto.
Higuain manca il colpo del k.o. al 21' su un alleggerimento errato di Götze, poi segna quando non serve perché l'assist di Messi arriva nel momento in cui el Pipita è davanti a tutti.
Leo manca la chance della carriera in una notte dove rimpiange una ghiotta occasione a metà ripresa per esorcizzare la paura dei tedeschi sempre minacciosi con Kroos al limite dell'area, impreciso con due piattoni troppo timidi, e con Höwedes che sbatte sul palo al 46'.
L'opportunità che la pulce divora con un diagonale largo a tu per tu con Neuer è di fatto l'ultimo treno per l'albiceleste cui Sabella prova a ridare vanamente tono con Palacio.
Il cambio giusto è del tecnico tedesco che inserisce Götze per Klose ed il 22enne regala la Coppa alla Germania stoppando di petto un bell'assist dell'altro uomo fresco Schürlle depositando alle spalle di Romero la palla della storia dopo i trionfi del 1954, del 1974 e del 1990 in Italia a 24 anni esatti dall'ultimo trionfo teutonico, come accaduto agli azzurri dopo Spagna '82 nel 2006 a Berlino.
Il c.t. tedesco concretizza il lavoro di dieci anni (il biennio 2004-2006 come vice di Klinsmann) con la National Mannschaft nella notte di Rio contro l'Argentina del campione Messi che quando l'asticella si alza oltremisura viene frenato dai suoi limiti nervosi e dalle sue crisi di stomaco che lo portano nuovamente al rigetto sul terreno del Maracana.
Se poi Lavezzi lo sostituisce al meglio nelle sue funzioni e Sabella lo toglie dopo un tempo il dado è tratto.
Higuain manca il colpo del k.o. al 21' su un alleggerimento errato di Götze, poi segna quando non serve perché l'assist di Messi arriva nel momento in cui el Pipita è davanti a tutti.
| Il premio sorpresa: Messi Fifa Top Player. Neuer invece stramerita il guantone d'oro. |
L'opportunità che la pulce divora con un diagonale largo a tu per tu con Neuer è di fatto l'ultimo treno per l'albiceleste cui Sabella prova a ridare vanamente tono con Palacio.
Il cambio giusto è del tecnico tedesco che inserisce Götze per Klose ed il 22enne regala la Coppa alla Germania stoppando di petto un bell'assist dell'altro uomo fresco Schürlle depositando alle spalle di Romero la palla della storia dopo i trionfi del 1954, del 1974 e del 1990 in Italia a 24 anni esatti dall'ultimo trionfo teutonico, come accaduto agli azzurri dopo Spagna '82 nel 2006 a Berlino.
mercoledì 9 luglio 2014
Germania über alles. Mineirazo Brasile.
Crac selecao senza aiuti e Neymar.
Fracaso Brasil a Belo Horizonte dove i verdeoro vengono travolti da una Germania superiore in qualsiasi aspetto della gara: gli uomini di Löw rispecchiano la forza di spirito tipica della cultura teutonica, propongono un gioco effervescente ricco di triangolazioni da play-station con le quali quasi entrano in porta per cinque volte in 28'. La formazione di Luis Felipe Scolari, che si sorprende con Maicon terzino al posto di Daniel Alves ed è costretto ad impiegare Dante per il mancato annullamento della squalifica di Thiago Silva, è priva di qualsiasi spunto senza l'infortunato Neymar.
Müller approfitta subito per siglare l'1-0 dopo 11' di gioco su corner di Kroos evidenziando all'alba della gara le grandi lacune dei brasiliani. E' l'inizio di un calvario per i sudamericani che perdono tempo a chiedere un rigore impensabile con Marcelo al messicano Moreno (ottimo arbitro a dispetto delle chiacchiere sul nome fatte da noi italiani in occasione del k.o. con l'Uruguay) ed incassano il tris in 2': Klose segna al 23' il suo 16° gol mondiale, leader assoluto davanti a Ronaldo in lacrime nella tv carioca, e Kroos infila di sinistro ancora Julio Cesar prima di realizzare la doppietta in due minuti.
Lo schiaffo più duro si fa così concreto per la formazione attualmente guidata da Scolari proprio nel discusso Mondiale casalingo, dove gli arbitraggi contro la Croazia e contro la Colombia avevano fatto parecchio discutere: al minuto 29 Khedira fa 5-0 facendo crollare ogni record. Mai i tedeschi avevano trovato cinque gol in una prima frazione della Coppa del Mondo, pur avendone comunque siglati 4 in passato, e mai il Brasile dal 1938 ne aveva subiti altrettanti in una gara, allorché andò k.o. contro la Polonia.
Nella ripresa Julio Cesar evita comunque un altro gol salvando su una bella conclusione di Müller, ma la National Mannschaft non si ferma andando anzi a batter cassa anche con Schürlle, entrato per la standing-ovation al best goleador della storia World Cup, che trasforma il k.o. del Mineirao nel più pesante tonfo della seleçao a pari merito con il k.o. del 1920 subito dall'Uruguay per 6-0.
Una reazione ironica è quella mostrata dal pubblico alla pesante lezione subita dagli europei: gli spettatori di Belo Horizonte, a differenza di quelli che si uccisero al Maracana nel 1950 dopo la rimonta uruguayana, di pancia fischiano i propri beniamini di fronte ad una squadra in pieno potere sui loro giocatori, poi iniziano ad accompagnare con applausi e "Woow!" gli scambi prolungati dei rivali coprendo così con l'apprezzamento per il calcio proposto dai tedeschi il sentimento di vergogna per la propria disfatta. Quando la palla o le immagini però coinvolgono Fred la torcida dimentica il proprio solito calore ed inveisce, mentre Neuer nega loro qualsiasi minimo motivo per assopire una minima percentuale di rabbia superandosi su Ramires e Paulinho in avvio di frazione: insomma il portiere del Bayern riesce a dimostrare il suo esser attualmente il numero 1 assoluto al mondo pure con due parate. A fine gara arriva un gol quasi da calvario per Oscar.
Cosa vuole di più la Germania? La Coppa! Questa è l'ottava finale, che sia Argentina oppure Olanda la rivale, con la quale i tedeschi sperano di pareggiare il conto tra quelle perse e quelle vinte.
Müller approfitta subito per siglare l'1-0 dopo 11' di gioco su corner di Kroos evidenziando all'alba della gara le grandi lacune dei brasiliani. E' l'inizio di un calvario per i sudamericani che perdono tempo a chiedere un rigore impensabile con Marcelo al messicano Moreno (ottimo arbitro a dispetto delle chiacchiere sul nome fatte da noi italiani in occasione del k.o. con l'Uruguay) ed incassano il tris in 2': Klose segna al 23' il suo 16° gol mondiale, leader assoluto davanti a Ronaldo in lacrime nella tv carioca, e Kroos infila di sinistro ancora Julio Cesar prima di realizzare la doppietta in due minuti.
| Ronaldo distrutto alla tv brasiliana. |
Nella ripresa Julio Cesar evita comunque un altro gol salvando su una bella conclusione di Müller, ma la National Mannschaft non si ferma andando anzi a batter cassa anche con Schürlle, entrato per la standing-ovation al best goleador della storia World Cup, che trasforma il k.o. del Mineirao nel più pesante tonfo della seleçao a pari merito con il k.o. del 1920 subito dall'Uruguay per 6-0.
| Neuer è Superman, J. Cesar impotente. |
Cosa vuole di più la Germania? La Coppa! Questa è l'ottava finale, che sia Argentina oppure Olanda la rivale, con la quale i tedeschi sperano di pareggiare il conto tra quelle perse e quelle vinte.
domenica 6 luglio 2014
Cillessen conserva, Krul ferma i ticos.
Olanda in semifinale dagli 11 metri.
Un vero stratega Louis Van Gaal che si guadagna la semifinale del Mondiale di Brasile 2014 dimostrando di meritare questo soprannome non a caso affibiatogli.
Nella sfida contro la Costarica l'Olanda trova infatti un rivale vero ed ancora non pago dell'impresa nel gruppo contro Olanda, Uruguay ed Inghilterra e dell'ottavo vinto ai rigori contro la Grecia ma il sogno dei ticos si spegne dopo 120' molto equilibrati nella sessione di rigori giocata dal tecnico promesso allo United con il cambio tra i pali: fuori Cillessen, salvifico nel secondo supplementare su Bolaños, dentro il para-rigori Krul che fa la fortuna della scelta del suo coach respingendo due tentativi e facendo festeggiare i tulipani, avvizziti e stanchi nell'extra-time.
Fondamentali i legni nel corso della sfida per tenere in piedi le speranze di Costarica che nel primo tempo limita bene i danni rischiando solo a metà frazione su Van Persie (bravo Navas in uscita) e su una conclusione di Sneijder respinta in corner dal portiere del Levante.
La difesa centroamericana resiste fino all'82' quando è salvata dal palo su punizione dello stesso trequartista del Gala. Il finale è un assedio oranje che trova Navas su Van Persie, poi autore di un clamoroso liscio sotto porta ad un minuto dallo scadere, ed una conclusione di Van Persie respinta sulla linea sulla traversa da Tejeda al 94'.
Si va ai supplementari e nella seconda frazione l'11 di Pinto prova due volte con Bolaños (partita da 9!) a spaventare con belle serpentine Cillessen che salva la palla della condanna su Ureña al 117'. L'intervento del portiere dell'Ajax è però l'ultimo della gara perché la traversa nega ancora il gol a Sneijder e quando si rendono necessari i tiri dal dischetto Van Gaal si affida allo specialista. E chi vince ha sempre ragione perché dopo i gol di Borges e Van Persie il portiere del Newcastle ferma dal dischetto Bryan Ruiz, la figura più rappresentativa del Mondiale dei ticos, poi fanno gol Robben, Gonzalez, Sneijder, Bolaños e Kuyt ma Krul ferma Umaña, l'eroe firmatario del quarto di finale, nel rigore decisivo.
Nella sfida contro la Costarica l'Olanda trova infatti un rivale vero ed ancora non pago dell'impresa nel gruppo contro Olanda, Uruguay ed Inghilterra e dell'ottavo vinto ai rigori contro la Grecia ma il sogno dei ticos si spegne dopo 120' molto equilibrati nella sessione di rigori giocata dal tecnico promesso allo United con il cambio tra i pali: fuori Cillessen, salvifico nel secondo supplementare su Bolaños, dentro il para-rigori Krul che fa la fortuna della scelta del suo coach respingendo due tentativi e facendo festeggiare i tulipani, avvizziti e stanchi nell'extra-time.
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| La Costarica esce tra applausi assordanti. |
La difesa centroamericana resiste fino all'82' quando è salvata dal palo su punizione dello stesso trequartista del Gala. Il finale è un assedio oranje che trova Navas su Van Persie, poi autore di un clamoroso liscio sotto porta ad un minuto dallo scadere, ed una conclusione di Van Persie respinta sulla linea sulla traversa da Tejeda al 94'.
Si va ai supplementari e nella seconda frazione l'11 di Pinto prova due volte con Bolaños (partita da 9!) a spaventare con belle serpentine Cillessen che salva la palla della condanna su Ureña al 117'. L'intervento del portiere dell'Ajax è però l'ultimo della gara perché la traversa nega ancora il gol a Sneijder e quando si rendono necessari i tiri dal dischetto Van Gaal si affida allo specialista. E chi vince ha sempre ragione perché dopo i gol di Borges e Van Persie il portiere del Newcastle ferma dal dischetto Bryan Ruiz, la figura più rappresentativa del Mondiale dei ticos, poi fanno gol Robben, Gonzalez, Sneijder, Bolaños e Kuyt ma Krul ferma Umaña, l'eroe firmatario del quarto di finale, nel rigore decisivo.
Località:
Salvador - Bahia, Brasile
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sabato 5 luglio 2014
Fumata albiceleste per le semifinali.
Higuain si sveglia e il Belgio va k.o.
Una fumata di sigaretta ed il guizzo di un campione sono due espressioni che indicano il momento, un istante preciso che dall'insignificante può diventare determinante, quella stessa frazione di secondo in cui Gonzalo Higuain cambia il Mondiale d'un Argentina Messi-dipendente nel torneo del ritorno in semifinale dopo 24 anni di digiuno dall'ultima apparizione fra le prime quattro del mondo.
Al bomber del Napoli bastano 8' per mettere a tacere tutte le critiche piovute su di lui e sui compagni più volte salvati dalla pulce con un destro di prima intenzione imparabile per Thibaut Cortouis.
L'Argentina giocherà però la semifinale senza Di Maria, andato k.o. al 32' per un problema alla coscia che potrebbe significare la fine del torneo del fideo. Con l'Higuain di oggi Sabella avrà però peso offensivo sufficiente visto il raddoppio sfiorato con un azione da metà campo in cui il nueve salta tutti e spara una fucilata che abbatte la traversa.
Sabella vacilla sfiorando nel senso letterale del termine il tonfo per poi trovar appoggio sulla panchina nel disperarsi per un gol fallito dai suoi ma non cade perché il Belgio nel secondo tempo fa poco per impensierire Romero il quale trova qualche problema soprattutto per alcune uscite avventurose sui blitz aerei di Fellaini e Vertongen.
Il portiere però è bravo a chiudere su un tiro di De Bruyne e sul neo-entrato Lukaku.
A tener sorprendentemente aperto il confronto fino alla fine è proprio Messi che negli ultimi istanti di gara in contropiede solitario spara su Cortouis bravissimo in uscita a corpo morto al limite dell'area.
All'Argentina basta comunque il guizzo di Higuain, eroe ritrovato, per far esplodere la febbre semifinale nelle strade di Buenos Aires.
Al bomber del Napoli bastano 8' per mettere a tacere tutte le critiche piovute su di lui e sui compagni più volte salvati dalla pulce con un destro di prima intenzione imparabile per Thibaut Cortouis.
L'Argentina giocherà però la semifinale senza Di Maria, andato k.o. al 32' per un problema alla coscia che potrebbe significare la fine del torneo del fideo. Con l'Higuain di oggi Sabella avrà però peso offensivo sufficiente visto il raddoppio sfiorato con un azione da metà campo in cui il nueve salta tutti e spara una fucilata che abbatte la traversa.
| Leo Messi murato da Cortouis, ma la sua Argentina è in semifinale col Pipa. |
Il portiere però è bravo a chiudere su un tiro di De Bruyne e sul neo-entrato Lukaku.
A tener sorprendentemente aperto il confronto fino alla fine è proprio Messi che negli ultimi istanti di gara in contropiede solitario spara su Cortouis bravissimo in uscita a corpo morto al limite dell'area.
All'Argentina basta comunque il guizzo di Higuain, eroe ritrovato, per far esplodere la febbre semifinale nelle strade di Buenos Aires.
La Germania canta anche col mal di gola.
Ora Brasile in semifinale senza Neymar.
Hummels sta benissimo e la Germania intona un inno alla gioia per aver battuto la Francia ai quarti facendo così cadere le preoccupazioni create alla vigilia sugli uomini di Löw per il mal di gola che aveva colpito i tedeschi alla vigilia della sfida contro i rivali.
Bastano 12' al National Mannschaft per bucare Lloris grazie ad un calcio piazzato di Kroos corretto in rete di testa dal centrale del Dortmund in anticipo su Varane. Il numero 5 tedesco si conferma il fattore più importante della prima frazione del Maracanà murando per due volte Benzema che cerca il pari al 34' ed al 42'.
Nella ripresa il resto lo fa Manuel Neuer che dice di no a Matuidi a 13' dalla fine ed evita la beffa in extremis quando Benzema va via da sinistra al 95' e spara sotto la traversa trovando la manona del guardiano del Bayern a conservare una semifinale che Schürrle, entrato per Klose al 69', aveva mancato di blindare una dozzina di minuti prima in un contropiede condotto su un tre contro zero a tu per tu con Lloris.
Di non solo Neymar deve vivere il Brasile nella sfida tutta sudamericana contro la Colombia perché i verdeoro perdono l'asso del Barca (rottura delle costole per un intervento non cattivo di Zuñiga) nel primo vero match in cui convincono gli spettatori.
I cafeteros troppo timidi di fronte alla rabbiosa seleçao di Scolari che passa già dopo 7' con Thiago Silva in gol con un facile tap-in sulla linea di porta in occasione di un corner sul quale la formazione di Pekerman dorme. David Luiz quasi trova il raddoppio al 17' su tiro di Hulk, mentre Cuadrado spreca un grandissimo contropiede 5' più tardi. Il nuovo acquisto del Psg chiude i giochi al 69' con una punizione magistrale, dopo una rete non valida di Yepes per offside.
Al 79' J. Rodriguez segna un gol buono solo per qualche applauso, esortato al pubblico da Luiz a fine gara mentre il rivale è in lacrime. Il finale è tuttavia amaro anche per la squadra di Scolari che a 2' dalla fine del derby d'America è costretta a dire addio a Neymar per questo Mundial.
Bastano 12' al National Mannschaft per bucare Lloris grazie ad un calcio piazzato di Kroos corretto in rete di testa dal centrale del Dortmund in anticipo su Varane. Il numero 5 tedesco si conferma il fattore più importante della prima frazione del Maracanà murando per due volte Benzema che cerca il pari al 34' ed al 42'.
Nella ripresa il resto lo fa Manuel Neuer che dice di no a Matuidi a 13' dalla fine ed evita la beffa in extremis quando Benzema va via da sinistra al 95' e spara sotto la traversa trovando la manona del guardiano del Bayern a conservare una semifinale che Schürrle, entrato per Klose al 69', aveva mancato di blindare una dozzina di minuti prima in un contropiede condotto su un tre contro zero a tu per tu con Lloris.
| D. Luiz chiede gli applausi per James, |
I cafeteros troppo timidi di fronte alla rabbiosa seleçao di Scolari che passa già dopo 7' con Thiago Silva in gol con un facile tap-in sulla linea di porta in occasione di un corner sul quale la formazione di Pekerman dorme. David Luiz quasi trova il raddoppio al 17' su tiro di Hulk, mentre Cuadrado spreca un grandissimo contropiede 5' più tardi. Il nuovo acquisto del Psg chiude i giochi al 69' con una punizione magistrale, dopo una rete non valida di Yepes per offside.
Al 79' J. Rodriguez segna un gol buono solo per qualche applauso, esortato al pubblico da Luiz a fine gara mentre il rivale è in lacrime. Il finale è tuttavia amaro anche per la squadra di Scolari che a 2' dalla fine del derby d'America è costretta a dire addio a Neymar per questo Mundial.
mercoledì 2 luglio 2014
Pure il Belgio va in 120' ma con Lukaku.
Wilmots trova l'Argentina ai quarti.
Parola di Wilmots che aveva garantito al suo asso Romeu Lukaku l'arrivo del gol in questo Mondiale, probabilmente già dall'ottavo di stasera, dopo le prime deludenti prove.
Il Belgio per il resto mantiene quanto dimostrato fin qui, ovvero grande capacità di costruire gioco ed allo stesso tempo di distruggere grandi occasioni benché nella prima frazione dei diavoli rossi si nota soltanto un doppio tentativo di De Bruyne che per due volte chiude in modo sbilenco con il suo tiro.
Nella ripresa la formazione europea alza vertiginosamente il ritmo e diventa fondamentale Tim Howard che salva subito su testata di Mertens e si salva poco dopo con la traversa sul tiro imprendibile di Origi al 56'.
Con un tacco l'ala del Napoli ci riprova prima di uscire per Mirallas che fa le spese della prontezza di Howard per due volte nel giro di 4': la punta prima calcia centrale da buona posizione, poi trova il piede del portiere rivale a chiudere in angolo su un bel diagonale al 76'.
Il rischio beffa è la logica conseguenza di una partita dominata dove però Howard para anche le mosche trascinando i suoi oltre il 90' senza danni. Wondolowski a tempo scaduto potrebbe far piangere Cortouis ma calcia in curva al 95' davanti al guardiano dell'Atletico Madrid.
Questo è un brivido dovuto per chi come il Belgio ha sprecato troppe chances, così al 3' del primo supplementare De Bruyne sblocca con un bel diagonale su assist di Lukaku. La punta dell'Everton si rende più che utile in questa gara e dimostra una inedita vivacità in questo torneo coronando la sua gara col raddoppio al minuto 105 grazie al ricambio di favore da parte del centrocampista del Chelsea.
Gli ultimi 15' sono un assedio statunitense con un grande schema di Bradley su punizione e la rete di Julian Green al 107', utile però solo ad annotare un nome promettente per il futuro.
Lo sconosciuto centrocampista è già del Bayern, il Belgio già con un sogno nel presente che si chiama Argentina.
Il Belgio per il resto mantiene quanto dimostrato fin qui, ovvero grande capacità di costruire gioco ed allo stesso tempo di distruggere grandi occasioni benché nella prima frazione dei diavoli rossi si nota soltanto un doppio tentativo di De Bruyne che per due volte chiude in modo sbilenco con il suo tiro.
Nella ripresa la formazione europea alza vertiginosamente il ritmo e diventa fondamentale Tim Howard che salva subito su testata di Mertens e si salva poco dopo con la traversa sul tiro imprendibile di Origi al 56'.
Con un tacco l'ala del Napoli ci riprova prima di uscire per Mirallas che fa le spese della prontezza di Howard per due volte nel giro di 4': la punta prima calcia centrale da buona posizione, poi trova il piede del portiere rivale a chiudere in angolo su un bel diagonale al 76'.
Il rischio beffa è la logica conseguenza di una partita dominata dove però Howard para anche le mosche trascinando i suoi oltre il 90' senza danni. Wondolowski a tempo scaduto potrebbe far piangere Cortouis ma calcia in curva al 95' davanti al guardiano dell'Atletico Madrid.
Questo è un brivido dovuto per chi come il Belgio ha sprecato troppe chances, così al 3' del primo supplementare De Bruyne sblocca con un bel diagonale su assist di Lukaku. La punta dell'Everton si rende più che utile in questa gara e dimostra una inedita vivacità in questo torneo coronando la sua gara col raddoppio al minuto 105 grazie al ricambio di favore da parte del centrocampista del Chelsea.
Gli ultimi 15' sono un assedio statunitense con un grande schema di Bradley su punizione e la rete di Julian Green al 107', utile però solo ad annotare un nome promettente per il futuro.
Lo sconosciuto centrocampista è già del Bayern, il Belgio già con un sogno nel presente che si chiama Argentina.
Località:
Salvador - Bahia, Brasile
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Romero salva tutto contro la Svizzera.
Di Maria qualifica l'Argentina al 118'.
Le più belle vittorie sono le più sofferte nello sport. Ecco il costante marchio di fabbrica dell'Argentina di Alejandro Sabella che si sta portando a casa tutte le proprie soddisfazioni nel Mondiale di Brasile 2014 con reti decisive negli istanti finali di gara. Così è stato con l'Iran, altrettanto ha fatto l'albiceleste nella prima sfida ad eliminazione diretta contro una Svizzera mostratasi per lunghi tratti superiore per occasioni col suo gioco in ripartenza.
Shaqiri inizia il suo show andando via da destra e servendo Mehmedi sul quale Romero respinge di piede poi sono i sudamericani a sfiorare il gol con un corner teso di Di Maria sul quale Garay arriva in ritardo di pochissimo di testa alla mezzora. Drmic spreca un gol fatto invece al 39' con un pallonetto moscio davanti al portiere dopo una grandissima apertura dell'asso svizzero del Bayern.
Lottano alla pari le due compagini in campo all'Arena Corinthians con Benaglio che nel secondo tempo si dimostra all'altezza di Romero fermando in ben tre occasioni i rivali: il portiere del Wolfsburg salva infatti sulla capocciata di Higuain al 62' dopo aver respinto pochi minuti prima un pericoloso tiro-cross di Rojo ed è bravissimo su una botta di Messi a 12' dal termine con la respinta pronta che coglie il neo-entrato Palacio in offside.
E' proprio il guardiano elvetico a mantenere il muro che porta Hitzfeld ai supplementari nel giorno della morte del fratello del tecnico, ma dopo altri due grandi interventi del loro #1 su zuccata di Garay e sulla botta da fuori di Di Maria i rossocrociati cedono al 118' quando Messi, ancora con crisi di nausea, spalanca la porta alla battuta del Fideo che porta l'Argentina ai quarti. Soffrendo e con un clamoroso palo da due passi di Dzemaili nel finale.
Shaqiri inizia il suo show andando via da destra e servendo Mehmedi sul quale Romero respinge di piede poi sono i sudamericani a sfiorare il gol con un corner teso di Di Maria sul quale Garay arriva in ritardo di pochissimo di testa alla mezzora. Drmic spreca un gol fatto invece al 39' con un pallonetto moscio davanti al portiere dopo una grandissima apertura dell'asso svizzero del Bayern.
| L'Argentina va ai quarti di finale ma la Svizzera di O. Hitzfeld ha tanti rimpianti. |
E' proprio il guardiano elvetico a mantenere il muro che porta Hitzfeld ai supplementari nel giorno della morte del fratello del tecnico, ma dopo altri due grandi interventi del loro #1 su zuccata di Garay e sulla botta da fuori di Di Maria i rossocrociati cedono al 118' quando Messi, ancora con crisi di nausea, spalanca la porta alla battuta del Fideo che porta l'Argentina ai quarti. Soffrendo e con un clamoroso palo da due passi di Dzemaili nel finale.
Località:
San Paolo, Brasile
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lunedì 30 giugno 2014
Navas vince il derby del difensivismo.
Il #1 tico decide sulla Grecia ai rigori.
Sognano ancora i ticos che continuano la loro cavalcata magica grazie ai calci di rigore nell'ottavo di finale contro la Grecia.
La formazione ellenica coltiva il sogno di ripetere l'impresa di Euro 2004 con un primo tempo molto difensivo e noioso ben accettato dalla Costarica la quale corre l'unico rischio su una conclusione di Holebas su cui interviene bene il talentuoso guardiano del Levante, Keylor Navas.
Bryan Ruiz spacca la gara al 52' con un sinistro su assist di Bolaños dalla mancina: la sua battuta di prima intenzione ricorda l'1-0 di Neymar sul Camerun.
La necessità è virtù per gli uomini di Jorge Luis Pinto che restano in dieci al 66' per fallo del già ammonito Oscar Duarte su Holebas. I centroamericani difendono bene il risultato però quasi fino alla fine quando Navas, bravissimo pocanzi in anticipo su Mitroglou, impedisce al neo-entrato Gekas il pari con un bel tuffo ma nulla può sulla ribattuta di Sokratis Papastathopoulos che prolunga il match ai supplementari quando sembrava già scritto il game-over.
Qui Navas però chiude tutti gli spifferi inarcandosi sulla deviazione aerea di Mitroglou a fil di traversa e fermando in uscita Gekas ad un passo dal gol scaccia paure. Si va invece ai rigori.
Segnano tutti: Borges, Mitroglou, Bryan Ruiz, Christodoulopoulos, Giancarlo Gonzalez, Holebas e Joel Campbell tirano come se giocassero finali da una vita, prima che Gekas sia costretto a rinnovare il suo duello col portiere avversario che alza il suo rigore sopra la traversa.
Umaña non sbaglia il tiro della storia, ma ora c'è l'Olanda e per questa favola il rischio del "C'era una volta" è assai concreto.
La formazione ellenica coltiva il sogno di ripetere l'impresa di Euro 2004 con un primo tempo molto difensivo e noioso ben accettato dalla Costarica la quale corre l'unico rischio su una conclusione di Holebas su cui interviene bene il talentuoso guardiano del Levante, Keylor Navas.
Bryan Ruiz spacca la gara al 52' con un sinistro su assist di Bolaños dalla mancina: la sua battuta di prima intenzione ricorda l'1-0 di Neymar sul Camerun.
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| Keylor Navas vince il derby contro Karnezis. |
Qui Navas però chiude tutti gli spifferi inarcandosi sulla deviazione aerea di Mitroglou a fil di traversa e fermando in uscita Gekas ad un passo dal gol scaccia paure. Si va invece ai rigori.
Segnano tutti: Borges, Mitroglou, Bryan Ruiz, Christodoulopoulos, Giancarlo Gonzalez, Holebas e Joel Campbell tirano come se giocassero finali da una vita, prima che Gekas sia costretto a rinnovare il suo duello col portiere avversario che alza il suo rigore sopra la traversa.
Umaña non sbaglia il tiro della storia, ma ora c'è l'Olanda e per questa favola il rischio del "C'era una volta" è assai concreto.
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domenica 29 giugno 2014
Le arance sono indigeste al Messico.
Wes e Huntelaar rimontano la Tricolor.
Arance spremute per un tempo dal Messico e dal caldo di Fortaleza, ma l'undici di Louis Van Gaal centra comunque il quarto di finale grazie ad una rimonta maturata negli ultimissimi istanti di gara.
La sfida contro il Messico mette da subito a dura prova gli europei, meno abituati al forte caldo ed alla grande umidità, oltre l'80% con i 32° di temperatura. Annebbiato più di tutti è il portiere Cillesen che smanaccia goffamente un destro di Salcido direttamente da Città del Messico al 32' e rischia grosso con un'uscita fuori area in cui manca di decisione. Dieci minuti più tardi tuttavia il portiere dell'Ajax mostra le sue doti respingendo di piedi un tiro di Peralta da zona defilata, ma gli oranje vengono beffati a ridosso della pausa quando Proenca non assegna un rigore netto per fallo di Marquez su Robben e Dos Santos punisce dalla distanza Cillesen all'ennesimo passaggio a vuoto dopo 2' della ripresa.
Perseverare è diabolico ed il portiere è nuovamente fuori-posizione ma anche i centroamericani pagano il ripetersi dello stesso errore.
Gli oranje infatti reagiscono alla mazzata subita avvicinando il goal con la capocciata di De Vrij su corner di Robben al 59' ma Ochoa compie l'ennesimo miracolo del suo mondiale, poi la stessa ala del Bayern serve Wes Sneijder in area, ma l'ex Inter viene murato. Ochoa non può nulla sul #10 quando all'87' Sneijder raccoglie una corta respinta della difesa rivale per salvare il Mundial olandese con una botta d'esterno collo dal limite.
Nei recupero, di 6', Marquez stende ancora Robben come nel finale del primo tempo, ma questa volta non la passa liscia e Huntelaar dal dischetto manda avanti i tulipani.
La sfida contro il Messico mette da subito a dura prova gli europei, meno abituati al forte caldo ed alla grande umidità, oltre l'80% con i 32° di temperatura. Annebbiato più di tutti è il portiere Cillesen che smanaccia goffamente un destro di Salcido direttamente da Città del Messico al 32' e rischia grosso con un'uscita fuori area in cui manca di decisione. Dieci minuti più tardi tuttavia il portiere dell'Ajax mostra le sue doti respingendo di piedi un tiro di Peralta da zona defilata, ma gli oranje vengono beffati a ridosso della pausa quando Proenca non assegna un rigore netto per fallo di Marquez su Robben e Dos Santos punisce dalla distanza Cillesen all'ennesimo passaggio a vuoto dopo 2' della ripresa.
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| Lo splendido pareggio di Wesley Sneijder. |
Gli oranje infatti reagiscono alla mazzata subita avvicinando il goal con la capocciata di De Vrij su corner di Robben al 59' ma Ochoa compie l'ennesimo miracolo del suo mondiale, poi la stessa ala del Bayern serve Wes Sneijder in area, ma l'ex Inter viene murato. Ochoa non può nulla sul #10 quando all'87' Sneijder raccoglie una corta respinta della difesa rivale per salvare il Mundial olandese con una botta d'esterno collo dal limite.
Nei recupero, di 6', Marquez stende ancora Robben come nel finale del primo tempo, ma questa volta non la passa liscia e Huntelaar dal dischetto manda avanti i tulipani.
venerdì 27 giugno 2014
Akinfeev allunga il muso di Capello.
L'Algeria si prende l'ottavo con l'1-1.
Doppietta di Akinfeev che con il secondo gol del Mondiale di Brasile 2014, parliamo ovviamente di reti regalate ai rivali per il portiere, elimina la già non brillante Russia dal torneo.
I caucasici, che devono per forza battere le volpi del deserto a Curitiba, vanno subito avanti col colpo di testa di Aleks. Kokorin che al 6' su cross di Shatov si fa perdonare il vantaggio divorato a fine primo tempo della gara col Belgio grazie ad un colpo di testa ben più preciso. L'Algeria resta scioccata e rischia su una botta di Shatov da fuori che sfiora i pali ma su alcuni corner gli africani annunciano la propria pericolosità con una serie di colpi di testa di Slimani. Al 59' lo stesso giocatore dello Sporting Lisbona insacca di testa su palla inattiva ma ringrazia il portiere russo, già protagonista d'una papera contro la Corea.
La seconda costa a Capello l'eliminazione perché i disperati assalti dei suoi, col tecnico di Pieris che butta nella mischia anche la stellina Dzagoev, non portano ad azioni ben costruite. Il c.t. se la prende con Cakir piuttosto che col suo guardiano mentre la formazione di Halihodzic festeggia il primo storico ottavo.
Fa bottino pieno il Belgio che batte la Corea del Sud nell'ultima gara nonostante la certezza del proseguimento e l'alta probabilità del primato.
Gli asiatici costretti a vincere ed a sperare nel k.o. dell'Algeria rischiano di aprire subito con una coltellata di Mertens che al 25' manda in curva un piattone dall'interno dell'area piccola davanti all'esordiente portiere Kim Seung-Gyu. Tre minuti dopo arriva la risposta di Sung-Yeung Ki che costringe in angolo Cortouis dalla distanza. Sullo stesso corner ancora il portiere del Chelsea salva sulla linea la zuccata di Son.
A fine primo tempo arriva il colpo di scena del rosso a Defour che entra sulla tibia di Kim Shin-Wook.
Chi si aspetta una Corea più intraprendente nella ripresa per questo episodio viene deluso definitivamente al 77' quando la difesa asiatica manda al tiro con un pasticcio Origi e Seung-Gyu completa la frittata respingendo sui piedi dell'improvvisato cannoniere Vertonghen.
Il Belgio di Wilmots e la Colombia di Pekerman si confermano le outsiders di questa Copa.
I caucasici, che devono per forza battere le volpi del deserto a Curitiba, vanno subito avanti col colpo di testa di Aleks. Kokorin che al 6' su cross di Shatov si fa perdonare il vantaggio divorato a fine primo tempo della gara col Belgio grazie ad un colpo di testa ben più preciso. L'Algeria resta scioccata e rischia su una botta di Shatov da fuori che sfiora i pali ma su alcuni corner gli africani annunciano la propria pericolosità con una serie di colpi di testa di Slimani. Al 59' lo stesso giocatore dello Sporting Lisbona insacca di testa su palla inattiva ma ringrazia il portiere russo, già protagonista d'una papera contro la Corea.
La seconda costa a Capello l'eliminazione perché i disperati assalti dei suoi, col tecnico di Pieris che butta nella mischia anche la stellina Dzagoev, non portano ad azioni ben costruite. Il c.t. se la prende con Cakir piuttosto che col suo guardiano mentre la formazione di Halihodzic festeggia il primo storico ottavo.
| La gioia del match-winner Vertonghen. |
Gli asiatici costretti a vincere ed a sperare nel k.o. dell'Algeria rischiano di aprire subito con una coltellata di Mertens che al 25' manda in curva un piattone dall'interno dell'area piccola davanti all'esordiente portiere Kim Seung-Gyu. Tre minuti dopo arriva la risposta di Sung-Yeung Ki che costringe in angolo Cortouis dalla distanza. Sullo stesso corner ancora il portiere del Chelsea salva sulla linea la zuccata di Son.
A fine primo tempo arriva il colpo di scena del rosso a Defour che entra sulla tibia di Kim Shin-Wook.
Chi si aspetta una Corea più intraprendente nella ripresa per questo episodio viene deluso definitivamente al 77' quando la difesa asiatica manda al tiro con un pasticcio Origi e Seung-Gyu completa la frittata respingendo sui piedi dell'improvvisato cannoniere Vertonghen.
Il Belgio di Wilmots e la Colombia di Pekerman si confermano le outsiders di questa Copa.
Nessun biscotto tedesco ma CR7 è out.
Müller cuoce Klinsmann. USA salvi.
Divisi ma uniti la nazionale tedesca ed il tecnico teutonico degli USA, Jürgen Klinsmann, nella sfida dell'Arena Pernambuco che decide del primato della Nationalmannschaft e della qualificazione americana.
Dopo un bel primo tempo chiuso sullo 0-0, gli statunitensi devono arrendersi al goleador Thomas Müller che sblocca la sfida in favore dell'11 di Löw con un grandissimo destro di prima intenzione dopo un bellissimo intervento di Tim Howard su colpo di testa di Per Mertesacker.
La meno quotata formazione stelle e strisce non rimpiange comunque l'occasione sprecata da Zusi nella prima frazione poiché quando va sotto, al minuto 55', è ancora lontano il Portogallo. Gli americani sfiorano anzi il pari con Bedoya e Dempsey in una delle ultime azioni uscendo dal confronto con la squadra più forte del gruppo battuti soltanto di misura. E questo fa la differenza a parità di punti con CR7.
CR7 saluta la Coppa con una vittoria inutile pagando dazio rispetto agli americani per la differenza reti. Cristiano è lo sfortunato trascinatore dei suoi contro il Ghana con due occasioni per sfiorare il vantaggio in avvio con un tiro cross pericolosissimo da destra ed un colpo di testa a tu per tu col portiere sulle quali è bravissimo Dauda.
Le black-stars quasi trovano il vantaggio nella prima circostanza in cui si affacciano in avanti con Beto prodigioso in uscita su Gyan Asamoah, il cui taglio di capelli ricorda il suo storico #3 con la maglia del Brasile d'Africa.
Alla mezzora l'undici di Appiah si fa del male da solo con Boye che nel tentativo di anticipare Moutinho su cross di Coentrao infila la propria porta.
Gli africani rispondono nella ripresa con uno stupendo cross d'esterno dello juventino Asamoah per l'omonimo cannoniere il quale di testa griffa l'1-1 al 57'. Waris potrebbe fotocopiare il gol 5' più tardi ma schiaccia fuori da due passi il suo colpo di testa. CR7 approfitta di una pessima respinta di Dauda per infilare il definitivo vantaggio all'82', ma il poker subito dai tedeschi costa caro ai lusitani.
Dopo un bel primo tempo chiuso sullo 0-0, gli statunitensi devono arrendersi al goleador Thomas Müller che sblocca la sfida in favore dell'11 di Löw con un grandissimo destro di prima intenzione dopo un bellissimo intervento di Tim Howard su colpo di testa di Per Mertesacker.
La meno quotata formazione stelle e strisce non rimpiange comunque l'occasione sprecata da Zusi nella prima frazione poiché quando va sotto, al minuto 55', è ancora lontano il Portogallo. Gli americani sfiorano anzi il pari con Bedoya e Dempsey in una delle ultime azioni uscendo dal confronto con la squadra più forte del gruppo battuti soltanto di misura. E questo fa la differenza a parità di punti con CR7.
CR7 saluta la Coppa con una vittoria inutile pagando dazio rispetto agli americani per la differenza reti. Cristiano è lo sfortunato trascinatore dei suoi contro il Ghana con due occasioni per sfiorare il vantaggio in avvio con un tiro cross pericolosissimo da destra ed un colpo di testa a tu per tu col portiere sulle quali è bravissimo Dauda.
Le black-stars quasi trovano il vantaggio nella prima circostanza in cui si affacciano in avanti con Beto prodigioso in uscita su Gyan Asamoah, il cui taglio di capelli ricorda il suo storico #3 con la maglia del Brasile d'Africa.
Alla mezzora l'undici di Appiah si fa del male da solo con Boye che nel tentativo di anticipare Moutinho su cross di Coentrao infila la propria porta.
Gli africani rispondono nella ripresa con uno stupendo cross d'esterno dello juventino Asamoah per l'omonimo cannoniere il quale di testa griffa l'1-1 al 57'. Waris potrebbe fotocopiare il gol 5' più tardi ma schiaccia fuori da due passi il suo colpo di testa. CR7 approfitta di una pessima respinta di Dauda per infilare il definitivo vantaggio all'82', ma il poker subito dai tedeschi costa caro ai lusitani.
giovedì 26 giugno 2014
L'Ecuador guarda, la Svizzera va avanti.
Hattrick elvetico di Shaqiri sulla Tri.
Un bomber inatteso permette alla Svizzera di rimediare ad un modesto girone e qualificarsi per l'ottavo di finale dove troverà la proibitiva Argentina. Nel frattempo la squadra di Ottmar Hitzfeld può distrarsi festeggiando il 3-0 sull'Honduras firmato da una storica tripletta di Sherdan Shaqiri, uno dei tanti atleti di etnia albanese che ha scelto la maglia elvetica.
Il centrocampista del Bayern apre la sfida dell'Arena Amazonas con un potente siluro da fuori col quale non lascia scampo a Valladares. La tri spinge con Beckeles sulla destra, ma i suoi cross non trovano pronti Costly e Bengtson. Assai più pronto il mancino del numero 23 del team europeo che chiude col raddoppio una combinazione con Drmic al 31'. A fine primo tempo il sipario è ormai già calato sui centroamericani che restano anche orfani di Costly per infortunio -al suo posto entra l'esperto Jerry Palacios.
Nella ripresa la squadra biancoceleste crea qualche occasione chiedendo a Pitana un penalty per spinta di Djorou su Palacios ma al 71' la gara si chiude con la tripletta di Shaqiri.
Paga la paura l'Ecuador incapace di giocare a viso aperto contro la già qualificata Francia: ai sudamericani serve la vittoria, ma tutto il primo tempo del Maracana è da sbadigli. Pogba sfiora persino il vantaggio con una zuccata su cross da fermo di Griezmann al 38' ma trova il riflesso di Dominguez che respinge oltre la traversa. Poco dopo però la Tricolor va ad un passo dal gol della speranza col colpo di testa del solito Enner Valencia da distanza ravvicinata respinto da Lloris di piede.
L'avvio di ripresa condanna la formazione di Rueda: Dominguez salva tutto sulla girata di Griezmann con un riflesso da campione in avvio ma Noumandiez espelle Antonio Valencia al 49' condizionando tutto il resto del match. Pogba potrebbe nuovamente condannare di testa i rivali ma sbaglia ancora al 73', poi la formazione ecuadoreña perde l'ultimo treno con una conclusione centrale del fasciato Ibrarra all'82'.
La gara si chiude a reti bianche e con la felicità francese nell'incontrare la Nigeria piuttosto che l'Argentina..
Il centrocampista del Bayern apre la sfida dell'Arena Amazonas con un potente siluro da fuori col quale non lascia scampo a Valladares. La tri spinge con Beckeles sulla destra, ma i suoi cross non trovano pronti Costly e Bengtson. Assai più pronto il mancino del numero 23 del team europeo che chiude col raddoppio una combinazione con Drmic al 31'. A fine primo tempo il sipario è ormai già calato sui centroamericani che restano anche orfani di Costly per infortunio -al suo posto entra l'esperto Jerry Palacios.
Nella ripresa la squadra biancoceleste crea qualche occasione chiedendo a Pitana un penalty per spinta di Djorou su Palacios ma al 71' la gara si chiude con la tripletta di Shaqiri.
| Per Valencia stavolta il gol è solo sfiorato. |
L'avvio di ripresa condanna la formazione di Rueda: Dominguez salva tutto sulla girata di Griezmann con un riflesso da campione in avvio ma Noumandiez espelle Antonio Valencia al 49' condizionando tutto il resto del match. Pogba potrebbe nuovamente condannare di testa i rivali ma sbaglia ancora al 73', poi la formazione ecuadoreña perde l'ultimo treno con una conclusione centrale del fasciato Ibrarra all'82'.
La gara si chiude a reti bianche e con la felicità francese nell'incontrare la Nigeria piuttosto che l'Argentina..
Località:
Amazonas, Brasile
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Sogni proMESSI: la pulce è Mundial:
2 gol alla Nigeria che è agli ottavi.
La pulce si fa grande anche in maglia albiceleste ribadendo con una doppietta sulla Nigeria le ottime impressioni destate nelle prime due gare del Mundial.
Leo sale a quota 4 reti con il rivale continentale Neymar in vetta alla classifica marcatori raccogliendo immediatamente il frutto della spinta della sua squadra contro le super-aquile che si complicano subito la strada per volare negli ottavi lasciando un'autostrada per la fuga di Di Maria dopo appena 3': el fidejo calcia a botta sicura trovando la goffa deviazione di Eneyama che spedisce la palla sul palo con una pedata, ma la pulce è pronta al tap-in. E' il preludio ad una gara spettacolare con Musa che acciuffa il pari con un tiro alla Del Piero solo 60 secondi più tardi.
Di Maria ci riprova alla mezzora con una botta alla distanza ben salvata in corner dal portiere rivale, ma Eneyama può far poco quando Messi scalda il mancino su calcio piazzato: il portiere del Lille passa indenne sul primo tentativo al 44', ma capitola a fine tempo dovendo raccoglier la palla in porta.
Musa ispira la Nigeria per il nuovo pareggio concludendo una bella triangolazione con Emenike pochi istanti dopo il thé caldo. Ancora una volta però la fragilità difensiva degli africani permette alla selección di tornare avanti: passano appena tre minuti infatti quando Lavezzi calcia un corner per la testa dell'esperto Garay, che punì la Juve in semifinale di Europa League, il quale manca il colpo favorendo l'inserimento vincente di Marcos Rojo che consegna a Sabella la certezza dei 9 punti e di un primato da dominio. Ora all'ottavo la Svizzera.
Guardare dalla tv l'ottavo toccherà invece l'Iran, condannato dalla già eliminata Bosnia che chiude il primo mondiale con orgoglio ed un 3-1 sugli asiatici: apre la gara Dzeko al 24' con un sinistro dai 30 metri che sorprende Ali Haghighi. La reazione asiatica è efficacissima ma Shojaei viene fermato un minuto dopo dalla traversa. La Bosnia però mostra una superiorità eccessiva: prima Vrsajevic spreca su assist di Dzeko poi Pjanic, su svarione della difesa rivale, e lo stesso Vrsajevic chiudono la contesa sul 3-1 per l'11 di Safet il quale riesce a festeggiare almeno l'ultima apparizione col gol di Ghoochannejad all'82'.
Leo sale a quota 4 reti con il rivale continentale Neymar in vetta alla classifica marcatori raccogliendo immediatamente il frutto della spinta della sua squadra contro le super-aquile che si complicano subito la strada per volare negli ottavi lasciando un'autostrada per la fuga di Di Maria dopo appena 3': el fidejo calcia a botta sicura trovando la goffa deviazione di Eneyama che spedisce la palla sul palo con una pedata, ma la pulce è pronta al tap-in. E' il preludio ad una gara spettacolare con Musa che acciuffa il pari con un tiro alla Del Piero solo 60 secondi più tardi.
Di Maria ci riprova alla mezzora con una botta alla distanza ben salvata in corner dal portiere rivale, ma Eneyama può far poco quando Messi scalda il mancino su calcio piazzato: il portiere del Lille passa indenne sul primo tentativo al 44', ma capitola a fine tempo dovendo raccoglier la palla in porta.
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| Grande doppietta di Musa, alla Del Piero sul I° gol. |
| Dzeko e Vrsajevic condannano Queiroz. |
mercoledì 25 giugno 2014
La Colombia taglia Zac. Grecia ok al 94'.
Impresa come nel 2004. Addio Drogba!
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| La gioia di Faryd Mondragon, all'addio a 43 anni. Il più vecchio di sempre della Coppa del Mondo. |
Grande protagonista del match è Jackson Martinez che scherza per tutta la partita con la difesa nipponica da subito comunque in grande affanno: al 16' Konno falcia Ramos consentendo a Cuadrado di aprire il match dal dischetto. Ospina viene impegnato da Kagawa e spaventato da Honda, poi nel momento più inatteso Okazaki sfrutta un cross del milanista per raggiungere i rivali di testa allo scadere del primo tempo.
La squadra di Pekerman però dilaga nel secondo tempo: al 55' torna in vantaggio con un azione di stampo rugbistico finalizzata dal tocco di James Rodriguez per la rete di Martinez. Il numero 21 segna il gol della doppietta all'82', ma la prodezza è tutta farina del suo sacco con una finta in area e palla sul palo lontano.
Rodriguez cala invece il poker all'ultimo minuto quando in campo c'è il 43enne Faryd Mondragon tra i pali della selección cui Pekerman permette di battere il record di anzianità di Milla in una Coppa del Mondo per le lacrime dell'ex guardiano del Colonia.
| Delusione nell'ultima Coppa del Mondo per Didier Drogba: elefanti out al 94'. |
E' un clamoroso spreco quello degli africani, ma non un immeritata qualificazione per gli ellenici che con la prova di questa sera si riabilitano dopo le prime due gare veramente brutte: il primo tempo regala una squadra dinamica e quasi letale, con la traversa di Holebas. Samaris rende le speranze reali dando il vantaggio ai suoi al 43'.
A Lamouchi basta il pari ma Drogba non impensierisce mai Karnezis, anzi è ancora la Grecia vicinissima al bersaglio: Karagounis e Torosidis sono sfortunati con due legni mentre entra Bony entra e fa 1-1 al 74' su assist di Gervinho. La Grecia continua a crederci mandando Aurier ad una quasi autorete su cross per Salpingidis e trovando la palla decisiva al 94'.
martedì 24 giugno 2014
Ticos in vetta, Hodgson: solo 1 punto.
Lampard-Gerrard congedi amari.
Il saluto dei senatori inglesi alla nazionale è amarissimo. I leoni non riescono a strappare tre punti nemmeno alla Costarica di Pinto la quale chiude così imbattuta il girone contro tre nazionali campioni del mondo (8 la somma dei titoli vinti) ed al comando con sette punti. I ticos sono attesi nel primo storico ottavo di finale il 29 Giugno a Recife dove incontreranno la seconda forza del gruppo C, che potrebbe venir fuori dalla sfida della Costa d'Avorio delle ore 22,00 contro il Giappone di Zac.
La sfida scivola via con poche cose da raccontare, se non il minutaggio concesso a Lampard per Gerrard in una staffetta tra i due grandi congedanti che si chiude a reti bianche.
La Costarica rischia di battere anche i leoni, ma la traversa salva Foster su una punizione di Borges. Solo nel secondo tempo gli uomini di Hodgson cercano di salvar la faccia ma Sturridge è murato nell'occasione più ghiotta. I maestri del calcio dove sono finiti?
La sfida scivola via con poche cose da raccontare, se non il minutaggio concesso a Lampard per Gerrard in una staffetta tra i due grandi congedanti che si chiude a reti bianche.
La Costarica rischia di battere anche i leoni, ma la traversa salva Foster su una punizione di Borges. Solo nel secondo tempo gli uomini di Hodgson cercano di salvar la faccia ma Sturridge è murato nell'occasione più ghiotta. I maestri del calcio dove sono finiti?
L'Italia muore a Natal: decide Godin.
Come in Corea rabbia contro un Moreno.
La garra charrua non è nemmeno servita all'Uruguay per passare il turno a danno dell'Italia che nella gara decisiva contro la celeste non cerca mai la rete che le garantirebbe l'ottavo di finale, riproponendo di fatti la stessa partita vistasi contro la Costarica. Va bene fino a metà ripresa quando un inspiegabile rosso a Claudio Marchisio dell'arbitro Moreno, messicano omonimo di quello che ci costò il Mundial coreano, lascia gli azzurri in 10.
Godin punisce il difensivismo prandelliano all'81' mentre Chiellini schiuma rabbia per un morso ricevuto da Suarez nel finale.
Calma olimpica per l'Uruguay nel primo tempo dove non si vedono idee di gioco né occasioni. Gli azzurri dal canto loro, nonostante le dichiarazioni della vigilia di Prandelli, sembrano proprio giocare per il pareggio accettando il ritmo lento dei sudamericani che attendono sornioni un errore mai arrivato nei primi 45'.
L'unica speranza per i tifosi nostrani arriva su punizione di Pirlo dopo una decina di minuti con un Muslera insicuro che si rifugia in corner. Suarez invece produce uno spunto sulla sinistra sul quale è bravissimo Buffon in uscita a poco più di 5' dal thé caldo. Il portiere della Juve respinge anche il successivo tentativo di Rodriguez.
Italia al tappeto nella ripresa nella quale deve subito rinunciare a Balotelli per Parolo e subire la grande chance uruguaya: Maxi Rodriguez si libera sull'out mancino e triangola con Suarez che lo manda a tu per tu con Buffon, ma l'esterno fallisce il match-point mandando sul fondo. Un minuto dopo, al 59', Marchisio entra in ritardo con i tacchetti su Rios e l'arbitro lo caccia nonostante la condotta non violenta.
Verratti si crea una grande chance per segnare ma imbuca per Immobile in offside poi lascia il posto a Motta per crampi.
L'Italia, che in 180' tra Costarica ed Uruguay, calcia in porta solo due volte, sparisce e si limita all'arrocco ma Tabarez fa scacco matto con la sua torre, Gonzalo Godin che consegna il meritato ottavo alla celeste.
Chiellini si rammarica per un rosso non dato a Suarez in seguito al morso ricevuto, mentre lo stivale pallonaro è deluso da questa pochezza degli azzurri. Reinventare, prego!
Godin punisce il difensivismo prandelliano all'81' mentre Chiellini schiuma rabbia per un morso ricevuto da Suarez nel finale.
Calma olimpica per l'Uruguay nel primo tempo dove non si vedono idee di gioco né occasioni. Gli azzurri dal canto loro, nonostante le dichiarazioni della vigilia di Prandelli, sembrano proprio giocare per il pareggio accettando il ritmo lento dei sudamericani che attendono sornioni un errore mai arrivato nei primi 45'.
L'unica speranza per i tifosi nostrani arriva su punizione di Pirlo dopo una decina di minuti con un Muslera insicuro che si rifugia in corner. Suarez invece produce uno spunto sulla sinistra sul quale è bravissimo Buffon in uscita a poco più di 5' dal thé caldo. Il portiere della Juve respinge anche il successivo tentativo di Rodriguez.
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| La batosta di Godin, cannoniere di testa. |
Verratti si crea una grande chance per segnare ma imbuca per Immobile in offside poi lascia il posto a Motta per crampi.
L'Italia, che in 180' tra Costarica ed Uruguay, calcia in porta solo due volte, sparisce e si limita all'arrocco ma Tabarez fa scacco matto con la sua torre, Gonzalo Godin che consegna il meritato ottavo alla celeste.
Chiellini si rammarica per un rosso non dato a Suarez in seguito al morso ricevuto, mentre lo stivale pallonaro è deluso da questa pochezza degli azzurri. Reinventare, prego!
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