Seguiteci su Instagram e Facebook live con LuneDìB tutti i lunedì alle 19,30
Visualizzazione post con etichetta Brasil. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Brasil. Mostra tutti i post

sabato 15 giugno 2019

Coutinho in copertina nell'esordio di Brasile
Coutinho clave para la primera de Tite en la Copa

⚽ Coutinho scioglie gli imbarazzi del Brasile di Tite nell'esordio nella Copa América di casa contro la Bolivia al Morumbi.
La seleçao, orfana di Neymar rimpiazzato da Willian per un  infortunio (su di lui si vocifera un'accusa di molestie ad una donna), parte con ritmo e i dribbling di Neres ma crea poche chances nel primo tempo dove l'unica vera occasione è procurata da uno sciagurato rinvio di Lampe di cui Richarlison alla mezzora non approfitta.
Il trequartista del Barça la sblocca su rigore al 2' della ripresa e raddoppia di testa dopo altri 120'' su cross di Firmino.
Ad un quarto d'ora dal termine Marquinhos su corner consegna un poderoso colpo di testa tra le braccia di Lampe, ma il tris arriva grazie ad una bella azione del neoentrato Everton all'84'.
Domani per lo stesso gruppo A si giocherà Venezuela-Peru (ore 21,00), ma soprattutto potremo gustarci Argentina-Colombia con l'esordio di Leo Messi.
🌎 Coutinho resuelve el exordio del Brasil en la Copa América frente a su público en el Morumbi frente de Bolivia.
La seleçao que no tiene Neymar por un infortunio (pero se escribio que habria molestado a una mujer) parte con ritmo y con los dribles de Neres pero sin lograr exitos. Lampe riesga por su reenvío con 30 minutos en el electronico pero Richarlison no disfruta la posibilidad con la porteria.
Al comenzar de la segunda midad Coutinho marco dos veces con un penal y con un desvio de cabeza aprovechando de un pase de Firmino.
Marquinhos tiene la pelota con un saque de esquina para poner el tercero pero su cabezazo muere entre los brazos de Lampe.
El arquero de la verde no puede de todas formas evitar la marcatura de Everton, ingresado en la cancha con brillantez.
Mañana se jugara Venezuela-Peru en el mismo grupo, pero sobre todo Messi debutara en Argentina-Colombia.

giovedì 15 dicembre 2016

Superstiti del Chape tornati a Santa Caterina.
Neto esce dal coma, sarà l'ultimo a tornare

Il ritorno dei superstiti del volo LaMia di Medellin restituisce a Santa Caterina ciò che resta della Chapecoense. Solo sei uomini della favola continentale sui settantuno partiti.
Il terzino destro Alan Ruschel e il giornalista Rafael Henzel, due i questi hanno lasciato l'ospedale San Vicente di Rio Negro, in Colombia, per volare verso Chapeco con l'ortopedico del club Carlos Mendonca.
Il 24enne portiere Jackson Follmann che avrebbe dovuto giocar la finale, subita amputazione della gamba e poi dimesso, è stato prontamente portato all'ospedale Albert Einstein di San Paolo dove gli verrà asportata una parte della colonna vertebrale.
Il difensore Neto sarà l'ultimo a rientrare da Medellin poiché si è svegliato dal coma nella notte tra sabato e domenica scorsa. Quando ieri gli è stato raccontato l'accaduto, il giocatore ha affermato in presenza della moglie e del Dottor Mendonca di non ricordar nulla ma di aver vissuto nella notte precedente al dramma un incubo premonitore per il quale non avrebbe più voluto prender il volo.

giovedì 9 giugno 2016

Coutinho brilla su Haiti: 7-1 Brasile nella Copa.
Il Peru di Gareca rimontato dall'Ecuador sul 2-2

Fa il suo compito il Brasile nella notte di Orlando contro Haiti, sepolto da una valanga di reti in una classica sfida tra Davide e Golia.
I verdeoro passano subito a riscuotere dopo 13' con una botta da fuori dell'ex Inter Coutinho. Alves semina il panico in più occasioni sull'out di destra ed al 29' trova l'azione che porta al raddoppio della giovane ala con una sponda di Jonas sul cross del neo-juventino. Il tris della seleçao è frutto di un clamoroso errore nel rinvio di Placide, il quale regala a Daniel Alves l'appoggio per la correzione aerea di Renato Augusto al 35'. Willian potrebbe già calare il poker prima della pausa ma il suo diagonale esce di un soffio, mentre Belfort dalla parte opposta spreca per eccesso di lentezza un buon 3vs2.

domenica 5 giugno 2016

Alisson spaventa Dunga, Guerrero mata Haiti.
Un gol in tre gare notturne. Vince solo il Peru

Il post Julio Cesar non è facile da gestire per la seleçao brasilera che rischia lo scivolone all'esordio in Copa América dopo un match giocato meglio dell'Ecuador in un periodo storico di evidente magra.
Le proposte di Dunga sono però interessanti e Coutinho al 6' fa gridare al gol con una deviazione sottomisura miracolosamente sventata da Dreer.
La corsia più attiva tra i verdeoro è quella di destra dove il promesso sposo juventino Daniel Alves e Willian sfornano cross interessanti, ma è la Tricolor a trovare il vantaggio su un tiro cross di Bolaños accompagnato da Alisson nella propria porta, vantaggio che il cileno Bascunan cancella giudicando oltre la linea il pallone nel momento in cui viene calciato.
Un favore che il Brasile non sfrutta nemmeno pienamente mancando il colpo di grazia col neo-entrato Elias nel finale nello stadio che vide trionfare ai mondiali sull'Italia nel 1994 dopo i calci di rigore.

sabato 28 novembre 2015

Il valore del futebol in Brasile

In principio l'Inghilterra lo ha inventato, il Brasile lo ha reso lo sport più bello al mondo. Con questa semplice frase si può riassumere l'intera storia del calcio.
In Brasile il futebol non è soltanto uno sport, è uno stile di vita, un marchio che identifica un intero popolo e il merito di tutto ciò è proprio dell'Inghilterra. Intorno al 1890 fu infatti un giovane studente, Charles Miller, di ritorno dall'Inghilterra  a portarlo in Brasile. Souvenirs del viaggio? Un paio di palloni e il regolamento di questo nuovo, bellissimo gioco. Ma fin dall'inizio si capì che, a lungo andare, l'allievo avrebbe superato il maestro: nel 1914, allo Stadio des Laranjereiras di  Rio de Janeiro, con una vittoria fa il debutto la squadra brasiliana di calcio. Gli avversari? Proprio una squadra inglese: l'Exter City.

mercoledì 18 novembre 2015

Il Brasile torna a brillare. Matato el Tigre.
Notte dolce per Dunga con un 3-1 sul Peru

Brasile senza patemi sul Peru di Gareca.
Peru surclassato nella notte dell'importante esame Brasile nel gruppo CONMEBOL: el Tigre Gareca porta a casa un 3-0 pesante e mai in discussione.
Seleçao in vantaggio al 23' con Willian che ubriaca due difensori andini a destra e serve un cioccolatino per il tap-in di Douglas Costa. L'autore del gol serve l'assist per il raddoppio a Renato Augusto al 57' dopo un grande lavoro personale in percussione dal vertice destro dell'area e provoca anche il tris con mancino respinto male da Diego Penny al 77' sul quale irrompe Filipe Luis.
Al termine della 4^ giornata Ecuador in vetta a quota 12 seguito dalla Celeste a 9. I verdeoro agganciano a 7 Cile e Paraguay, alle cui spalle c'è l'Argentina con 5 punti. Chiudono Colombia (4), Bolivia e Peru (3) e Venezuela ancora a secco.

sabato 14 novembre 2015

Argentina-Brasile: un tempo ed un punto a testa

Il ritorno di Lavezzi non basta all'Argentina del Tata Martino per battere il Brasile e migliorare la sua posizione di classifica nel gruppo CONMEBOL che la vede in clamoroso ritardo dopo 3 gare con solo 2 punti conquistati.
L'albiceleste orfana di Messi ha in Di Maria la sua stella più brillante. El fidejo è carico e lo ha dimostrato già nel pregara con le frecciate sul Real che avrebbe fatto poco dalla sua partenza. L'ala invece propizia la rete casalinga con un grande suggerimento per Higuain al 33' sulla destra e dal cross basso del bomber del Napoli, Lavezzi, ex idolo del San Paolo, può affondare la lama nella difesa di burro dei rivali tagliando tra David Luiz e Miranda per il piattone dell'1-0.
Un colpo di tacco del Pipita chiude una splendida triangolazione Otamendi in avvio di ripresa e sul cross del terzino sembra arrivare il raddoppio ma Banega viene prima fermato in scivolata da Elias e poi dal palo.
Dopo il gol fallito dall'albiceleste, i verdeoro pervengono al pari: meravigliosa apertura d'esterno dal vertice destro dell'area di rigore di Daniel Alves per il colpo di testa di Douglas Costa che da due passi coglie la traversa, ma Lucas Lima insacca con la complicità di Romero sulla respinta.
Il Brasile chiude con qualche segnale negativo rischiando l'autorete con Filipe Luis e soprattuto col rosso a David Luiz, punzecchiato in settimana dai quotidiani sportivi, per una brutta entrata su Biglia; ma a poter sorridere del pari al Momumental è soltanto Carlos Dunga.

venerdì 13 novembre 2015

Buio pesto per la Celeste a Quito: 2-1 Tricolor.
La pioggia fa scivolare a domani el Clasico

Ma quale preshow? Ecuador ed Uruguay all'Atahualpa mettono in scena una partita da fare invidia alle più nobili compagini argentine e brasiliane dando vita ad una gara aperta ed affascinante nell'altura di Quito.
Nell'impianto dedicato all'ultimo imperatore Inca, la Tri domina sugli uomini di Tabarez vistisi sempre in difficoltà contro il maggiore dinamismo rivale. Al 23' l'1-0 casalingo ne è l'esemplificazione: Noboa apre per Paredes perso da Cavani, che rappresenta per antonomasia il giocatore a tuttocampo, cross per Caicedo e piattone sotto il ventre di Muslera. La celeste boccheggia e Martinez può siglare il raddoppio al 27' ma cicca el cabezazo a porta vuota. Poco dopo tocca a Bolaños che spara dal limite ma la barriera umana celeste gli alza la palla sopra alla traversa.
L'unica traccia dell'Uruguay è una lemme girata di Sanchez al 35' su un tiro di Lodeiro sporcato dalla difesa. A Fernandez basta allungare in corner.

mercoledì 14 ottobre 2015

Cile ed Uruguay le nuove forze del Sudamerica.
Annaspa l'albiceleste fischiata ad Asuncion.

Celeste y rojo sono le tinte del girone di qualificazione Conmebol che ha preso il via in questa settimana verso il Mondiale di Russia 2018.
L'Uruguay spicca nella notte insonne degli amanti del calcio d'oltreoceano con un sonoro 3-0 sulla Colombia di Cuadrado che già dopo 12' dimostra di non capir nulla del match del Centenario con un carriño che mette fuorigioco il compagno juventino Caceres, con probabile rinuncia alla sfida contro l'Inter del pelado.
La formazione di Tabarez conferma di non esser solo Suarez e Cavani, ambedue squalificati, ma di avere soprattutto tanta garra e doti acrobatiche di cui Godin resta il miglior rappresentante: suo l'1-0 con un consueto cabezazo su corner di Pereira al 34'.
Poetico il raddoppio casalingo al 50' con lob di Rolan su cross dalla trequarti di Lodeiro con velo di Stuani. La sfida si decide in questi istanti perché solo 4' più tardi Murillo prova ad emulare Godin ma coglie la traversa. Il sigillo finale è del subentrato Hernandez, ex Palermo, che mette l'ago nella cruna da posizione impossibile all'88' mentre Cuadrado si fa cacciare.

mercoledì 9 luglio 2014

Germania über alles. Mineirazo Brasile.
Crac selecao senza aiuti e Neymar.

Fracaso Brasil a Belo Horizonte dove i verdeoro vengono travolti da una Germania superiore in qualsiasi aspetto della gara: gli uomini di Löw rispecchiano la forza di spirito tipica della cultura teutonica, propongono un gioco effervescente ricco di triangolazioni da play-station con le quali quasi entrano in porta per cinque volte in 28'. La formazione di Luis Felipe Scolari, che si sorprende con Maicon terzino al posto di Daniel Alves ed è costretto ad impiegare Dante per il mancato annullamento della squalifica di Thiago Silva, è priva di qualsiasi spunto senza l'infortunato Neymar.
Müller approfitta subito per siglare l'1-0 dopo 11' di gioco su corner di Kroos evidenziando all'alba della gara le grandi lacune dei brasiliani. E' l'inizio di un calvario per i sudamericani che perdono tempo a chiedere un rigore impensabile con Marcelo al messicano Moreno (ottimo arbitro a dispetto delle chiacchiere sul nome fatte da noi italiani in occasione del k.o. con l'Uruguay) ed incassano il tris in 2': Klose segna al 23' il suo 16° gol mondiale, leader assoluto davanti a Ronaldo in lacrime nella tv carioca, e Kroos infila di sinistro ancora Julio Cesar prima di realizzare la doppietta in due minuti.

Ronaldo distrutto alla tv brasiliana.
Lo schiaffo più duro si fa così concreto per la formazione attualmente guidata da Scolari proprio nel discusso Mondiale casalingo, dove gli arbitraggi contro la Croazia e contro la Colombia avevano fatto parecchio discutere: al minuto 29 Khedira fa 5-0 facendo crollare ogni record. Mai i tedeschi avevano trovato cinque gol in una prima frazione della Coppa del Mondo, pur avendone comunque siglati 4 in passato, e mai il Brasile dal 1938 ne aveva subiti altrettanti in una gara, allorché andò k.o. contro la Polonia.
Nella ripresa Julio Cesar evita comunque un altro gol salvando su una bella conclusione di Müller, ma la National Mannschaft non si ferma andando anzi a batter cassa anche con Schürlle, entrato per la standing-ovation al best goleador della storia World Cup, che trasforma il k.o. del Mineirao nel più pesante tonfo della seleçao a pari merito con il k.o. del 1920 subito dall'Uruguay per 6-0.

Neuer è Superman, J. Cesar impotente.
Una reazione ironica è quella mostrata dal pubblico alla pesante lezione subita dagli europei: gli spettatori di Belo Horizonte, a differenza di quelli che si uccisero al Maracana nel 1950 dopo la rimonta uruguayana, di pancia fischiano i propri beniamini di fronte ad una squadra in pieno potere sui loro giocatori, poi iniziano ad accompagnare con applausi e "Woow!" gli scambi prolungati dei rivali coprendo così con l'apprezzamento per il calcio proposto dai tedeschi il sentimento di vergogna per la propria disfatta. Quando la palla o le immagini però coinvolgono Fred la torcida dimentica il proprio solito calore ed inveisce, mentre Neuer nega loro qualsiasi minimo motivo per assopire una minima percentuale di rabbia superandosi su Ramires e Paulinho in avvio di frazione: insomma il portiere del Bayern riesce a dimostrare il suo esser attualmente il numero 1 assoluto al mondo pure con due parate. A fine gara arriva un gol quasi da calvario per Oscar.
Cosa vuole di più la Germania? La Coppa! Questa è l'ottava finale, che sia Argentina oppure Olanda la rivale, con la quale i tedeschi sperano di pareggiare il conto tra quelle perse e quelle vinte.

domenica 6 luglio 2014

Il Brasile prende la Final 6 ad Assago.
Azzurri primi ma k.o. per 3-1.

Belli a metà gli azzurri di Mauro Berruto nell'ultimo impegno di World League prima della Final Eight di Firenze nel Mediolanum Forum d'Assago tutto esaurito in occasione della seconda gara interna col Brasile -la prima persa a Casalecchio di Reno per 3-1 giovedì.
La gara inizia subito con i brividi per l'Italvolley che teme di perdere Ivan Zaytsev il quale risulterà però tra i migliori dei nostri che giocano il primo set punto a punto arrivando ai vantaggi cedendo per 27-25 dopo aver sprecato un match-point ed aver protestato con il tecnico torinese che chiede invano la prova televisiva per il punto vincente dei verdeoro non concessa dai giudici per supposto ritardo nella richiesta.
La reazione nel secondo set è super-positiva: i casalinghi dominano restando sempre col muso davanti ai sudamericani e dal 15-15, unico momento in cui la formazione di Bruno ci impatta, volano su un agevole 25-18.

Lucarelli abbraccia i compagni in festa.
Una rivale in più nella Final Six di questa competizione, il Brasile nei successivi set passeggia sulle ali delle maggiori motivazioni e di un crollo mentale degli azzurri: i 25-17 e 25-16 degli ultimi due parziali sono punteggi che parlano chiaro in favore dei verdeoro che regalano spiragli da Coppa del Mondo con un clamoroso recupero di piede nel terzo set su una palla ormai persa al terzo tocco e dominano con la loro esuberanza fisica nei primi tempi e con rapide pipes contro un troppo passivo muro degli uomini di Berruto, i cui servizi nel frattempo sempre meno forzati diventano inefficaci.
Col 3-1 di Assago i verdeoro superano l'Iran al secondo posto ed accedono alle finali in programma a Firenze dal 16 al 20 Luglio.

sabato 5 luglio 2014

La Germania canta anche col mal di gola.
Ora Brasile in semifinale senza Neymar.

Hummels sta benissimo e la Germania intona un inno alla gioia per aver battuto la Francia ai quarti facendo così cadere le preoccupazioni create alla vigilia sugli uomini di Löw per il mal di gola che aveva colpito i tedeschi alla vigilia della sfida contro i rivali.
Bastano 12' al National Mannschaft per bucare Lloris grazie ad un calcio piazzato di Kroos corretto in rete di testa dal centrale del Dortmund in anticipo su Varane. Il numero 5 tedesco si conferma il fattore più importante della prima frazione del Maracanà murando per due volte Benzema che cerca il pari al 34' ed al 42'.
Nella ripresa il resto lo fa Manuel Neuer che dice di no a Matuidi a 13' dalla fine ed evita la beffa in extremis quando Benzema va via da sinistra al 95' e spara sotto la traversa trovando la manona del guardiano del Bayern a conservare una semifinale che Schürrle, entrato per Klose al 69', aveva mancato di blindare una dozzina di minuti prima in un contropiede condotto su un tre contro zero a tu per tu con Lloris.

D. Luiz chiede gli applausi per James,
Di non solo Neymar deve vivere il Brasile nella sfida tutta sudamericana contro la Colombia perché i verdeoro perdono l'asso del Barca (rottura delle costole per un intervento non cattivo di Zuñiga) nel primo vero match in cui convincono gli spettatori.
I cafeteros troppo timidi di fronte alla rabbiosa seleçao di Scolari che passa già dopo 7' con Thiago Silva in gol con un facile tap-in sulla linea di porta in occasione di un corner sul quale la formazione di Pekerman dorme. David Luiz quasi trova il raddoppio al 17' su tiro di Hulk, mentre Cuadrado spreca un grandissimo contropiede 5' più tardi. Il nuovo acquisto del Psg chiude i giochi al 69' con una punizione magistrale, dopo una rete non valida di Yepes per offside.
Al 79' J. Rodriguez segna un gol buono solo per qualche applauso, esortato al pubblico da Luiz a fine gara mentre il rivale è in lacrime. Il finale è tuttavia amaro anche per la squadra di Scolari che a 2' dalla fine del derby d'America è costretta a dire addio a Neymar per questo Mundial.

domenica 29 giugno 2014

Il Brasile vince la prima finale ai rigori.
Pinilla fermato dalla traversa al 120'.

Era in dubbio David Luiz, invece ha dato inizio col suo gol dopo 18' di gioco dell'ottavo contro il Cile, ad una gara spettacolare e rischiosa fino alla fine per i verdeoro.
La squadra di Scolari al Mineirao sa di non poter sbagliare e gioca in avvio con rabbia e determinazione: Marcelo al 6' rientra sul mancino al limite dell'area e per poco non impala Bravo sul secondo palo, poi al 18' Thiago Silva corregge un corner di Neymar per il neo-difensore del Psg che insacca con l'anca, e forse col tocco di Silva. Neymar non è comunque brillante come contro il Camerun e spreca una bella ripartenza al 26', invece Sanchez ha addosso l'argento vivo ed appena tocca palla in area, gentilmente servita da Edu Vargas in un recupero sulla destra, condanna i verdeoro a ricominciare con un gran diagonale al 32'.
Ancora una volta il Brasile si mostra operaio e prova con una badilata di Daniel Alves sulla quale Bravo chiude il tempo con una bella parata in corner.

Hulk: incredibile la furbata, ma non va.
La furbata di Hulk è l'unica vera nota che infiamma la ripresa di Belo-Horizonte: l'esterno dello Zenit manda in porta la palla con la mano beccandosi un meritato giallo dal buon Webb al 55'. Anche Luiz Gustavo è ammonito, ma nel suo caso la punizione arriva per una brutta entrata.
Scolari toglie Fred per Jo dopo una bella parata di Julio Cesar ed il bomber locale viene fermato in area in prossimità della porta, mentre prima del fischio finale Sampaoli è costretto a far respirare Vidal che lascia il campo distrutto dopo una grande gara facendo spazio a Pinilla in vista dei supplementari.

J. Cesar salvato dal legno.
Sfortuna roja negli ulteriori 30' di gioco: è infatti proprio il cagliaritano Mauricio Pinilla ad andar vicinissimo alla conclusione decisiva nell'extra-time, dopo una bella parata di Bravo al 103' su Hulk.
Il bomber isolano si libera bene al limite dell'area quando mancano pochi attimi ai calci di rigore e spara di destro, ma viene fermato dalla traversa.
Si va così ai calci di rigore e si riparte da David Luiz che non sbaglia. Julio Cesar ferma Pinilla e Sanchez, ma anche Willian sbaglia calciando fuori. Marcelo e Aranguiz non falliscono la conclusione poi Bravo ferma Hulk e Diaz porta il computo sul 2-2, ma alla trasformazione di Neymar segue l'errore di Jara.
Il Cile si arrende solo ai rigori contro il Brasile, ma la tradizione favorevole ai carioca continua e con essa il sogno mundial.

martedì 24 giugno 2014

Neymar fa x2. Poker verdeoro.
Marquéz apre la strada al Messico.

Il derby del Sudamerica attende il Brasile sabato alle ore 18,00 quando la squadra di Luis Felipe Scolari sarà chiamata a misurarsi col Cile di Jorge Sampaoli per continuare il cammino nel Mondiale di casa.
Questa sera la grandissima condizione di Neymar Jr. ha permesso alla selecao di vincere largamente sul Camerun che ha chiuso a secco di punti la rassegna.
Gli africani però si fanno onore nella sfida contro i campioni del 2002 rendendosi pericolosi con un tiro di Aboubakar fermato dal petto di Marcelo e con la velocità di Moukandjo e Choupo-Moting.

La prodezza di Neymar cambia il match al 17'.
L'ASSOluto protagonista del match si prende la scena al 17' con un piattone stupendo su cross di Luiz Gustavo, bravo a recuperare palla sulla trequarti. L'attaccante del Barca sfiora la doppietta con una potente botta centrale respinta da Itandje e la gara sembra indirizzarsi. Per i favoriti però non è tutto sistemato perché i rivali sfiorano il pari con un autogol di Thiago Silva, poi colgono la traversa su angolo con Matip che insacca sullo sviluppo dell'azione raccogliendo sulla linea il cross di Nyom al 26'.
Ci vuole un'altra giocata del numero 10 per il nuovo vantaggio dei casalinghi con partenza da sinistra e sterzata verso il centro che spiazza il portiere rivale al 35'.
Il colpo finale lo da Fred al 49' con una deviazione da posizione avanzata di offside, poi nel finale il neo-entrato Fernandinho ascrive a referto il poker concludendo una bella azione dei suoi.

L'immortale Rafa Marquéz.
Fa sul serio il Messico che vince lo spareggio per il secondo posto nel gruppo contro la Croazia con un netto 3-1. Quella degli uomini del giovane c.t. Niko Kovac somiglia molto ad una disfatta dopo un primo tempo equilibrato a Recife.
Nella ripresa gli uomini di Herrera prendono il sopravvento, spinti anche dall'ingresso del chicharito Hernandez.
Irmatov non assegna un netto rigore ai nord americani al 64' per fallo di mano di Srna su tiro di Guardado, ma Rafa Marquéz, capitano di mille battaglie, 35 anni, si vendica con uno dei suoi letali inserimenti aerei che inchioda Pletikosa al 71'.
La partita si chiude in pochi minuti con una triangolazione Herrera-Peralta-Guardado chiusa in gol da quest'ultimo ed il sigillo di Hernandez all'82'.
La Croazia accorcia con Perisic ma non chiude onorevolmente a causa di un rosso rimediato da Rebic per l'entrataccia su Peña a tre minuti dalla fine. Ora Messico-Olanda.

giovedì 19 giugno 2014

I leoni intrappolati dalla Croazia: 4-0!
Eto'o torna a casa impotente.

Finisce malissimo l'avventura dei leoni indomabili nel Mondiale di Brasile 2014 che si chiude per la nazionale africana dopo appena due partite senza aver segnato nemmeno una rete, nonostante pochi giorni prima del torneo la squadra in divisa rosso-verde strappasse un pareggio a Mönchengladbach per 2-2 contro la Germania.
La selezione di Volker Finke dura appena 11' poi la Croazia trova un azione capolavoro: Mandzukic si sdraia al suolo per favorire il tiro di Perisic il cui tocco spalanca la porta ad Ivica Olic per il vantaggio.
Gli europei dominano e gli africani s'innervosiscono: al 40' Song si fa cacciare rifilando una gomitata sulla schiena del bomber del Bayern: l'errore costa il tracollo ai suoi orfani di Eto'o che aveva annunciato su Twitter il forfait alla vigilia per problemi fisici.

La clamorosa lite tra camerunensi con testata.
Perisic passeggia nella difesa rivale affondando come una lama nel burro al 48' da sinistra con un tiro che inchioda Itandje per il 2-0 dando il là alla sfilata degli uomini di Kovac. Allo scoccare dell'ora di gioco è 3-0 con la zuccata di Mandzukic che in due minuti si prende anche la gioia della doppietta personale copiando ed incollando il gol del giocatore del Borussia.
La disfatta sportiva del Camerun è completata da quella umana con la lite tra Assou-Ekotto e Moukandjo il quale si becca una testata dal compagno del Tottenham: è la conferma che questi giocatori non sono da Campionato del Mondo.

mercoledì 18 giugno 2014

Ochoa ferma il Brasile. Silva graziato.
Primo posto dei casalinghi incerto.

Guillermo Ochoa è il protagonista di maggiore spicco del pareggio imposto dal Messico al Brasile, ma non l'unico in una gara giocata per lunghi tratti meglio dai messicani rispetto alla seleçao.
Che le maglie verdi non vogliano star a guardare lo si capisce subito grazie ad una pericolosa bordata di Herrera, la cui somiglianza fisica con Di Maria è notevole, e ad un tiro sibillino di Vazquez che finisce di poco a lato. Poi al 26' Ochoa entra in temperatura volando su una zuccata di Neymar che vede cancellarsi il terzo gol mundial cancellato da una prodezza. A tempo scaduto il Messico si distrae e chiama nuovamente al sacrificio il suo portiere salvatosi con un'uscita tempestiva su punizione dalla trequarti con la quale mura David Luiz e Paulinho.

Ochoa eroe messicano. Soffre il Brasile.
Lo spauracchio centroamericano si fa più pungente nella ripresa dopo un primo tentativo del neo-entrato Bernard per la nazionale verdeoro.
Marquez ci prova di testa, Herrera impensierisce ancora Julio Cesar che è però sempre presente, anche su Andrés Guardado poco dopo. Ci provano con convinzione gli uomini di Miguel Herrera ma l'attaccante Oribe Peralta è il più assente dalle occasioni sul referto: i brasiliani probabilmente ricordano la doppietta con cui il bomber tolse loro il titolo olimpico di Londra due estati fa.
Difetta in memoria invece l'arbitro Çakir che manca di estrarre il rosso nei confronti di Thiago Silva al 79' per un fallo da ultimo uomo sul neo-entrato Chicharito, pronto a puntare la porta rivale: il quarto regalo fatto al Brasile potrebbe diventare decisivo al minuto 85 col centrale del Psg che incorna a botta sicura il vantaggio negato provvidenzialmente dal nuovo miracolo di Ochoa, una sorta di giustiziere divino nell'occasione.
Non è il Brasile in cui sperava Scolari quello che chiude sullo 0-0 benché la qualificazione contro il Camerun sia difficilmente in discussione. Il primato se la Croazia vincesse la gara contro gli africani potrebbe invece seriamente vacillare.

venerdì 13 giugno 2014

Il Brasile rischia la beffa con Marcelo.
Neymar e Nichimura sistemano l'esordio.

Partenza falsa del Brasile nel mondiale di casa che va sotto dopo 11' di gioco contro la Croazia del giovane ct. Niko Kovac: la formazione di Scolari viene punita da Marcelo che devia alle spalle di Julio Cesar un traversone di Olic già pericoloso di testa al 6'.
La seleçao soffre dei suoi stessi ritmi lenti per la ottima sistemazione in campo degli avversari che al 27' potrebbero restare in superiorità numerica per una gomitata in faccia a Modric, ma l'arbitro Nichimura cancella un giusto rosso attenuando col giallo la sua decisione. Il regalo del direttore di gara condiziona subito il match con l'asso del Barca che fa 1-1 due minuti dopo grazie ad un gran sinistro rasoterra che tocca il palo e s'infila in buca alle spalle di Pletikosa.

Arbitraggio coreano per Brasile 2014.
Nichimura protagonista anche nella ripresa quando al 71' da il primo chiaro orientamento alla Coppa del Mondo brasiliana fischiando un rigore inesistente in favore dei verdeoro per il tuffo di Fred dopo un lieve contatto con Lovren: dal dischetto Neymar vince la tensione grazie ad una respinta soltanto parziale di Pletikosa.
Niko Kovac si infiamma a fine gara sul rigore dicendo: "E' una vergogna! Non siamo rispettati: se questo è il Mondiale, meglio andare a casa!".
L'ultimo quarto d'ora del match da ragione alla vecchia gloria degli ospiti con una rete inspiegabilmente annullata al neo-entrato Jelavic che con un tap-in batte Julio Cesar dopo una mancata presa del portiere in anticipo su Olic, cui viene fischiata un'inesistente carica fallosa.
Nel finale Oscar da un senso al successo brasiliano col 3-1 da fuori area, ma il pubblico di San Paolo non gradisce la prima dei propri beniamini fischiando Scolari alla sostituzione di Neymar (87') e la Presidentessa Dilma Rousseff che ha portato il Mundial in un Brasile affamato e stufo delle proprie contraddizioni.

mercoledì 28 maggio 2014

Mondiale #2 in casa per il Brasile.
Dubbi sulla squadra e sul torneo.

La Seleçao di Felipe Scolari è l'unica nazionale ad aver conquistato per 5 volte con l'Italia il Campionato del Mondo ma perse la precedente edizione ospitata nel 1930 trasformando in un dramma sportivo la gara finale contro l'Uruguay che rimontò i verdeoro con Chiggia e Schiaffino conquistando la Coppa Rimet al Maracana e provocando la depressione nella torcida rivale tra cui si registrarono persino dei suicidi.
I tempi da allora sono molto cambiati nella nazione sudamericana che ad oggi si ribella contro l'idea di ospitare il Mondiale che ha già raccolto migliaia di proteste. La Presidente Dilma Rousseff, dalla data dell'assegnazione del torneo al suo paese, ha dovuto lavorare molto a livello mediatico attaccando Blatter e Valcke, i quali hanno più volte espresso il pensiero di poter cambiare sede al Mondiale visto lo stato di arretratezza dei lavori e soprattutto il crollo del tetto dell'Itaquerao, lo stadio san paolino.
La Prima Donna della politica carioca ha definito i due un peso e detto di aver molto da dimostrare da Agosto in poi facendo intendere che le opere costruite e ristrutturate per la rassegna calcistica non dovrebbero diventare strutture fatiscenti alla fine del circo mundial.

L'unico successo importante di Neymar
è la Confederation Cup dell'estate scorsa.
Distanze limate dal coach dei Pentacampeões per quanto riguarda le convocazioni perché Julio Cesar fa infatti parte dei 23 della spedizione interna sebbene giochi negli con la maglia del Toronto.
Una decisione che va in direzione del tutto opposta a quella presa da Cesare Prandelli in merito ad Alino Diamanti.
La squadra è in formissima: sembra molto lontana nel tempo la sconfitta del St. Jakob dello scorso 14 Agosto contro la Svizzera per colpa dell'autorete di Alves su cross di Seferovic dopo 48' di gioco. Da allora una striscia di sette successi inaugurata da un tennistico 6-0 sull'Australia e resa lussuosa da un 3-1 sul Portogallo ed un 2-1 sul Cile. Ultimamente però i mondiali non dicono bene ai verdeoro usciti ai quarti sia in Germania, quando l'Italia si laureò campione, che in Sudafrica punita puniti rispettivamente da Henry e da una doppietta di Sneijder.
Gli anni di Pelè che portò a tre titoli dal 1958 al 1970 sono insomma lontani e l'apporto degli assi della mediana, tra cui Oscar e Hernanes, sarà fondamentale per allegerire la pressione su Neymar, in un reparto offensivo dove trova ancora spazio il modesto 31enne Fred.

BRASILE:
Portieri:
-Julio Cesar (Toronto),
-Jefferson (Botafogo),
-Victor (Atletico Mineiro);
Difensori:
-Thiago Silva (Psg),
-David Luiz (Chelsea),
-Dani Alves (Barcellona),
-Marcelo (Real Madrid),
-Dante (Bayern Monaco),
-Maicon (Roma),
-Maxwell (Psg),
-Henrique (Napoli);
Centrocampisti:
-Willian (Chelsea),
-Ramires (Chelsea),
-Fernandinho (Manchester City),
-Oscar (Chelsea),
-Hernanes (Inter),
-Luiz Gustavo (Wolfsburg),
-Paulinho (Tottenham);
Attaccanti:
-Neymar (Barcellona),
-Hulk (Zenit),
-Bernard (Shakhtar),
-Jo (Atletico Mineiro),
-Fred (Fluminense).

sabato 24 maggio 2014

Azzurri: seguite l'esempio dell'Italvolley.

Le prime speranze carioca nell'estate dei mondiali del Brasile sono arrivate in questo weekend dagli uomini azzurri del volley, stupendi nella doppia sfida inaugurale di World League giocata a Jaragua do Sul contro il Brasiile.
Il sestetto di coach Berruto è stato infatti capace di centrare ieri una vittoria contro i sudamericani che mancava da ben 11 anni in trasferta con un 3-1, bissando il successo anche nel punteggio nel pomeriggio di oggi.
Alla base delle due vittorie un'avvio travolgente dove le danze, dove i rivali sono teoricamente maestri, le hanno comandate soltanto i nostri portando a casa per 25-19 la prima sfida di ieri e con un ancor più imbarazzante 25-17 il primo set di oggi.
Partite assai simili nel punteggio e nella loro storia: ieri dopo il primo set gli azzurri hanno vinto anche il secondo conquistando la seconda partita al tie break con un 27-25, ed anche oggi il secondo match è stato vinto giocando punto a punto con un 26-24 conclusivo.

Lucarelli (a sinistra) in spolvero ieri sera.
La garra azzurra è stata fondamentale nella doppia impresa. Ieri sera importantissima per reagire alla vivacità guadagnata improvvisamente dai brasiliani grazie alle giocate offensive e di muro del talentuoso Lucarelli, oggi determinante nei servizi vincenti e nella buona vena di Zaytsev che realizza 23 punti.
La formazione di Berruto ieri si è portata a casa la sfida rispondendo con un 25-21 al 25-22 del terzo set rivale, oggi hanno avuto lo stesso nervo replicando al terzo set sudamericano (25-23) con un 25-20 che fa arrabbiare Bernardinho, impegnato ieri a fine gara in una discussione accesa col tecnico italiano.
Se l'estate brasiliana comincia in questo modo per i nostri colori, non ci resta che sperare fino al 12 Luglio.