Prevale d'astuzia la Roma sul Milan in una gara bella e combattuta.
Subito due squilli nel primo tempo con Dzeko che impegna Donnarumma da posizione defilata e Lapadula di poco in ritardo su un tiro sporco di Bonaventura.
Niang spreca la grande chance al 27' facendosi parare un rigore da Szczesny poi prima del thé caldo è ancora Dzeko a spaventare Montella con un diagonale fuori d'un amen.
Nella seconda frazione prima ci prova Perotti sul primo palo ma il destro è impreciso, poi Nainggolan con un mancino telecomandato buca Donnarumma sul palo lontano al 62'.
Il Milan abbozza una reazione imprecisa ma nemmeno l'ingresso in campo di Luiz Adriano, insidioso nel finale, porta al pari.
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martedì 13 dicembre 2016
La Roma d'astuzia, la viola con Kalinic.
Roma e Fiorentina stendono Milan e Sassuolo
domenica 21 agosto 2016
Il binomio Juve-Pipita funziona subito.
Higuain fa 2-1 sulla viola, poker Roma
Lo stesso grido scandisce il nome di Gonzalo Higuain a Torino così come al San Paolo, in maglia bianconera così come con i partenopei.
La Juventus ed il Pipita fanno dimenticare a tutti l'esborso di 90 milioni ed i chili di troppo dell'argentino perché l'attaccante partito dalla panchina risolve la gara con una zampata delle sue al 75', dopo meno di 10' in campo.
La formazione di Allegri nella quale mancano in campo anche gli altri nuovi acquisti Benatia, Pjanic e Pjaca, trotterella in campo forte del controllo del gioco e guadagna a metà tempo la prima chance con un errato rinvio di Tatarusanu che poi ostacola però in modo decisivo Khedira sul tap-in.
Il tedesco festeggia comunque al 37' su assist di Chiellini dalla mancina con un bel colpo di testa.
Dybala sfiora il gol da cineteca poco dopo con un destro di controbalzo, ma la Signora si guarda allo specchio col solo Lemina intraprendente da fuori mentre il figlio d'arte Federico Chiesa lotta e si distingue fra gli ospiti. Al 65' esordisce in viola Carlos Sanchez che rileva Badelj, ma il cambio decisivo lo fa Allegri 1' dopo con Higuain per Mandzukic.
Mentre il croato abbandona arriva il pari del connazionale Kalinic, su corner dello spento Ilicic al 70'; ma al 75' appunto Gonzalo Higuain trova la zampata sul tiro respinto a Khedira.
La Juventus ed il Pipita fanno dimenticare a tutti l'esborso di 90 milioni ed i chili di troppo dell'argentino perché l'attaccante partito dalla panchina risolve la gara con una zampata delle sue al 75', dopo meno di 10' in campo.
La formazione di Allegri nella quale mancano in campo anche gli altri nuovi acquisti Benatia, Pjanic e Pjaca, trotterella in campo forte del controllo del gioco e guadagna a metà tempo la prima chance con un errato rinvio di Tatarusanu che poi ostacola però in modo decisivo Khedira sul tap-in.
Il tedesco festeggia comunque al 37' su assist di Chiellini dalla mancina con un bel colpo di testa.
Dybala sfiora il gol da cineteca poco dopo con un destro di controbalzo, ma la Signora si guarda allo specchio col solo Lemina intraprendente da fuori mentre il figlio d'arte Federico Chiesa lotta e si distingue fra gli ospiti. Al 65' esordisce in viola Carlos Sanchez che rileva Badelj, ma il cambio decisivo lo fa Allegri 1' dopo con Higuain per Mandzukic.
Mentre il croato abbandona arriva il pari del connazionale Kalinic, su corner dello spento Ilicic al 70'; ma al 75' appunto Gonzalo Higuain trova la zampata sul tiro respinto a Khedira.
mercoledì 9 dicembre 2015
La Roma senz'armi ma col Bate basta lo scudo.
Szszesny ed il Barça salvano l'11 di Garcia
Spaesata e sudata la bambola giallorossa resta in Champions soltanto grazie al suo bodyguard in una mediocre notte invernale dell'Olimpico contro i glaciali atleti del Bate Borisov.
Davanti al proprio pubblico, sparuto e deluso per l'andamento dei lupi, la Roma vacilla più volte di fronte agli avversari che Nainggolan è il primo a cercar di spaventare scaricando in un destro centrale la sua rabbia al 7'. Il belga è il più volenteroso ma non riesce a crear problemi nemmeno col tentativo del 12' a Chernik, bravo invece sul piazzato dai 25 metri di Pjanic al 28'.
Che il Bate non voglia star a guardare lo dimostra una pericolosa azione al limite sfumata all'ultimo tocco.
Davanti al proprio pubblico, sparuto e deluso per l'andamento dei lupi, la Roma vacilla più volte di fronte agli avversari che Nainggolan è il primo a cercar di spaventare scaricando in un destro centrale la sua rabbia al 7'. Il belga è il più volenteroso ma non riesce a crear problemi nemmeno col tentativo del 12' a Chernik, bravo invece sul piazzato dai 25 metri di Pjanic al 28'.
Che il Bate non voglia star a guardare lo dimostra una pericolosa azione al limite sfumata all'ultimo tocco.
martedì 24 novembre 2015
Camp Nou nuova Manchester: Roma k.o. per 6-1
In totale balia d'un rivale troppo superiore e delle sue insufficienze difensive la Roma naufraga sul campo del Barça che cerca la matematica sicurezza del primato.
Messi & co. mettono gli ospiti in ginocchio in 18'. Szczesny salva già sulla pulce dopo 3' ma al 6' è graziato da Çakir che inventa un offside inesistente sull'assist di Neymar per il gol della Pulce.
Al quarto d'ora Dani Alves stende però il tappeto rosso a Suarez per un facile appoggio in rete su cross da destra dopo una deviazione aerea in beata solitudine fallita da Dzeko 3' prima. Il raddoppio al 18' è frutto di una classica azione da pivot di Messi che sfonda e lobba il portiere.
Un nuovo errore sull'offside ferma Neymar e Messi lanciati in solitudine al 33' ma Nainggolan dimostra la condizione psichica dei suoi addormentandosi sul pallone al 44' e regalando un corner fatale sui cui sviluppi, respinta di Keita, Suarez infila con destro al volo il tris.
Messi & co. mettono gli ospiti in ginocchio in 18'. Szczesny salva già sulla pulce dopo 3' ma al 6' è graziato da Çakir che inventa un offside inesistente sull'assist di Neymar per il gol della Pulce.
Al quarto d'ora Dani Alves stende però il tappeto rosso a Suarez per un facile appoggio in rete su cross da destra dopo una deviazione aerea in beata solitudine fallita da Dzeko 3' prima. Il raddoppio al 18' è frutto di una classica azione da pivot di Messi che sfonda e lobba il portiere.
Un nuovo errore sull'offside ferma Neymar e Messi lanciati in solitudine al 33' ma Nainggolan dimostra la condizione psichica dei suoi addormentandosi sul pallone al 44' e regalando un corner fatale sui cui sviluppi, respinta di Keita, Suarez infila con destro al volo il tris.
martedì 17 novembre 2015
L'Europeo di Dzeko e Pjanic è già finito.
La Bosnia dorme, Walters bissa. Eire in Francia.
Poco conta pronostico il pronostico nel calcio e nello sport quando di fronte ad un obbiettivo importante si scende in campo senza il piglio adeguato. La Bosnia che doveva cercarsi la qualificazione nei 180' contro l'Irlanda non l'ha mai avuto nonostante le presenze di Pjanic e Dzeko, capace comunque di salvare almeno il risultato a Zenica nel primo round.
Con lo stesso copione però questa sera non può aver altrettanta fortuna l'11 bosniaco e lo si capisce subito col tiro cross di Brady che dopo 9' potrebbe già trasformarsi in un affilata lama per Begovic il quale si salva col piedone in corner dopo la leggera deviazione di Walters.
La squadra di O'Neill fa nettamente impallidire le stelle Pjanic, Dzeko & co. ma sblocca grazie ad un rigore discuitibile concesso da Kuipers per il tocco di Zukanovic su cross di Murphy da distanza ravvicinata: Walters non si lascia scappare l'occasione per raccogliere i frutti del seminato ed al 24' la gara cambia nonostante gli ospiti abbozzino una reazione a metà tempo con un destro di Dzeko, controllato da Randolph sul primo palo e con un mancino di Mendujanin che spreca una bella sponda del bomber giallorosso su lancio di Pjanic al 33' mandando sopra la traversa dal limite.
Con lo stesso copione però questa sera non può aver altrettanta fortuna l'11 bosniaco e lo si capisce subito col tiro cross di Brady che dopo 9' potrebbe già trasformarsi in un affilata lama per Begovic il quale si salva col piedone in corner dopo la leggera deviazione di Walters.
La squadra di O'Neill fa nettamente impallidire le stelle Pjanic, Dzeko & co. ma sblocca grazie ad un rigore discuitibile concesso da Kuipers per il tocco di Zukanovic su cross di Murphy da distanza ravvicinata: Walters non si lascia scappare l'occasione per raccogliere i frutti del seminato ed al 24' la gara cambia nonostante gli ospiti abbozzino una reazione a metà tempo con un destro di Dzeko, controllato da Randolph sul primo palo e con un mancino di Mendujanin che spreca una bella sponda del bomber giallorosso su lancio di Pjanic al 33' mandando sopra la traversa dal limite.
sabato 14 novembre 2015
Dzeko salva la Bosnia. Ora tocca ad Ibra
Nebbia e Dzeko sono i segnali agli antipodi arrivati da Zenica nel playoff tra Bosnia ed Irlanda per l'accesso ad Euro 2016 poco prima delle stragi parigine.
In un primo tempo in cui la visuale sul terreno di gioco è buona i casalinghi hanno due buone occasioni: la prima al 21' con un destro di Ibisevic terminato sull'esterno della rete, la seconda con Zukanovic di testa che impegna Randolph disturbato da vicino nella presa.
Nella foschia assoluta della ripresa Lulic manca un gol a tu per tu col portiere rivale al 60' mentre il Brady realizza all'81 un preziosissimo gol che potrebbe valer la qualificazione della Repubblica d'Irlanda battendo sul suo palo Begovic con un sinistro chirurgico, ma Dezko rida vita alle chances dei suoi con un appoggio in rete su cross di Vranjes da destra dopo soli 3'.
Questa sera si gioca Svezia-Danimarca e Zlatan Ibrahimovic dovrà far del suo meglio per non ripeter la delusione del playoff mondiale perso per 3-2 contro CR7 ed il Portogallo: in quell'occasione si paragonò a Dio, questa sera gli basterebbe fare il suo lavoro.
Nella foschia assoluta della ripresa Lulic manca un gol a tu per tu col portiere rivale al 60' mentre il Brady realizza all'81 un preziosissimo gol che potrebbe valer la qualificazione della Repubblica d'Irlanda battendo sul suo palo Begovic con un sinistro chirurgico, ma Dezko rida vita alle chances dei suoi con un appoggio in rete su cross di Vranjes da destra dopo soli 3'.
Questa sera si gioca Svezia-Danimarca e Zlatan Ibrahimovic dovrà far del suo meglio per non ripeter la delusione del playoff mondiale perso per 3-2 contro CR7 ed il Portogallo: in quell'occasione si paragonò a Dio, questa sera gli basterebbe fare il suo lavoro.
venerdì 13 novembre 2015
L'Ungheria mette nei guai la Norvegia ad Oslo.
Stasera Dzeko, sabato il derby scandinavo
Gallina vecchia fa buon brodo per l'Ungheria che ringrazia il 39enne Gábor Kiraly per trovarsi ad un passo dalla qualificazione verso Euro 2016.
A referto nella gara d'andata del playoff va il compagno Laszlo Kleinheiser il quale, dopo un primo mancino ben respinto da Nyland, sblocca al 25' trovando il portiere dell'Ingolstadt impreparato sulla sua conclusione.
Di ben altro tenore era stata la risposta di Gabor Kiraly al destro di Skjelbred dopo un paio di minuti della sfida dell'Ulleval Stadion e la formazione scandinava è così costretta a capitolare anche perché su una presa difettosa del portiere magiaro al 77' la palla viene allontanata all'altezza della linea di porta.
Helland nel finale di testa manda il pari sulla traversa da due passi ed ora domenica la formazione di Hoegmo dovrà superarsi a Budapest.
Domani tocca alla Bosnia di Dzeko impegnata contro l'Irlanda in casa mentre sabato gli altri due impegni dell'andata dei play-off saranno Ucraina-Slovenia ed il derby polare Svezia-Danimarca.
A referto nella gara d'andata del playoff va il compagno Laszlo Kleinheiser il quale, dopo un primo mancino ben respinto da Nyland, sblocca al 25' trovando il portiere dell'Ingolstadt impreparato sulla sua conclusione.
Di ben altro tenore era stata la risposta di Gabor Kiraly al destro di Skjelbred dopo un paio di minuti della sfida dell'Ulleval Stadion e la formazione scandinava è così costretta a capitolare anche perché su una presa difettosa del portiere magiaro al 77' la palla viene allontanata all'altezza della linea di porta.
Helland nel finale di testa manda il pari sulla traversa da due passi ed ora domenica la formazione di Hoegmo dovrà superarsi a Budapest.
Domani tocca alla Bosnia di Dzeko impegnata contro l'Irlanda in casa mentre sabato gli altri due impegni dell'andata dei play-off saranno Ucraina-Slovenia ed il derby polare Svezia-Danimarca.
Località:
Ullevål, Oslo, Norvegia
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mercoledì 4 novembre 2015
Roma incompiuta e vincente sul Bayer.
Basta un successo per qualificarsi.
Stessa bulimia di due settimane fa per Roma e Bayer nel confronto di Champions League ma a scongiurare un nuovo verdetto dal sapor nullo questa volta c'è Miralem Pjanic.
A Roma le aspirine confermano subito la propria pochezza difensiva e Dzeko già dopo 2' ha due binari disponibili per arrivar a destinazione: Gervinho sulla sinistra e Salah sulla destra, che riceve, s'accentra e fulmina Leno.
Ospiti assenti se non per un lancio sul quale Hernandez è di poco in ritardo, dunque per il raddoppio sembra questione d'istanti; ma al quarto d'ora una fuga solitaria di Gervinho viene vanificata per un millimetrico offside.
La giocata che vale il 2-0 la trova comunque Nainggolan al 29' con un imbucata per Dzeko ed il bosniaco si sblocca con un bel piattone in buca d'angolo. Bis scritto sotto porta per il numero 9 nemmeno 1' dopo ma la punta spara alto da zero metri su assist di Salah il quale gli apre la porta.
Ci riprova allora el Chicharito ma la conclusione volante è centrale. Salah potrebbe ancora chiuderla nel finale di tempo ma prima regala palla a Tah in fuga solitaria e poi tarda 30'' nell'assist su azione fotocopia.
A Roma le aspirine confermano subito la propria pochezza difensiva e Dzeko già dopo 2' ha due binari disponibili per arrivar a destinazione: Gervinho sulla sinistra e Salah sulla destra, che riceve, s'accentra e fulmina Leno.
Ospiti assenti se non per un lancio sul quale Hernandez è di poco in ritardo, dunque per il raddoppio sembra questione d'istanti; ma al quarto d'ora una fuga solitaria di Gervinho viene vanificata per un millimetrico offside.
La giocata che vale il 2-0 la trova comunque Nainggolan al 29' con un imbucata per Dzeko ed il bosniaco si sblocca con un bel piattone in buca d'angolo. Bis scritto sotto porta per il numero 9 nemmeno 1' dopo ma la punta spara alto da zero metri su assist di Salah il quale gli apre la porta.
Ci riprova allora el Chicharito ma la conclusione volante è centrale. Salah potrebbe ancora chiuderla nel finale di tempo ma prima regala palla a Tah in fuga solitaria e poi tarda 30'' nell'assist su azione fotocopia.
martedì 20 ottobre 2015
Bayer 4-4 Roma. Gara dai mille volti tra i brividi.
Lupi favolosi per 60' con rischio allo scadere.
Una storia infinita la partita tra il Bayer Leverkusen di Roger Schmidt e la Roma di Garcia che continua a fare male ed incassare reti pesanti nei primi minuti delle gare di Champions.
Anche nel complicato match della Bayarena l'approccio è subito sbagliato e Javier Hernandez approfitta dei timori degli ospiti già dopo 30'' deviando un tiro di Calhanoglu. El Chicharito sfrutta ancora il compagno turco per far male alla Roma al 4': l'ex Fenerbahce si spinge al cross dalla mancina e Torosidis devia con braccio largo in area consentendo al messicano di presentarsi dal dischetto per l'1-0.
Leno respinge un tiro di Pjanic su errore di Tah ed al 19' arriva la doppietta di Hernandez, trovato in profondità su una dormita della difesa ospite e fermato solo in prima battuta da Szczesny.
Al 29' però inizia una nuova partita con Leno ostacolato da Rudiger su calcio d'angolo e dunque battuto da De Rossi.
Anche nel complicato match della Bayarena l'approccio è subito sbagliato e Javier Hernandez approfitta dei timori degli ospiti già dopo 30'' deviando un tiro di Calhanoglu. El Chicharito sfrutta ancora il compagno turco per far male alla Roma al 4': l'ex Fenerbahce si spinge al cross dalla mancina e Torosidis devia con braccio largo in area consentendo al messicano di presentarsi dal dischetto per l'1-0.
Leno respinge un tiro di Pjanic su errore di Tah ed al 19' arriva la doppietta di Hernandez, trovato in profondità su una dormita della difesa ospite e fermato solo in prima battuta da Szczesny.
Al 29' però inizia una nuova partita con Leno ostacolato da Rudiger su calcio d'angolo e dunque battuto da De Rossi.
Nainggolan si prende dei rischi importanti in questa fase con una simulazione, un tiro respinto ed un tackle al limite, ma è l'emblema di una Roma che vuol mostrar gli attributi. Ed il coraggio premia al 38' su un'altra palla inattiva di Pjanic che da una punizione trova il ginocchio che vale la doppietta di De Rossi.
sabato 22 agosto 2015
Duro esordio per la Roma: 1-1 a Verona.
Gran primo tempo scaligero. Buio Salah.
Se il Buongiorno si vede dal mattino ben promette la nuova Serie A inauguratacdal match tra Hellas e Roma delle ore 18,00 al Bentegodi.
Gli scaligeri partono forte nonostante la rinuncia di Mandorlini al Pazzo dal 1'. Hallfredsson infatti serve un cioccolatino a Juanito Gomez che alza il piattone sulla traversa graziando Szceszny all'esordio. Al 21' Nainggolan prova da fuori ma trova Rafael ben piazzato.
Il primo tempo viaggia a ritmi alti ma le occasioni sono poche e prevalentemente per Mandorlini. Al 41' Souprayen spaventa Szceszny con un diagonale allungato in corner. Sulla battuta dalla bandierina De Rossi è costretto a respingere sulla linea l'incornata di Jankovic col portiere scavalcato.
Roma al thé caldo con un brivido ghiacciato per Garcia.
Nel segno di Manolas l'apertura di ripresa. Il greco prima anticipa Toni dopo uno svarione di Florenzi poi incorna perentorio da corner trovando però Rafael piazzato centralmente per la presa.
Al 56' invece a Szceszny tocca lavorare duro per un pallone perso da Manolas dopo un bel dribbling di Toni. Hallfredsson ruba palla al centrale ellenico e prova il piazzato a giro trovando il portiere polacco pronto alla respinta e reattivo anche sulla ribattuta di Juanito.
Poco dopo nulla può l'estremo ospite sull'ennesima illuminazione del regista islandese che trova con un traversone alto il perfetto inserimento di Jankovic il cui inserimento col piattone vale l'1-0. Dura un amen il vantaggio gialloblu poichè Florenzi al 66' buca le mani a Rafael con un fendente dalla distanza. Nel mentre un deludente Salah lascia il posto all'esordio di Falque.
Pjanic spaventa Rafael con due conclusioni di prima intenzione da fuori. Al 67' il portiere di casa suda poco, ma al 76' la conclusione del bosniaco fa realmente la barba al palo.
Nel frattempo entrano Siligardi, che prova subito un destro lemme, ed il redivivo Romulo.
La Roma cresce notevolmente nel finale: Dzeko quasi trova di testa su un discusso corner l'1-0 di testa, poi Pjanic si divora con un tiro sporco il colpo del ko allo scadere trovando Rafael reattivo da due passi. Rafael che ancora al 93' dice no alla zuccata ravvicinata di Nainggolan.
L'1-1 finale lascia soddisfatti a metà persino i veronesi che per un'ora abbondante avrebbero meritato nettamente l'avvio col botto.
Gli scaligeri partono forte nonostante la rinuncia di Mandorlini al Pazzo dal 1'. Hallfredsson infatti serve un cioccolatino a Juanito Gomez che alza il piattone sulla traversa graziando Szceszny all'esordio. Al 21' Nainggolan prova da fuori ma trova Rafael ben piazzato.
Il primo tempo viaggia a ritmi alti ma le occasioni sono poche e prevalentemente per Mandorlini. Al 41' Souprayen spaventa Szceszny con un diagonale allungato in corner. Sulla battuta dalla bandierina De Rossi è costretto a respingere sulla linea l'incornata di Jankovic col portiere scavalcato.
Roma al thé caldo con un brivido ghiacciato per Garcia.
| Miracolo di De Rossi prima del II tempo. |
Al 56' invece a Szceszny tocca lavorare duro per un pallone perso da Manolas dopo un bel dribbling di Toni. Hallfredsson ruba palla al centrale ellenico e prova il piazzato a giro trovando il portiere polacco pronto alla respinta e reattivo anche sulla ribattuta di Juanito.
Poco dopo nulla può l'estremo ospite sull'ennesima illuminazione del regista islandese che trova con un traversone alto il perfetto inserimento di Jankovic il cui inserimento col piattone vale l'1-0. Dura un amen il vantaggio gialloblu poichè Florenzi al 66' buca le mani a Rafael con un fendente dalla distanza. Nel mentre un deludente Salah lascia il posto all'esordio di Falque.
Pjanic spaventa Rafael con due conclusioni di prima intenzione da fuori. Al 67' il portiere di casa suda poco, ma al 76' la conclusione del bosniaco fa realmente la barba al palo.
Nel frattempo entrano Siligardi, che prova subito un destro lemme, ed il redivivo Romulo.
La Roma cresce notevolmente nel finale: Dzeko quasi trova di testa su un discusso corner l'1-0 di testa, poi Pjanic si divora con un tiro sporco il colpo del ko allo scadere trovando Rafael reattivo da due passi. Rafael che ancora al 93' dice no alla zuccata ravvicinata di Nainggolan.
L'1-1 finale lascia soddisfatti a metà persino i veronesi che per un'ora abbondante avrebbero meritato nettamente l'avvio col botto.
domenica 22 giugno 2014
Menomale che c'è Messi: Iran k.o. al 91'.
Albiceleste qualificata, Nigeria quasi.
La Copa di Messi potrebbe essere questa brasiliana. La pulce che infatti non aveva mai brillato in un Mondiale qualifica da solo la sua mediocre Argentina per l'ottavo di finale brasiliano con due prodezze decisive, di cui la prima contro la Bosnia poche notti fa e la seconda a tempo scaduto contro l'Iran.
L'albiceleste si salva così in una gara contraddistinta dall'assoluta pochezza dove in un tempo crea soltanto una chance con Higuain contro i modesti asiatici, fermato attorno al 20' da una tempestiva uscita di Haghighi.
E' prezioso Romero per tenere la selección di Sabella lontano da figuracce perché nella ripresa l'Iran sfiora addirittura il vantaggio dopo una prima frazione dominata dalla squadra favorita solo sul piano del possesso palla con una percentuale attorno al 70%. Il portiere del Monaco diventa infatti decisivo sulle zuccate di Ghoochanneijad e Dejagah, attaccante del Fulham sul quale il guardiano è costretto ad un autentico miracolo.
La squadra di Sabella balbetta, colleziona angoli, ma non sfonda fino al 91' quando Messi le da il verbo e l'ottavo di finale con un mancino magico. Romero e Sabella ringraziano, l'Argentina soffre ma ride.
Volano le aquile nigeriane che un goal di Odemwingie trascina verso gli ottavi. La Bosnia rimedia così la seconda sconfitta su due gare mondiali dopo l'onorevole lotta contro l'undici sudamericano all'esordio.
Il talento del Lille mostra subito le proprie ambizioni di esser decisivo con un bel calcio piazzato all'8' ma la palla va fuori di un soffio alla destra di Begovic. Le due squadre si pungono con Eneyama bravo su Dzeko.
I primi 20 minuti pirotecnici si concludono con la fuga vincente di Emenike che smarca il compagno per la correzione del vantaggio. Il gol da fiducia all'11 di Keshi che prova spesso la conclusione trovando attento il portiere avversario, bravo anche in uscita su Emenike a pochi minuti dalla fine.
L'albiceleste si salva così in una gara contraddistinta dall'assoluta pochezza dove in un tempo crea soltanto una chance con Higuain contro i modesti asiatici, fermato attorno al 20' da una tempestiva uscita di Haghighi.
| Un Sergio Romero reattivo salva Sabella. |
La squadra di Sabella balbetta, colleziona angoli, ma non sfonda fino al 91' quando Messi le da il verbo e l'ottavo di finale con un mancino magico. Romero e Sabella ringraziano, l'Argentina soffre ma ride.
| Solo un k.o. contro l'Iran toglierebbe alle super aquile l'ottavo di finale. |
Il talento del Lille mostra subito le proprie ambizioni di esser decisivo con un bel calcio piazzato all'8' ma la palla va fuori di un soffio alla destra di Begovic. Le due squadre si pungono con Eneyama bravo su Dzeko.
I primi 20 minuti pirotecnici si concludono con la fuga vincente di Emenike che smarca il compagno per la correzione del vantaggio. Il gol da fiducia all'11 di Keshi che prova spesso la conclusione trovando attento il portiere avversario, bravo anche in uscita su Emenike a pochi minuti dalla fine.
lunedì 9 giugno 2014
Bosnia: I° Mundial ma pochi sprovveduti.
Dzeko e Pjanic per esser protagonisti.
Cenerentola al ballo per la prima volta la Bosnia-Herzegovina arriva al Mondiale di Brasile tra i plausi degli appassionati di calcio e le scaramantiche speranze di un gruppo, l'F, che la vede impegnata contro l'Argentina in duro esordio, ma allo stesso tempo contro Iran e Nigeria, decisamente alla portata.
Il biglietto per il Sud America pare in realtà da subito assegnato alla squadra di Susic che nel gruppo G delle qualificazioni europee ha la fortuna di incontrare rivali di scarsissimo valore tecnico come Liechtenstein e Lettonia, massacrati per 8-1 e 4-1 nelle prime due gare.
L'unica formazione in grado di reggere il ritmo della squadra quasi neonata, iscrizione alla Fifa nel 1996, è la Grecia, altra squadra rispetto a quella campione d'Europa in Portogallo nel 2004 ma comunque capace di toccare quota 25 punti e chiuder a parimerito coi rivali, complice la deludente prova della Slovacchia di Hamsik rimasta a quota 13.
Non manca la qualità in questa esordiente che si porta al Mondiale un valido portiere come Begovic (Stoke), dei solidi centrali difensivi tra i quali spicca l'esperto Spahic, in forza alle aspirine di Leverkusen, ed uomini di assoluto rilievo nella fase offensiva: non servono parole per descriver infatti l'estro letale del fantasista giallorosso Miralem Pjanic, che a centrocampo sarà affiancato dalla spinta costante di Lulic e dall'esperienza di Salihovic e Misimovic, che con Dzeko, riferimento assoluto della Bosnia, è stato protagonista del sorpendente titolo vinto in Germania dal Wolfsburg nel 2009.
I dragoni si affacciano dunque con coraggio al loro primo mondiale, fortificati da alcune belle amichevoli tra cui quella vinta per 2-1 sulla Costa d'Avorio con doppietta del bomber del City Dzeko: molto poggerà su di lui per il sogno ottavi di finale, ma la punta potrebbe riuscire a contare su alcuni comprimari.
BOSNIA:
Il biglietto per il Sud America pare in realtà da subito assegnato alla squadra di Susic che nel gruppo G delle qualificazioni europee ha la fortuna di incontrare rivali di scarsissimo valore tecnico come Liechtenstein e Lettonia, massacrati per 8-1 e 4-1 nelle prime due gare.
L'unica formazione in grado di reggere il ritmo della squadra quasi neonata, iscrizione alla Fifa nel 1996, è la Grecia, altra squadra rispetto a quella campione d'Europa in Portogallo nel 2004 ma comunque capace di toccare quota 25 punti e chiuder a parimerito coi rivali, complice la deludente prova della Slovacchia di Hamsik rimasta a quota 13.
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| Dzeko e Pjanic possono trovare l'ottavo! |
I dragoni si affacciano dunque con coraggio al loro primo mondiale, fortificati da alcune belle amichevoli tra cui quella vinta per 2-1 sulla Costa d'Avorio con doppietta del bomber del City Dzeko: molto poggerà su di lui per il sogno ottavi di finale, ma la punta potrebbe riuscire a contare su alcuni comprimari.
BOSNIA:
Portieri:
-Jasmin Fejzić (Aalen),
-Asmir Begovic (Stoke City),
-Asmir Avdukic (Borac Banja Luka);
Difensori:
Difensori:
-Sead Kolasinac (Schalke),
-Ervin Zukanovic (Gent),
-Avdija Vrsajevic (Hajduk Split),
-Ermin Bicakcic (Braunschweig),
-Toni Sunjic (Zorya Lugansk),
-Ognjen Vranjes (Elazigspor),
-Mensur Mujdza (Friburgo),
-Emir Spahic (Leverkusen);
Centrocampisti:
Centrocampisti:
-Izet Hajrovic (Galatasaray),
-Sejad Salihovic (Hoffenheim),
-Haris Medunjanin (Maccabi Tel-Aviv),
-Senad Lulic (Lazio),
-Miralem Pjanic (Roma),
-Zvjezdan Misimovic (Dynamo Mosca),
-Edin Višća (Istanbul BB),
-Tino-Sven Susic (Hajduk Spalato),
-Muhamed Besic (Ferencvaros),
-Senijad Ibricic (Erciyesspor),
-Anel Hadzic (Sturm Graz);
Attaccanti:
Attaccanti:
-Edin Dzeko (Manchester City),
-Vedad Ibisevic (Stoccarda).
giovedì 8 maggio 2014
Il City vede il titolo con Dzeko. Real flop.
Carletto abdica per Atletico o Barca.
Final countdown ormai consumato nella Premier League: una delle stagioni più avvincenti degli ultimi decenni del calcio inglese si sta infatti avviando alla conclusione col successo ottenuto questa sera dai citizens di Manuel Pellegrini sull'arcigno Aston Villa.
La formazione londinese resiste per più di un tempo all'Ethiad nella speranza di portar a casa almeno un prezioso punto salvezza, poi Dzeko trova lo spiraglio per superare Guzan al 64' sotto una pioggia fattasi intanto battente sul campo di Manchester. Il bosniaco raddoppia con un tap-in al 72' e la festa sembra certa per i casalinghi che si spaventano all'83' quando la stellina dei villans Weimann fa tremare la traversa.
Il recupero è però dolcissimo per i citizens che trovano il poker con Jo-Jo Jovetic e Touré con il quale volano a +2 sui reds in attesa della giornata conclusiva che li vedrà impegnati contro il già salvo West Ham, mentre Rodgers riceverà in casa il demotivato Newcastle.
Sembra fatta per il titolo, ma lo era apparentemente anche prima della trasferta dei rivali a Selhurst Park.
Il Real saluta la lotta per la liga con un clamoroso pareggio del Zorilla sul campo del Valladolid.
La serata parte sotto un cattivo auspicio per Carlo Ancelotti che perde CR7 per un fastidio muscolare alla coscia sinistra.
Poco prima il tecnico italiano si chiede dove abbiano la testa i suoi con Javi Guerra che sfiora l'1-0 proprio per via aerea al 5', ma la strana vena realizzativa di Sergio Ramos di questo periodo maschera le difficoltà dei blancos vestiti d'orange: il centrale si presenta in zona Ronaldo per un calcio piazzato al 27' e disegna una parabola impeccabile. Il peccato, mortale!, lo compie la difesa al minuto 86' lasciando staccare Osorio che trafigge Casillas lasciando i merengues a -4 dall'Atletico che alla prossima ha un impegno apparentemente scontato col Malaga. In caso di successo dei colchoneros il titolo si giocherà in un clamoroso spareggio tra il Cholo ed il Barca atteso dalla trasferta del Calderon all'ultima giornata.
La formazione londinese resiste per più di un tempo all'Ethiad nella speranza di portar a casa almeno un prezioso punto salvezza, poi Dzeko trova lo spiraglio per superare Guzan al 64' sotto una pioggia fattasi intanto battente sul campo di Manchester. Il bosniaco raddoppia con un tap-in al 72' e la festa sembra certa per i casalinghi che si spaventano all'83' quando la stellina dei villans Weimann fa tremare la traversa.
Il recupero è però dolcissimo per i citizens che trovano il poker con Jo-Jo Jovetic e Touré con il quale volano a +2 sui reds in attesa della giornata conclusiva che li vedrà impegnati contro il già salvo West Ham, mentre Rodgers riceverà in casa il demotivato Newcastle.
Sembra fatta per il titolo, ma lo era apparentemente anche prima della trasferta dei rivali a Selhurst Park.
| Ramos scappa ma il Real è raggiunto. |
La serata parte sotto un cattivo auspicio per Carlo Ancelotti che perde CR7 per un fastidio muscolare alla coscia sinistra.
Poco prima il tecnico italiano si chiede dove abbiano la testa i suoi con Javi Guerra che sfiora l'1-0 proprio per via aerea al 5', ma la strana vena realizzativa di Sergio Ramos di questo periodo maschera le difficoltà dei blancos vestiti d'orange: il centrale si presenta in zona Ronaldo per un calcio piazzato al 27' e disegna una parabola impeccabile. Il peccato, mortale!, lo compie la difesa al minuto 86' lasciando staccare Osorio che trafigge Casillas lasciando i merengues a -4 dall'Atletico che alla prossima ha un impegno apparentemente scontato col Malaga. In caso di successo dei colchoneros il titolo si giocherà in un clamoroso spareggio tra il Cholo ed il Barca atteso dalla trasferta del Calderon all'ultima giornata.
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