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domenica 29 novembre 2015

E' notte per i lupi: l'Atalanta vince 2-0 a Roma.
Primo successo Carpi. Due lacrime per Giulietta

La lupa è ferita e non sa sfruttare il fattore Olimpico per rialzarsi contro l'Atalanta.
Garcia schiera De Sanctis titolare tra i pali al posto di Szczesny mentre gli ospiti fanno riposare il dolorante De Roon con l'innesto di Cigarini.
I giallorossi minacciano Sportiello che al 18' si distende in corner a mano aperta su botta di Pjanic poi sulla punizione di De Rossi al 35', la volé di Dzeko è pregevole ma imprecisa. Anche Iturbe ci prova ma solo con potenza, così al 40' è Digne a cambiar le sorti del match regalando palla a Gomez che carica il destro a girare dai 20 metri e secca il portiere di Garcia.
Cigarini mantiene il vantaggio al 53' salvando sulla linea la testata di Pjanic su corner di Florenzi mentre Moralez divora il bis allo scoccare dell'ora di gioco tutto solo di fronte a De Sanctis, abile a fermarlo di piede. Sadiq è la carta della disperazione di Garcia ma il rigore invocato dal neo-entrato contro Paletta non è concesso, tuttavia il penalty arriva dalla parte opposta per fallo di Maicon, entrato 12' prima, su Gomez e Denis fa 2-0. Roma in 10 ma Atalanta addirittura in 9 per le doppie ammonizioni di Stendardo e Grassi.

domenica 22 novembre 2015

Per il Napoli l'importante è finire. 2-0 a Verona

Bastano 20' al Napoli di Sarri per espugnare l'Arena Marc'Antonio Bentegodi di Verona contro la squadra di Mandorlini.
Gli azzurri combinano poco nel primo tempo fatta eccezione per una rete annullata a Higuain mentre nelle retrovie, dove esordisce Chiriches dal 1', rischiano su un pallone al limite sul quale Reina è costretto ad un'uscita in scivolata.
Il Napoli il gol valido lo segna al 67' grazie a Lorenzo Insigne che sfrutta il lavoro di Hamsik per infilare Rafael. Al 72' i veneti giocano la carta Luca Toni, al rientro dopo un infortunio che lo ha tenuto lontano dal campo di gioco per qualche mese, ma 2' più tardi el Pipita bissa su assist del Magnifico da due passi.
Il Napoli si prende la vetta in attesa di Fiorentina ed Inter.

sabato 7 novembre 2015

La cena ha saziato il Milan. 0-0 con la Dea.
Donadoni ha un'altra marcia: 2-0 all'Hellas.

Donnarumma è unico artefice del punto del Milan contro l'Atalanta in una serata opaca dei rossoneri, reduci da cinque risultati utili consecutivi, di cui tre successi negli ultimi 270'.
Mihajlovic lancia titolare Mexes ed inserisce Poli per Bertolacci e Niang per Bonaventura, mentre la Dea schiera il suo tridente con Gomez, Pinilla e Moralez.
Cigarini procura proprio al cileno Pinilla la prima chance al 6' alla quale contribuisce un intervento a vuoto di Romagnoli ma sul cross Gomez manca il tiro. La partita di Dramé dura 19' per via dei problemi muscolari. Viene rimpiazzato da Bellini che in estate ha rinunciato ai propositi di ritiro per contribuire alla causa orobica. Al 21' Niang sulla mancina trova Bacca che rientra sul destro in area ma viene murato dall'ex Paletta.
Episodio chiave al 32' con De Sciglio che falcia Pinilla ma Giacomelli lo grazia evitandogli il secondo giallo.

domenica 1 novembre 2015

Donadoni risveglia il Bologna e Destro: 3-0!
Sbadigli invece in Carpi-Hellas e ad Udine.

Donadoni giova al Bologna che meglio non potrebbe partire sotto la nuova gestione tecnica.
I felsinei ritrovano infatti in un solo colpo la vittoria ed il gol di Mattia Destro a digiuno da otto gare.
Tutti nella ripresa i gol sull'Atalanta con Giaccherini ad aprir le danze al 52' in perfetta solitudine davanti a Sportiello dopo l'errore di Toloi.
La difesa orobica è inadeguata anche al 57' e Destro può finalmente gioire con un piattone siglando un personale sigillo su assist di Masina che sa di liberazione. Il 3-0 finale viene scritto da Franco Brienza con un sinistro che rappresenta una vera e propria prodezza balistica a 5' dal termine.

domenica 4 ottobre 2015

Il derby scaligero parla... Pisano. 1-1 a Verona.
Matos regala i primi 3 punti al Carpi sul Toro.

Nel bene e nel male è Eros Pisano l'uomo derby di Chievo-Hellas, giunto alla settima partita di Serie A. I mussi volanti vengono fermati sull'1-1 nonostante un predominio di possesso e gioco ma devono comunque appellarsi agli ultimi minuti per non uscir sconfitti dalla stracittadina.
L'atmosfera del Bentegodi non è la stessa di quel lontano 18 Novembre 2001 quando le due formazioni erano ambedue nei primi quattro posti (addirittura primo il Chievo di Del Neri che sarà campione d'inverno!) con l'inno di Mameli ed i fischi ad Eriberto ad inizio partita.
Il brasiliano si rifarà in parte col gol del vantaggio clivense ma, dopo il rigore di Corini del raddoppio, Malesani la spunterà per 3-2.
Viviani prova a scaldar allora gli animi al 15' ma il suo tiro dalla distanza è troppo centrale per Bizzarri, mentre Rafael ha invece il suo da fare su una botta di Rigoni al 19' e poco dopo su Birsa, contro il quale è ancor più bravo il brasiliano per via d'una deviazione.
Nella ripresa subito segnali di Hellas con un'invenzione di Hallfredsson per Juanito il quale sul tocco vellutato del compagno però esita mandando in fumo il vantaggio. Al Chievo l'1-0 viene negato solo dal palo sul tirocross di Hetemaj al 62'.

sabato 22 agosto 2015

Duro esordio per la Roma: 1-1 a Verona.
Gran primo tempo scaligero. Buio Salah.

Se il Buongiorno si vede dal mattino ben promette la nuova Serie A inauguratacdal match tra Hellas e Roma delle ore 18,00 al Bentegodi.
Gli scaligeri partono forte nonostante la rinuncia di Mandorlini al Pazzo dal 1'. Hallfredsson infatti serve un cioccolatino a Juanito Gomez che alza il piattone sulla traversa graziando Szceszny all'esordio. Al 21' Nainggolan prova da fuori ma trova Rafael ben piazzato.
Il primo tempo viaggia a ritmi alti ma le occasioni sono poche e prevalentemente per Mandorlini. Al 41' Souprayen spaventa Szceszny con un diagonale allungato in corner. Sulla battuta dalla bandierina De Rossi è costretto a respingere sulla linea l'incornata di Jankovic col portiere scavalcato.
Roma al thé caldo con un brivido ghiacciato per Garcia.

Miracolo di De Rossi prima del II tempo.
Nel segno di Manolas l'apertura di ripresa. Il greco prima anticipa Toni dopo uno svarione di Florenzi poi incorna perentorio da corner trovando però Rafael piazzato centralmente per la presa.
Al 56' invece a Szceszny tocca lavorare duro per un pallone perso da Manolas dopo un bel dribbling di Toni. Hallfredsson ruba palla al centrale ellenico e prova il piazzato a giro trovando il portiere polacco pronto alla respinta e reattivo anche sulla ribattuta di Juanito.
Poco dopo nulla può l'estremo ospite sull'ennesima illuminazione del regista islandese che trova con un traversone alto il perfetto inserimento di Jankovic il cui inserimento col piattone vale l'1-0. Dura un amen il vantaggio gialloblu poichè Florenzi al 66' buca le mani a Rafael con un fendente dalla distanza. Nel mentre un deludente Salah lascia il posto all'esordio di Falque.

Pjanic spaventa Rafael con due conclusioni di prima intenzione da fuori. Al 67' il portiere di casa suda poco, ma al 76' la conclusione del bosniaco fa realmente la barba al palo.
Nel frattempo entrano Siligardi, che prova subito un destro lemme, ed il redivivo Romulo.
La Roma cresce notevolmente nel finale: Dzeko quasi trova di testa su un discusso corner l'1-0 di testa, poi Pjanic si divora con un tiro sporco il colpo del ko allo scadere trovando Rafael reattivo da due passi. Rafael che ancora al 93' dice no alla zuccata ravvicinata di Nainggolan.
L'1-1 finale lascia soddisfatti a metà persino i veronesi che per un'ora abbondante avrebbero meritato nettamente l'avvio col botto.

lunedì 23 marzo 2015

De Rossi salva la Roma dall'attacco dell'aquila.
I lupi faticano, il Napoli recrimina contro la Dea.

Pragmatismo è un vocabolo del quale la Roma difficilmente ha fatto tesoro nella sua esperienza recente, ma è proprio questo termine che le permette questa sera di difendere la poltrona della Champions League ambita da una Lazio sempre più minacciosa giornata dopo giornata.
A Cesena, nell'impianto goffamente ribattezzato come Orogel Stadium per via dello sponsor, una rete di De Rossi a 4' dal thé caldo decide l'incontro. Il contestato Capitan Futuro trova la zampata vincente su una punizione di Holebas deviata da Ucan.
Nel frattempo i cugini oltre a vincere convincono contro un malcapitato Hellas che va subito sotto con un cross di Basta per Felipe Anderson il quale segna al 4' confermando che in questo periodo ogni pallone da egli toccto diventa oro. La squadra di Mandorlini comunque s'illude in avvio con un palo di Moras al 13' sul quale mette i guantoni Marchetti. La sfida si chiude al 47' del primo tempo con una fucilata di Candreva su calcio piazzato che abbatte Benussi. La Lazio resta ad un punto dalla rivale cittadina.

lunedì 16 marzo 2015

L'Inter arriva sempre tardi: 1-1 col Cesena.
Luca Toni massacra il Napoli a Verona.

Troppo ottimista confessa Roberto Mancini sulla sua Inter che risponde infatti in modo inequivocabile sul campo alle aspirazioni del tecnico ottenendo uno scialbo pareggio interno contro il Cesena.
Kovacic parte a sorpresa dalla panchina nello sfiduciato San Siro ma il Mancio è poi costretto a metterlo in campo dopo 23' per Kuzmanovic. Alla mezzora passa il team ospite alla prima azione con pallonetto di Defrel che sfrutta un tappeto rosso lasciato da Ranocchia e D'Ambrosio sull'assist di Carbonero, il quale gioca per il mancato recupero di Brienza. La reazione dell'Inter è al solito nell'individualismo, ma la bomba mancina di Guarin è larga.
Nella ripresa Icardi segna in rovesciata ma l'arbitro ferma il gioco per un offside ingiusto, allora l'argentino si riprende il maltolto con l'assist che vale il pari di Palacio al 48' quando el trenza piega le mani a Leali. Ma sarà la prima ed ultima volta. Il portiere infatti si salva prima col palo e poi di pugno sul neo-entrato Podolski, mentre dalla parte opposta Handanovic salva su Defrel e Carbonero invoca un rigore.
Finisce 1-1 ma questa Inter non potrà segnare qui due reti senza subirne giovedì al Wolfsburg.

domenica 8 marzo 2015

Pippo prega invano: l'Hellas fa 2-2 al 95'.
Eto'o finge misericodia, poi condanna Brkic.

Lo dirà il club se Filippo Inzaghi verrà esonerato come risponde lo stesso Mister al termine dell'incontro casalingo pareggiato nel modo più deludente con l'Hellas Verona.
Se per ora Berlusconi e Galliani non parlano, intanto il campo non lascia dubbi sull'attuale valore competitivo del Diavoletto che già al 18' viene condannato all'inferno dal suo umile Caronte Muntari il quale butta nel fiume Ionita e manda Toni a far da traghettatore per il vantaggio veneto. Il ragazzone dal dischetto sigla lo 0-1 con un cucchiaino da licenza.
Solo un ingenuo Jankovic, che sbaglia i tempi di anticipo su Mexes nella propria area permette al Milan di pareggiare con un nuovo rigore a fine tempo. Il difensore francese diventa così l'uomo della provvidenza a cavallo della pausa andando a siglare di persona con una zampata il gol del vantaggio al 47' grazie ad una fortunosa deviazione di Agostini su Tachtsidis, accorso insieme al compagno sulla linea di porta.
Il greco riesce quasi a vendicarsi della propria malasorte con una clamorosa traversa a metà tempo, mentre l'opaco Cerci è sostituito da Honda.
Quando i giochi sembrano fatti il Milan si complica tutto lasciando Nico Lopez (entrato al 79') libero di fronte all'omonimo Diego di siglare il 2-2 poco prima del game-over.
Onestamente non potete proprio chiedervi "Pippo, che cazzo fai?!"

domenica 18 gennaio 2015

Juve 10-1 Hellas fra Coppa Italia e Serie A.
In campionato tocca a Tevez fare il bis.

Si diverte pure Tevez dopo la passeggiata in Coppa Italia della Juventus contro l'Hellas.
La formazione scaligera rimedia quattro reti allo Stadium in Serie A dopo le sei già beccate a Torino poche sere fa nell'altro torneo.
La partenza della Juve è la stessa di giovedì con un tremendo uno-due firmato da Pogba al 3' e da Tevez al 7', in rete proprio grazie ad un velo del francese su assist di Morata. I bianconeri sfiorano già il tris al 12' con un piazzato di Pirlo ma Rafael si salva in corner. Il fantasista di Allegri, il quale ieri si è detto pronto ad aiutare la società di provenienza, il suo Brescia, si diverte e fornisce parecchi spunti preziosi. Da un suo piazzato Caceres, in dubbio alla vigilia, sfiora il gol. La doppietta di Pogba viene negata da Rafael.
Nella ripresa ci prova Morata, ma è Pereyra ad esultare al 66' sfruttando un incursione di Chiellini, poi Carlos Tevez chiude i giochi 8' più tardi con un diagonale su imbeccata di Marchisio ed all'84' si prende la standing-ovation lasciando spazio agli ultimi minuti di Giovinco in bianconero, in attesa della firma della formica atomica per il Toronto Fc che gli frutterà 8,2 mln lordi all'anno.

venerdì 16 gennaio 2015

La Juve spazza via l'Hellas in Tim Cup: 6-1.
Bianconeri contro il Parma ai quarti.

Vetrina di mercato ideale per la Juventus la gara di stasera di Tim Cup stravinta contro l'Hellas Verona.
Tra le cosiddette seconde linee brilla Giovinco nello Stadium delle occasioni -parliamo di prezzi ovviamente visto l'ingresso a 10€! La formica atomica, su cui fa voce grossa la Fiorentina, apre la sfida con un bel piazzato dopo appena 5'. Poco dopo cerca il raddoppio con una botta sempre da fermo dimostrando la sua voglia di farsi vedere. Pereyra invece si conferma benché non ci sia bisogno con un gol di fino al 20' grazie ad un grandissimo esterno sotto porta.
L'Hellas senza Toni è inesistente e Mandorlini per la subitanea riedizione del match in campionato spera vivamente di recuperarlo dall'attacco febbrile. Solo Campanharo prova ad impensierire Storari bravissimo a fine tempo, ma Giovinco in tap-in chiude i giochi.
La ripresa della Juve parla francese con la rete di Pogba, favorito da un rimpallo sotto porta al 53', prima del gol di Nené che accorcia, e la grandissima rete di Coman che buca la porta a 10' dal termine chiudendo con un tennistico 6-1 dopo il rigore incerto di Morata. Ora ai quarti il Parma.

lunedì 19 maggio 2014

Conte chiude col record: 102 punti.
Piange l'altra Torino: ciao Europa!

Scrive la storia del massimo campionato italiano con 102 punti, record ufficiale in Serie A, ma rischia di lasciare la Juventus resa per tre volte campione su altrettanti tornei disputati nelle ultime stagioni.
I tifosi accorsi allo Stadium allora si fanno sentire con uno striscione gigante srotolato nella Sud e con mille altri che inneggiano "CON...TE!" giocando sul nome del loro condottiero affinché resti al timone della Juve.
La Juve che da il Là alla festa con un 3-0 sul Cagliari inaugurato dall'ennesima gemma di Pirlo su punizione dopo 8' (e poco importa se ufficialmente è autogol per la carambola sulla schiena di Silvestri), dal 16° sigillo di Llorente e dalla firma di Marchisio. Non trova il gol Tevez che deve lasciare il titolo di cannoniere al rivale concittadino Immobile.
I bianconeri danno 17 punti di margine alla Roma demotivata nelle ultime giornate e k.o. nella sua versione baby a Genova: i grifoni festeggiano col talentino greco Fetfatzidis un prestigioso successo a 7' dal termine.

La disperazione di Cerci nel finale.
Il Toro tradito da Cerci abbandona le velleità di tornare in Europa dopo l'apparizione in Intertoto nel 1994. I granata in trasferta a Firenze dopo un primo tempo nullo subiscono una doccia fredda al 57' quando Rizzoli assegna un rigore inesistente in favore di Rossi. Pepito fa il suo e spiazza Padelli portandosi a 16 reti. I granata rispondono con Larrondo 10' più tardi ma Rebic condanna nuovamente gli ospiti con un piattone al 79'. Ventura si gioca tutte le carte con Meggiorini, ad un passo dal sigillo, poi Kurtic fa 2-2 e lascia sperare i tifosi granata che al 93' hanno un sussulto vedendo Cerci andare dagli 11 metri: l'ala granata è sfortunata perché le gambe tremano e Rosati fa valere la sua voglia di campo chiudendo il varco europeo alla squadra che più lo meritava.
La festa è dunque del Parma che sfrutta una doppietta di Amauri nella ripresa per aver ragione del retrocesso Livorno, mentre il Milan, partito forte a San Siro con gol di Muntari e De Jong, supera di misura il Sassuolo, in rete nel finale dal dischetto con Zaza.

I sorrisi sono per Callejon e Mertens
La resa del mastino passa da Napoli dove la squadra di Mandorlini scende in campo già battuta nello spirito, nonostante la flebile speranza a -2 dal sesto posto: bastano 5' per vedere Callejon festeggiare il quindicesimo gol stagionale davanti a Nicolas Andrade, all'esordio in a per la defezione last-minute di Rafael. Zapata trova poi una doppietta in dodici minuti cui fa eco Mertens nella ripresa. L'Hellas torna a casa con un 5-1 ed un superfluo piazzato di Iturbe.
L'ex Obinna fa invece un regalo al Chievo ribaltando con due sue reti il punteggio sull'Inter andata in vantaggio con l'altro ex Andreolli.

Aranciata amara per il Massimino la vittoria timbrata da Bergessio nell'ultima di stagione col bomber etneo che trova il decimo centro stagionale realizzando il 2-1 dal dischetto per la formazione di Pellegrino.
La squadra rosazzurra sblocca la gara con Lodi, ma viene poi raggiunta da Moussa Koné, dopo due grandissime parate nel giro di un minuto: Sportiello toglie dalla porta una zuccata di Bergessio, mentre Frison sul ribaltamento di fronte compie il miracolo inutile su Denis prima del tap-in dell'ex Pescara.
Nemmeno questa consolazione invece per il Bologna, ulteriormente ferito nell'orgoglio all'Olimpico dal rigore al 93' di Biglia che decreta la vittoria laziale per 1-0.
Il pareggio di Udine tra Udinese e Samp serve solo a Totò Di Natale che con una tripletta arriva a quota 17 nonostante la brutta annata per Guidolin & co. Okaka, Eder e Soriano, in rete per i blucerchiati, chiudono così il torneo in crescendo.

sabato 10 maggio 2014

L'Hellas getta via l'Europa. 20° per Toni.
Stasera l'Inter saluta capitan Zanetti.

Finale amaro per l'Hellas Verona nella grandissima stagione del ritorno in Serie A culminata con una lunga rincorsa alla Uefa Europa League, probabilmente del tutto lontana dopo l'ennesimo successo sfumato nei minuti di recupero.
L'Udinese come la Lazio raggiunge Mandorlini nel finale dopo la pronta gioia per Luca Toni che sblocca dal dischetto per i gialloblù dopo 14'. Peccato il bomber, salito a quota 20 ad una lunghezza dal capocannoniere Immobile, si divori il radoppio al 25' sull'imbeccata di Hallfredsson.

Emil Hallfredsson c'era dalla Lega Pro.
Uomo da scalata e dall'estrema lucidità, l'islandese si prende però la briga di chiudere apparentemente i conti al 54' superando Scuffet con un mancino al volo da posizione defilata su assist di Juanito Gomez.
La gara sembra  però chiusa appunto solo apparentemente perché Di Natale sfoggia un colpo da campione qual'è per riaprire l'incontro con una favolosa girata al volo dopo appena due minuti.
I friulani, nonostante la mancanza ormai di obbiettivi, diventano protagonisti della sfida per via della paura di vincere dei padroni di casa, orfani di Romulo mandato a casa a poche ore dall'inizio della sfida per vie delle sue precarie condizioni fisiche.
Hertaux, ammonito e squalificato con Danilo per l'ultima giornata, sfiora il pari. Totò si avvicina alla doppietta con un colpo di testa che esce di un amen all'87', poi quando l'Hellas pensa quasi di poter tirare un sospiro di sollievo Badu infila in diagonale Rafael e riporta alla memoria l'Olimpico.
Se il Milan vincerà a Bergamo o se Torino-Lazio avrà una squadra vincitrice i veronesi dovranno accontentarsi solo di aver fatto bella figura quest'anno. Però che gran bella figura!...

domenica 16 marzo 2014

Quando Jonny va l'Inter festa fa.
2-0 a Verona nella sfida europea.

Concretezza special per l'Inter di Mazzarri che trova il sesto risultato utile grazie ad un prezioso 2-0 a Verona.
Sfiorata soltanto la rete per Icardi che colpisce di testa la traversa dopo 4' su iniziativa del brillante terzino brasiliano Jonathan. Al 13' da un altro cross del numero 2 nasce il gol di Palacio grazie al lavoro sulla destra dell'esterno che ubriaca e mette a sedere Albertazzi.
Prandelli al Bentegodi magari avrà pensato al giocatore nerazzurro dettosi disponibile a giocare per la nazionale vista la mancanza di chiamate dalla seleçao.
Marquinho sfiora il pari al 25' con una botta dalla distanza che fa un pò arrabbiare Handanovic, ma è l'unico spiraglio concesso dai nerazzurri.

L'Hellas invoca il penalty con Toni.
Cacciatore ammonito per proteste.
Si arrabbia Toni che invoca il rigore per uno scontro con Ranocchia. Impreca invece Hernanes la cui punizione batte Rafael ma non la traversa.
Jonny, in forma strepitosa, la chiude nel secondo tempo su assist di Hernanes correggendo in porta la prima battuta respinta da Rafael al 62'.
L'occasione scaligera arriva comunque ma è recapitata da Marquinho sulla zucca maledetta di Moras che non schiaccia nella porta vuota la palla della speranza.
L'imbattibilità di Handanovic resta di 320' anche grazie al grandissimo intervento su Romulo (migliore dei suoi) a tempo scaduto.

lunedì 10 marzo 2014

Conte fiuta lo scudetto: 1-0 sui viola. Giovedì bis. Callejon stende Garcia.

Buona la Fiorentina per la Juventus che vince il primo round della triplice sfida cui sono chiamate le due squadre in questo periodo spuntandola con una rete di Asamoah nel launch-match della domenica.
A Torino i bianconeri partono rabbiosi, memori forse del ribaltone col 4-2 finale al Franchi, e mettono subito le cose in chiaro con una buona azione di Asamoah ed un tiro da posizione pericolosa di Pogba.
Il ghanese riprova ancora al 43' e manda la palla nel sette dopo una grande frenata in area.
Conte a fine gara parla di una Juve campione al 50% e ringrazia la traversa di Matos nel finale sull'unica distrazione dei suoi.

L'amara istantanea: Strootman è k.o.
La speranza di Maria Callejon ridona invece stimoli al campionato del Napoli, a -3 dalla Roma grazie alla rete dell'attaccante spagnolo che decide lo scontro diretto.
Gli ospiti si fanno preferire per tutta la prima frazione ma Gervinho manca in fase finalizzativa, come spesso soprattutto ultimamente avviene, due ottimi palloni trovandosi nell'ultima circostanza ad un passo da Reina che chiude con una grande uscita. In mezzo gol annullato a Benatia per effettivo offside.
Reina chiude il tempo con un miracolo su una sberla di Bastos.
La prima frazione porta però via alla Roma Kevin Strootman (distorsione al ginocchio sinistro, attesa la risonanza per domani) ed accende la sfida. Callejon e Maicon s'avvicinano al colpo vincente, mentre Hamsik continua a soffrire in mezzo al campo fino all'ingresso di Insigne.
La carta vincente è l'altro nuovo ingresso per gli azzurri: il terzino Goulham che imbecca Callejon con la palla decisiva che vale la testata dell'1-0.