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lunedì 19 maggio 2014

Conte chiude col record: 102 punti.
Piange l'altra Torino: ciao Europa!

Scrive la storia del massimo campionato italiano con 102 punti, record ufficiale in Serie A, ma rischia di lasciare la Juventus resa per tre volte campione su altrettanti tornei disputati nelle ultime stagioni.
I tifosi accorsi allo Stadium allora si fanno sentire con uno striscione gigante srotolato nella Sud e con mille altri che inneggiano "CON...TE!" giocando sul nome del loro condottiero affinché resti al timone della Juve.
La Juve che da il Là alla festa con un 3-0 sul Cagliari inaugurato dall'ennesima gemma di Pirlo su punizione dopo 8' (e poco importa se ufficialmente è autogol per la carambola sulla schiena di Silvestri), dal 16° sigillo di Llorente e dalla firma di Marchisio. Non trova il gol Tevez che deve lasciare il titolo di cannoniere al rivale concittadino Immobile.
I bianconeri danno 17 punti di margine alla Roma demotivata nelle ultime giornate e k.o. nella sua versione baby a Genova: i grifoni festeggiano col talentino greco Fetfatzidis un prestigioso successo a 7' dal termine.

La disperazione di Cerci nel finale.
Il Toro tradito da Cerci abbandona le velleità di tornare in Europa dopo l'apparizione in Intertoto nel 1994. I granata in trasferta a Firenze dopo un primo tempo nullo subiscono una doccia fredda al 57' quando Rizzoli assegna un rigore inesistente in favore di Rossi. Pepito fa il suo e spiazza Padelli portandosi a 16 reti. I granata rispondono con Larrondo 10' più tardi ma Rebic condanna nuovamente gli ospiti con un piattone al 79'. Ventura si gioca tutte le carte con Meggiorini, ad un passo dal sigillo, poi Kurtic fa 2-2 e lascia sperare i tifosi granata che al 93' hanno un sussulto vedendo Cerci andare dagli 11 metri: l'ala granata è sfortunata perché le gambe tremano e Rosati fa valere la sua voglia di campo chiudendo il varco europeo alla squadra che più lo meritava.
La festa è dunque del Parma che sfrutta una doppietta di Amauri nella ripresa per aver ragione del retrocesso Livorno, mentre il Milan, partito forte a San Siro con gol di Muntari e De Jong, supera di misura il Sassuolo, in rete nel finale dal dischetto con Zaza.

I sorrisi sono per Callejon e Mertens
La resa del mastino passa da Napoli dove la squadra di Mandorlini scende in campo già battuta nello spirito, nonostante la flebile speranza a -2 dal sesto posto: bastano 5' per vedere Callejon festeggiare il quindicesimo gol stagionale davanti a Nicolas Andrade, all'esordio in a per la defezione last-minute di Rafael. Zapata trova poi una doppietta in dodici minuti cui fa eco Mertens nella ripresa. L'Hellas torna a casa con un 5-1 ed un superfluo piazzato di Iturbe.
L'ex Obinna fa invece un regalo al Chievo ribaltando con due sue reti il punteggio sull'Inter andata in vantaggio con l'altro ex Andreolli.

Aranciata amara per il Massimino la vittoria timbrata da Bergessio nell'ultima di stagione col bomber etneo che trova il decimo centro stagionale realizzando il 2-1 dal dischetto per la formazione di Pellegrino.
La squadra rosazzurra sblocca la gara con Lodi, ma viene poi raggiunta da Moussa Koné, dopo due grandissime parate nel giro di un minuto: Sportiello toglie dalla porta una zuccata di Bergessio, mentre Frison sul ribaltamento di fronte compie il miracolo inutile su Denis prima del tap-in dell'ex Pescara.
Nemmeno questa consolazione invece per il Bologna, ulteriormente ferito nell'orgoglio all'Olimpico dal rigore al 93' di Biglia che decreta la vittoria laziale per 1-0.
Il pareggio di Udine tra Udinese e Samp serve solo a Totò Di Natale che con una tripletta arriva a quota 17 nonostante la brutta annata per Guidolin & co. Okaka, Eder e Soriano, in rete per i blucerchiati, chiudono così il torneo in crescendo.

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