I tifosi accorsi allo Stadium allora si fanno sentire con uno striscione gigante srotolato nella Sud e con mille altri che inneggiano "CON...TE!" giocando sul nome del loro condottiero affinché resti al timone della Juve.
La Juve che da il Là alla festa con un 3-0 sul Cagliari inaugurato dall'ennesima gemma di Pirlo su punizione dopo 8' (e poco importa se ufficialmente è autogol per la carambola sulla schiena di Silvestri), dal 16° sigillo di Llorente e dalla firma di Marchisio. Non trova il gol Tevez che deve lasciare il titolo di cannoniere al rivale concittadino Immobile.
I bianconeri danno 17 punti di margine alla Roma demotivata nelle ultime giornate e k.o. nella sua versione baby a Genova: i grifoni festeggiano col talentino greco Fetfatzidis un prestigioso successo a 7' dal termine.
| La disperazione di Cerci nel finale. |
La festa è dunque del Parma che sfrutta una doppietta di Amauri nella ripresa per aver ragione del retrocesso Livorno, mentre il Milan, partito forte a San Siro con gol di Muntari e De Jong, supera di misura il Sassuolo, in rete nel finale dal dischetto con Zaza.
| I sorrisi sono per Callejon e Mertens |
L'ex Obinna fa invece un regalo al Chievo ribaltando con due sue reti il punteggio sull'Inter andata in vantaggio con l'altro ex Andreolli.
La squadra rosazzurra sblocca la gara con Lodi, ma viene poi raggiunta da Moussa Koné, dopo due grandissime parate nel giro di un minuto: Sportiello toglie dalla porta una zuccata di Bergessio, mentre Frison sul ribaltamento di fronte compie il miracolo inutile su Denis prima del tap-in dell'ex Pescara.
Nemmeno questa consolazione invece per il Bologna, ulteriormente ferito nell'orgoglio all'Olimpico dal rigore al 93' di Biglia che decreta la vittoria laziale per 1-0.
Il pareggio di Udine tra Udinese e Samp serve solo a Totò Di Natale che con una tripletta arriva a quota 17 nonostante la brutta annata per Guidolin & co. Okaka, Eder e Soriano, in rete per i blucerchiati, chiudono così il torneo in crescendo.
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