Se per ora Berlusconi e Galliani non parlano, intanto il campo non lascia dubbi sull'attuale valore competitivo del Diavoletto che già al 18' viene condannato all'inferno dal suo umile Caronte Muntari il quale butta nel fiume Ionita e manda Toni a far da traghettatore per il vantaggio veneto. Il ragazzone dal dischetto sigla lo 0-1 con un cucchiaino da licenza.
Solo un ingenuo Jankovic, che sbaglia i tempi di anticipo su Mexes nella propria area permette al Milan di pareggiare con un nuovo rigore a fine tempo. Il difensore francese diventa così l'uomo della provvidenza a cavallo della pausa andando a siglare di persona con una zampata il gol del vantaggio al 47' grazie ad una fortunosa deviazione di Agostini su Tachtsidis, accorso insieme al compagno sulla linea di porta.
Il greco riesce quasi a vendicarsi della propria malasorte con una clamorosa traversa a metà tempo, mentre l'opaco Cerci è sostituito da Honda.
Quando i giochi sembrano fatti il Milan si complica tutto lasciando Nico Lopez (entrato al 79') libero di fronte all'omonimo Diego di siglare il 2-2 poco prima del game-over.
Onestamente non potete proprio chiedervi "Pippo, che cazzo fai?!"
| S. Eto'o riprende l'istante del suo gol. |
Gli isolani di Zola devono rinunciare a molte pedine preziose, tra cui Donsah in mediana, ma l'esordio di Husbauer, centrocampista col vizietto del gol ai tempi dello Sparta viene ulteriormente rinviato.
La serata comincia con un Eto'o in evidenza, ma solo per le stringe allacciate a Brkic dopo 17'. Il suo lavoro, fare gol, lo svolge invece De Silvestri con zuccata vincente su angolo al 32'.
Nella ripresa la formazione di Sinisa è molto convincente, ma Okaka manca il raddoppio. L'ex Inter invece si sblocca al 72' con un destro molto meno misericordioso per Brkic rispetto al gesto di fair-play del primo tempo.
La Doria con questo successo torna a bussare alle porte dell'Europa League agguantando la Fiorentina in attesa della trasferta viola all'Olimpico.
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