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sabato 15 gennaio 2022

Non solo Sikazwe! Tra gli arbitri di Coppa d'Africa per la prima volta una donna!



Dopo la farsa di Sikawze un grande passo positivo: arriva il primo arbitro donna in Coppa d'Africa


Salima Mukansanga è la prima donna nella storia a far parte della terna arbitrale d'una sfida della Coppa d'Africa. La 33enne Mukansanga di origine ruandese ha infatti operato nel ruolo di quarto uomo nella sfida tra Guinea e Malawi.
E' per lei il coronamento di un cammino che l'ha già vista alle Olimpiadi 2020 di Tokyo, ai mondiali femminili 2019 in Francia, a quelli Under 17 nel 2018 ed alle qualificazioni olimpiche Under 23.
Un segnale davvero positivo da parte della Federazione Africana che ha fatto una figuraccia pochi giorni fa con lo zambiano Sikazwe, il quale aveva fischiato con qualche minuto di anticipo la fine di Tunisia-Mali salvo poi farsi credere vittima di un colpo di sole.
E pensare che l'arbitro aveva come sogno principale quello di sfondare nella pallacanestro, stessa passione condivisa da Pierluigi Collina cui lei è paragonata.
L'ex fischietto bolognese ha spesso parlato del termine arbitro dicendo affermando: 'Mi piacerebbe parlare di arbitri senza dover declinare la parola al maschile o al femminile'.
Un segnale di questo tipo è ancor più forte se viene da un continente che ancora in alcuni paesi tollera pratiche come l'infibulazione. Se vogliamo l'uguaglianza, è lo Sport il giusto canale per portare questo messaggio.

lunedì 16 gennaio 2017

L'Africa sa di Premier con Mahrez e Mane.
L'algerino fa doppietta ma sorride solo il red

Attenti al Senegal che si candida come outsider della Coppa d'Africa gabonese con la buona prestazione dell'esordio sulla Tunisia. I giocatori a disposizione di Aliou Cissé sono di indubbia qualità e di buona esperienza europea, a cominciare da quella partenopea di Koulibaly in mezzo alla difesa. Mané fa il resto trasformando un rigore dopo appena 10' e procurando l'assist per il 2-0 definitivo di Mbodji di testa sul corner battuto dal giocatore del Liverpool.
Parla inglese anche Algeria-Zimbabwe dove Mbolhi fa miracoli per tenere a freno i guerrieri nordafricani, pericolosissimi già in avvio con Billiat. Mahrez la sblocca però al 10' con un gran diagonale sul palo lontano, poi a sorpresa i rivali ribaltano con Mahachi e Mushekwi. All'82' è ancora Mahrez a ridar vita ai suoi col gol del pareggio. L'Algeria esce delusa dal campo ma col sacco mezzo pieno per il pessimo gioco espresso.

mercoledì 10 luglio 2013

Egitto sull'orlo d'una guerra civile: Fratelli musulmani rifiutano governo.

Mohamed Badie, capo Fratelli
Musulmani verso guerra civile.
Nessun patto con i golpisti per i Fratelli Musulmani. Con questa posizione l'organizzazione pro-Morsi ha fatto capire che i disordini nel paese continueranno dopo la destituzione del Premier.
Il nuovo leader ad interim, Hazem el Beblawi consulterà in queste ore Mohamed el Baradei e Ziad Bahaa-Eldin per la formazione della nuova maggioranza.
Mansur, presidente ad interim del paese, ha annunciato che le elezioni si terranno nel giro di sei mesi mentre i Fratelli Musulmani tuonano: "Sarà il giorno del milione di martiri". I primi nel Sinai, dove due uomini sono stati uccisi (e sei feriti) in un checkpoint delle forze di sicurezza.

domenica 7 luglio 2013

L'Egitto nel sangue per Morsi: 30 morti. Fratelli musulmani alleati con la Jihad.

Morsi e morti a dividere l'Egitto in queste ore: l'ex Presidente viene appoggiato dai Fratelli musulmani che sono in continuo conflitto con i sostenitori del golpe.
Negli scontri della scorsa notte è intervenuto anche l'esercito che ha sparato sulla folla provocando 37 decessi tra le città del Cairo, Alessandria e Suez.
L'Egitto sta indagando intanto su Khairat el Shater, numero 2 dei Fratelli Musulmani che dovette ceder a Morsi la poltrona nel 2011 per via dei suoi precedenti penali: quest'uomo avrebbe ordinato l'uccisione di otto civili nell'assalto del quartier generale presso il Cairo.

El Baradei, premio Nobel
per la pace nel 2005. 
Lontano l'uomo della pace dal Governo ad Interim: El Baradei, nobel nel 2005 per la pace, è ora solo una delle opzioni secondo quanto dichiarato dalla presidenza che ha dovuto tener conto dell'opposizione dell'organizzazione pro-Morsi e del partito del Nour. Baradei è stato definito un "uomo degli Usa".
Intanto Ansar al Shariah, nuovo gruppo jihadista, minaccia violenze per imporre la sharia, ovvero il potere militare, al fine di vendicare la deposizione di Morsi.

giovedì 4 luglio 2013

Egitto divora Costituzione con Morsi. Golpe e fuochi d'artificio per Mansour.

Golpe in Egitto dove il Presidente Mohamed Morsi è stato destituito con un colpo di stato da Piazza Tahrir.
A guidare la nazione vi sarà ora il magistrato Adly Mansour, eletto come Presidente ad Interim della Repubblica Araba d'Egitto. Il leader uscente, che era salito al potere due anni fa al posto di Mubarak, è da ieri sera detenuto presso il Ministero della Difesa.
Nel frattempo è iniziata la caccia a 300 esponenti del movimento dei Fratelli Musulmani che sostiene Morsi e che le forze militari vogliono rinchiudere nel carcere di Torah Mahkoum del Cairo dov'è detenuto anche Mubarak.

martedì 25 giugno 2013

Il Re dell'Africa sta per spegnersi. Madiba Mandela è in condizioni critiche.

Il martire dell'Apartheid Nelson Mandela è in condizioni critiche a Pretoria. Mandela era già stato ricoverato lo scorso 28 Marzo e poi ancora l'8 Giugno per una infezione polmonare.
Le sue gravi condizioni di salute fanno pensare che all'uomo che ha fatto cadere del tutto l'apartheid nel 1990, con l'allora presidente sud africano Frederik de Klerk, restino ormai poche ore da vivere.
A darne l'annuncio tra le lacrime il portavoce Zuma, davanti alle telecamere del mondo che attendeva buone nuove sulla sua destabilizzata salute.

Manifestanti pro-Acn di Mandela.
27 anni di sacrificio per la libertà del suo paese, trascorsi in carcere per aver lottato con le armi tramite il partito da lui fondato, l'Acn, al fine d'abolire l'Apartheid. L'ex leader sud africano è rimasto in prigione dall'11 Luglio del 1963 all'11 Febbraio del 1990 per ottenere il suo scopo rifiutando la libertà in cambio dell'abbandono della sua propria lotta personale da egli sempre motteggiata con lo slogan:
"Unitevi! Mobilitatevi! Lottate! Tra l'incudine delle azioni di massa e il martello della lotta armata dobbiamo annientare l'apartheid!".
Il suo modo di affrontare la repressione della libertà è sempre stata la chiave della sua vita fin da quando rifiuto il matrimonio impostogli dalla tribù del suo paese all'età di 22 anni per scappare a Johannesburg col cugino.