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martedì 18 marzo 2014

Serata di GALA per il vecchio Eto'o.
Mou ringrazia. Ronaldo fa 13.

"Vecchio sì, con quello che hai da dire" cantava un redivivo Renato Zero nel festival sanremese del 1990, dove tornava come artista dato ormai per scomparso dal panorama della musica italiana. Parallelismi con i quali parliamo di un campione che dal suo mondo non s'è invece mai assentato, nonostante la punzecchiatura del suo coach di 10 giorni fa cui il camerunese Samuel Eto'o ha risposto rendendo facile una qualificazione che per il Chelsea era incerta dopo il pari per 1-1 ad Istanbul.
D'altronde lui è Samuel Eto'o, per dirla con le sue parole, e gli bastano 4 minuti per inchiodare Muslera e far capire agli ospiti che il compito sarà assai più arduo allo Stamford Brigde rispetto al match di due settimane fa, infatti la formazione del Mancio non trova mai un'occasione utile con la sua stella Drogba, premiato con la scarpa d'argento ad inizio partita fra gli applausi scroscianti del pubblico londinese.
Didì fa reparto da solo, ma è persino troppo isolato, mentre il giustiziere della Juve, Wes Sneijder, è ben ingabbiato da Terry e Cahill, australiano che chiude in gloria siglando il raddoppio al 57' di testa su sponda aerea del compagno di reparto.

Tegola nel Real: fa crac Jesé Rodriguez.
Verso José, senza Jesé. Si può riassumere con un gioco di parole la serata europea del Real che ben poco ha da dire al Bernabeu contro lo Schalke, umiliato con un 6-1 a domicilio nella sfida d'andata.
Il verbo se lo prende così subito Cristiano Ronaldo che sblocca al 21' cui lo Schalke risponde alla mezzora con un tentativo di Hoogland deviato nella porta castillana da Ramos, ma CR7 sigla al 74' una doppietta che lo fa salire a quota 13 in attesa del colpo da Totocalcio che permetterebbe al portoghese di eguagliare José Altafini che nel primo Milan iridato nel continente di Nereo Rocco del 1962 fece addirittura 14 reti. Di Morata un minuto più tardi il sigillo che chiude la contesa.
Chiusa anche la stagione di Jesé per il quale si sospetta la rottura del crociato.

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