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giovedì 20 marzo 2014

Van Persie corona l'impossible dream.
Moyes re per una notte. Onore Zenit.

Il teatro dei sogni fa grande persino lo United più modesto degli ultimi 20 anni che riesce a ribaltare il pesante k.o. per 2-0 rimediato al "Pireo" grazie alla serata di gloria vissuta da Robin Van Persie.
Moyes rispolvera Giggs per il discusso Fellaini ed il gallese gli fa subito un favore, dopo un bel cross per la zuccata di Rooney contro il palo, con un assist per Van Persie al 24' che guadagna il rigore per trattenuta di Holebas. L'olandese si sblocca superando Roberto, che pur intuisce il tentativo di trasformazione dal dischetto.
L'Old Trafford si accende e quasi scoppia pochi minuti dopo quando Evra stacca di testa indisturbato su calcio d'angolo costringendo il guardiano portoghese ad una complicata deviazione in corner, ma subito dopo i greci vanno vicinissimi al gol qualificazione con una doppia occasione con Hernan Perez e Dominguez: sulla prima conclusione De Gea respinge lateralmente e l'ex Zenit batte di prima verso la porta inglese trovando il riflesso col piedone dell'ex Atletico.

De Gea tiene in piedi lo Utd alla mezzora.
Le bandiere dei devils trascinano però Moyes all'impresa: è Rooney infatti a procurare il pallone del raddoppio a RVP superando Holebas con un tiro cross corretto in rete dall'olandese nell'unico minuto di recupero della ripresa.
Anche il secondo tempo si apre con la 5^ inserita per i diavoli rossi che al 52' trovano l'hattrick del loro main-actor, il quale supera su calcio piazzato un imbarazzante Roberto.
Gli inglesi traballano, ma nel momento più duro c'è ancora De Gea che ferma Fuster e respinge una bordata da posizione defilata del solito Dominguez.
Rooney potrebbe chiudere con una volè per il 4-0, ma la sfera esce di poco, mentre Van Persie è costretto a raccogliere la standing-ovation in barella.

Semak lascia subito il segno da coach.
Colpo senza Spalletti per lo Zenit che, esonerato il tecnico di Certaldo nella scorsa settimana, sbanca il rinomato Westfalen Stadion, ribattezzato come Signal Iduna Park per motivi pubblicitari.
I russi non sono mai in corsa per la qualificazione a causa delle falle mostrate nella partita d'andata che hanno permesso ai vice-campioni d'Europa di segnare ben quattro reti, eppure sbloccano prestissimo la gara con un assolo del talentuso Hulk, il quale tiene nome al suo potente nome per disarmare la difesa tedesca e stendere Weidenfeller dopo appena 16'.
Nella serata di Dortmund prestazione chiaroscurale di Criscito che si fa mangiare in testa al 38' per il pareggio di Kehl ma regala la vittoria dell'onore ai suoi con l'assist per il neo-entrato Rondon al 73'.
Con un 2-1 esterno lo Zenit saluta la Champions mentre il Borussia attende il sorteggio per il quarto.

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