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martedì 24 novembre 2015

Il Bate porta la notizia migliore. Zenit al top!

L'esito più interessante della serata è sicuramente quello dell'altra gara del gruppo E dove la Roma gode della libertà di decidere il suo destino grazie al gol di Gordeychuk in Bate-Bayer dopo 2' ma sul tiro centrale del giocatore dell'est c'è una papera clamorosa di Leno. Hernandez è l'unico a farsi vivo dopo un primo tempo di nulla, ma nella ripresa il Leverkusen spinge e dopo un palo pareggia con Mehmedi al 68'. Nel finale di gara Chernik ferma Bellarabi e mantiene il risultato buono per i giallorossi.

giovedì 5 novembre 2015

Mou si rimette in carreggiata in coppa.
Lo Zenit qualificato a punteggio pieno.

Applausi per Mou finalmente allo Stamford Bridge dove la Champions rappresenta un toccasana per il Chelsea in crisi nera in campionato ed i laconici "Nothing to say!" ai microfoni dopo il k.o. col Liverpool.
I blues battono per 2-1 la Dinamo Kiev grazie a Willian che prima provoca l'autogol di Dragovic con un cross da destra al 33' e poi risponde proprio al pari di Dragovic, arrivato a 13' dalla fine, con un bellissimo piazzato sotto l'incrocio di Shovkovskiy all'83'.
La vetta del gruppo G è del Porto, autore d'una passeggiata di salute a Tel Aviv: lusitani già in vantaggio con Tello al 19' e pronti al raddoppio sull'assist dell'ex Barça per Aboubakar il quale manda però sulla traversa a porta sguarnita. André André fa meglio sul tocco del compagno al 49' e Layun sigla il tris con una bella girata di destro al 72'. Zahavi accorcia dal dischetto 3' più tardi ma Aboubakar potrebbe ristabilire le distanze con un bel destro al volo di controbalzo: è ancora traversa ma solo di malasorte.

mercoledì 21 ottobre 2015

Sbaglia anche Neuer! Arsenal 2-0 Bayern.
Mou sbatte sui legni a Kyev. Barça ok.

Segnate sul calendario l'uscita a vuoto di questa sera con la quale Manuel Neuer ha regalato i tre punti all'Arsenal. Una data unica per un portiere abituato a mostrare di sé un solo lato, quello da Supereroe. Nella sfida dell'Emirates non cambia il copione recitato dal guardiano del Bayern che strozza l'urlo nella gola dei tifosi locali con una parata impossibile da metri zero su colpo di testa di Walcott a metà ripresa. Poi inaspettato al 77' arriva l'errore che consente l'1-0 a Giroud ed Ozil arrotonda allo scadere.
Approfitta l'Olympiacos che nello stesso gruppo, girone F, stende la Dinamo Zagabria in trasferta grazie alla rete di Ideye al 79'.

mercoledì 30 settembre 2015

Mou cade nel suo Dragao: blues bruciati per 2-1.
Gunners k.o. al Pireo. Eduardo mani di forbice.

Mani inaffidabili quelle dei portieri della seconda giornata di Champions League ma Eduardo non è certo una sorpresa in tema di inattesi strafalcioni negli interventi.
Come infatti abituatici ai tempi del Genoa, il portiere portoghese ci mette del suo nel k.o. della Dinamo Zagabria all'Allianz Arena dove non è certo la supremazia bavarese l'oggetto della discussione. Douglas Costa buca infatti subito sul proprio palo il portiere ospite con un tiro cross mancino al 13'. Certo se un difensore 18enne ti regala il raddoppio tutto è più facile: Benkovic avrebbe una vita per disimpegnare centralmente dopo il controllo di testa ma sviene di fronte a Thiago Alcantara che apre per il raddoppio di Lewandowski al 21'. Eduardo si fa sfuggire 4' più tardi un tiro di Götze e la gara si chiude. Nella ripresa doppietta di Lewa. 10 gol in 7 giorni non necessitano elogi.
Non va meglio all'Arsenal che rimedia il secondo k.o. nel girone: Pardo con un destro da fuori e Walcott 1' più tardi fanno botta e risposta attorno alla mezzora, ma Ospina entra negli spogliatoi per la pausa con 5' d'anticipo e si fa sfuggire in porta il corner di Fortounis. Il muro greco è ottimo fino al 65' quando Sanchez insacca piazzando di testa su traversone da destra di Walcott ma Finnbogason sigla 60'' il successo greco, salvato da un grandissimo intervento di Roberto su piazzato di Sanchez.

giovedì 23 ottobre 2014

La Juve cambia la maglia, non la storia.
Dramma al Pireo. L'Atletico ne fa 5.

La Juve trova Morata nella gara che certifica l'incompletezza anche per questa stagione nella corsa all'Europa. Per la formazione di Allegri è questa l'unica nota positiva dei 94' del Karaiskakis dove la forzatura Pirlo costa carissima al tecnico livornese che incassa il gol partita proprio per uno dei numerosi palloni persi dall'opaco regista difensivo.
La condizione della squadra non è delle migliori ed i greci mettono in risalto i deficit del numero 21 e di Vidal con la loro corsa e la loro aggressività, benché Buffon debba compiere la prima vera parata su una strepitosa punizione di Dominguez all'8'. Morata si fa notare poco dopo colpendo di testa sotto porta e trovando la deviazione di Tevez che spiazza Roberto, ma Elabdellaoui, marocchino naturalizzato norvegese, mostra la sua freddezza scandinava appostandosi sulla linea col colpo di testa liberatorio.
El Chori Dominguez avvisa Buffon a metà frazione con un gran sinistro di prima intenzione, poi entra nell'azione propiziata da Pirlo con la quale il team di Michel spacca il match. E' il 36': l'ennesimo calo di zuccheri dell'ex Milan lancia l'argentino che scambia con Mitroglou, palla all'ex Palermo e Buffon è condannato, mentre Ogbonna resta a guardare l'inserimento vincente dello svizzero.

Notte da mito per Roberto che nella ripresa scongiura un pari comunque meritato per i torinesi tra i quali persino il tardivo Allegri non può che lanciare Marchisio sul campo già al 55' per Pirlo, comunque osannato dagli amanti del calcio locali nonostante la serataccia.
Kasami sfiora il raddoppio con un diagonale troppo largo ed è l'ultima vera traccia della formazione ellenica che poi si affida a Roberto per difendere quanto costruito.
Il portiere è strepitoso in cinque o sei occasioni: inaugura su Morata il suo secondo tempo stellare fermandolo dopo un grande stop sotto porta con una respinta da zero metri, poi vola a smanacciare un tiro cross di Pogba che rischia di lobbarlo, salva di piede su Tevez e compie il miracolo dei miracoli su un siluro di Morata deviato sul palo.
Persino Abidal prova a farlo cadere ma il guardiano casalingo è in stato di grazia e scongiura il goal del pari sul lancio di Pogba sul quale il difensore ex-Barca compie un'inspiegabile finta.
L'amarcord del pari di Conte all'84' nella sfida dei quarti del 1999 qui ad Atene resta chiaramente solo un ricordo quando anche Tevez viene murato sull'ultima occasione.

Il difensore goleador Gonzalo Godìn.
Atletico forza cinque sul Malmö a Madrid. I colchoneros latitano per un tempo contro gli scandinavi che prima del thè caldo ci provano con un insidioso piazzato sul quale Cortouis mette provvidenzialmente i pugni.
Gli spagnoli onorano ampiamente il pronostico però nella ripresa con un vero e proprio show firmato da Koke al 48', Mandžukić al 61', Griezmann 2' più tardi, dalla solita zuccata di Godín all'87 ed infine da Alessio Cerci che trova il sigillo personale nell'ultimo minuto utile del recupero dopo essere entrato da un quarto d'ora in campo completando una bella azione personale col suo classico sinistro a girare respinto dal palo grazie ad una ribattuta vincente nell'angolo basso dopo l'incertezza dei difensori ospiti.
L'Olympiacos conserva il primato per differenza reti sugli spagnoli, Juve a 3 col Malmö ed ora impegnata a Torino contro i greci ad inizio Novembre nella gara probabilmente più importante delle restanti tre (di cui due in casa).
Allegri sostiene che ci sono ottime chances per passare e ha probabilmente ragione, ma la Juve non dovrà esser la stessa vistasi a Madrid e nei primi 70' del Pireo.

mercoledì 1 ottobre 2014

La Juve scivola lungo il Manzanarre.
Turan stende Buffon dopo 615'.

La Juve si ferma a Madrid, terra delle ultime prodezze europee del suo storico highlander Del Piero.
Buona la versione in maglia evidenziatore vista nel primo tempo, nonostante due leggerezze di Chiellini e Vidal creino problemi dalle parti di Buffon, bravo su Mandzukic dopo una decina di minuti.
L'unica conclusione dei bianconeri in porta è di Paul Pogba che con Lichtsteiner è il più positivo dei suoi ma il suo destro a girare non vale il primo eurogol.
In una frazione priva di emozioni la formazione di Simeone invoca un rigore per mani di Vidal il quale è però troppo vicino al pallone e col braccio attaccato al corpo su un tentativo dal fondo dei casalinghi.

Simeone gioca sui nervi al Calderon.
Poco Atletico il gioco della Juve che perde dinamismo nella ripresa abbassando colpevolmente il proprio baricentro. La gara comincia a somigliare ad una trasferta al Riazor del vecchio Depor di Tristan e Makaay, ovvero ad una sfida contro una squadra ruvida ed arcigna. La Juve sbuffa e tiene botta rischiando l'autogol in avvio con Caceres.
Tevez spreca alcune ripartenze venendo scarsamente assistito e la Juve si vede solo con le scorribande di Lichtsteiner, ma tiri in porta zero. L'unica chance l'avrebbe Llorente grazie ad un semisvenimento di Moya che si attarda nel bloccare un pallone in solitudine. Per il resto lo spagnolo non c'è.
La sfida si risolve al 75' con un traversone di Juanfran sfiorato da Mandzukic e corretto in rete da Arda Turan. Le mosse bianconere a questo punto sono tardive con un Morata che a fronte dei soli 10' giocati si mostra nervoso rimediando un giallo e rischiando persino il secondo.
Il Cholo ci sa fare con il suo stile provocatorio e si porta a casa i primi tre punti.

Rosenberg giustiziere dell'Olympiacos. 
Si riparte da zero nel gruppo A dove la vittoria del Malmö azzera tutti i conti in classifica.
Gli svedesi infatti si prendono i primi tre punti in casa superando l'Olympiacos con una doppietta dell'ex Werder Rosenberg, vicino al gol alla mezzora ma fermato da un miracolo di Roberto.
Lo stesso portiere ospite regala però l'1-0 al bomber degli azzurri cozzando contro Botia a fine tempo e lasciando sguarnita la porta per l'appoggio dell'1-0. I greci chiedono il rigore con Maniatis al 52', steso in area da un tocco di ginocchio, ma non meritano punti per via delle loro lacune difensive nascoste nell'euforica vittoria del Pireo sull'Atletico. La nuova frittata arriva all'81' con Abidal che si perde Cibicki e Rosenberg sfrutta l'assist del compagno per il raddoppio.

mercoledì 17 settembre 2014

CARLITOS WAY. Euro-doppietta al via.
Olympiacos stende Cholo e si candida.

Un Tevez in più è pronto per la campagna europea della Juventus nella nuova stagione. Carlitos mostra la via ad una squadra opaca per un tempo contro il Malmö, squadra molto simile al Kobenhavn con la sua rocciosa difesa ed i pochi spunti offensivi. Lo Stadium sbadiglia infatti fino al thé caldo, persino preoccupato da un tentativo di Eriksson, poi Lichtsteiner imbeccato per due volte da Pogba e dall'apache spreca con un tiro cross per Asamoah entrambe le occasioni a cavallo dei tempi.
Asamoah però diventa fondamentale appena tocca palla in area di rigore quando al 59' restituisce il triangolo di tacco a Tevez che buca Olsen e torna in rete dopo 5 anni e 5 mesi in Champions. Llorente si mangia il raddoppio tirando sul portiere di testa e vanificando il tap-in con un tacco geniale ma lento che permette il colpo di reni al portiere. Lo spagnolo segna poi su assist del pendolino svizzero, ma la terna fischia un offside difficile da valutare.
Quando Morata lo sostituisce si creano i presupposti per il raddoppio: l'azione parte da un contropiede dello spagnolo nato dopo uno svarione difensivo salvato da Bonucci, l'ex Madrid fugge e guadagna un piazzato che el manchado insacca sul palo lontano grazie ad una barriera imperfetta.

La gioia greca: Mitroglou torna e decide.
Una rivale in più ci sarà però per la squadra di Allegri. Al Karaiskakis infatti l'Olympiacos dimostra tutta la propria ruvidezza con un bel successo per 3-2 sui vice-campioni dell'Atletico. Musuaku fa sudare freddo Simeone dopo 13' con un sinistro vincente da fuori, poi Mandzukic fallisce il pari di testa su cross di un ispirato Ansaldi. Il terzino fa tanto bene in fase propositiva quanto male in quella difensiva scontrandosi con Mario Suarez e lasciando via libera al raddoppio di Affellay al 31'. L'ex punta del Bayern riapre però i giochi a pochi minuti dalla pausa con un colpo di testa stavolta preciso su cross di Ansaldi.
El Cholo inserisce Griezmann che si rende subito pericoloso dalle parti di Roberto, bravo a rispondere sul primo palo, ma Kasami corona al 73' il suo meraviglioso match con lo spunto e l'assist vincente per Mitroglou.
La rete del figliol prodigo mette al sicuro i 3 punti al Pireo nonostante il sigillo finale di Griezmann.

giovedì 20 marzo 2014

Van Persie corona l'impossible dream.
Moyes re per una notte. Onore Zenit.

Il teatro dei sogni fa grande persino lo United più modesto degli ultimi 20 anni che riesce a ribaltare il pesante k.o. per 2-0 rimediato al "Pireo" grazie alla serata di gloria vissuta da Robin Van Persie.
Moyes rispolvera Giggs per il discusso Fellaini ed il gallese gli fa subito un favore, dopo un bel cross per la zuccata di Rooney contro il palo, con un assist per Van Persie al 24' che guadagna il rigore per trattenuta di Holebas. L'olandese si sblocca superando Roberto, che pur intuisce il tentativo di trasformazione dal dischetto.
L'Old Trafford si accende e quasi scoppia pochi minuti dopo quando Evra stacca di testa indisturbato su calcio d'angolo costringendo il guardiano portoghese ad una complicata deviazione in corner, ma subito dopo i greci vanno vicinissimi al gol qualificazione con una doppia occasione con Hernan Perez e Dominguez: sulla prima conclusione De Gea respinge lateralmente e l'ex Zenit batte di prima verso la porta inglese trovando il riflesso col piedone dell'ex Atletico.

De Gea tiene in piedi lo Utd alla mezzora.
Le bandiere dei devils trascinano però Moyes all'impresa: è Rooney infatti a procurare il pallone del raddoppio a RVP superando Holebas con un tiro cross corretto in rete dall'olandese nell'unico minuto di recupero della ripresa.
Anche il secondo tempo si apre con la 5^ inserita per i diavoli rossi che al 52' trovano l'hattrick del loro main-actor, il quale supera su calcio piazzato un imbarazzante Roberto.
Gli inglesi traballano, ma nel momento più duro c'è ancora De Gea che ferma Fuster e respinge una bordata da posizione defilata del solito Dominguez.
Rooney potrebbe chiudere con una volè per il 4-0, ma la sfera esce di poco, mentre Van Persie è costretto a raccogliere la standing-ovation in barella.

Semak lascia subito il segno da coach.
Colpo senza Spalletti per lo Zenit che, esonerato il tecnico di Certaldo nella scorsa settimana, sbanca il rinomato Westfalen Stadion, ribattezzato come Signal Iduna Park per motivi pubblicitari.
I russi non sono mai in corsa per la qualificazione a causa delle falle mostrate nella partita d'andata che hanno permesso ai vice-campioni d'Europa di segnare ben quattro reti, eppure sbloccano prestissimo la gara con un assolo del talentuso Hulk, il quale tiene nome al suo potente nome per disarmare la difesa tedesca e stendere Weidenfeller dopo appena 16'.
Nella serata di Dortmund prestazione chiaroscurale di Criscito che si fa mangiare in testa al 38' per il pareggio di Kehl ma regala la vittoria dell'onore ai suoi con l'assist per il neo-entrato Rondon al 73'.
Con un 2-1 esterno lo Zenit saluta la Champions mentre il Borussia attende il sorteggio per il quarto.

mercoledì 26 febbraio 2014

Rabbia greca sullo United: 2-0 al Pireo.
Il BVB manda k.o. Spalletti.

Orgoglio nazionale della Grecia vinta dalla crisi, l'Olympiacos dell'ex Real Michel prende a pallonate lo United al Karaiskakis e vede i quarti di finale di Champions. L'undici di Moyes sembra invece precipitare al Pireo verso il baratro di una stagione dove, perduta la figura carismatica di Sir Alex, la mancanza di un ricambio qualitativo generazionale inizia a farsi sentire.
Un amaro Gary Lineker a fine gara twitta: Arsenal, City e United perdono 2-0. La Premier resta il campionato più competitivo nel mondo?
La gloriosa maglia rossa dei diavoli viene calpestata per 90' al Karaiskakis, stadio dedicato ad un eroe nazionale ellenico, dalla voglia di vincere dei greci, mai in affano ed in vantaggio con un tacco delizioso dopo 38' di Alejandro Dominguez su conclusione di Maniatis.

Rooney non si ripaga delle fatiche.
Rooney si fa in due per cercare il pari ma incontra subito la reattività di Roberto, bravo in un paio di circostanze a chiudere su un pessimo Van Persie.
L'ex Everton gioca una partita costretto a far il terzino per aiutare Vidic, l'unico a capirci qualcosa nel reparto difensivo degli ospiti e pronto a godersi l'Inter. Holebas invece è un regista lucidissimo e banalizza ogni iniziativa degli inglesi, schiaffeggiati dal mancino del costaricano Campbell, 19 enne che l'Italia affronterà i mondiali, al minuto 55.
Ci sarebbe ancora un'eternità, ma anche altrettanta voglia da parte dei biancorossi di scriver la storia in un momento tremendo per il paese e il 2-0 regge senza troppi affanni portando i greci ad un passo dai quarti giocati solo nel lontano 1998 contro la Juventus.

L. Spalletti senza potenziale e speranze.
Vacanze gelide per lo Zenit che paga al Petrovski i due mesi d'inattività contro il Borussia Dortmund.
I tedeschi passano per 4-2 dando l'impressione di poter passeggiare in una sfida che vola sul 2-0 in sessanta secondi: Mkhitaryan e Reus sono lame nel burro al 4' ed al 5' e danno il doppio vantaggio ai tedeschi.
Shatov riapre il match al 58' in posizione sospetta ma i gialloneri di Prussia ristabiliscono le distanze in tre giri di lancette con Lewandoski, l'uomo che doveva andare al Bayern e che è nuovamente protagonista della cavalcata del Dortmund verso le sfide che contano. Infatti Hulk fa 2-3 al 69', ma Robi risponde dopo appena 2' rendendo effettivo il 5° successo esterno su 6 ottavi di coppa sinora giocati e alimentando qualche pensierino verso l'Alvalade nella testa di J. Klopp.

mercoledì 11 dicembre 2013

Utd e Bayer di misura. Beffato Benfica.
City batte Pep, Plzen in Euro League.

Impresa ed eliminazione per il Benfica cui non basta una grandissima rimonta sul Psg per guadagnarsi il diritto di giocarsi gli ottavi di Champions League.
I lusitani recuperano lo svantaggio al "Da Luz" contro il Psg a segno col solito Cavani con un rigore di Lima a fine primo tempo ed il gol di Gaitan dopo un'ora di gioco ma pagano dazio rispetto all'Olympiacos per differenza reti.
Le aquile vivono un'ora di speranza grazie ai miracoli del portiere Silvio Proto che neutralizza due rigori al "Karaiskakis". Greci in vantaggio con Saviola e ripresi da Kljestan nel primo tempo, poi l'argentino è il primo a farsi ipnotizzare dal portiere belga ma al 58' firma il gol qualificazione.
Weiss ha un'altra occasione per chiuder il discorso dagli 11 metri ma fa ancora i conti con la bravura del portiere che a tempo scaduto deve uscire alla disperata concedendo un'altro penalty: per lui è rosso e per l'Olympiacos la festa con il sigillo di Dominguez.

giovedì 28 novembre 2013

Manchester vale 9 gol. Festa Psg.
Pireo e Bayer k.o. ma con un sogno.

Tennis nel gruppo D dove lo United passeggia con inattesa facilità in Germania: le aspirine son malate e mai in partita contro un Rooney invece straripante che procura il vantaggio di Valencia al 22' e l'autogol di Spahic alla mezzora. Nella ripresa Evans, Smalling e Nani fanno dilagare i diavoli rossi.
C'è un ottima compagnia per lo United visto il poker dello Shaktar sull'ormai rassegnata Sociedad: gli ucraini chiudono l'equilibrato primo tempo con un gol di Luiz Adriano al 37', poi dilagano nella ripresa grazie all'immediata rete di Texeira ed alla doppietta di Douglas Costa.

mercoledì 2 ottobre 2013

Tris Bayern sul City! Volo Psg e Pireo. Leverkusen accorcia su Utd e Shaktar.

Pep troppo forte per il City in Inghilterra. La gara finisce 3-1 con una netta sensazione di dominio da parte dei bavaresi, padroni nonostante le lodi sperticate della vigilia di Guardiola nei confronti dei blues.
La sfida prende subito una strada chiara con Ribery che fucila Hart al 7' e gli ospiti che vanno a riposo in vantaggio. I tedeschi dilagano nel primo quarto d'ora della ripresa con Müller (56') e Robben (59'), ma soffrono nel finale con il rosso a Boateng e la rete di Negredo al 79'. Neuer è salvato dalla traversa su Silva e gli ultimi assalti britannici sfumano.
Tre gol ed altrettanti punti anche per il Cska che nel pomeriggio sovietico rimonta il Viktoria Plzen, pronto a gioire dopo 4' con Rajtoral. Tosic e Honda ribaltano la situazione in favore dei padroni di casa, poi la sfida si chiude con l'autorete clamorosa di Reznik a 12' dal termine. Nel recupero il gol per le statistiche di Bakos fissa il risultato sul 3-2.

La grande serata di Mitroglou.
Tre passi a testa per Psg e Olympiacos che mostrano la propria autorità nel gruppo C: i francesi comandano a punteggio pieno grazie alla doppietta di Ibrahimovic ed alla rete di Marquinhos sul Benfica, mentre la formazione ellenica resta seconda con 3 punti in virtù della notte magica di Mitroglou che stende con una tripletta l'Anderlecht a domicilio.
Il risultato dei biancorossi di Atene conferma la pochezza della formazione belga, una delle meno dotate di questa Champions League.