La sfida viene preceduta da un tentato omicidio all'esterno dello stadio dove quattro sostenitori partenopei vengono aggrediti e tra essi un poliziotto in borghese viene colpito al petto da un proiettile trovandosi tuttora in fil di vita.
La partita subisce così un ritardo gigantesco rispetto all'orario prefissato per cominciare con Hamsik che cerca di placare i tifosi andando a parlare sotto la curva, ma in quel momento si scatena un lancio di fumogeni e petardi che feriscono un pompiere.
L'ultimo pugno alla festa sono i fischi all'inno italiano cantato da Alessandra Amoroso.
| Insigne prontissimo: già doppietta al 16'. |
A fine primo tempo i gigliati si svegliano grazie ad Ilicic che prima serve sul mancino di Vargas al 28' la mina che fa riesplodere il match, poi calcia la punizione che varrebbe il pari prima del thé caldo, trovando però Aquilani in offside.
| Mertens è la ciliegina per Rafa Benitez. |
Il cambio decisivo lo ha infatti Benitez che inserisce Pandev, autore di uno spreco clamoroso, e l'uomo ammazza partita: Dries Mertens.
L'11 di Montella si illude con un lob di Ilicic di poter contendere la Coppa ma lo slavo spreca. Non fa altrettanto l'olandese a tempo scaduto, dopo il rosso ad Inler all'80', per il primo successo azzurro di Benitez.
La chiusura della serata è però negativa come l'inizio: i tifosi del Napoli invadono il campo e vanno a provocare la curva viola.
Vince il Napoli con merito, piange il mondo del pallone.
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