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venerdì 21 febbraio 2014

La Juve sfata i turchi. Pari Napoli.
Viola a gonfie vele, Lazio k.o in casa.

Sapore di derby in Europa League per Juventus e Fiorentina che trovano stimoli dalla possibile sfida che le opporrebbe negli ottavi per il raggiungimento di due confortanti risultati in vista della sfida di ritorno: i bianconeri stendono per 2-0 il Trabzonspor, esorcizzando il demone turco dopo il pomeriggio tetro di Istanbul, e la viola s'impone per 3-1 a Esbjerg.
Il racconto parte proprio dalla vittoria dell'11 di Montella che sfrutta la netta inferiorità dei danesi per imporsi in trasferta con il pronto vantaggio di Matri all'8'. Forse la formazione toscana si distrae proprio per la consapevolezza dei suoi mezzi e concede l'immediato pari con una respinta cattiva da Roncaglia sfruttata da Pusic. Ilicic sposta nuovamente l'ago della bilancia in favore degli ospiti al 16', mentre al 36' Drobo-Ampem stende Matos in area mandando Aquilani a siglare il 3-1 dal dischetto.
Nella ripresa entra Mario Gomez al 55' ma Dubravka gli nega la gioia personale. Una formalità comunque il ritorno al "Franchi".

Ilicic sempre più considerato in viola.
Ritrova la Trebisonda la Juve che questa volta non floppa contro i turchi nonostante la non incoraggiante partenza del reparto difensivo dimezzato dall'infermeria con Ogbonna regala palloni pericolosi per le ripartenze degli ospiti.
Osvaldo toglie le castagne dal fuoco al 15' con la sua prima marcatura dell'avventura in bianconero sfruttando un rimpallo per battere Onur Kivrak. La rete cambia il primo tempo bianconero con Isla costante spina nel fianco della difesa rivale.
Llorente e Vidal rilevano Isla e Osvlado nella ripresa, ma il Trabzon fa 1-1 a metà frazione con Adin Olcan. Qui i bianconeri sono fortunati perché sul cross di Erdogan il guardalinee segnala la fuoriuscita della sfera, ma il gol riscrive ancora la storia di una sfida che ora perde ogni schema.
Continui i capovolgimenti di fronte con Vidal che rischia di regalare il pari al 73' e con un piazzato mal sfruttato da Paulo Henrique, già castigatore della Lazio. Tevez, 10 di numero e di voto questa sera, risolve forse la qualificazione strappando un pallone in tackle scivolato al 94' e servendo per il piazzato del raddoppio Paul Pogba.

W. Bony fa i conti senza Rafael Cabral.
Salva la pelle invece nella serata il Napoli che nella trasferta di Landore spaventa in avvio lo Swansea: i cigni tremano al 3' sul diagonale di Callejon, poi ringraziano Worm per l'intervento su Hamsik un minuto più tardi.
Ma i cigni alzano il collo e si presentano davanti a Rafael, immenso al 16' nello scongiurare il vantaggio gallese sul tiro nel sette del funambolico Dyer e bravissimo al 22' in uscita bassa su Bony.
E' ancora l'l'ex Vitesse ad aprire con una buona occasione aerea la ripresa nella quale il portiere brasiliano esce di scena per dolori al ginocchio e viene rimpiazzato da un Reina, non al meglio della forma (lo stesso Higuain gioca nel frattempo con noie alla schiena), ma il portiere spagnolo non è da meno sulla zuccata di Williams e su conclusione di Routledge.
Mertens non serve a vivacizzare la serata che si chiude con uno spreco clamoroso del neo-entrato Shelvey la cui azione certifica la bontà del pari a reti bianche in vista del ritorno al "San Paolo".

Berisha ferma il lob di Djakov, poi cade.
Horror all'Olimpico dove la Lazio cede ai bulgari del Ludogorets per 1-0. La prima avvisaglia di una serata storta arriva al 7' quando viene assegnato un penalty agli ospiti per un discutibile mani di Cana (braccia attaccate al corpo), ma Dyakov calcia a 2Km/h con un inutile lob bloccato da Berisha.
Keita accende i suoi con uno spunto rifinito per Klose ma il bomber cicca di tacco al 34', poi Marcelinho scuote la traversa facendo ancora paura ai biancocelesti, colpiti poco prima del riposo dalla botta di Bezjak. Si fa sorprendere colpevolmente Berisha con un passo nella direzione opposta sulla partenza del tiro vincente.
Nella ripresa anche la Lazio fallisce dal dischetto un opportunità da rete con Stoyanov che fa piangere Felipe Anderson un minuto dopo una sua deviazione sul palo. Djakov e Cavanda si fanno cacciare e la formazione biancoceleste non trova un forcing buono per affrontare con serenità la trasferta.

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