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mercoledì 11 giugno 2014

Portogallo con qualità ma senza ori.
Bento confida ovviamente in CR7.

Pianti di stelle contraddistinguono la storia del calcio nazionale portoghese passato dalla prima eliminazione olimpica per 2-1 nei quarti dell'Olimpiade di Amsterdam contro l'Egitto nel 1928 al silenzio assoluto dei 32 anni che vanno dal titolo mondiale uruguayano nel 1930 fino al mondiale cileno del 1962.
Neppure il rimpianto Eusebio può nel 1966, alla prima partecipazione ai Mondiali per lui e per i lusitani, trascinare la sua selezione alla vittoria nonostante una performance strepitosa con tre gol in ogni gara del girone da parte dei rossoverdi: stesa per 3-1 l'Ungheria all'esordio, la pantera nera si scatena con tre gol di cui uno sulla Bulgaria (3-0) e due al Brasile (3-1).
Eusebio sarà indiscusso cannoniere di quell'edizione grazie ad un poker nei quarti (si giocava una coppa a 16 squadre) contro la sorprendente Nord Corea che sconfisse l'Italia con rete del dentista Park Doo Ik: gli asiatici daranno filo da torcere alla Selecção das Quinas subendo il 5-3 solo ad 1' dal termine.
Bobby Charlton piegherà però anche la classe di Eusebio con una doppietta in semifinale, dove O'rey segnerà l'ottava rete personale nel finale. Inglesi avanti con un 2-1. Eusebio chiuderà a quota 9 con una rete sull'Urss battuta per 2-1 per il bronzo.

Charisteas segna il picco negativo della
storia lusitana nei tornei internazionali.
La beffa più grande per Cristiano Ronaldo arriva nel 2004 nell'Europeo perso in casa in una finale che pare aver esito scontato contro la Grecia: gli ellenici invece, dopo aver vinto già la gara inaugurale sui lusitani con reti di Karagounis (che militava peraltro nel Benfica) e Basinas, strappano il titolo ai rivali con una rete di Charisteas nella finale del Da Luz. Il torneo che aveva visto l'11 di Scolari eliminare la Spagna nel girone, poi l'Inghilterra ai rigori e l'Olanda per 2-1 in semifinale si conclude dunque tra le lacrime.
Sono ancora i tiri dal dischetto contro gli inglesi però a risvegliare l'orgoglio portoghese nel 2006 in Germania, dopo un fortunato girone dominato su Messico, Angola ed Iran: un gol di Maniche sull'Olanda consegna ai lusitani la riedizione della sfida con i leoni che si conclude nello stesso modo, ma la semifinale è resa amara da Zizou Zidane. La Germania si prende il bronzo con un 3-1 pochi giorni dopo.
Al sesto mondiale i lusitani si presentano con una rosa che potrebbe esser raccolta in una filastrocca per scarsità di rinnovamento ma che può al solito contare sulla spinta di Ronaldo e Coentrão.

PORTOGALLO:
Portieri:
-Beto (Siviglia),
-Eduardo (Braga),
-Rui Patrício (Sporting);
Difensori:
-André Almeida (Benfica),
-Bruno Alves (Fenerbahçe),
-Fábio Coentrão (Real Madrid),
-João Pereira (Valencia),
-Neto (Zenit),
-Pepe (Real Madrid),
-Ricardo Costa (Valencia);
Centrocampisti:
-João Moutinho (Monaco),
-Miguel Veloso (Dinamo Kiev),
-Raul Meireles (Fenerbahçe),
-Rúben Amorim (Benfica),
-William Carvalho (Sporting),
-Rafa Silva (Braga);
Attaccanti:
-Cristiano Ronaldo (Real Madrid),
-Éder (SC Braga),
-Hélder Postiga (Lazio),
-Hugo Almeida (Besiktas),
-Nani (Manchester United),
-Varela (Porto),
-Vieirinha (Wolfsburg).

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