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venerdì 20 marzo 2015

La Fiorentina umilia la Roma e va ai quarti.
Napoli presente dopo 26 anni. Silenzi Inter.

SALAHsso per la Roma che capitola clamorosamente nel derby tutto italiano in UEFA Europa League dopo l'1-1 del Franchi contro la Fiorentina.
I giallorossi nonostante il microvantaggio del gol esterno non sono mai in corsa per la qualificazione davanti al proprio pubblico, complice un'evidente condizione psicofisica assai scarsa rispetto ai rivali. Holebas e Skorupski ne sono la riprova con i due errori che compromettono la partita: il terzino stende Fernandez in area dopo 8' e consente a Gonzalo Rodriguez di sbloccare mentre il portiere regala il raddoppio a Marcos Alonso sbagliando un controllo palla al 13'. Basanta cala il tris di testa su corner al 21' e nella ripresa Salah, prima con una percussione alla Maradona conclusa con la traversa, poi con un gran destro a giro sul palo, potrebbe rendere più umiliante il passivo.

Kuranyi le prova tutte. Napoli sicuro.
Napoli coi viola protagonisti nel sorteggio di Nyon per i quarti che si terrà domani ad ora di pranzo.
I partenopei si qualificano come da pronostico dopo il 3-1 sulla Dinamo Mosca al San Paolo nonostante la mancanza di killer-istinct comporti per Benitez qualche rischio nella trasferta sovietica: Maggio, Mertens con una traversa e Callejon potrebbero già bucare Gabulov nel primo quarto d'ora. A Samba e Kokorin vengono subito dopo annullate due reti per offside, ma è ancora il Napoli a sprecare con Higuain che manda alto un lob a porta vuota.
Il più pericoloso per i casalinghi è Kuranyi ma lo 0-0 finale va benissimo agli asinelli ai quarti dopo 26 anni in questo torneo.

A San Siro gioisce un tedesco di Crotone.
Perse le parole per commentarla, per esprimerla citando il suo grandissimo tifoso Ligabue, l'Inter mostra nuovamente a San Siro i suoi peggiori aspetti.
La formazione di Mancini, reduce da tre sberle a Volkswagen Arena, subisce i lupi davanti al proprio pubblico. Carrizo maschera con una grande uscita su Dost la prima falla, poco dopo Benaglio respinge in corner un tiro da due passi di Icardi. Sul fronte opposto il tedesco di origine calabrese Caligiuri condanna definitivamente i casalinghi al 24' con un piattone sotto la pancia del guardiano argentino.
Il Mancio toglie Kovacic al 55' (a conferma d'un amore mai nato) per Kuzmanovic, poi al 71' Palacio raddrizza la situazione e riaccende la fiammella. L'Inter purtroppo è quello che è, per stessa ammissione del Mancio che ha dichiarato di esser stato troppo ottimista sulla squadra, e ad un minuto dal termine Bendtner lo ricorda a tutti permettendo ai lupi di vincere anche a Milano.

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