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domenica 11 dicembre 2016

Higuain vince il derby dei bomber su Belotti.
Fofana strega l'Atalanta, colpo Chievo

I soldi fanno la felicità nel calcio aldilà dei loghi comuni e Gonzalo Higuain non è arrivato per caso allo Stadium per 130 milioni di euro, bensì perché da un goleador, da un fuoriclasse del suo calibro ci si aspettano i gol che fanno vincere partite che non finirebbero col bottino pieno senza il colpo decisivo, come quello che oggi el Pipita ha piazzato ad un Toro di non solo cuore, come il vecchio team granata degli ultimi anni, ma d'altrettanta qualità.
L'11 di Mihajlovic è più che combattivo, è pericoloso. Al 16' passa a condurre alla vera prima azione con Belotti che insacca di testa sulla prima discesa di Benassi dopo una rischiosa trattenuta di Rugani sul bomber granata. Il gol pesa quanto i 100 milioni della clausola fissata da Cairo ma Higuain al 28' sfrutta l'assist di tacco di Mandzukic su ribaltamento di fronte per impattare.
La gara del croato poi passa da un giallo ed un cambio per Dybala che lo farà innervosire. Nel frattempo Lichtsteiner cade in area reclamando un rigore e Ljajic spreca col piattone a 20' dal termine. Spreco che è parola ignota a Higuain, il quale decide il match con una zampata all'82' su rilancio di Chiellini. La risposta a chi lo definiva in crisi è abbastanza chiara, ma nel finale potrebbe addirittura arrivare la tripletta scongiurata in uscita da Hart, il quale deve arrendersi però a Pjanic.

martedì 6 dicembre 2016

Chievo-Genoa senza gol, Danilo magico al Friuli

Il Meggiorini show non basta al Chievo per superarare il Genoa.
Finisce in un ingiusto 0-0 il posticipo delle ore 19,00 con Inglese subito a scaldare i guanti di Perin e Meggiorini a sfiorare un gol da cineteca con un colpo da shaolin-soccer da 35 metri.
Il 69 è scatenato ed al 36' Muñoz è costretto al fallo da rigore che Birsa cestina mandando in curva.
Nella ripresa Sorrentino rischia di subire un autogol da Frey ma smanaccia in corner, poi quando nulla può a fine gara sul destro a girare di Ninkovic il palo fa da scudo e la partita non si schioda.

domenica 21 febbraio 2016

Gli ex non spaventano Mancio: 3-1 al Doria.
L'Hellas sale nel derby della Scala: 3-1

L'Inter si scuote a San Siro contro il Doria e torna al successo in una giornata cruciale nella sfida per l'Europa con i cugini impegnati domani sera al San Paolo di Napoli.
Bastano però 11' a Quagliarella per far capire a Handanovic che non sarà gara facile col portiere sloveno abile nel rispondere alla tempestiva girata dell'attaccante. Quando lo scugnizzo ci riprova con una volé da destra invece l'estremo nerazzurro è fortunato con palla di poco a lato.
L'Inter passa al 23': dal corner di Brozovic, Murillo fa sponda per D'Ambrosio che deve solo appoggiare in porta. Anche sul raddoppio nerazzurro è fondamentale il 77 dalla bandierina con sponda di Melo per Miranda il quale supera Viviano che mette i guanti aldilà della linea di porta.
Icardi chiude i giochi al 73' con un contropiede finalizzato grazie al sonno di Ranocchia in diagonale sull'ennesima giocata da rifinitore dell'ex Dinamo Zagabria.
Al 90' Quagliarella riesce a chiuder il match con un meritatissimo punto della bandiera grazie ad un bel destro ad incrociare in buca d'angolo contro un Handanovic vanamente proteso sulla sua destra.

venerdì 12 febbraio 2016

Spalletti è Poker-Face, la Roma terza.
Sorridono le squadre della capitale

Non solo il Faraone nella rinascita della Roma spallettiana, anzi questa volta El Shaarawy non convince ed il tecnico di Certaldo lo rimpiazza con Pjanic dopo il thé caldo. Digne da la scossa ai suoi con uno sberlone da fuori che inchioda Belec al 56' e squarcia il Braglia. Nainggolan viene murato poco dopo ad un passo dal raddoppio.
Castori inserisce al 57' l'uomo caldo del momento Lasagna cui viene servito subito il piatto da Rüdiger che s'addormenta sulla destra contro Mbakogu consentendo l'assist per il pari a porta sguarnita. I lupi la decidono nel finale grazie all'esplosività di Salah che serve a Dzeko il tap-in che sblocca la sua astinenza all'84' e realizza con una ribattuta il tris dopo un tiro parato a Nainggolan.

giovedì 3 dicembre 2015

Del Neri da la misura all'Hellas: 1-0 sul Pavia.
Furia Zamparini: Palermo k.o. con l'Alessandria

Il Dottor di Verona è il Signor Luigi Del Neri che torna ad una seconda vita in gialloblu dopo quella sponda Chievo nell'ottica di regalare al Mastino la salvezza in A dovendo però passare subito da un bivio come la Tim Cup contro il Pavia per dimostrare almeno che le prime sinergie con i suoi giocatori sono state positive.
C'è sì qualcosa di positivo per il tecnico, che testa alcuni giovani tra cui Tupta, subito al tentativo dalla distanza, e che ritrova la pericolosità di Toni, in torsione aerea a metà tempo, Gli ospiti nel frattempo hanno già dimostrato di non aver voglia di stare a guardare con un bel guizzo di Marchi da destra che serve Bellazzini ben contenuto in corner da Gollini.
Nella ripresa Toni ci riprova con una testata respinta di piede da Facchin su nuovo cross di Tupta, giovane classe '98 proveniente dal Catania Calcio, tuttavia il portiere ospite non può ripetere il miracolo allo scadere su Winck quando la propria difesa ciabatta un cross di Hallfredsson.
Questa squadra continua a dar l'impressione di aver materiale su cui lavorare, ma di aver bisogno di iniezioni di fiducia. Se è vero che vincere aiuta a vincere per Del Neri è un buon inizio.